Risposte forti nell’eredità di Fidel

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Le prime politiche approvate per uscire dall’attuale crisi economica sono già in fase di attuazione, per correggere gli errori e anche le distorsioni introdotte in questo complesso processo di resistenza creativa post-pandemica.

Altre misure sono in fase di analisi e consultazione, altre ancora sono in fase di sperimentazione. La maggior parte di esse avrà dei livelli di spiegazione e di monitoraggio e misurazione permanente della loro efficacia.

Ma già “saltano fuori” esemplari della controrivoluzione, con l’atteggiamento nefasto di criticare tutto, di anticipare i fallimenti e persino di esprimere “dissimulazione e menzogne al popolo” da parte nostra, con cui ci allontaniamo dalla costruzione socialista, che abbracciamo tendenze neoliberiste, ecc.

Ora si scopre che alcuni economisti che vivono fuori da Cuba, con la complicità di coloro che lo approvano e lo replicano qui, ci dicono che “stiamo vendendo terreni a imprese straniere per determinate produzioni agricole” e che questo è incostituzionale.

Non è così. Stiamo approvando gli investimenti diretti esteri in agricoltura e in altri settori dell’economia, estendendo i termini di usufrutto dell’entità o della terra in agricoltura. Vengono fornite ampie garanzie per la gestione produttiva e commerciale, il trasferimento di tecnologia e l’assunzione di forza lavoro.

Lo spazio per la proprietà privata non è e non sarà quello di mettere il Paese alla mercé delle “ricette neoliberali”, né di riportarci al capitalismo, come ha espresso il nostro Comandante in Capo, ma senza smettere di riconoscere lo spazio attuale per la sua esistenza e i suoi contributi all’economia cubana, nelle attuali condizioni di costruzione di un socialismo prospero e sostenibile, democratico e solidale che con tanti sacrifici e sfidando le aggressioni e il blocco rafforzato dell’imperialismo contro il nostro popolo, siamo in grado di costruire.

Il Paese si preoccupa di proteggere la sovranità, ed è per questo che la proprietà della terra, delle acque territoriali, del nostro cielo e dello spazio radioelettronico è di vitale importanza strategica. Queste azioni specifiche e necessarie per lo sviluppo, in cui sono presenti il settore non statale, le joint venture e gli investimenti diretti esteri, non hanno nulla a che vedere con una violazione della Costituzione della Repubblica.

Si veda qui di seguito come lo ha sottolineato il nostro Comandante in Capo Fidel Castro.

Nessuno al mondo si lasci confondere dal fatto che se creiamo imprese miste rinunciamo al socialismo, che se permettiamo investimenti stranieri rinunciamo al socialismo, che nessuno pensi che se autorizziamo il lavoro autonomo, per facilitare molte cose a causa delle condizioni in cui ci troviamo, rinunciamo al socialismo, che nessuno pensi che se autorizziamo le Unità di Produzione di Base rinunciamo al socialismo, perché questo è socialismo! (1992).

Fonte: Razones de Cuba

Traduzione: italiacuba.it

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