Riflessioni di Fidel (45)

Sottomissione alla politica imperiale.

Tra i Presidenti degli Stati Uniti e gli aspiranti a tale carica, ne conoscevo solo uno che per motivi etico-religiosi non fosse complice del brutale terrorismo contro Cuba: James Carter. Questo, ovviamente, significa un altro Presidente che ha proibito l’uso di funzionari statunitensi per assassinare i leader cubani. Si tratta di Gerald Ford, che sostituì Nixon dopo lo scandalo Watergate. Con il suo arrivo irregolare in carica, potrebbe essere descritto come un Presidente simbolico. L’illustre Presidente Eisenhower, che non si oppose affatto al terrorismo anticubano, ma anzi ne fu l’iniziatore, va almeno ringraziato per aver definito il complesso militare-industriale che oggi, con la sua insaziabile e inguaribile voracità, è il motore che sta portando la specie umana alla crisi attuale. Erano passati più di tre miliardi di anni dalla comparsa delle prime forme di vita sul pianeta Terra.

Un giorno io e il Che andammo a giocare a golf. Lui aveva fatto il caddie per guadagnare qualcosa nel tempo libero; io, invece, non sapevo assolutamente nulla di questo costoso sport. Il governo degli Stati Uniti aveva già decretato la sospensione e la distribuzione della quota di zucchero di Cuba, dopo che la Rivoluzione aveva approvato la Legge di Riforma Agraria. La partita di golf era con la stampa grafica. Il vero scopo era quello di prendere in giro Eisenhower.

Negli Stati Uniti si può avere una minoranza di voti e vincere la presidenza. È quello che è successo a Bush. Avere la maggioranza degli elettori e perdere la presidenza è quello che è successo a Gore. Ne consegue che lo Stato della Florida, per il numero di voti presidenziali che fornisce, è ambito da tutti. Nel caso di Bush è stato necessario ricorrere anche ai brogli elettorali, di cui erano esperti i primi emigrati cubani di origine batistiana e borghese.

Clinton non ne è escluso, così come il pre-candidato del Partito Democratico. Con il suo appoggio è stata approvata la legge Helms-Burton, per la quale ha trovato un pretesto: l’abbattimento degli aerei di Brothers to the Rescue, che più di una volta hanno sorvolato la città dell’Avana e decine di volte hanno violato il territorio di Cuba. L’ordine di impedire i voli sulla capitale era stato trasmesso all’aeronautica cubana settimane prima.

Devo dire che, a ridosso dell’episodio, il 19 gennaio 1996 il legislatore Bill Richardson era arrivato a Cuba per una visita. Come di consueto, portò con sé la richiesta di liberazione di alcuni prigionieri controrivoluzionari. Quando gli dissi che ne avevamo abbastanza di tali richieste, gli parlai di ciò che stava accadendo con i voli di Brothers to the Rescue. Gli parlai anche delle promesse non mantenute sul blocco. Richardson tornò qualche giorno dopo, il 10 febbraio, e con un’intonazione sincera mi disse, se ricordo bene, “Non succederà più, il Presidente ha già dato ordine di sospenderli”.

All’epoca credevo che gli ordini di un Presidente degli Stati Uniti fossero stati eseguiti. Gli aerei furono abbattuti il 24 febbraio, pochi giorni dopo la risposta. La rivista New Yorker parla e fornisce i dettagli di quell’incontro con Richardson.

Sembra certo che Clinton abbia dato l’ordine di sospendere questi voli, ma nessuno gli ha dato retta. Era un anno di elezioni, ed egli approfittò di questo pretesto per invitare i leader della Fondazione e firmare, con il sostegno di tutti, il Criminal Act.

Sulla scia della crisi migratoria del 1994, abbiamo appreso che Carter voleva agire alla ricerca di una soluzione. Clinton rifiutò e chiamò Salinas de Gortari, presidente del Messico. Cuba era stato l’ultimo Paese a riconoscere la sua vittoria elettorale. Avevo preso contatto con lui in occasione del suo insediamento come nuovo Presidente del Messico.

Salinas mi ha comunicato telefonicamente la decisione del Presidente Clinton di cercare una soluzione soddisfacente, chiedendogli a sua volta di collaborare in questa ricerca. Fu raggiunto un accordo di principio. Questo accordo con Clinton includeva l’idea di porre fine al blocco economico. L’unico testimone che avevamo era Salinas. Clinton aveva “inserito” Carter nel processo. Cuba non riusciva a decidere chi sarebbe stato il mediatore. Salinas racconta fedelmente questo episodio. Chiunque voglia può leggerlo nei suoi testi.

Clinton è stato davvero amichevole quando mi ha incontrato per caso a una riunione dell’ONU piena di capi di Stato. È stato cordiale, oltre che intelligente, anche quando ha preteso il rispetto della legge per il bambino rapito, salvandolo con forze speciali inviate da Washington.

I pre-candidati sono ora impegnati nell’avventura della Florida: Hillary, l’erede dei Clinton; Obama, il popolare candidato afroamericano; e molti degli altri 16 che finora hanno proposto la loro candidatura in entrambi i partiti, ad eccezione di Ronald Ernest Paul, deputato repubblicano, e Maurice Robert Gravel, ex senatore democratico dell’Alaska.

Non so cosa abbia detto Carter nei giorni della sua candidatura. Qualunque fosse la sua posizione, ritenevo che la sua elezione avrebbe potuto risparmiare un olocausto al popolo di Panama e lo dissi a Torrijos. Creò l’Ufficio di interessi a Cuba e promosse un accordo sui limiti giurisdizionali marittimi. Le circostanze del suo tempo gli impedirono di andare oltre e si imbarcò, a mio avviso, in alcune avventure imperiali.

Oggi si parla di un ticket apparentemente invincibile con l’accoppiata Hillary presidente e Obama vicepresidente. Entrambi sentono il sacro dovere di chiedere “un governo democratico a Cuba”. Non stanno facendo politica, ma giocando a carte una domenica pomeriggio.

I media mainstream sostengono che questo sarebbe un obbligo, tranne nel caso in cui Gore si candidasse. Non credo che lo farà, sa meglio di chiunque altro la catastrofe che attende l’umanità se continua sulla strada attuale. Quando era candidato, ha commesso l’errore di desiderare “una Cuba democratica”.

Basta con le storie e le nostalgie. Questo è stato scritto semplicemente per sensibilizzare il popolo cubano.

Fidel Castro Ruz
27 agosto 2007
Ore 16.56

Fonte: CUBADEBATE

Traduzione: italiacuba.it

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