16 agosto 1925: nasce il PCC

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Il primo Partito Comunista e la sua instancabile lotta per Cuba.

Il 16 agosto 1925 Julio Antonio Mella e Carlos Baliño fondarono il primo Partito Comunista di Cuba (PCC). Un’organizzazione politica che emerse in un periodo estremamente difficile e che trascorse la maggior parte della sua vita in clandestinità o semi-clandestinità, ma che fu essenziale per concretizzare gli aneliti di una rivoluzione sociale a Cuba.

Il lavoro dei suoi principali leader, tra cui Rubén Martínez Villena e Blas Roca, permise ai suoi ranghi di crescere nonostante la feroce campagna mediatica e la persecuzione contro i comunisti, che spesso finivano assassinati e scomparsi.

Questo partito ebbe un ruolo di primo piano nello sciopero dell’agosto 1933 e svolse, secondo le parole di Fidel, “una straordinaria opera di sensibilizzazione della nostra classe operaia e del nostro popolo”. Questa forza politica ha lottato contro la fame e i salari di povertà, ha promosso la creazione di organizzazioni sindacali, femminili, contadine e giovanili e ha lottato senza sosta contro la dominazione imperialista che sottometteva Cuba.

Durante i suoi 36 anni di lotta, i militanti del primo Partito Comunista di Cuba si sono distinti nelle battaglie contro i governi corrotti e le sanguinose dittature di Machado e Batista. Allo stesso tempo, svilupparono un lavoro di influenza basato sull’esempio.

“Abbiamo avuto i primi contatti con i comunisti quando eravamo studenti universitari. E quell’atteggiamento, quella condotta, quella disciplina, quell’abnegazione, quell’esempio dato ovunque dai comunisti ci colpì profondamente e contribuì a creare un clima di prestigio e di influenza per il Partito Comunista”, ha dichiarato Fidel Castro.

Quando fondò il Partito, Carlos Baliño aveva 77 anni e tra i suoi meriti c’era quello di essere un cofondatore del Partito rivoluzionario cubano. Nel frattempo, Mella, di appena 22 anni, era un fervente studente dell’opera dell’eroe nazionale cubano. La loro devozione a Martí era una prova della continuità tra queste forze politiche.

Dopo il trionfo del 1959, si sviluppò un processo di unità strategica tra le forze rivoluzionarie che portò alla creazione, il 3 ottobre 1965, del Comitato Centrale, dell’Ufficio Politico, della Segreteria e delle commissioni di lavoro dell’attuale Partito Comunista di Cuba. In quella riunione epocale Fidel Castro fu eletto Primo Segretario.

Fonte: PCC

Traduzione: italiacuba.it


Un po di storia e le tappe

Il 16 agosto 1925, in una vecchia casa del quartiere Vedado della capitale, dove oggi si trova il teatro Hubert de Blanck, si riunì il congresso costitutivo del primo Partito Comunista di Cuba, un’organizzazione politica di orientamento marxista che avrebbe difeso gli interessi della classe operaia e dei settori popolari.

Questo partito era il successore del Partito Rivoluzionario Cubano creato da José Martí e il precursore di quello che oggi è il Partito Comunista di Cuba. Carlos Baliño, in qualità di delegato più anziano, ricevette le credenziali del Primo Congresso Nazionale dei Raggruppamenti Comunisti dell’Isola di Cuba.

Oltre a lui, i comunisti della capitale erano rappresentati, tra gli altri, dall’insegnante canario José Miguel Pérez, dal leader studentesco Julio Antonio Mella e dal leader del sindacato delle sigarette Alejandro Barreiro. Venancio Rodríguez era il delegato del raggruppamento di Guanabacoa; Miguel Valdés, del sindacato dei lavoratori del tabacco, ed Emilio Rodríguez, del raggruppamento di San Antonio de los Baños.

