Panico di fronte ai tagli di Radio e TV Martí

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A Miami si diffonde il panico di fronte ai presunti tagli di finanziamento e personale nella cosiddetta Radio e TV Martí, entrambe create per cercare di sovvertire l’ordine interno a Cuba, con il banale pretesto di “informare della verità il popolo cubano”, cosa che nemmeno loro stessi credono.

Il governo USA e la CIA hanno comprovato che entrambi i media sono interferiti con successo da Cuba e quindi non raggiungono i loro obiettivi, ma causano un costo elevato per le finanze USA, sprecando ogni anno decine di milioni di dollari solo per compiacere la mafia anti-cubana di Miami, compresi i rappresentanti e i senatori che usano quel sostegno per mantenere la loro carriera politica, costruita grazie all’esistenza della Rivoluzione Cubana.

Per questo i rappresentanti Mario Díaz-Balart, Carlos Giménez, María Elvira Salazar, Debbie Wasserman Schultz, Albio Sires e Nicole Malliotakis, insieme ai senatori Marco Rubio e Rick Scott, che devono i loro posti al voto di Miami, hanno inviato una lettera a Kelu Chao, direttrice esecutiva ad interim dell’Agenzia USA per i Media Globali (USAGM), facendo pressioni affinché riconsideri i suoi piani di ridurre il personale presso l’Office of Cuba Broadcasting (OCB), responsabile delle trasmissioni di Radio e TV Martí.

Secondo i congressisti, questo piano causerà licenziamenti entro la fine dell’anno e priverebbe i cubani dell’isola di “ricevere e diffondere le informazioni necessarie per la formazione di idee democratiche”, che provochino l’anelato cambio che Miami aspetta da 63 anni.

Radio Martí nasce nel 1985 per decisione di Ronald Reagan, come parte della sua crociata contro il comunismo, nel Programma Democrazia strutturato nel 1981.

Il contenuto informativo approvato su queste emittenti è di taglio sovversivo, con falsità e distorsioni della realtà, utilizzato in precedenza attraverso la Voice of the Americas, Radio Swan e le note Radio Free Europe / Radio Liberty e Radio Free Asia, tutte sotto la direzione del Agenzia USA per i Media Globali (USAGM), con l’aspirazione di unificare i gruppi controrivoluzionari e indirizzarli a provocare la sollevazione del popolo contro la Rivoluzione.

All’inizio del 2022, Mario Díaz-Balart, María Elvira Salazar e Carlos A. Giménez, hanno presentato i loro criteri contro il taglio dei fondi previsti, con la falsa argomentazione che: “L’amministrazione di Joe Biden è accecata dalla sua ideologia progressista di estrema sinistra e non osa sostenere i diritti fondamentali del popolo cubano, al contempo sceglie allinearsi con gli oppressori del partito comunista a Cuba”.

La pagliacciata non ha paragone e, per provocare altre risate, i noti congressisti affermano che: “Radio e TV Martí sono agenzie efficaci per la libertà, incaricate di fornire informazioni affidabili al popolo cubano”.

La questione è il denaro che entrambi danno alla mafia terrorista anticubana, che si irrora con quei milioni di dollari per conservare la falsa immagine che “informano” i cubani, quando tutti sono convinti che non hanno pubblico, realtà sulla base di numerose inchieste effettuate dalla missione diplomatica yankee all’Avana.

Data l’attuale situazione che sta attraversando l’economia USA, è irresponsabile sostenere una struttura con attrezzature, dispendio energetico, comunicazioni, stipendi e tutto ciò che comporta un’entità simile, per trasmissioni fantasma che nessuno sente o vede, solo per compiacere un gruppuscolo di mafiosi che vivono di storie fallite, come quelle della brigata 2506, sconfitta in meno di 72 ore.

Negli ultimi due anni, con grande discrezione, il Cuba Broadcasting Office ha eliminato il telegiornale di TV Martí, approfittando della pandemia di Covid-19 e assegnato conduttori e alcuni giornalisti televisivi a giornalisti multimediali che producono contenuti audiovisivi e per le reti sociali, come il sito web Martìnoticias.

Oggi il budget assegnato è di 13 milioni di dollari, invece dei 30 milioni che aveva un tempo e se ancora non hanno preso la decisione corretta di chiuderla è per paura di uno scontro con la mafia cubana insediata nel Congresso USA, che, per vergogna di quella nazione, tiene incatenata la sua politica estera verso Cuba.

Per dare più amplificazione a quel trambusto di Miami, hanno diretto diversi artisti cubani, tra cui Willy Chirino e Paquito D’Rivera, insieme ad organizzazioni che sopravvivono per la loro attività contro Cuba, a scrivere una lettera ai congressisti di origine cubana, chiedendo loro di non sottrarre fondi operativi a Radio e TV Martí, poiché entrambi i media “sono di vitale importanza per stimolare il popolo cubano nella sua lotta per la libertà”, dimostrando senza peli sulla lingua il carattere sovversivo per cui sono state create, violando le normative internazionali in materia di comunicazioni.

Potranno fare pressioni, minacciare, ricattare e persino qualificare l’attuale occupante della Casa Bianca come uno “di sinistra”, ma non riusciranno a convincere nessuno, perché il risultato raggiunto in 37 anni da queste stazioni è nullo.

Cuba continua ad essere socialista e neppure l’incremento della crudele e inumana guerra economica, commerciale e finanziaria ha potuto provocare la sognata esplosione sociale, promossa per 63 anni, come aveva previsto la CIA nel suo rapporto su Cuba nel 1993, quando assicurava: “Quando le condizioni sull’isola si deteriorino ulteriormente, è probabile che gli incidenti violenti si diffondano a causa della crescente frustrazione per i tagli all’elettricità, la situazione del trasporto e degli alimenti… Una grande rivolta spingerebbe Castro a dedicare forze per reprimerla… e sarebbe una grande sfida alla sua autorità.”

Gli Yankees hanno, attualmente, un’aspirazione simile e per questo incrementano la loro guerra mediatica sovversiva, parallela all’intensificarsi della guerra economica, riflessa nell’11 luglio ma ora, invece delle auspicate rivolte popolari, hanno provocato un aumento dell’emigrazione illegale  verso gli USA, che devono accettare e sostenere ai sensi del Cuban Adjustment Act, complicando ulteriormente la situazione che presenta attualmente lo stato della Florida.

Bene lo ha qualificato José Martí : “Onore e cuore si scambiano facilmente per denaro”.

Fonte: El Heraldo Cubano

Traduzione: cubainformazione.it

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