Una campagna di fake news su Cuba cerca di “riscaldare” l’estate

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di Raúl Antonio Capote∗ / Collaborazione speciale per Resumen Latinoamericano

Nell’ambito delle azioni volte a ottenere un’esplosione sociale sull’isola ribelle quest’estate, il governo statunitense e i suoi accoliti nella regione stanno sviluppando un’importante campagna di manipolazione e fake news nell’ecosistema digitale.

L’obiettivo è generare paura, insicurezza e scoraggiamento; tra le questioni prioritarie c’è il sistema elettroenergetico, a causa di quanto questo tema sia sensibile per i cubani, promuovendo la matrice di opinione secondo cui quest’estate non ci sarà carburante, diverse centrali elettriche usciranno dal sistema, ci sarà un blackout generale, ecc.

D’altro canto, si vocifera dell’esistenza di presunte epidemie, di focolai di malattie note e di altre poco conosciute: febbre delle scimmie, colera, ecc. Ipotetiche emergenze “segrete” negli ospedali, tensioni tra i medici, morti, bambini malati con sintomi strani, ospedali senza medicine, emergenza e caos.

Un altro elemento che utilizzano è il verificarsi di presunti femminicidi e omicidi a catena, bande criminali fuori controllo, aggressioni notturne irrisolte, elevato consumo di droga, il tutto ovviamente mentendo sulla presunta complicità delle autorità.

Per raggiungere i loro obiettivi ricorrono ad audio e profili anonimi che raccontano situazioni inesistenti, svelano presunti documenti “ufficiali” trapelati, nonché ottengono informazioni “sensibili” attraverso fonti anonime, utilizzando anche casi reali estrapolati dal contesto, ecc.

Ora, il fiore all’occhiello della manipolazione mediatica, ricordiamo che gli autori sono gli stessi che hanno inventato le presunte armi biologiche a Cuba, gli apocrifi attacchi sonici e le armi di sterminio di massa in Iraq, è l’esistenza di una base segreta cinese a Cuba.

Stanno cercando di far credere al mondo che esiste una base di spionaggio creata dalla Repubblica Popolare Cinese nelle Grandi Antille.

Vogliono ingannare l’opinione pubblica nazionale, ma soprattutto quella internazionale, per giustificare la politica aggressiva e le misure coercitive degli Stati Uniti contro Cuba.

Inoltre, per raggiungere il duplice scopo di attaccare sia Cuba che la Cina nei media, per ostacolare e neutralizzare un numero crescente di settori negli Stati Uniti che vogliono un cambiamento di politica nei confronti di Cuba.

E nel frattempo, giustificare e sollecitare milioni di fondi che aiuterebbero a combattere la “minaccia” comunista di Cuba e della Cina e a riempire le tasche affamate della mafia anticubana e dei signori della guerra.

Questo modo di agire serve anche ai legislatori ingannevoli dell’estrema destra anticubana di Miami per giustificare la loro agenda fascista a Washington DC.

Non c’è niente di meglio che spaventare i timorosi per diminuire l’influenza della Repubblica Popolare Cinese e di Cuba in America Latina, ratificando entrambi i Paesi come “nemici” della democrazia statunitense.

Dietro questa campagna mediatica si cela l’intenzione di settori dell’estrema destra statunitense di giustificare una maggiore ingerenza e di inasprire ancora di più il blocco; non si esclude nemmeno l’idea di un “intervento umanitario” sull’isola.

(*) Scrittore, professore, ricercatore e giornalista cubano. È autore di “Juego de Iluminaciones”, “El caballero ilustrado”, “El adversario”, “Enemigo” e “La guerra que se nos hace”.

Fonte: Cuba en Resumen

Traduzione: italiacuba.it

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