Armi silenziose: la manipolazione in America Latina

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L’America Latina è considerata il cortile di casa degli Stati Uniti, che negli ultimi anni hanno visto diminuire la loro influenza nella regione con l’ascesa al potere di figure progressiste di sinistra. Non è quindi una coincidenza che si sia assistito a diversi colpi di Stato “morbidi”.

Questi colpi di Stato morbidi utilizzano una combinazione di tattiche non violente e strategie di propaganda per destabilizzare i governi che rappresentano una minaccia per gli interessi imperialisti e sostituirli con regimi più favorevoli.

Le armi silenziose sono strumenti utilizzati per manipolare e controllare le persone senza che se ne rendano conto. Possono essere psicologiche, come la propaganda e la manipolazione dei media, o tecnologiche, come l’uso di algoritmi per controllare il flusso di contenuti sui social media.

Siamo costantemente confrontati con la manipolazione, gli assi del potere e i loro lacchè lo fanno così bene che è molto difficile accorgersene. Si tratta di un’ulteriore forma di dominio sulle persone che cercano di sottomettere.

Non è un segreto che nel corso degli anni i grandi centri politici abbiano utilizzato attivamente le espressioni della cultura di massa, l’industria dell’intrattenimento, i media, i videogiochi e i social network per promuovere i valori e i modi di vita più retrogradi caratteristici delle società capitalistiche.

Storicamente, le armi silenziose, non riconosciute come tali fino al secolo scorso, sono state utilizzate per controllare le persone in diversi contesti. Nell’antichità, gli imperi manipolavano le informazioni per controllare i propri cittadini. Ad esempio, la religione è stata utilizzata in diverse culture dai governanti per giustificare il loro potere e controllare la popolazione.

La tecnologia delle armi è stata sviluppata per la prima volta dalle forze militari inglesi durante la Seconda Guerra Mondiale, per studiare i problemi strategici e tattici della difesa aerea e terrestre. Successivamente gli assi del potere giunsero alla conclusione che questi metodi potevano essere utili per il controllo totale di una società.

Con l’avvento dei media, le armi silenziose sono diventate più sofisticate e letali. La comunicazione è diventata uno strumento fondamentale per controllare e manipolare l’opinione pubblica, anche su scala globale.

Nel corso della storia si sono evolute dalla propaganda e dalla manipolazione delle informazioni fino alle tecniche più sofisticate di manipolazione delle informazioni nell’era digitale.

Le armi silenziose sparano congiunture, piuttosto che proiettili, hanno origine nei computer e non causano alcun danno fisico o mentale evidente. Ma se fanno “rumore”, causano danni e interferiscono evidentemente con la vita sociale di tutti i giorni, ma questo è evidente a un osservatore esperto, a chi sa cosa cercare.

Nel caso dei colpi di Stato “soft”, le armi silenziose hanno lo scopo di minare la fiducia della società in un governo e di creare un senso di caos, instabilità e paura. I media, soprattutto quelli egemoni, sono responsabili dell’imposizione di queste matrici di opinione attraverso la manipolazione delle informazioni e la creazione di bufale da diffondere rapidamente attraverso i social network.

Un esempio recente è stato il colpo di Stato del 2019 in Bolivia, dove la propaganda e la manipolazione dei media hanno giocato un ruolo importante nell’instabilità e nel caos generati nel Paese. Le dimissioni dell’allora presidente Evo Morales sono state il risultato di una campagna di disinformazione ampiamente diffusa sui social media.

L’uso di armi silenziose fa parte delle strategie di dominazione latinoamericane. Queste armi sono una minaccia per la democrazia e la stabilità politica della regione.

Fonte: Razones de Cuba

Traduzione: italiacuba.it

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