Il costo dell’essere liberi e sovrani

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I Paesi che decidono di essere liberi e sovrani devono pagare un prezzo elevato imposto dalla superpotenza imperialista, che decide a suo piacimento chi viola o meno le libertà che impone al mondo, secondo il principio: “Fate come dico, ma non come faccio”.

È per questo che Cuba compare in ogni lista di violazioni stilata dagli yankee, perché essere sulle loro liste nere garantisce che la sanzioneranno e stringeranno le viti che impediscono il suo sviluppo economico, come proposto nel 1960 dall’ex sottosegretario di Stato, Lester Mallory:

[…] “L’unico modo possibile per far perdere al governo il sostegno interno è provocare disillusione e scoraggiamento attraverso l’insoddisfazione e le difficoltà economiche. Ogni mezzo possibile per indebolire la vita economica dovrebbe essere usato immediatamente…”.

Le recenti liste pubblicate dal Dipartimento di Stato riguardano i Paesi con le forme più gravi di traffico di esseri umani, “i cui governi non soddisfano gli standard minimi e non stanno facendo sforzi sufficienti per rispettare le protezioni per le vittime del traffico”.

Ma di cosa è accusata Cuba su questo tema?

Niente di meno che il programma di aiuti medici ai Paesi che non hanno personale qualificato e assumono cubani per salvare vite e prevenire malattie curabili, lavoro che i medici yankee non fanno a nessun prezzo, perché non accettano di andare nelle giungle dell’Amazzonia o in quelle dell’Africa.

La campagna lanciata anni fa dalla mafia terroristica anticubana di Miami e dai suoi prestanome nel Congresso degli Stati Uniti, ha fatto pressioni sui politici statunitensi affinché sanzionassero Cuba e tagliassero così l’ingresso di valuta estera che avrebbe aiutato l’economia nazionale. È stata dimostrata la costante ricerca della somma di denaro che ogni Paese paga per assumere il personale sanitario cubano, a prescindere dalle consulenze specialistiche che forniscono, dalle operazioni complesse, dalle nascite e dalla riabilitazione di milioni di pazienti che sono eternamente grati per questo servizio, in cui il salvataggio di vite umane e non il denaro viene prima di tutto.

Il recente tentativo di interrompere questo afflusso di denaro è un programma ingannevole per i medici cubani emigrati negli Stati Uniti, dove non possono esercitare la loro professione, anche se sono specialisti con master e dottorati. Questo programma prevede che possano ottenere la riconvalida dei loro titoli senza sottoporsi ai requisiti di nuovo studio e di nuovo esame, a patto che accettino di recarsi nei Paesi in cui risiedono i medici internazionalisti cubani, pagando loro stipendi elevati e impedendo così a Cuba di acquisire denaro fresco da utilizzare per i programmi sociali a favore della popolazione.

Una prova che l’asfissia economica di Cuba è nell’interesse dei presunti “benefattori” yankee.

Va da sé che in questa lista di trafficanti di esseri umani compaiono solo Venezuela, Russia, Iran, Afghanistan, Nicaragua, Bielorussia e Cina, non a caso perché sono quelli che non si inginocchiano davanti agli yankee.

In mancanza di elementi solidi per includere Cuba in queste liste spurie, si è ricorsi all’accusa di favorire il presunto traffico di esseri umani insieme al Nicaragua, per aver firmato un accordo di esenzione dal visto, e a diverse compagnie aeree che volano dall’Avana a Managua, per aver venduto biglietti ai cubani che, una volta arrivati, decidono di spostarsi via terra verso il confine statunitense. Tuttavia, gli altri Paesi latinoamericani che hanno ondate di migranti che arrivano al confine con gli Stati Uniti non compaiono nell’elenco.

Si vergogni il Segretario di Stato Anthony Blinken per aver dovuto ricoprire questo triste ruolo e per aver permesso a membri del Congresso di origine cubana di usare toni minacciosi, senza rispettare il suo ufficio.

L’altra accusa riguarda la libertà religiosa. Nel suo recente rapporto per l’anno 2023, presentato sempre da Antony Blinken, sostiene che le leggi cubane “sono avverse ai credenti e alle loro attività di fede, e discriminano i gruppi che non sono ufficialmente registrati”.

È davvero un peccato che gli Stati Uniti debbano ricorrere a menzogne su una situazione inesistente nell’isola.

Come possono accusare Cuba di non avere libertà religiosa quando è uno dei pochi Paesi al mondo ad aver ricevuto gli ultimi tre Papi, che hanno celebrato la messa nelle piazze pubbliche di varie province cubane con totale libertà e rispetto, senza affermare che sull’isola non c’è libertà religiosa?

La Costituzione cubana stabilisce l’uguaglianza davanti alla legge di tutte le manifestazioni religiose e il diritto dei cittadini di professare la religione di loro scelta. Lo Stato riconosce, rispetta e garantisce l’indipendenza in questo ambito.

