La mia famiglia, la mia scelta

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“Sono come sono”, recita il testo di una canzone di un noto trovatore, e forse questo è il modo più semplice per spiegare che ognuno può essere unico e diverso, ma allo stesso tempo simile a molti altri.

È proprio questa prerogativa di scegliere come essere e proiettarsi socialmente che viene presa in considerazione nel nuovo Codice delle famiglie, sul quale tutti i cubani potranno esprimere la loro approvazione o disapprovazione il 25 settembre.

Il documento riconosce, all’articolo 4, sezione d, il diritto al libero sviluppo della personalità e tutela la possibilità per ogni persona di scegliere la costruzione del proprio progetto di vita, di decidere il senso della propria esistenza, secondo i propri valori, idee, aspettative e gusti.

Questo è uno dei motivi per cui Yenny, una donna transessuale, accoglie con favore la legge che abolisce il requisito dell’eterosessualità per accedere a figure giuridicamente protette come il matrimonio, le unioni di fatto, l’adozione o la maternità e paternità attraverso l’uso di tecniche di riproduzione assistita.

Il Codice, dice, è come un grande albero, che ci ripara tutti all’ombra, offrendoci sicurezza e rispetto e permettendoci di mostrarci per quello che siamo, senza doverci nascondere dietro una falsa personalità per fare bella figura.

E in effetti, abbiamo davanti a noi una legge completa e rivoluzionaria, dal punto di vista sociale, che ci mette alla pari con i Paesi più moderni e allo stesso tempo li supera in termini di impegno per la giustizia e l’affetto, nella misura in cui è completamente in linea con i precetti della Costituzione della Repubblica.

La Legge sulle leggi dedica il terzo capitolo del Titolo V alle famiglie negli articoli da 81 a 89, mentre il numero 42 afferma esplicitamente che “tutte le persone sono uguali davanti alla legge, ricevono la stessa protezione e lo stesso trattamento dalle autorità e godono degli stessi diritti, libertà e opportunità”.

Pertanto, dall’eterogeneità del quartiere, Julián e Mario, Rafaela e Gabriel e nonna Zaida e sua nipote, anticipano il loro assenso alla Legge che rispetta la loro volontà quando si tratta di formare una famiglia e li esenta dall’adottare stereotipi che non corrispondono alla loro personalità e alle loro preferenze.

Il Codice rafforza la mia identità riconoscendomi il diritto di assumere la mia natura e mi protegge da pregiudizi e norme convenzionali arcaiche, che in molti casi mi hanno fatto vestire e comportare come non mi sentivo”, spiega Yadira, amante dello stile Pop Punk.

Data la varietà di situazioni e individui che convivono oggi nella società cubana, l’approvazione di un nuovo Codice delle Famiglie è diventata una necessità improrogabile, sentita e sognata dalla maggioranza.

Ancor più quando è concepita con un profondo senso etico, con una vocazione alla pluralità e all’inclusione, costruita sull’affetto, sulla base del rispetto della differenza e, come afferma la dott.ssa Ana María Álvarez-Tabío Albo, docente presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università dell’Avana, “…rafforza il senso e la ricerca della realizzazione della persona, della sua felicità, sulla base del riconoscimento della dignità come valore supremo e fondamento del resto dei diritti costituzionali”.

Fonte: acn

Traduzione: italiacuba.it

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