Hernando Calvo Ospina: «Cuba affronta una guerra globale non convenzionale»

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Riproponiamo un’intervista di Federica Cresci, del luglio 2021 su Cuba, a Hernando Calvo Ospina, pubblicata su l’Antidiplomatico.

– Cosa sta succedendo a Cuba?

– Le rivolte che sono avvenute a Cuba, sono la reazione di una piccola parte della popolazione alla drammatica situazione economica provocata principalmente dal blocco imposto dagli Stati Uniti. Blocco che ha più di 60 anni, il più lungo di tutta la storia dell’umanità. Le reti sociali e anche i mezzi di comunicazione mondiali stanno promuovendo, incoraggiando ed invitando a compiere azioni vandaliche, come parte della guerra psicologica e della propaganda che Washington fomenta contro la Rivoluzione dal momento del suo stesso trionfo nel 1959. Questa non è una storia o un pretesto di coloro che appoggiano la Rivoluzione: chi vuol sapere la verità deve fare solo una piccola ricerca.

– Come si è creata questa guerra mediatica contro Cuba?

– Dal momento in cui ha avuto inizio la Rivoluzione, c’è stata un’intensa campagna promossa da Washington, e ci sono molti documenti che possono provarlo, per creare un immagine d’orrore. Ad esempio, si diceva che Fidel Castro, comunista, togliesse i bambini ai loro genitori per inviarli alla comunista Unione Sovietica, e lì venivano tagliati e poi restituiti in scatola. È stata una campagna mediatica in cui si sfruttavano le sensibilità umane. Riadattata, fu poi rilanciata dalla CIA contro il candidato alla presidenza del Cile, Salvador Allende, all’ inizio degli anni Settanta. Successivamente è stata utilizzata per denigrare la rivoluzione sandinista in Nicaragua, nei primi anni Ottanta.

La stampa del tempo, radio e TV, ha partecipato con entusiasmo per una questione ideologica (bisognava salvare la civiltà occidentale e cristiana dal demonio comunista), e per il denaro ricevuto dalla CIA e da altre agenzie statunitensi. Ci sono molti documenti ufficiali che lo provano, anche su Internet.

– La guerra mediatica è applicata solo a Cuba o coinvolge altri paesi dell’America Latina?

A partire dal 1953, la CIA e l’ MI6 inglese usarono in maniera massiva la stampa per destabilizzare il primo ministro iraniano Mohammad Mossadegh (Operazione Ajax). Migliorata ed adattata, l’anno seguente questa guerra mediatica toccava al Guatemala, quando fu rovesciato il Presidente Jacobo Arbenz. Dal 1959, questa “guerra globale non convenzionale” è stata applicata a Cuba. Integrale, perché viene utilizzata contemporaneamente all’ aggressione economica, psicologica, di propaganda, diplomatica, paramilitare e persino terrorista.

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