La storia che non possiamo dimenticare

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Traiamo le nostre conclusioni, visto il sacrificio storico del nostro popolo e la gloria che è stata vissuta. Non per nulla il Che scrisse al suo capo e amico: “… ovunque mi trovi sentirò la responsabilità di essere un rivoluzionario cubano e agirò come tale”. “… che se l’ultima ora arriverà per me sotto altri cieli, il mio ultimo pensiero sarà per questo popolo e soprattutto per te, che ti ringrazio per i tuoi insegnamenti e il tuo esempio e che cercherò di essere fedele alle ultime conseguenze delle mie azioni”. E così fece: così visse e così morì. Tale era l’orgoglio che provava nell’essere parte inseparabile del nostro popolo.

Guardiamo allora all’anno 1963 – a pochi mesi dalla proclamazione del carattere socialista della nostra rivoluzione – e confrontiamolo con le aggressioni imperialiste contro i nostri popoli latinoamericani e caraibici nel 2013.

EVENTI PRINCIPALI NEL CONFRONTO DELLA RIVOLUZIONE CUBANA, CONTRO LE AGGRESSIONI IMPERIALISTE, NEL 1963.

(Dati tratti dal libro: Documenti della Rivoluzione Cubana, 1963 – di un collettivo di autori cubani -; della Casa Editrice di Scienze Sociali, L’Avana, 2011).

GENNAIO

25: Assassinio dei bambini Fermín e Yolanda Rodríguez a Bolondrón, Matanzas, quando la casa in cui vivevano fu mitragliata da una banda controrivoluzionaria.

27: informazioni del Dipartimento di Sicurezza dello Stato sulla cattura di spie e sullo smantellamento di due reti controrivoluzionarie dirette dalla base navale di Guantánamo.

FEBBRAIO

14: il Dipartimento di Sicurezza dello Stato denuncia la cattura di nove americani che stavano studiando gli affari cubani per preparare infiltrazioni di agenti della CIA.

16: il MINFAR denuncia l’aggressione di due pescherecci cubani.

21: la Marina della Guerra Rivoluzionaria recupera i due pescherecci cubani “Sigma” che erano stati sequestrati nei giorni precedenti da elementi controrivoluzionari al servizio della CIA, catturandoli mentre cercavano di sbarcare armi e uomini sulle coste cubane.

MARZO

5: attraverso l’Ambasciata della Cecoslovacchia negli Stati Uniti, il Governo Rivoluzionario di Cuba invia una nota di protesta al Governo degli Stati Uniti chiedendo spiegazioni per le aggressioni perpetrate da un cacciatorpediniere yankee contro la goletta costiera cubana “Joven Amalia”.

19: il MINFAR denuncia l’aggressione perpetrata da una cannoniera pirata, proveniente dal territorio statunitense e/o portoricano, contro il cargo sovietico “Lwov”, attraccato al molo Isabela de Sagua, a Las Villas.

22: tre bande controrivoluzionarie che stavano commettendo crimini e misfatti nella provincia di Matanzas vengono localizzate, circondate e annientate dalle unità FAR.

28: Fidel Castro denuncia l’aggressione subita dalla nave cargo sovietica “Baku” da parte di una cannoniera controrivoluzionaria, incolpando il governo degli Stati Uniti per questi eventi.

30: membri delle FAR e del DSE catturano i membri di una banda di controrivoluzionari in una fattoria vicino a Santa Cruz del Norte, all’Avana. Tra i catturati c’è l’autore dell’omicidio di un bambino, avvenuto all’inizio del mese.

APRILE

2: attraverso l’ambasciata cecoslovacca negli Stati Uniti, il governo cubano invia una nota al governo statunitense, spiegando l’incidente avvenuto tra un’imbarcazione pirata e gli aerei cubani, che la inseguivano, e un mercantile americano in navigazione vicino a Cuba.

25: un aereo statunitense sgancia una bomba da 100 libbre e diversi barattoli di materiale infiammabile tipo NAPALM sulla raffineria “Ñico López” dell’Avana. L’attacco non ha causato danni materiali.

LUGLIO

12: due criminali controrivoluzionari, autori dell’omicidio dell’insegnante volontario Conrado Benítez, vengono processati e fucilati. La sentenza è stata inflitta ed eseguita nella provincia di Las Villas.

AGOSTO

14: unità della Marina della Guerra Rivoluzionaria recuperano due pescherecci cubani che erano stati rubati da elementi controrivoluzionari, secondo un rapporto di Raul Castro.

16: Tre spie della CIA vengono uccise: Rolando Mathau Paz, Manuel Marrero Castillo e Francisco Marrero Castillo. Questi individui facevano parte di un gruppo di infiltrati catturato dalle FAR il 22 luglio mentre cercavano di sbarcare.

18: i depositi di petrolio nel porto di Casilda, sulla costa meridionale della provincia di Las Villas, sono stati bombardati da un aereo mercenario. Dal velivolo sono stati lanciati diversi razzi, uno dei quali ha colpito e incendiato uno dei 24 vagoni cisterna parcheggiati sui binari della ferrovia.

