Grave attacco alla libertà di informazione

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In Spagna i controrivoluzionari cercano di perseguire un’organizzazione solidale con Cuba “Prisoners Defenders” sta sostenendo una denuncia penale contro l’organizzazione Euskadi-Cuba, sponsor del progetto Cubainformación, in particolare contro il suo coordinatore, l’attivista solidale José Manzaneda.
A febbraio è previsto un processo, presumibilmente per diffamazione, calunnia e crimine d’odio, basato sul reportage “Crear una crisis sanitaria en Cuba: objetivo de la guerra contra su cooperación médica” , pubblicato da Cubainformacion nel 2020, dichiara Manzaneda, che descrive il lavoro di Prisoners Defenders, in coordinamento con il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, nel tentativo di distruggere gli accordi di cooperazione medica che Cuba ha con numerosi Paesi.
Nel corso dell’udienza, l’accusa, guidata da Javier Larrondo, chiede una condanna a sei anni di carcere e a 26 mesi di multa, per un valore di 15.600 euro, e in caso di mancato pagamento, a 13 mesi di reclusione, oltre a un risarcimento di 50.000 euro nei confronti di Manzaneda.
“Questa causa attacca un’organizzazione e un organo di informazione del Movimento Internazionale di Solidarietà con Cuba, cercando di danneggiare economicamente sia la cooperazione allo sviluppo che Euskadi-Cuba mette in atto sia, soprattutto, di censurare la voce critica e scomoda di Cubainformación”, ha dichiarato Manzaneda, aggiungendo che continueranno a manifestare solidarietà con Cuba e a denunciare il blocco come un crimine di guerra.
Fonte: Granma
Traduzione: Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba
L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE DI AMICIZIA ITALIA CUBA NELL’ESPRIMERE LA PIÙ GRANDE SOLIDARIETÀ A CUBAINFORMACION, AL SUO DIRETTORE MANZANEDA E ALL’ASSOCIAZIONE EUSKADI-CUBA INVITA A SOSTENERE cubainformacion.tv ADERENDO ALLA RACCOLTA FONDI PER LE LORO SPESE GIUDIZIALI.
Qui tutte le informazioni utili
https://www.cubainformacion.tv/…/107181-juicio-con…
Il portale Cubainformación ha denunciato oggi che un processo previsto per il prossimo febbraio in questa capitale contro José Manzaneda, coordinatore di questo organo di informazione, e la rappresentanza legale dell’associazione Euskadi-Cuba, mira a ledere la solidarietà con il Paese caraibico.
La causa legale risponde a una denuncia penale per presunta diffamazione, calunnia e crimine d’odio, presentata dal presidente dell’organizzazione PrisonersDefenders, Javier Larrondo, in riferimento al contenuto del rapporto “Creare una crisi sanitaria a Cuba: obiettivo della guerra contro la sua cooperazione medica”, pubblicato dai media in questione.
Il lavoro descrive e denuncia l’operato dell’organizzazione ricorrente, in coordinamento con il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, nella distruzione degli accordi medici di Cuba con alcuni Paesi, ha dichiarato Manzaneda nelle dichiarazioni pubblicate sul web.
Questa politica di collaborazione, oltre a portare servizi sanitari a milioni di persone nelle comunità impoverite, fornisce alcune entrate per sostenere parte del sistema sanitario pubblico interno dell’isola, in uno scenario di severe sanzioni da parte di Washington, secondo un testo pubblicato sul sito web dei media.
Cubainformación rischia una condanna a sei anni di carcere e 50.000 euro di danni, richiesti dal querelante.
Questa causa attacca un’organizzazione e un organo di informazione del Movimento Internazionale di Solidarietà con Cuba, cercando di danneggiare economicamente sia la cooperazione sviluppata da Euskadi-Cuba sia di censurare la voce critica e scomoda di Cubainformación, ha aggiunto il giornalista.
Continueremo a denunciare il blocco contro Cuba come crimine di guerra e a sostenere il popolo cubano con tutta la solidarietà possibile. Una solidarietà di cui Cubainformación ed Euskadi-Cuba avranno bisogno nei prossimi mesi, di fronte a quello che, a nostro avviso, è un attacco al lavoro di cooperazione e alla libertà di stampa”, ha detto Manzaneda.
Sia la Procura che la difesa chiedono l’assoluzione, ritenendo che i fatti non costituiscano reato.
È paradossale che il presidente di un’associazione che sostiene di difendere i diritti umani non solo cerchi di criminalizzare la libertà di espressione, la libertà di informazione e la libertà ideologica, ma chieda anche l’incarcerazione per più di sei anni di chi semplicemente dissente legittimamente da una certa pratica politica in un articolo giornalistico.


































