Cuba, un’isola con un nome di donna

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“Mappa storica dell’isola di Cuba al tempo delle scoperte 1492-1524″. – Capi indigeni precolombiani…”….” dell’ingegnere Ernesto Segeth e Guillermo Labrador Ruiz, L’Avana (1935).

Cuba è i Caraibi allo stato puro, i suoi ritmi e i suoi sapori si ritrovano sulla sua mappa, ma c’è qualcosa di curioso a cui faremo riferimento: il modo in cui è stata chiamata fin da secoli fa, sempre con un nome di donna.

Ci sono diverse teorie sul modo in cui è stata chiamata, dai tempi degli aborigeni, all’arrivo dei conquistadores spagnoli guidati da Cristoforo Colombo, fino alla sentenza di un decreto della Corona ispanica.

L’origine e il significato del nome, secondo alcuni, risale alla parola Ciba, che tra i Tainos che abitavano questo territorio significava “pietra, montagna, grotta”. Ma c’è chi ritiene che possa derivare dalla parola taino cohíba.

C’è anche la possibilità che derivi dall’arabo coba, che significa moschea con cupola, per la sua somiglianza con le montagne che Colombo vide quando sbarcò nella baia di Bariay.

Un’altra teoria è che l’isola si trovi in una posizione caraibica che la collega a una derivazione del Taino Cubanacán, che secondo l’Oxford Dictionary significa “luogo del centro”.

Qualunque di queste ipotesi sia vera, vale la pena aggiungere che l’ammiraglio genovese la battezzò Juana, in omaggio alla figlia del re Ferdinando II d’Aragona e di Isabella di Castiglia.

Il 28 febbraio 1525, con decreto reale, il monarca decise di darle un nome ispanico e la chiamò Fernandina in suo onore. Tuttavia, il nome non fu accettato dalla maggior parte di coloro che erano legati ai territori conquistati oltremare e persino i cronisti dell’epoca erano riluttanti ad accettarlo.

A metà del XVI secolo, anche nei documenti ufficiali, Cuba compare al posto di Fernandina.

Lo testimoniano gli Actas Capitulares del Consiglio comunale dell’Avana (1550-1565). Dal 1550 al 1554 compare sempre Fernandina, ma dal 1555, quando il pirata Jacques de Sores saccheggiò la città, i documenti omettono qualsiasi riferimento al nome dell’isola.

Dal Cabildo del 3 gennaio 1556, il nome è sempre Cuba, anche se ci sono state due eccezioni in 10 anni.

In tutta questa storia c’è qualcosa di molto curioso e cioè che la Carta Marina 1516 di Waldseemüller chiama Terra de Cvba il territorio attualmente occupato dagli Stati Uniti.

Studiosi come il professor Ricardo Padrón ritengono che Colombo fosse convinto di aver scoperto una parte integrante dell’Asia e, quando nel suo secondo viaggio in America ebbe la certezza che le coste che stava esplorando erano quelle di un’isola, lo negò e fece giurare ai membri del suo equipaggio che Cuba era continentale e non insulare.

Questa affermazione fu ripresa nella mappa del cartografo tedesco Martin Waldseemüller nel 1516, in un momento chiave in cui si parlava di una nuova terra ma pochi sapevano che aspetto avesse.

Nel 1507, Waldseemüller creò un famoso planisfero in cui designò per la prima volta le terre del Nuovo Mondo con il nome di America, in onore del navigatore italiano Amerigo Vespucci, primo europeo a scoprire quei territori.

Ma nella Carta Marina del 1516 omise il nome America per il continente e chiamò il territorio occupato dagli USA Terra de Cuba-Asie Partis (Terra di Cuba, parte dell’Asia), e assegnò l’incontro tra le culture a Colombo piuttosto che a Vespucci.

In un’epoca in cui le conoscenze e le informazioni erano ambigue, è logico che si verificassero confusioni come quella del cartografo tedesco Martin Waldseemüller.

Fonte: CubaSi

Traduzione: italiacuba.it

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