Fidel: Un dialogo lungo trent’anni

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La presentazione di questo volume è iniziata con una conferenza nell’Università di Genova, come parte di un giro organizzato dalla Fondazione Gianni Minà e l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba.

La presentazione di un libro sui dialoghi tra il giornalista Gianni Minà e il leader storico della Rivoluzione Cubana, Fidel Castro Ruz, è iniziata in Italia come uno dei più importanti successi editoriali dell’anno.

Era il 1974 quando Gianni Minà incontrò per la prima volta faccia a faccia Fidel Castro, in occasione di un match di boxe all’Avana. Nel tunnel che conduceva agli spogliatoi dei pugili gli rivolse alcune domande, alle quali il líder máximo replicò: «Dovremmo vederci in ufficio, per rispondere a tutto. Siamo in piedi, qui». Qualunque altro giornalista avrebbe considerato quella di Fidel una risposta di cortesia, ma non Minà, che da quel giorno lavorò incessantemente per dare seguito all’invito, fino a ottenere, nel 1987 e di nuovo nel 1990, le due interviste più lunghe mai rilasciate da Castro a un giornalista occidentale. Due autentici scoop, seguiti da altri due incontri, l’ultimo dei quali, nel 2015.

La presentazione di questo volume è iniziata con una conferenza nell’Università di Genova, in Liguria, come parte di un giro organizzato dalla Fondazione Gianni Minà e l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba (ANAIC), ha segnalato una nota diffusa da quest’ultima organizzazione, riferita da Prensa Latina.

Si tratta di un libro unico, che raccoglie gli incontri di Minà con Fidel, iniziati nel 1974, con prologhi di Jorge Amado e Gabriel García Márquez e un epilogo di Frei Betto, con edizione della cineasta Loredana Macchietti, vedova del noto giornalista italiano.

Questo volume raccoglie le quattro interviste fatte al leader, tra queste quelle del 1987 e del 1990, alle quali ne seguirono altre due, l’ultima nel 2016, un anno prima della morte del Comandante in Capo, con la cornice della visita di Papa Francisco a Cuba, precisa la fonte.

Queste quattro interviste rappresentano un’occasione unica per riflettere su una Rivoluzione tra le più longeve della storia, al netto sia delle mitizzazioni che delle condanne a priori. Dagli anni della rivolta contro il regime di Fulgencio Batista all’amicizia e al sodalizio con Che Guevara; dal blocco statunitense e il disastro della Baia dei Porci alla crisi missilistica; dai rapporti con l’Unione Sovietica alla lunga stagione delle riforme economiche; dalla questione dei diritti umani agli scenari post-guerra fredda e al ruolo della Chiesa cattolica come facilitatrice di nuove forme di dialogo, Fidel non si sottrae al confronto, né Minà al compito di porre domande scomode.

Le stesse furono esempi del suo giornalismo responsabile, della sua capacità di sfidare i dogmi imposti dalla stampa al servizio dell’imperialismo statunitense e di difendere controcorrente l’opera umanista e sociale del processo rivoluzionario in questa nazione latinoamericana.

Minà, poco prima di morire sostenne che: «Cuba è un esempio per il mondo e per me rappresenta la realizzazione dell’utopia e aveva aggiunto che questa nazione ha un sistema differente dal nostro,  socialista, non imposto, ma eletto».

Stanno pagando questa scelta ingiustamente, con un blocco economico da più di 60 anni, e con menzogne ignobili di alcuni media della comunicazione che ho cercato di demolire per trent’anni», aveva scritto in una lettera aperta pubblicata in Italia il 15 ottobre del 2022.

Loredana Macchietti, presidente della Fondazione Gianni Minà, è stata presente a Genova e lo sarà nei prossimi appuntamenti nei quali si parlerà di questo volume, nelle città di Trento e Rovereto, nella settentrionale regione alpina del Trentino-Alto Adige.

Continuerà poi per tutto il paese europeo, con il sostegno dei circoli della ANAIC disseminati nella geografia italiana.

Intervista al TG regionale di Rai 3 del Trentino a Loredana Macchietti Gianni Minà per la presentazione del libro ” Un dialogo lungo 30 anni” che racchiude le interviste dell’indimenticabile Gianni Minà a Fidel Castro.

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