Mancanza di medicinali a Cuba: le rigorose e obiettive fonti di El País

Print Friendly, PDF & Email

Il blocco economico USA contro il popolo di Cuba, un crimine contro l’umanità, ha, secondo il giornalista Pascual Serrano, alcuni “collaboratori necessari”.

Sono i grandi media che, mentre tacciono il crimine (l’asfissia economica di un intero popolo), imputano i danni umani che produce non al criminale, bensì al Governo cubano.

Un esempio da manuale è il reportage del quotidiano spagnolo El País intitolato “La grande potenza non ha medici: genitori di bambini malati denunciano la crisi sanitaria a Cuba”. Il testo ci avvicina alle dure storie – senza dubbio reali – degli ospedali dell’Isola  a cui non arrivano alcuni farmaci e forniture.

Naturalmente non vedrete nemmeno il più remoto accenno alla causa centrale di tale situazione, si chiami blocco, “embargo” o “sanzioni” da parte degli USA che, in combinazione con gli effetti della pandemia, hanno portato il sistema sanitario cubano in una situazione difficile. Né leggerete una parola sulla chiusura, -a causa delle pressioni di Washington su alcuni governi- degli accordi medici internazionali di Cuba, che, per anni, hanno fornito importanti risorse ai centri sanitari dell’isola. La causa delle carenze, leggiamo su El País, è – come detta il copione del Dipartimento di Stato USA – “l’inefficienza dello Stato cubano”.

Ma questo giornale non si limita ad agire da necessario collaboratore del crimine tacendolo. Concede anche spazi esclusivi a coloro che lavorano per l’esecutore dello stesso. Vediamo.

Uno: la giornalista che firma il reportsge è Carla Gloria Colomé che, a sua volta, lavora per El Estornudo, media finanziato con i fondi federali USA del National Endowment for Democracy (NED), destinati al “cambio di regime” a Cuba. Il giornale spagnolo El País, ritenuto “progressista”, si comporta allo stesso modo del conservatore ABC, che assume la redattrice Camila Acosta, anch’essa pagata dalla NED, in questo caso attraverso il media Cubanet.

Due. Le uniche due persone intervistate nel reportage sono anticastristi di estrema destra, sostenitrici del blocco e delle sanzioni contro Cuba: Lucio Enríquez e Avana de la Torre, partecipanti, inoltre, a campagne di intimidazione contro artisti cubani. e persone solidali con l’Isola. L’ultima delle loro imprese è stata quella di riunire dieci persone a Bruxelles sotto lo slogan “A favore della legge Helms-Burton”. Proprio così.

Pascual Serrano ha affermato, pochi giorni fa, che esiste su Cuba un “accordo per delinquere tra il governo USA” e “le grandi società mediatiche”. E che queste violano “non solo il diritto del popolo cubano a vivere senza blocco, bensì contro il diritto dei cittadini (…) a ricevere informazioni veritiere”. Queste parole sono state pronunciate a Bruxelles, come testimone davanti al Tribunale Internazionale contro il Blocco a Cuba, un evento sul quale, come era prevedibile, El País non ha riferito una sola parola.

Perché questo giornale – che ancora si presenta come “progressista” – preferisce spiegare ai suoi lettori le carenze sanitarie dei bimbi/e a Cuba mediante una giornalista pagato dal governo USA e da due fanatici che difendono e applaudono un crimine condannato da tutta la Comunità Internazionale, ogni anno, all’ONU. Questo è il rigore giornalistico di cui si fa bandiera il quotidiano El País.

Fonte: Cubainformación

Traduzione: cubainformazione.it

Potrebbero interessarti anche...