La nostra tessera 2024 dedicata a Gino Donè

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Quest’anno la nostra tessera 2024 è dedicata a Gino Donè partigiano in Italia e Rivoluzionario a Cuba.

Sono passati 15 anni dalla morte di Gino Doné, un uomo che ha sempre portato Cuba nel cuore.  Eccezionale combattente, partecipò come partigiano contro il fascismo nella Seconda Guerra Mondiale.

Nel 1943 si arruola nella lotta partigiana contro il fascismo con la Brigata Piave in operazioni di soccorso e liberazione di prigionieri e successivamente con la Missione Alleata Nelson sotto la guida del Comandante Guido.

Le sue azioni partigiane gli valgono, nel 1946, un encomio personale da parte del Generale in capo dell’esercito alleato in Italia, Harold Alexander, per il salvataggio di alcuni prigionieri inglesi catturati dai tedeschi.

Negli anni Cinquanta si trasferì a Cuba, dove si unì alla lotta rivoluzionaria e partecipò anche alla lotta clandestina. Nel 1956 Donè viene inviato in Messico dal Movimento 26 luglio con parte del denaro utilizzato per acquistare lo yacht Granma, l’imbarcazione con cui Castro intende guidare la spedizione di rivoluzionari verso la liberazione di Cuba.

Con il grado di tenente del terzo plotone, sotto il comando di Raúl Castro, Doné fece parte del gruppo di 82 uomini che lasciarono il porto messicano di Tuxpan per Cuba, dove sbarcarono il 2 dicembre.

Nel 2003, ormai anziano, Donè tornò in Italia, ma espresse la volontà che dopo la morte le sue ceneri riposassero a L’Avana. Gino Donè morì la sera il 22 marzo 2008 nella comunità di San Dona di Piave, in provincia di Venezia.

Lo scorso 27 novembre è partita dall’Italia una delegazione di rappresentanti dell’ANAIC per depositare a Cuba le ceneri dell’ultimo partigiano garibaldino. La delegazione era composta dal Presidente ANAIC, da membri della Segreteria e del corpo esecutivo, dall’avvocato della famiglia Donè e dal nipote di Gino. Ieri, 2 dicembre, anniversario dello sbarco del Granma e dichiarato Giornata delle FAR, si è tenuta la cerimonia di inumazione nel Pantheon dei veterani della Necropoli di Colón, presieduta dal Comandante della Rivoluzione Ramiro Valdés, dal Comandante dell’Esercito Ribelle José Ramón Machado Ventura e dal membro del Comitato Politico del Partito Comunista di Cuba, nonché Ministro delle Forze Armate Rivoluzionarie, Álvaro López Miera. Numerosissime le corone di fiori fatte pervenire, tra cui quella di Raúl Castro e del Presidente di Cuba Miguel Díaz-Canel Bermúdez.

«Voleva morire nel suo paese natale e riposare per l’eternità assieme ai suoi compagni del Granma» ha detto il nipote Ivan Cadamuro durante la cerimonia. «Per noi familiari è un onore essere associati alla sua memoria, ed è stato indescrivibile ricevere il caloroso benvenuto delle istituzioni cubane. Mio zio Gino era una persona dal cuore gentile e dai forti ideali, che ha lottato con immutato coraggio per la causa di Cuba e contro il nazifascismo».

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