La figlia del guerrigliero Che Guevara chiede il boicottaggio internazionale contro “Israele”

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Nominata ambasciatrice per il diritto al ritorno dei palestinesi a Beirut nel 2023, Aleida Guevara ha chiesto la fine del genocidio che “Israele” commette nella più totale impunità e ha chiesto un aiuto immediato per recuperare Gaza e non permettere la morte di un intero popolo.

La dottoressa cubana Aleida Guevara, figlia dell’eroico guerrigliero Ernesto Che Guevara, ha chiesto un boicottaggio internazionale contro “Israele” a sostegno del popolo palestinese.

Invitata al Forum sociale mondiale in Nepal, l’internazionalista ha denunciato l’esecuzione di genocidi di massa di popoli nella più totale impunità e ha chiesto una maggiore solidarietà tra tutti.

L’attivista si è rattristato di fronte alle immagini di bambini desolati, estratti dalle macerie dai massacri dell’esercito “israeliano” a Gaza, con la giustificazione di attaccare Hamas.

In questo senso, il nominato ambasciatore per il diritto al ritorno dei palestinesi a Beirut nel 2023 ha ripudiato le forze israeliane per aver ucciso la popolazione civile, non solo con bombe e droni, ma anche con fame e malattie.

Guevara ha sottolineato le azioni degli yemeniti e della Resistenza libanese a sostegno del popolo palestinese con operazioni contro il nemico.

Ha rifiutato la complicità degli Stati Uniti e, come suo padre, ha fatto appello all’unità per affrontare e sconfiggere l’imperialismo.

In questo senso, ha sottolineato la fermezza e la dignità del popolo cubano nel non arrendersi e nel crescere in una società socialista nonostante il crudele blocco economico imposto da Washington per più di sei decenni.

La dottoressa cubana ha sottolineato che l’esempio del Sudafrica deve essere moltiplicato, “non può essere solo in questa missione di chiedere giustizia e punizione per coloro che sono diventati i peggiori assassini dell’umanità”.

Nel suo discorso, ha chiesto la fine del genocidio che “Israele” commette nella più totale impunità e ha chiesto aiuti immediati per recuperare Gaza e non permettere la morte di un intero popolo.

L’internazionalista ha invitato la popolazione ad alzare la voce e ad organizzare carovane di solidarietà con cibo e medicine per Gaza.

Allo stesso tempo, ha chiesto di rompere il blocco di “Israele”, “in modo da poterci sentire esseri umani degni”.

Per la rivoluzionaria cubana, “la Palestina rappresenta il fardello necessario per unirci al suo ambiente e poter iniziare a lavare via la crosta tenace del colonialismo”.

In chiusura del suo discorso, Aleida Guevara ha citato una poesia scritta il giorno prima di morire dalla giovane palestinese Heba Abu Nada:

La notte in città è buia,
tranne che per il bagliore dei missili;
silenziosa, tranne che per il rumore dei bombardamenti;
terrificante, se non fosse per la rassicurante promessa della preghiera;
nera, tranne che per la luce dei martiri.
Buona notte.

Fino a domenica, circa 200 partecipanti, tra cui leader di movimenti sociali, rappresentanti della società civile, politici e accademici provenienti dall’Asia-Pacifico, dall’Africa, dall’Europa e dall’America Latina, discuteranno nella capitale Kathmandu della necessità di un mondo più giusto, equo e sostenibile.

Il Forum offrirà l’opportunità di creare spazi di collaborazione e azione collettiva per portare avanti programmi comuni, non solo da una prospettiva regionale ma anche globale.

Fonte: al Mayadeen

Traduzione: italiacuba.it

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