Cuba e Palestina, due popoli fratelli assediati dagli USA e da Israele

Foto scattata da Mohammed A. Abu Srour, giovane medico palestinese che ha studiato a Cuba, durante una manifestazione popolare contro i bombardamenti israeliani su Gaza nel 2021.

Cuba e la Palestina sono due popoli fratelli assediati da due nemici della Pace e alleati l’uno dell’altro, gli Stati Uniti e Israele, che intendono affamarli fino alla sottomissione per facilitare un colpo di Stato contro i loro governi, o direttamente per sterminarli. A Cuba, gli Stati Uniti impongono una guerra premeditata e prolungata in un periodo di “pace” attraverso un blocco economico di oltre 60 anni che uccide lentamente la popolazione privandola delle condizioni vitali di cibo e salute e che colpisce l’intera società nel suo complesso; Israele uccide quotidianamente la Palestina attraverso una guerra ingiusta e ingiustificata e un blocco fisico che le impedisce anche di accedere ai suoi bisogni più elementari; entrambi i blocchi e le aggressioni sono portati avanti nella più totale impunità attraverso il terrorismo di Stato che occupa le sue terre, sfolla o fa sparire i suoi abitanti e i suoi villaggi, la attacca militarmente e cerca di impedire la sua sopravvivenza come nazione.

Di fronte a tanta aggressione, le vittime non solo resistono e si difendono, ma sono anche solidali tra loro: la diplomazia cubana, basata su saldi principi di solidarietà e di rispetto della sovranità dei popoli, ha sempre difeso la Palestina di fronte all’aggressione israeliana, a prescindere dal costo politico; molti insegnanti e medici palestinesi formati a Cuba oggi resistono o muoiono sotto le bombe israeliane, acquistate dagli Stati Uniti e da alcune altre potenze occidentali, come la Spagna. La Palestina è sempre stata al fianco di Cuba nella lotta contro il blocco ed è un alleato nella costruzione di un mondo che conta sui Paesi impoveriti del Sud. Storicamente, i leader Yasser Arafat e Fidel Castro sono stati gemellati in molte battaglie diplomatiche, e i loro discorsi sono ancora ricordati e studiati perché hanno una validità così forte da far arrossire le potenze occidentali.

Ogni anno, all’ONU, Cuba riceve il sostegno quasi unanime della comunità internazionale per chiedere agli Stati Uniti la rimozione del blocco economico, commerciale e finanziario. Solo gli Stati Uniti e Israele votano contro. Nel suo genocidio pianificato, gli Stati Uniti agiscono come fratello maggiore e protettore di Israele nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU, dandogli copertura militare, politica ed economica, e la lobby sionista negli Stati Uniti è così potente da condizionare la politica interna degli Stati Uniti, come fa la mafia cubano-americana a Miami, confondendo chi è ostaggio di chi, o addirittura mostrando una perversa complicità.

D’altra parte, anche Cuba e la Palestina ricevono la solidarietà mondiale di fronte alla barbarie statunitense e israeliana. Ogni anno vengono organizzate numerose azioni da parte di organizzazioni solidali con Cuba e la Palestina, nonostante siano stigmatizzate o messe a tacere dalla stampa corporativa. Non è la prima volta che le associazioni a sostegno del popolo palestinese vengono additate dallo Stato israeliano come terroriste, così come Cuba, inclusa in una lista perversa e spuria di sponsor statunitensi di questo flagello. Tremenda ipocrisia da parte di questi governi che sponsorizzano e finanziano il terrorismo, come Cuba ha sofferto dal trionfo della rivoluzione nel 1959, con 3478 morti e 2099 persone uccise, e come la Palestina sta soffrendo oggi, nel penultimo intervento militare sionista, con diverse migliaia di persone uccise, la maggior parte delle quali civili minori.

In onore dell’Umanità, per il diritto di vivere in pace, per Cuba, per la Palestina, per i popoli che subiscono blocchi illegali e disumani applicati da criminali carnefici di guerra che commettono crimini contro l’umanità, devono essere processati e condannati dalla Giustizia internazionale. Dobbiamo porre fine all’impunità e alla cultura della guerra o presto sarà troppo tardi e non ci sarà più spazio per nessuno. Bisogna fare pressione nelle strade, nei media, nelle istituzioni e sui nostri governi affinché i blocchi cessino e i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni.

Manifestazioni e raduni a sostegno della Palestina e di Cuba in varie città della Spagna sono un appello imminente. Il 16 e 17 novembre si terrà a Bruxelles un Tribunale internazionale contro il blocco statunitense di Cuba, in cui si denuncerà la natura extraterritoriale del blocco contro Cuba, soprattutto sul suolo europeo, e l’inclusione della più grande delle Antille nella lista unilaterale di Washington dei Paesi sponsor del terrorismo, rafforzando la violazione del diritto internazionale della politica statunitense nei confronti dell’isola. Le due giornate saranno una dimostrazione indiscutibile, con rigore giuridico, argomentazioni di esperti, prove documentali e testimonianze della massiccia violazione dei diritti umani che il blocco rappresenta non solo per Cuba, la vittima principale, ma anche per i popoli europei e per la comunità cubana che vive nel vecchio continente.L’indifferenza, per paura o per egoismo, ci mette dalla parte dell’aggressore. La nostra solidarietà internazionale sarà sempre con l’aggredito e contro l’oppressore.

di David Rodríguez Fernández – Membro del Consiglio di amministrazione dell’Asociación Valenciana de Amistad con Cuba José Martí, membro onorario della Fondazione Nicolás Guillén dell’Avana e membro del Consiglio di coordinamento del MESC (Movimiento Estatal de Solidaridad con Cuba).

Traduzione: italiacuba.it

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