Il Vietnam celebra i 79 anni dell’inizio di una nuova era

Il Vietnam celebra oggi il 79° anniversario dell’inizio di una nuova era, inaugurata nel 1945 con la proclamazione di indipendenza annunciata qui davanti a centinaia di migliaia di persone dal presidente Ho Chi Minh.

Il trionfo della Rivoluzione d’Agosto il 19 di quel mese e la nascita pochi giorni dopo, il 2 settembre, della Repubblica Democratica del Vietnam segnarono una svolta non solo nella storia di questa nazione indocinese, ma anche del movimento rivoluzionario mondiale.

La dichiarazione letta in quell’occasione dall’eroe rivoluzionario rifletteva chiaramente le aspirazioni del popolo vietnamita all’indipendenza nazionale e la volontà di dedicare tutto il proprio spirito e la propria forza, la propria vita e la propria ricchezza al mantenimento della libertà e dell’indipendenza.

Secoli di sfruttamento feudale, oltre 80 anni di dominio coloniale francese e l’espulsione dei fascisti giapponesi furono così lasciati alle spalle per inaugurare la rinascita della nazione sotto la guida saggia e lungimirante del Partito Comunista del Vietnam (PCV), guidato da Ho Chi Minh.

In un ampio articolo pubblicato in occasione del 94° anniversario della fondazione del VCP, il defunto segretario generale Nguyen Phu Trong ha affermato che grazie al trionfo rivoluzionario il Vietnam è passato da territorio coloniale e semi-feudale a Paese indipendente e sovrano, ponendo le basi per un progresso costante.

Il testo ha ricordato che dopo la fine della guerra e la riunificazione della nazione nel 1975, gli Stati Uniti e l’Occidente hanno imposto un blocco e un embargo economico per quasi 20 anni al Paese, che come conseguenza della complessa situazione regionale e internazionale ha dovuto affrontare anche diversi svantaggi.

All’epoca, circa tre quarti della popolazione si trovava al di sotto della soglia di povertà, ma grazie al processo Doi moi, guidato dal VCP a partire dal 1986, l’economia ha iniziato a svilupparsi costantemente, raggiungendo un tasso di crescita medio annuo di circa il sette per cento.

L’entità del prodotto interno lordo (PIL) si è espansa costantemente, raggiungendo circa 430 miliardi di dollari nel 2020, e l’economia vietnamita è diventata la quinta più grande dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico, posizionandosi al 35° posto sulle 40 più grandi del mondo, osserva.

Il PIL pro capite è aumentato di 58 volte, arrivando a circa 4.300 dollari, e dal 2008 il Vietnam è uscito dal gruppo dei Paesi a basso reddito, prima di sottolineare che entro il 2030 diventerà una nazione a reddito medio-alto (circa 7.500 dollari).

Da Paese che soffriva di carenze alimentari croniche, oggi il Vietnam non solo garantisce la sicurezza alimentare, ma è diventato un importante esportatore globale di prodotti alimentari.

D’altra parte, il posizionamento e il prestigio della nazione indocinese nell’arena internazionale sono coerenti con il suo desiderio di integrazione, meritando un riconoscimento per il suo contributo attivo e responsabile al mantenimento della pace e della cooperazione nel perseguimento di uno sviluppo giusto, sostenibile ed equo.

Fonte: Prensa Latina

Traduzione: italiacuba.it

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