L’intervento di Marco Papacci presidente dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba

19° Incontro Europeo di Solidarietà con Cuba – intervento di Marco Papacci presidente dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba.
“Cari colleghi
Cari amici
Un saluto a tutti gli amici francesi che hanno profuso tante energie in questo magnifico incontro; un saluto alla delegazione cubana presente.
Prima di iniziare il mio intervento, voglio esprimere la solidarietà dell’ Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba ai compagni del Partito Comunista Russo ai quali non è stato permesso partecipare per motivi estranei alla loro volontà. La Russia è stata ed è sempre un paese storicamente amico di Cuba e la loro assenza pesa proprio perché la Russia in questi giorni ha firmato accordi importanti con l’Isola. Chi ha permesso questo ha sbagliato e lo diciamo senza tentennamenti. Inviamo da qui un saluto e un abbraccio solidale.
Per rispetto ai compagni che hanno preso la parola oggi, vorrei approfittare del tempo a mia disposizione per introdurre un’ipotesi di lavoro, evitando così di annoiare i presenti con un elenco di ciò che l’ANAIC ha fatto in questi anni.
Chi è interessato può farlo attraverso i social network e Internet, dove tutti possono trovare informazioni su di noi.
Chi è interessato può visitare il nostro sito web o le nostre pagine fb e scoprire cosa abbiamo fatto e cosa stiamo facendo, sia a livello politico che di solidarietà materiale (campagne di raccolta fondi e progetti).
Cito solo la recentissima raccolta fondi per alleviare le devastazioni causate dall’uragano Oscar, che ha colpito l’isola proprio mentre il Paese stava affrontando uno dei più gravi blackout degli ultimi anni.
La fiducia che molti cittadini italiani ripongono nella nostra Associazione ci ha permesso di raccogliere oltre 23.000 euro, che presto consegneremo ai rappresentanti di Potere al Popolo a Guantanamo. Dal punto di vista politico, ci battiamo da anni contro il blocco e i suoi effetti devastanti, e continuiamo a diffondere i risultati del Tribunale internazionale contro il blocco.
Nei giorni scorsi, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha certificato per la 33esima volta consecutiva l’opposizione del mondo alle misure coercitive applicate dagli Stati Uniti contro Cuba. Pensare che un Paese debba mettere ai voti il diritto a non essere perseguitato è un abominio per l’umanità.
Rendersi conto poi che gli sforzi fatti negli anni per far riconoscere un diritto umano si sono trasformati in un esercizio di pura retorica è ancora peggio. In altre parole, ogni anno l’ONU dimostra la sua incapacità di esercitare il suo ruolo di organizzazione internazionale suprema, democratica e imparziale. Un’organizzazione nata come speranza e sogno di pace per l’umanità, che si ritrova complice dei “più forti” nello sradicamento della democrazia.
Cambiamo la logica della rivendicazione politica (che ancora esiste) per una forte considerazione dell’essere umano in quanto essere umano. La sofferenza prima dei diritti. Proviamo a concentrare la nostra attenzione sulla sofferenza, sul grido di dolore che si produce ogni volta che un essere umano si trova di fronte alla barbarie dell’oppressione.
In questa prospettiva, come possiamo giustificare l’ONU nel suo ruolo di palcoscenico annuale del dolore?
Il cambio di paradigma comporta una necessaria revisione della nostra azione di solidarietà con Cuba: quanto tempo ci vorrà per interiorizzare che i percorsi seguiti finora, pur essenziali e necessari da mantenere, hanno bisogno di un nuovo respiro, di un nuovo impulso per la politica di sostegno a Cuba?
Una nuova prospettiva, quindi, che combini la lotta per Cuba come l’abbiamo conosciuta per decenni, con una nuova fase in cui le ragioni di Cuba siano presentate in modo più consono alla modernità dei nostri temp.
Colgo quindi l’occasione per chiedere ai responsabili del coordinamento della solidarietà internazionale se non sia il caso di avviare uno studio per individuare nuovi percorsi di lotta verso cui indirizzare tutti i compagni che lavorano per Cuba.
Nel recente passato abbiamo avuto modo di apprezzare la grande immaginazione messa in campo per promuovere la liberazione del piccolo Elian, così come la liberazione dei 5 Eroi.
Perché non recuperare queste capacità per questa nuova sfida?
Credo che uscire da questa conferenza con l’idea di dover elaborare una nuova modalità di lotta potrebbe essere un primo risultato che darebbe pieno significato allo sforzo economico e organizzativo messo in campo dai compagni che hanno reso possibile questo evento.
L’immaginazione deve rivitalizzare la solidarietà con Cuba, abbiamo bisogno della scintilla per accendere nuove battaglie e sostenere nuove cause per difendere la Rivoluzione e uscire da questa situazione di stagnazione.
Voglio ricordare ai presenti che l’ Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba é stata solidale con Cuba nel 1961 quando siamo nati, lo siamo stati nel periodo speciale, lo siamo ora e lo saremo sempre.
Siamo con la Cuba Socialista di Patria o Muerte Venceremos.
Gracias.”


