Per la Sezione ebraica e la sua Gioventù comunista c’erano Yoshka Grinberg, Yunger Semiovich (pseudonimo di Fabio Grobart) e Felix Gurbich. I Manzanilleros non avevano i soldi per recarsi all’Avana, quindi Mella e Barreiro si fecero carico della loro rappresentanza all’evento.

Il Partito Comunista Messicano inviò Enrique Flores Magón in solidarietà per aiutare a organizzare il grande evento. Il 18 agosto di 96 anni fa si tenne la prima riunione per eleggere la Segreteria del Partito e le Commissioni di lavoro. José Miguel Pérez, che poco dopo fu deportato in Spagna dal regime del tiranno Gerardo Machado, fu eletto Segretario generale. Il Comitato Centrale era composto anche da Mella, Baliño, Barreiro, Rodríguez, Rafael Suárez e Yoshka Grinberg. Fin dalla sua fondazione, il primo Partito Comunista di Cuba dovette affrontare una feroce repressione e, solo 15 giorni dopo la sua formazione, dovette entrare completamente in clandestinità.

Il suo segretario generale, José Miguel Pérez, fu arrestato dalla tirannia di Machado il 31 agosto 1925 ed espulso da Cuba con l’accusa di essere uno straniero indesiderabile. Nel 1926, Mella fu consigliato dalla direzione del partito di lasciare il Paese perché su di lui pendeva un ordine di assassinio da parte del regime, che fu eseguito qualche tempo dopo in Messico (1929). A partire dal 1927, Rubén Martínez Villena divenne il leader naturale del movimento comunista cubano, anche se non ricoprì mai la carica di segretario generale, essendo solo membro del Comitato Centrale e consigliere della Confederazione Nazionale dei Lavoratori di Cuba (CNOC).

Dalla clandestinità, il Partito condannò l’estensione dei poteri del presidente e la repressione del governo Machado. Il 3 aprile 1927 invitò il popolo a mobilitarsi contro la riforma costituzionale che aveva permesso la rielezione di Machado e denunciò l’ingerenza degli Stati Uniti, manifestata nella VI Conferenza Internazionale Americana, tenutasi all’Avana dal 16 gennaio al 20 febbraio 1928. Tra le sue attività di mobilitazione contro il regime di Machado vi fu l’organizzazione e la direzione dello sciopero generale del 20 marzo 1930, la più grande azione condotta dai lavoratori cubani. Rubén Martínez Villena, malato di tubercolosi, condusse personalmente i lavori preparatori, rifiutò la mediazione dell’ambasciatore statunitense Sumner Welles e, insieme alla CNOC, guidò gli scioperi che portarono al rovesciamento della tirannia il 12 agosto 1933, nonostante all’inizio la dirigenza del partito non capisse la reale portata di quella protesta popolare. Né valutò con precisione il significato del Governo dei Cento Giorni, presieduto da Ramón Grau San Martín, e le misure progressiste adottate da Antonio Guiteras Holmes, suo Segretario degli Interni, che portarono il Partito Comunista all’opposizione.

Quando nel 1936 si verificò un’insurrezione controrivoluzionaria in Spagna, sostenuta dalla Germania nazista e dall’Italia fascista, il primo Partito Comunista di Cuba organizzò la marcia di oltre mille cubani verso la penisola iberica per combattere per la libertà, nel primo grande gesto internazionalista del popolo cubano (1936-1939). In seguito, negli anni della Seconda guerra mondiale, svolse un ruolo di rilievo nel Fronte Nazionale Antifascista, inviando vestiti, medicinali, zucchero e tabacco alle truppe alleate, e due suoi militanti diedero la vita nell’Armata Rossa sovietica.

A partire dal 1937, in una nuova congiuntura storica nazionale, gli sforzi di unificazione del Partito presero la forma di un lavoro congiunto con il neonato Partito dell’Unione Rivoluzionaria (PUR), presieduto da Juan Marinello. Nell’ambito di questi sforzi, fu fondato il Blocco Rivoluzionario Popolare (BPR), che significava l’unificazione delle organizzazioni rivoluzionarie e democratiche in un partito di blocco elettorale in vista dell’Assemblea Costituente.

