Il Presidente cubano si appella alle Nazioni Unite per chiedere la fine del blocco

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Il Presidente Miguel Díaz-Canel ha invitato oggi la comunità internazionale ad accompagnare questa settimana Cuba nella richiesta di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA).

Attraverso il social network X, il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba ha ricordato che l’1 e il 2 novembre l’organo deliberativo internazionale esaminerà il progetto di risoluzione intitolato “Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba”.

Chiediamo alla comunità internazionale di unirsi a noi nel condannare il blocco genocida”, ha detto Díaz-Canel nel suo messaggio, con l’hashtag #MejorSinBloqueo.
“La “Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro #Cuba” torna domani all’Assemblea Generale dell’@ONU.

Chiediamo alla comunità internazionale di unirsi a noi nel condannare il Blocco Genocida”.

Sullo stesso social network, il primo ministro cubano Manuel Marrero ha fatto riferimento alla presentazione del rapporto all’Assemblea Generale da parte del ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez Parrilla, arrivato a New York martedì.

La voce del nostro Paese torna all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha detto Marrero.

Il Primo Ministro ha anche utilizzato l’hashtag #MejorSinBloqueo (MeglioSenzaBlocco), che sta guidando la campagna sui social network per aggiungere voti a favore della risoluzione cubana contro l’assedio statunitense, imposto ufficialmente nel febbraio 1962, durante l’amministrazione di John F. Kennedy.

“La voce del nostro Paese torna all’Assemblea generale dell’@ONU. Il progetto di risoluzione “Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro #Cuba” sarà presentato dal nostro ministro degli Esteri @BrunoRguezP.”

Rodríguez Parrilla ha recentemente previsto che, come è accaduto sin dalla prima presentazione del documento nel 1992, la comunità internazionale rivendicherà il diritto di Cuba a vivere senza gli effetti di questa politica unilaterale ed extraterritoriale, che egli descrive come un atto di genocidio.

La risoluzione presentata dalla più grande delle Antille nel 2022 è stata approvata con 185 voti a favore e due contrari (Stati Uniti e Israele).

L’ultimo rapporto di Cuba copre il periodo tra il 1° marzo 2022 e il 28 febbraio 2023, in cui i danni causati dall’assedio di Washington sono stimati nell’ordine di quattro miliardi e 867 milioni di dollari.

Secondo il testo, i 12 mesi presi in considerazione sono stati segnati dalla continua e deliberata applicazione delle misure di massima pressione stabilite durante il mandato di Donald Trump, dalla validità delle leggi che compongono questo sistema di misure coercitive unilaterali e dall’inerzia e dall’immobilismo dell’attuale governo del presidente Joseph Biden nel promuovere un reale progresso nelle relazioni bilaterali tra Cuba e gli Stati Uniti.

VEDI QUI IL RAPPORTO CHE CUBA PRESENTA OGGI ALL’ASSEMBLEA GENERALE DELL’ONU (in spagnolo)

Fonte: acn

Traduzione: italiacuba.it

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