Sull’isola sono presenti il cristianesimo, il cattolicesimo, il protestantesimo, le Chiese ortodosse russa e greca, l’ebraismo, l’islam, il buddismo, lo spiritismo, le religioni cubane di origine africana, la fede baha’i e lo yoga.

Negli ultimi anni sono sorte nuove denominazioni religiose e centri ecumenici protestanti ed evangelici, che praticano il culto senza restrizioni. Ci sono più di mille templi e cappelle di proprietà delle quasi 60 chiese evangeliche e protestanti, oltre a circa 3.000 chiese domestiche in tutto il Paese. Questa è piena libertà religiosa per i credenti.

Ma ciò che il Dipartimento di Stato non dice nel suo rapporto è la manipolazione a fini sovversivi che gli Stati Uniti intendono fare delle diverse religioni a Cuba, al fine di rovesciare il governo, come esposto in diversi documenti ufficiali yankee.

Un dispaccio dell’ambasciata all’Avana, inviato al Dipartimento di Stato il 14 aprile 1959, redatto da Daniel M. Braddock, ministro consigliere e da James A. Noel, capo della stazione locale della CIA, intitolato “Growth of Communism in Cuba” (Crescita del comunismo a Cuba), conservato negli archivi centrali del Dipartimento di Stato, afferma, tra gli altri aspetti:

“La Chiesa cattolica si è interessata attivamente a resistere all’estensione del comunismo, ma, ad eccezione dei Giovani Lavoratori Cattolici, non è stata particolarmente efficace, soprattutto a causa della difficoltà di separare le attività comuniste da quelle genuinamente rivoluzionarie e della riluttanza di importanti elementi della Chiesa a sfidare il programma rivoluzionario”.

Tra le sue proposte c’è quella di “rafforzare gli elementi anticomunisti esistenti nei loro sforzi contro il comunismo nella Chiesa e in altri settori della società”.

Solo tre mesi dopo il trionfo rivoluzionario, stavano già iniziando le loro azioni per sovvertire il processo.

Nel novembre 1960, la CIA iniziò, insieme alla Chiesa cattolica, la più crudele operazione di guerra psicologica mai subita dal popolo cubano, l’esecrabile Operazione Peter Pan, con la quale fece credere ai genitori cubani che il governo avrebbe portato via loro i figli, riuscendo a portare via da Cuba 14.038 minorenni senza i loro genitori.

Il 18 gennaio 1962, il generale di brigata E.S. Lansdale consegnò alle massime autorità del governo degli Stati Uniti e al Gruppo Speciale Allargato del Consiglio di Sicurezza Nazionale, il primo progetto dell’Operazione Mangusta contro Cuba, che al paragrafo K afferma che:

“Sia il Dipartimento di Stato che la CIA continuano ad esplorare le loro capacità di organizzare operazioni speciali all’interno di Cuba, concentrandosi su elementi attivi della popolazione, in particolare operazioni attraverso la Chiesa per raggiungere le donne e le loro famiglie, così come attraverso contatti di lavoro per raggiungere i lavoratori”.

Il governo yankee, insieme alla CIA, lavora instancabilmente per manipolare i credenti cubani con l’appoggio di alcune religioni, ma Antony Blinken non ne parla.

Un’altra prova inconfutabile è il Rapporto della Commissione per gli aiuti a Cuba libera, approvato il 7 maggio 2004 dal presidente George W. Bush, che dedica un capitolo alla religione per accelerare la “transizione cubana”, dove si dice che:

“Le organizzazioni religiose, tra cui la Chiesa cattolica e alcune denominazioni protestanti autenticamente indipendenti, presentano le alternative più rapide e potenzialmente più forti allo Stato cubano nel fornire servizi di base e informazioni alla popolazione”.

Il Rapporto sulla libertà religiosa 2023 del Segretario di Stato, pubblicato di recente, ha denunciato la situazione a Cuba, dove “le leggi sono avverse ai credenti e alle loro attività di fede, i leader religiosi sono in prigione e i gruppi non ufficialmente registrati sono discriminati”.

Questo è falso e manipolato, nasconde l’attività sovversiva, ben lontana dalla religione, che alcune persone hanno svolto sotto la guida e i finanziamenti ricevuti dagli Stati Uniti, per fomentare azioni contro la Rivoluzione.

A causa di tutto ciò, lo Stato cubano è stato costretto a difendersi e ad approvare leggi per punire coloro che, protetti da una presunta attività religiosa, cercano di alterare l’ordine costituzionale e la stabilità del Paese, una situazione che il Rapporto del Dipartimento di Stato americano sulla libertà religiosa omette deliberatamente, perché insieme alla CIA sono gli esecutori storici di queste attività contro la Rivoluzione.

Aveva ragione José Martí quando affermava che:

“Il male si punisce permettendo di insegnarlo”.

Fonte: El Heraldo Cubano

Traduzione: italiacuba.it

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