Il lavoro del Partito Comunista fu quindi incentrato sulla lotta per la democratizzazione del Paese, contro il militarismo di Fulgencio Batista e per la creazione del Fronte Popolare antimperialista. Al 12° plenum del Comitato centrale, nel luglio 1939, fu accettata la proposta del Comitato nazionale del Partito dell’Unione Rivoluzionaria di unire le forze in vista dell’Assemblea costituente del 1940. Da questa fusione nacque l’Unión Revolucionaria Comunista (URC), con Juan Marinello come presidente e Blas Roca Calderío come segretario generale.

La loro pressione sui costituenti fu fondamentale per rendere la Costituzione del 1940 a Cuba la più avanzata delle Americhe in quel momento. Tra il 21 e il 22 gennaio 1944 si tenne la 3° Assemblea Nazionale dell’URC, durante la quale fu deciso di cambiare il nome del partito in Partito Socialista Popolare (PSP), con lo slogan “Progresso economico, sicurezza sociale, vittoria e pace popolare”. Fulgencio Batista lo mise fuori legge dopo il colpo di Stato del 10 marzo 1952.

Il partito si oppose alla dittatura di Batista, prima civilmente e poi con le armi. Nel febbraio 1958, il PSP cambiò la sua concezione della guerriglia e incaricò Ramón Nicolau di istituire una commissione per riunire i leader della Sierra Maestra e reclutare uomini da inserire nei vari fronti. I primi contatti avvennero attraverso Osvaldo Sánchez e Ursinio Rojas. Il PSP inviò diversi leader comunisti nella zona della guerriglia sotto il comando dell’M-26-7. Armando Acosta Cordero andò alla Sierra Maestra, che rimase nella Colonna 8, e il militante della Gioventù Socialista Luis Mas Martín al Comando Generale. Antonio Pérez e Jorge Risquet Valdés furono assegnati al 2° Fronte Orientale Frank País.

I socialisti Romárico Cordero e José Ramírez Cruz parteciparono al comitato organizzativo del Congresso contadino in armi tenutosi il 21 settembre. Quando la Colonna Antonio Maceo arrivò a nord di Las Villas, prese contatto anche con i guerriglieri del PSP. Il segretario generale del partito nella provincia, Arnaldo Milián, si offrì di aiutare nelle comunicazioni, nella costruzione di alcuni lanciafiamme e nel trasferimento a Pinar del Río. Gerardo Nogueras fu nominato da Camilo Cienfuegos responsabile dell’organizzazione dei lavoratori dello zucchero e dell’agricoltura a Las Villas. Osvaldo Sánchez, da parte sua, incontrò Che Guevara in ottobre e trascorse diversi giorni con la sua colonna, lasciando un’ottima impressione sul leggendario guerrigliero. Nel 1959 il PSP si unì alla Rivoluzione trionfante.

Il 24 giugno 1961 si tenne una riunione plenaria del PSP in cui si decise di sciogliere l’organizzazione, come passo preliminare alla sua integrazione nel nuovo raggruppamento politico in fase di progettazione, che si sarebbe chiamato Organizzazioni Rivoluzionarie Integrate (ORI).

Nel marzo 1962, il segretario generale del Partito, Blas Roca, fu nominato membro della Direzione nazionale dell’ORI e divenne direttore del giornale Hoy. Il mese successivo, Fidel Castro annunciò la futura creazione del Partito Unito della Rivoluzione Socialista di Cuba (PURSC). Anche Blas Roca farà parte della sua Direzione nazionale. Il 3 ottobre 1965 fu deciso di cambiare il nome in Partito Comunista di Cuba e Blas fu membro del suo Comitato Centrale fino alla sua morte.

Fonte: Contraloría General de la República

Traduzione: italiacuba.it

 

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