Lettera aperta del Premio Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquivel a Barack Obama

Lettera aperta del Premio Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquivel a Barack Obama in cui lo esorta a chiedere al governo e al Congresso degli Stati Uniti di porre fine al criminale blocco contro Cuba.
A Barack Obama
Premio Nobel per la Pace
Le invio questa lettera aperta con un fraterno saluto di pace e bene, sperando che possa leggerla e assumersi l’impegno nei confronti del suo popolo e dell’umanità che sta attraversando situazioni di dolore e incertezza e che in gran parte è vittima della violenza sociale e strutturale che sopporta guerre, genocidi, povertà e distruzione della Madre Terra; mentre le grandi potenze intensificano la corsa agli armamenti e il mondo vive il crescente pericolo di una terza guerra mondiale con armi nucleari.
Conosci bene ciò che ho brevemente esposto sulla situazione geopolitica ed economica mondiale: i grandi interessi che detengono il potere trascinano i popoli in guerre e conflitti come quello tra Ucraina e Russia, alimentato dalla NATO, provocando gravi conseguenze per le persone e i popoli sottoposti alla dipendenza, allo sfruttamento e ai meccanismi di schiavitù.
La politica del governo di Donald Trump viola i diritti umani e dei popoli sia a livello mondiale che interno, perseguitando gli immigrati espulsi dal paese, violando i loro diritti e rubando loro la vita e la speranza. Il sostegno al genocidio di Israele contro il popolo palestinese con la complicità dei paesi europei viola i patti e i protocolli internazionali e ignora le risoluzioni delle Nazioni Unite.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, accusato di genocidio dalla Corte penale internazionale, agisce in totale impunità.
Trump, con la sua politica bellicista, bombarda paesi come la Nigeria e l’Iran, invade il Venezuela, blocca il Mar dei Caraibi e affonda pescherecci uccidendo i loro equipaggi. Conosci la lunga storia di invasioni e ingiustizie commesse dal tuo paese.
Il Congresso degli Stati Uniti blocca Cuba da oltre 60 anni, anche durante il tuo mandato presidenziale, ignorando un popolo che difende la propria sovranità e autodeterminazione. Cuba non è una minaccia per gli Stati Uniti, è il tuo Paese una minaccia per Cuba, con le continue aggressioni e menzogne che dura da decenni.
È urgente porre fine alla violenza e al blocco che eserciti contro Cuba, ritirare le navi della flotta marittima che inaspriscono il blocco danneggiando la vita e la sicurezza del popolo cubano e smettere di minacciare i paesi che commerciano con l’isola.
La presidente del Messico Claudia Sheinbaum è chiara e categorica nella sua risposta a Trump, respingendo le sue minacce: “Nessuno imporrà al Messico a chi vendere petrolio”.
È necessario riconoscere il tuo gesto di avvicinamento a Cuba viaggiando sull’isola e aprendo la possibilità di un dialogo. Ora puoi contribuire con la tua esperienza a trovare strade alternative ed evitare danni a un paese che offre all’umanità solidarietà medica, tecnica ed educativa.
Trump cerca di soffocare economicamente Cuba inasprendo il blocco e impedendo alle petroliere di raggiungere l’isola, imponendo sanzioni a chi commercia con Cuba, estorcendo e violando la sua sovranità e autodeterminazione e ricorrendo al ricatto nei confronti dei paesi che commerciano con Cuba. L’arroganza imperiale cerca di sottomettere con la forza delle armi un paese non belligerante. Trump si è trasformato in un “dittatore globale”, ignorando il Congresso degli Stati Uniti e imponendo un autoritarismo che può trascinarli in situazioni imprevedibili di disastro nazionale e mondiale, mettendo in pericolo la democrazia nel suo Paese con politiche totalitarie.
Minaccia paesi come Colombia, Nicaragua, Messico, Brasile, Groenlandia e Canada cercando di rafforzare la sua egemonia mondiale, ignorando i diritti dei popoli.
L’irresponsabilità di Trump è una minaccia alla pace e alla sicurezza mondiale e al continente latinoamericano.
La CELAC ha dichiarato l’America Latina “Zona di Pace” e continente libero da armi nucleari.
Sappiamo che le decisioni di Stato devono passare attraverso il Congresso, sarebbe necessario che tu decidessi di fare un appello ai membri del Congresso come Premio Nobel per la Pace ed ex Presidente degli Stati Uniti per impedire che il mondo sia trascinato nella violenza e nella guerra, prima che sia troppo tardi.
Sappiamo come inizia la guerra, nessuno sa come finisce, sappiamo che è un grande affare per pochi e lascia morte e desolazione per molti decenni. La pace non è l’assenza di conflitto. La pace si costruisce e ci vuole molta forza e coraggio per mantenerla.
Il presidente del Venezuela Nicolás Maduro è stato rapito ed è prigioniero insieme alla moglie Cilia Flores in seguito a un’azione criminale che ha causato 100 morti. Saranno processati a New York con l’accusa di essere narcotrafficanti del “Cartello Los Soles”, dimostrando che tale cartello è inesistente; i rapiti sono già condannati prima del processo per menzogne e odio, non hanno alcuna garanzia giuridica.
È urgente chiedere la loro liberazione, i problemi interni che affliggono il Venezuela devono essere risolti dal suo popolo e non dall’ingerenza straniera. Bisogna decidere e agire per porre fine all’immorale blocco contro Cuba, affinché il Congresso degli Stati Uniti decida con coscienza e giustizia di cercare l’unità, il diritto e l’uguaglianza dei popoli, invece di credere che la violenza e la menzogna daranno loro il potere.
Il mondo sta vivendo una trasformazione permanente, la scienza e la tecnica hanno rivoluzionato la vita e accelerato il tempo, è necessario costruire un “Nuovo Contratto Sociale”, per raggiungerlo “bisogna svuotare la brocca” da tante menzogne, odio e potere di dominio, come la merda accumulata nel corso del tempo che impedisce di raggiungere la luce della Verità e della Giustizia per costruire una nuova alba per la nostra Casa Comune.
Il cammino è complesso e difficile, pieno di paure e dubbi, bisogna affrontarlo con coraggio e determinazione e sapere che si raccoglie ciò che si semina. Il popolo degli Stati Uniti, quando si è risvegliato e ha intrapreso la “Ribellione della Coscienza”, è riuscito a opporsi alla guerra del Vietnam e a difendere i diritti civili. Oggi è necessario che quella ribellione si manifesti nuovamente per porre fine alle guerre e alla violenza che feriscono l’umanità intera. Porre fine al totalitarismo imposto da Trump.
Ti saluto fraternamente augurandoti tanta forza e speranza che un altro mondo sia possibile.
Adolfo Pérez Esquivel
Premio Nobel per la Pace 1980 Buenos Aires 10-2-26
Fonte: Atilio Boron
Traduzione: italiacuba.it


































