Un ricercatore cubano in Italia mette in luce la vita e l’opera di Che Guevara

La ricercatrice cubana María del Carmen Ariet, coordinatrice scientifica del Centro Studi Che Guevara, ha ribadito in Italia l’attualità e la validità dell’esempio e delle idee del comandante guerrigliero oggi.

In una conferenza organizzata il giorno prima dalla missione diplomatica cubana a Roma, Ariet ha illustrato aspetti poco noti della vita dell’eroico combattente, basandosi su dati raccolti da documenti d’archivio, raccolti nella pubblicazione “L’epopea del tempo: la biografia del Che in facsimili”, edita dal centro.

All’attività hanno partecipato l’ambasciatrice delle Indie Occidentali in Europa, Mirta Granda, e il suo omologo presso la Santa Sede, René Mujica, oltre ad altri membri del corpo diplomatico accreditato in questo Paese.

Rappresentanti di partiti politici, organizzazioni sociali, associazioni di amicizia con l’isola, cittadini italiani residenti in Italia, nonché numerosi membri di gruppi giovanili della sinistra italiana, che hanno invaso la sala, visto il grande interesse suscitato da questo evento.

Il ricercatore è arrivato in questa nazione europea alla fine di gennaio, invitato dall’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba (Anaic), e ha partecipato il 31 dello stesso mese allo scoprimento, nella città di Carrara, nella regione centrale della Toscana, del primo monumento in questo Paese dedicato alla memoria di Che Guevara.

Si tratta, ha detto, di un evento dal significato profondo, che dimostra l’importanza della figura del Guerrigliero Eroico per il popolo italiano, e ha fatto riferimento al fallimento delle manovre di settori della destra per rimuovere la statua.

In questo atto, la sindaca di Carrara, Serena Arrighi ha espresso che, in questi tempi, in cui nel mondo rinascono nefaste correnti suprematiste e nazionaliste, è importante rivolgersi all’eredità di uomini come il Che, che furono capaci di dare la vita per il bene della comunità, in un massimo gesto di altruismo.

All’inizio dell’attività tenutasi mercoledì scorso presso l’ambasciata cubana, il consigliere e comandante in seconda dell’ambasciata, Damián Delgado, ha sottolineato che il Che è ancora presente, con la sua feconda ideologia e il suo esempio di vita, ora con un luogo fisico in Italia dove potergli rendere un meritato omaggio.

Nella sua presentazione Delgado ha fatto riferimento ai vari incontri tenuti da Ariet in diverse città italiane, organizzati dall’Anaic, in cui è emerso il rispetto della gente di questo Paese per questa figura e il recupero del suo pensiero, di grande validità.

Il ricercatore cubano ha sottolineato, in occasione dell’evento tenutosi poche ore fa presso la missione diplomatica, gli stretti legami di stima tra il Che e il Comandante in capo Fidel Castro.

Dopo l’incontro con il leader storico della Rivoluzione cubana, ha scritto “Un evento politico è aver incontrato Fidel Castro, il rivoluzionario cubano, un giovane intelligente, molto sicuro di sé e di straordinaria audacia”, un sentimento che si è accentuato con il tempo, ha detto lo specialista.

Ariet ha affermato alla fine del suo intervento che le prossime celebrazioni, nel 2026 e nel 2028, dei centenari della nascita rispettivamente di Fidel e del Che, motiveranno senza dubbio omaggi in tutto il mondo e saranno “due date che possono aiutare tutti noi a riflettere su questa realtà tempestosa in cui viviamo oggi”.

Fonte: Prensa Latina

Traduzione: italiacuba.it

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