Vasapollo: “Il Che offre risposte ai problemi di oggi”

Hasta la victoria siempre --Che
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I “Centocellaros” di oggi (eredi curiosi di una storia difficile e gloriosa) riscoprono “Che Guevara economista”.

Erano quasi tutti liceali i ragazzi che, per iniziativa di Rete dei Comunisti, OSA e Cambiare Rotta, ieri pomeriggio si sono radunati a Centocelle per ricordare Ernesto Che Guevara a 55 anni dal suo assassinio in Bolivia. Nel dibattito, che ha accompagnato la proiezione del film “I diari della motocicletta” è intervenuto Luciano Vasapollo, decano di economia alla Sapienza e dirigente della Rete dei Comunisti, che si è intrattenuto sulla storia della rivoluzione cubana e sull’apporto teorico, culturale, oltre che militare (da guerrigliero) offerto dal Che.

“E’ stato economista e internazionalista, garantendo un’elaborazione del pensiero nelle varie fasi della Rivoluzione”, ha spiegato Vasapollo ai ragazzi che gramivano il circolo di via delle Ninfee 30 (da poco inaugurato) e anche la strada davanti all’ingresso. Con loro Vasapollo ha parlato della attualità di Che Guevara, ovvero “assoluta necessità dei suoi ideali e dello spirito combattivo antimperialista e anticapitalista nella attuale fase di guerra e crisi del modo di produzione capitalista”.

In particolare è emersa una continuità di pensiero e di azione tra l’esperienza del comandante Che Guevara (raccontata in particolare nel libro “Che Guevara Economista”) e quella dei compagni che nel nostro paese hanno vissuto la difficile esperienza degli anni ’70, con la forte volontà di un cambiamento e la delusone di non essere riusciti a portarlo avanti fino in fondo (raccontata nel recente volume “Centocellaros”).

“Rivendichiamo – ha detto Vasapollo, coautore di entrambi i volumi editi da Efesto – la storia della lotta di una nostra componente proveniente da Potere Operaio, e quindi ben diversa da quella delle Brigate Rosse o di Prima Linea, sempre legata ai movimenti di massa e alle esigenze delle classi subalterne, secondo le indicazioni di Gramsci e precisamente anche del Che. Il libro racconta infatti la storia della lotta di classe in Italia, dal dopoguerra fino ad oggi, passando per gli anni ’70, il tradimento del PC e poi quello dei DS e infine del PD, che hanno portato al voltafaccia di qualche mese fa nei rapporti con il Partito Comunista e con il Governo Cubano, dopo il sacrificio della vita di alcuni medici della Brigata Henry Reeve, giunti in Lombardia e Piemonte per contribuire a salvarci dal Covid, quando a livello della Comunità Internazionale l’Italia ha lasciato sola Cuba, vittima di un nuovo furibondo attacco economico, con la stretta delle sanzioni voluta da Trump e sostanzialmente confermata da Biden, compreso il blocco delle rimesse estere, che aveva contribuito negli anni alla sopravvivienza di tante famiglie cubane”.

Ma studiando il pensiero di Che Guevara Economista, ha continuato Vasapollo, emergono due aspetti che ci offrono prospettive concrete per un cambiamento: la prima, estrinseca, è la constatazione che molti sono i Paesi che si trovano oggi in situazioni similari a quella di Cuba alla fine degli anni ’50, ognuno con le sue peculiarità, ma tutti gravati da una mancanza di sovranità alimentare e dalle regole del giogo economico internazionale.

La seconda, intrinseca: per rendere un Paese indipendente sul piano economico, transitandolo fuori dall’economia coloniale capitalistica in una società socialista, occorrono scelte economiche sia di largo orizzonte che peculiari alla situazione. Pianificazione, sistema statale con distribuzione di budget alle imprese, compresenza della legge del valore e del mercato nella transizione: questi sono gli strumenti economici che, non disgiunti dal grande tema della responsabilità umana in un processo di cambiamento, qualsiasi società che volesse uscire dalla morsa di ciò che chiamiamo globalizzazione liberista dovrebbe, accanto ad altri, affrontare.”

I ragazzi di Centocelle, eredi dei Centocellaros, cioè di tanti generosi compagni che hanno sacrificato la propria gioventù al sogno della giustizia sociale, tra i quali anche Vasapollo e Rosati (coautore del libro) hanno vissuto così una serata importante di solidarietà internazionalista, in un momento di generalizzazione dei venti di guerra dove Cuba afferma ogni giorno di più l’impegno per un mondo multipolare, fondato sulla cooperazione e sulla solidarietà e che esporta medici, non bombe, né sfruttamento.

“Oggi, come ieri e come domani, rinnoviamo – hanno detto i giovani di Cambiare Rotta e Osa – il nostro sostegno al processo rivoluzionario in atto a Cuba, al popolo cubano, alle nuove generazioni che si impegnano a prendere il testimone della gloriosa storia di emancipazione dell’Isola e alla presidenza di Díaz-Canel. Nel segno di Fidel e “in nome del Che”, di cui oggi ricorre il 55esimo anno dal suo infame assassinio”.

Diversi anche gli adulti presenti tra i quali un rappresentante dell’OLP in Italia e il direttore di FarodiRoma.

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