Discorso di Miguel Díaz-Canel Bermúdez al Vertice straordinario dei Capi di Stato e di Governo della CELAC

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Discorso del Presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, al Vertice straordinario dei Capi di Stato e di Governo della CELAC, per discutere dell’irruzione nella Missione diplomatica del Messico in Ecuador.

Cara Presidente Xiomara Castro:

Cari Capi di Stato e di Governo e altri rappresentanti delle nazioni della nostra regione:

A nome del vostro popolo e del vostro governo, Cuba ringrazia e appoggia questo vertice straordinario della CELAC, per la serietà della questione che ci riunisce.

Come legittimo e unico meccanismo di dialogo e accordo che riunisce i 33 Paesi dell’America Latina e dei Caraibi, abbiamo la responsabilità di esaminare e pronunciarci sui gravi fatti dello scorso 5 aprile presso l’Ambasciata messicana in Ecuador.

Qualche settimana fa, commemorando il decimo anniversario della proclamazione dell’America Latina e dei Caraibi come Zona di Pace, ho ricordato il dovere comune di ratificare l’impegno che nessun Paese dell’America Latina e dei Caraibi avrebbe mai usato la violenza contro un Paese fratello.

Contro questo dovere e i nostri impegni, lo scorso 5 aprile, la polizia ecuadoriana ha fatto irruzione con violenza nel compound diplomatico del Messico a Quito, un atto ostile e inaccettabile, che merita il più categorico rifiuto.

Ribadisco qui la ferma condanna di Cuba per questa flagrante violazione del diritto internazionale, compresa la Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche e il diritto di asilo.

Le immagini che abbiamo visto non lasciano dubbi: la sovranità del Messico è stata violata. L’integrità fisica e la dignità del personale diplomatico sono state violate.

Il ricorso al dialogo e alla risoluzione pacifica delle controversie, fondamento delle relazioni tra le nostre nazioni, è stato ignorato.

È stato ignorato l’impegno che tutti abbiamo sottoscritto nel Proclama di Pace di bandire per sempre l’uso della forza.

Quanto accaduto non ha solo un impatto molto negativo sulle relazioni bilaterali tra Messico ed Ecuador. Ha un impatto su tutti i Paesi della regione e sulla comunità internazionale nel suo complesso.

La violazione del diritto internazionale e l’indebolimento dei diritti legittimi di uno Stato sono un affronto per tutti.

Chiediamo che all’ex vicepresidente Jorge Glas venga restituito lo status precedente all’assalto all’ambasciata messicana e che il suo caso venga riportato in linea con il diritto internazionale.

Dipenderà in larga misura dalle nostre azioni di adesso garantire che atti riprovevoli come questo non si ripetano in America Latina e nei Caraibi.

Accettare o tacere di fronte al comportamento inaccettabile del governo dell’Ecuador costituirebbe un precedente molto grave e pericoloso.

La CELAC e i Paesi in essa rappresentati hanno l’obbligo di difendere, con fermezza e senza esitazioni, il diritto internazionale, affermando con assoluta chiarezza che la violazione dei suoi principi non è giustificata in nessuna circostanza.

Il rispetto del diritto internazionale è una condizione indispensabile per garantire la coesistenza pacifica. È anche una premessa necessaria per sostenere l’unità nella nostra diversità. È un requisito essenziale per avanzare verso un’integrazione che non può essere rimandata.

Eccellenze, amici, sorelle e fratelli dell’America Latina e dei Caraibi:

Come ho espresso poche ore dopo l’attacco all’ambasciata messicana in Ecuador, estendo la nostra piena solidarietà al fraterno popolo messicano, al nostro caro Presidente Andrés López Obrador, alla Segretaria Alicia Bárcena e al governo messicano.

Da Cuba, dove siete ammirati e amati, per il vostro esemplare e storico rispetto dei diritti altrui, la vostra solidarietà e il vostro impegno per l’integrazione, lo ribadisco:

Il Messico può contare sul nostro fermo sostegno nelle azioni che intraprenderà di fronte a questa inaccettabile violazione del diritto internazionale.

Muchas gracias

Fonte: MinRex

Traduzione: italiacuba.it

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