19: viene attaccato l’impianto di solfometalli “Patricio Lumumba”, situato nell’estuario di Santa Lucía, sulla costa nord del comune di Pinar del Río. Da due mezzi da sbarco, provenienti da una nave madre situata di fronte alla foce del suddetto estuario, sono sbarcati individui che hanno aperto il fuoco con bazooka e mitragliatrici contro il centro di produzione, causando alcuni danni. Quando l’attacco è stato respinto dai miliziani della Difesa Popolare che erano di guardia, gli aggressori sono fuggiti.

SETTEMBRE

5: aerei provenienti dagli Stati Uniti entrano nella provincia di Las Villas. Respinti dall’artiglieria antiaerea, fuggono lasciando cadere gli esplosivi che trasportavano, uno dei quali cade sulla casa dell’insegnante delle FAR, Fabric Aguilar Noriega, nella città di Santa Clara, che rimane ucciso. Inoltre, tre dei suoi figli furono feriti.

8: un aereo statunitense bombarda la centrale elettrica “Brasil”, a nord di Camagüey. Cinque bombe da 50 libbre vengono sganciate dall’aereo ed esplodono intorno alla centrale.

11: le batterie antiaeree costringono ad atterrare all’aeroporto di Cienfuegos un aereo guidato da Teodoro Picardo Lara, ex capitano in seconda del dittatore del Nicaragua Anastasio Somoza, di cui è socio nel losco affare dello sfruttamento delle ricchezze del Nicaragua e del Costa Rica.

OTTOBRE

Una segheria situata in una località nota come “Cayo Güin”, sulla costa nord della provincia di Oriente, viene attaccata e distrutta da una nave pirata. La nave fugge verso nord.

24: il miliziano Vicente Pérez Noa, che lavorava come falegname in una fattoria locale, viene assassinato a Ceiba del Agua, provincia dell’Avana. L’atto criminale è stato compiuto da cinque elementi controrivoluzionari al servizio della CIA.

30: Fidel Castro appare davanti alle telecamere per informare il popolo su vari temi di attualità legati alle aggressioni imperialiste contro l’economia del Paese. Riferisce anche della cattura di un gruppo di mercenari che hanno cercato di entrare nelle nostre spiagge dalla nave madre yankee “REX”, gestita dalla CIA.

NOVEMBRE

26: Legge sul servizio militare obbligatorio approvata dal Consiglio dei Ministri dopo essere stata discussa e approvata dal popolo cubano, in risposta ai continui e atroci attacchi e crimini contro la nostra patria.

DICEMBRE

26: come riportato dal MINFAR, agenti della CIA, utilizzando elementi di demolizione subacquea, hanno minato una torpediniera della Marina Rivoluzionaria ormeggiata in un molo della baia di Siguanea, a sud dell’Isola dei Pini. Quando l’ordigno è esploso, tre compagni sono stati uccisi e altri 18 sono rimasti feriti.

OSSERVAZIONI CONCLUSIVE

Non minore fu l’ostilità e l’aggressione negli anni successivi. Fino alla fine del 1965 il nostro popolo dovette affrontare le bande controrivoluzionarie di ribelli, che operavano sotto il comando della CIA e venivano rifornite dagli Stati Uniti. Abbiamo dovuto mobilitare più di 300.000 combattenti e mettere a disposizione la debole economia dell’isola per sconfiggere la guerra sporca che si stava scatenando contro di noi. Come disse all’epoca il comandante Raúl Castro, ministro delle FAR, in quegli anni a Cuba abbiamo vissuto quella che si potrebbe definire una guerra civile imposta dall’imperialismo, per il volume e la natura delle azioni condotte per sconfiggerlo (Castro, Raúl. 1982).

È la storia che parla con i suoi atti. Le generazioni presenti e future di rivoluzionari non devono dimenticare i suoi insegnamenti, soprattutto quando si tratta di rivelare l’essenza di classe predatoria dell’imperialismo statunitense e delle sue azioni contro i nostri Paesi. Per questo dobbiamo imparare dal Che che: “… non ci si può fidare dell’imperialismo, nemmeno un po’. Niente! (Guevara, Che. 1964). E da Lenin (parafrasiamolo) che una rivoluzione vale, se è vera, per la sua capacità di sapersi difendere (vedi: Lenin sulla rivoluzione socialista). E di Fidel, (parafrasandolo) che ci sono state rivoluzioni in cui i rivoluzionari sono andati a letto con il potere e sono risorti senza di esso.

La storia dimostra in modo fin troppo eloquente che chi dimentica che il dovere principale di una rivoluzione – come diceva Lenin – è quello di sapersi difendere, non sopravvive all’errore. Ecco perché ci siamo abituati, fin dalla fase della nostra guerra di liberazione, a dormire con un occhio aperto e l’altro chiuso (cfr. Discorso al X Congresso dei Lavoratori, 1959). Il prezzo della libertà, della giustizia, delle pari opportunità per lo sviluppo di tutte le potenzialità creative degli esseri umani, il diritto allo sviluppo economico e sociale dei nostri popoli, nonostante gli errori che noi rivoluzionari possiamo commettere nei nostri sforzi per costruire il socialismo, nonostante le aggressioni dell’imperialismo e delle forze borghesi in ogni Paese, presuppone un enorme sacrificio per i popoli che si assumono la sfida storica di costruire un mondo migliore. Noi cubani ci siamo guadagnati il diritto di far parte dell’avanguardia di questo distaccamento.

Fonte: Razones de Cuba

Traduzione: italiacuba.it

Vedi anche: Dieci terribili momenti di terrorismo contro Cuba

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