Memorandum Mallory: la vecchia dichiarazione di una guerra in corso

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Sono passati sessantaquattro anni e le aspirazioni delle successive amministrazioni statunitensi rimangono le stesse. Lo spirito che ha incoraggiato il testo di Mallory vive nella guerra economica intensificata e costantemente perfezionata contro Cuba.

Era il secondo anno della Rivoluzione trionfante e, mentre la giovane leadership politica del Paese portava avanti il programma Moncada, l’aggressività del governo statunitense aumentava.

In corrispondenza con la belligeranza dimostrata dai vicini del nord, gli uomini e le donne del popolo, guidati dal loro comandante in capo Fidel Castro Ruz, resistettero coraggiosamente alle pressioni di Washington, che rappresentavano un’imperdonabile offesa all’arroganza imperiale.

Poi, il 13 marzo 1960, Fidel, in un evento sulla scalinata dell’Università dell’Avana, informò la popolazione delle difficoltà a venire e del deterioramento delle relazioni bilaterali.

“È una minaccia di natura economica, cioè la minaccia di far morire di fame il nostro popolo se rimaniamo fermi nella nostra posizione rivoluzionaria”, disse.

Nell’ambito della politica dell’amministrazione Eisenhower contro l’isola ribelle di quei giorni, il 6 aprile 1960 Lester D. Mallory, allora Assistente Segretario di Stato per gli Affari Interamericani, scrisse un memorandum che sarebbe passato alla storia con il suo nome.

In quel documento, l’oscuro funzionario statunitense affermava, senza mezzi termini, che l’unico mezzo prevedibile per alienare il sostegno interno di Cuba alla Rivoluzione era il disincanto e lo scoraggiamento, basato sull’insoddisfazione causata dalle difficoltà economiche.

“Tutti i mezzi possibili e immaginabili devono essere utilizzati rapidamente per indebolire la vita economica di Cuba (…) al fine di seminare fame, disperazione e provocare il rovesciamento del governo”, si legge nel testo.

Indubbiamente, il famigerato documento si adattava come un guanto di seta alla strategia statunitense, diventandone immediatamente l’anima e il nord.

Sono passati sessantaquattro anni e le aspirazioni delle amministrazioni statunitensi che si sono succedute sono rimaste le stesse. Lo spirito che ha incoraggiato il testo di Mallory vive nella guerra economica intensificata e costantemente perfezionata contro Cuba.

Fonte: Granma

Traduzione: italiacuba.it

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