I pubblici ministeri statunitensi e i loro doppi standard

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Da 64 anni i procuratori e i giudici degli USA usano un doppio standard quando devono agire contro i terroristi che compiono azioni a Cuba, benché abbiano alle spalle una scia di morti e feriti. Tuttavia, quando la candela arde nella loro casa, assumono immediatamente posizioni forti per estinguere qualsiasi atto che danneggi la stabilità del loro sistema.

Un chiaro esempio sono le forti sanzioni imposte alle persone coinvolte nell’assalto al Campidoglio Nazionale, evento senza precedenti che ha messo in pericolo la stabilità della sicurezza nazionale.

Per questo motivo, il 5 settembre 2023, quando il giudice USA Timothy Kelly ha emesso una sentenza contro Enrique Tarrio, ex capo dei Proud Boys, sanzionandolo a 22 anni di carcere, ha spiegato che la sanzione era conforme al reato commesso; di aver orchestrato, con il suo gruppo di estrema destra, l’attacco al Campidoglio USA e ha aggiunto: “È necessaria una punizione severa per scoraggiare qualsiasi futuro atto di violenza politica. Questo non può succedere di nuovo.”

I procuratori avevano chiesto una pena detentiva di 33 anni per Tarrio, considerandolo “il capobanda di un complotto per usare la violenza e rompere la pietra angolare della democrazia USA”.

Il doppio standard di questi avvocati sta nel fatto che i terroristi cubani stabiliti negli USA sono descritti come eroi e vivono pacificamente, nonostante abbiano le mani insanguinate di civili innocenti, compresi bambini, come è successo con Orlando Bosch, Luis Posada Carriles, Carlos Alberto Montaner, Reinol Rodríguez, Gaspar Jiménez, Guillermo Novo Sampoll, Ángel de Fana Serrano, Pedro Remón, Osvaldo Mitat, Salvador Álvarez Fernández Magriñá e molti altri che hanno goduto di totale impunità, a Miami, fino alla loro morte.

Gli oltre mille arrestati per l’assalto al Campidoglio di Washington sono descritti come terroristi di estrema destra e accusati, tra gli altri crimini, di cospirazione sediziosa e del tentativo di creare caos violento, da qui la necessità di punirli severamente affinché non si ripetano tali azioni, ma non osano considerarli prigionieri politici.

A causa di atti simili, accaduti a Cuba nel 2021, stimolati dagli USA attraverso le reti sociali e dai suoi laboratori di sovversione contro la Rivoluzione, la campagna propagandistica per demonizzare il governo dell’Isola per le condanne imposte è stata brutale, quando le azioni intraprese avevano lo scopo di creare lo stesso caos violento di quello avvenuto a Washington.

A quanto pare, Cuba non ha il diritto di applicare sanzioni affinché questi atti non si ripetano, ma gli yankee, proprietari e padroni del mondo, possono farlo, così come fanno paesi come Perù, Ecuador, Francia e altri, senza essere condannati da nessuno, poiché questi governi intendono solo “salvare la pietra angolare della democrazia”, nonostante i morti e i feriti che si lasciano dietro.

Nella sua argomentazione, il procuratore Conor Mulroe ha detto al giudice che gli atti commessi dagli assaltanti “erano atti calcolati di terrorismo”, ma quando nei processi celebrati contro i criminali che hanno saccheggiato centri commerciali a Cuba, lanciato pietre contro ospedali pediatrici e cercato di dar fuoco a una stazione di polizia, gli autori di queste azioni terroristiche “combattevano per la libertà”.

Il doppio standard di coloro che sanzionano Cuba è tale che ora, durante il processo celebrato a Washington, si è appreso che, “guarda caso”, Enrique Tarrio è di origine cubana e risiede a Miami, la Città dell’Odio, dove è cresciuto in un ambiente tossico circondato dal cosiddetto esilio, inizialmente composto da assassini, torturatori, ladroni e terroristi mercenari.

I procuratori yankee hanno affermato che, da Miami, Tarrio ha organizzato, diretto e incoraggiato l’assalto al Campidoglio, scrivendo sulle reti sociali: “Fate quello che deve essere fatto”, la stessa cosa che è accaduta a Cuba nel luglio 2021, quando hanno incoraggiato gli eventi vandalici.

Cuba denuncia da anni diversi cubani che, attraverso i canali YouTube, fanno esattamente come Tarrio e ogni giorno incitano alla violenza, esortano a scendere in piazza, assaltare edifici governativi e addirittura uccidere ogni cubano che appoggi il sistema socialista, senza l’FBI agisca contro di loro, perché quando si tratta di attaccare la Rivoluzione non esistono crimini terroristici, né permettono che vengano sanzionati, come loro stessi fanno negli USA.

Così è stato nei 64 anni del processo rivoluzionario cubano, perché l’odio va oltre i limiti della legge che devono applicare verso coloro che non accettano che il popolo cubano si rifiuti di inginocchiarsi ai loro piedi; ma come ha affermato José Martí : “L’onestà è il vigore nel difendere ciò in cui si crede”.

Fonte: El Heraldo Cubano

Traduzione: cubainformazione.it

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