Cuba celebra il 97° compleanno di Fidel Castro, fedele alla sua eredità

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Cuba evoca oggi e ogni giorno l’eredità di emancipazione e solidarietà del leader storico della Rivoluzione, Fidel Castro, che si appresta a celebrare, il 13 agosto, il 97° anniversario della sua nascita.

A sette anni dalla sua morte, la sua impronta continua a segnare gli sforzi del Paese per consolidare la propria sovranità e indipendenza e il miglioramento permanente del sistema socialista, di fronte all’ostilità degli Stati Uniti e all’inasprimento del blocco imposto da quella potenza per più di 60 anni.

Quando l’8 gennaio 1959 entrò all’Avana, alla testa delle forze ribelli che avevano sconfitto la dittatura di Fulgencio Batista (1952-1959), Fidel Castro era già una leggenda vivente e da allora era diventato un paradigma del rivoluzionario latinoamericano e mondiale.

La sua sagacia politica, il suo prestigio e la sua vocazione alla solidarietà, al latinoamericanismo e al terzomondismo gli hanno permesso di guidare per quasi cinque decenni la resistenza cubana contro l’impero più potente della storia e di porsi al centro degli eventi che hanno segnato il mondo nel secolo scorso.

Guidò personalmente, tra le altre battaglie militari e politiche, la vittoria del popolo cubano sull’aggressione mercenaria a Playa Girón (Baia dei Porci, 1961), e il suo prestigio crebbe nel 1962, durante la Crisi d’Ottobre, o Crisi dei Missili, quando, secondo il guerrigliero argentino Ernesto Che Guevara, brillò come raramente un uomo di Stato.

Sono riconosciuti anche i suoi contributi al rafforzamento delle forze di sinistra in America Latina e nel resto del mondo, il suo contributo alle lotte anticolonialiste in Africa, alla sconfitta dell’apartheid in Sudafrica e all’unità delle cosiddette nazioni del Terzo Mondo, tra le altre cause di riscatto che hanno segnato il XX secolo.

Secondo Abdelaziz Bouteflika, presidente dell’Algeria dal 1999 al 2019, Fidel possedeva la rara facoltà di viaggiare nel futuro, per poi tornare a raccontarlo, e, ha detto, “avrà senza dubbio il merito di essere incluso nel pantheon dei pochi uomini che sono stati al tempo stesso precursori e attori dinamici che hanno disegnato la marcia del nostro mondo”.

Per il suo fratello di sangue, di armi e di ideali, il generale dell’Esercito Raúl Castro, Fidel è stato il figlio più illustre di Cuba nel XX secolo, “colui che ci ha mostrato che era possibile tentare la conquista della Caserma Moncada; che era possibile trasformare quella battuta d’arresto in vittoria”.

Questo è l’imbattuto Fidel che continua a richiamare i cubani con il suo esempio e con la dimostrazione che è possibile e si può superare qualsiasi ostacolo, minaccia o turbolenza nella nostra ferma determinazione a costruire il socialismo a Cuba, o, in altre parole, a garantire l’indipendenza e la sovranità della patria, ha detto in quell’occasione.

Fonte: Prensa Latina

Traduzione: italiacuba.it

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