Un mondo combattivo si solleva di fronte all’avanzata della destra

I lavoratori hanno marciato per i loro diritti e contro le oligarchie in molte città dei cinque continenti.

Questo 1° maggio 2025, in un mondo turbolento, i cortei e le manifestazioni sono stati una lotta frontale contro l’autoritarismo e le oligarchie.

Milioni di lavoratori in tutto il mondo hanno marciato nella loro giornata contro l’austerità, gli attacchi e l’avanzata della destra, per salari equi, sicurezza sul lavoro e servizi pubblici essenziali, per i pensionati calpestati, contro le politiche anti-immigrati e le disuguaglianze, per la pace e il diritto dei popoli, contro le azioni repressive e le persecuzioni dei movimenti popolari, le misure punitive e le sanzioni alle nazioni sovrane, per le loro vittorie…

Questo 1° maggio 2025, in un mondo convulso, i cortei e le manifestazioni sono stati di lotta frontale contro chi detiene il potere, l’autoritarismo e le oligarchie. Si sono espressi su manifesti e striscioni, lo hanno gridato ad alta voce. L’ondata di dignità di coloro che costruiscono, seminano e raccolgono tutto ciò che è materiale, ma che difficilmente ne godono, ha attraversato tutti i continenti, espressione dei veri valori dell’umanità. Sono solo alcune immagini, ma rappresentative del fatto che non possono essere ingannati.
Anche negli Stati Uniti, dove non riconoscono ufficialmente la giornata, sta emergendo la consapevolezza di essere parte del mondo del lavoro e non di un impero prepotente, con nuove aspirazioni causate dal nuovo presidente della Casa Bianca. È necessario evidenziarlo e mostrarlo. Si prevedevano proteste in quasi mille città, che avrebbero collegato la lotta contro la repressione sindacale, l’alto costo della vita, le privatizzazioni e l’avidità delle imprese, con la difesa degli immigrati e il movimento pro-Palestina.

Un’Europa decadente e sottomessa ha trovato dignità nelle manifestazioni di coloro che hanno rivendicato i diritti dei lavoratori e il rifiuto dell’estrema destra che sta pericolosamente occupando gli spazi politici. I sindacati sono stati numerosi e variegati, a dimostrazione della necessità di creare unità.

A Parigi e in più di 260 città francesi si sono svolti cortei contro la “trumpizzazione” globale e per il rispetto dei diritti di tutti; in alcuni casi si sono verificati scontri tra manifestanti e polizia.

Lo stesso è avvenuto in Italia, dove nel 2024 si sono registrate quasi tre vittime al giorno per “incidenti industriali”. Le uccisioni devono finire, hanno chiesto. Nel frattempo la Grecia è stata paralizzata dallo sciopero generale del Primo Maggio. Marce e manifestazioni si sono tenute in Germania, Regno Unito, Spagna, Turchia… Nel mirino dei paesi asiatici, Trump per i suoi dazi.

In Giappone, Filippine, Indonesia e Corea del Sud, in tutta l’Asia, i lavoratori hanno celebrato la giornata con marce e proteste che hanno evidenziato il crescente disagio per le politiche tariffarie del presidente Donald Trump e i timori di instabilità economica globale. Anche l’America Latina è scesa in piazza.

Questo dimostra che esiste un’alternativa alla visione multimiliardaria del mondo. Sia chiaro, la lotta è lunga e continua. I pugni e le bandiere rosse continueranno ad essere alzati.

Fonte: Juventud Rebelde

Traduzione: italiacuba.it

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