Radio cubana, fiore all’occhiello della cultura cubana

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Il 22 agosto Cuba ha celebrato il centenario di un mezzo di comunicazione che si presenta come una memoria viva individuale e collettiva, costantemente impegnata a essere più competitiva, inclusiva, emancipatrice, democratica e fedele al proprio pubblico.

Puntare sulla radio significa puntare su un mezzo che ha una storia, una grande tradizione e che ha un elemento essenziale, oltre a tutte le questioni tecniche e a tutto ciò che l’accademia e la pratica possono darti: la passione. Per questo è così difficile andarsene“, dice Yusley Izquierdo Sierra, che lavora a Radio Guamá, a Pinar del Río, da 14 anni.

Questa particolarità è un punto di convergenza tra coloro che lavorano nel sistema radiofonico cubano, continuatore dell’eredità del veterano dell’Esercito di Liberazione e musicista Luis Casas Romero, riconosciuto come il protagonista della prima trasmissione sperimentale, il 22 agosto 1922, sulla stazione 2LC dell’Avana.

Tuttavia, molti documenti, tra cui registrazioni sonore, identificano la prima trasmissione radiofonica sperimentale a onde corte a Cuba come effettuata nel lontano 1912, dalla città taguasca di Tuinucú dal nordamericano Frank Howard Jones, che si era stabilito lì.

A parte i contrappunti storici, la radio, fin dai suoi primi anni, ha saputo affermarsi come patrimonio nazionale. È diventata il compagno più fedele di diverse generazioni, soprattutto nei momenti più complessi, quando, da scenari di crisi come la lotta nella Sierra Maestra, sotto l’assalto degli uragani più forti o quando il COVID-19 ha cercato di soffocare l’intera nazione, non ha lasciato le sue frequenze in silenzio.

Cento anni di trasmissioni ininterrotte; più di 60 anni in cui è stata – secondo le parole di Fidel – “l’artiglieria pesante della Rivoluzione”.

Se la radio cubana celebra oggi il suo centenario, è proprio perché in ogni sua epoca ha contato sul vigore e sul lavoro dei giovani“, dice Elsa Ramos Ramírez, che è arrivata a Radio Sancti Spíritus tre decenni fa dall’Università dell’Oriente e, dalla sua redazione, è diventata una delle firme più riconosciute del Paese, avendo vinto in quattro occasioni il Premio Nazionale di Giornalismo per il lavoro dell’anno, Juan Gualberto Gómez.

Credo che quando i collettivi riusciranno ad articolare le conoscenze e le esperienze di chi fa radio da tempo con chi arriva con nuove conoscenze, pratiche e, soprattutto, con nuovi discorsi più simili a questi tempi, potremo parlare di garanzia che la nostra radio cubana sarà ascoltata dai giovani“, aggiunge Elsa.

La radio è la vicinanza che si crea tra il conduttore e l’ascoltatore. È l’intimità del sussurro, il racconto che, attraverso la parola, penetra nelle tempie, la voce che accompagna, la possibilità di ascoltare le immagini, i sentieri percorsi dalla gente.

Cento anni di trasmissioni ininterrotte; più di 60 anni in cui è stata – secondo le parole di Fidel – “l’artiglieria pesante della Rivoluzione”. La radio a Cuba è il suono di un paese dall’interno.

Fonte: cuba-si.ch/it

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