Relazione introduttiva del Presidente Marco Papacci

Discorso per il 65° Anniversario dell’ANAIC: Resistenza, Ipocrisia e la “Democrazia” di Trump.
Stimati Ambasciatore della Repubblica di Cuba, compagno Jorge Luis Cepero Aguilar;
Primo Consigliere Politico, compagno Damian Delgado Vasquez;
Direttore Dipartimento Europa dell’ICAP, compagno Rigoberto Zarza Ross;
Gentili invitate e invitati, compagne e compagni, delegate e delegati, cari ospiti.
Sessantacinque anni fa, proprio in questi giorni, iniziava la nostra storia. Nell’aprile del 1961, quando i mercenari della CIA tentavano lo sbarco a Playa Girón, la Baia dei Porci, la reazione non fu un sussulto di pietà, ma un’onda di rabbia. Per disprezzo verso l’imperialismo USA, nelle città italiane nacquero gruppi spontanei di solidarietà. Con l’aiuto del PCI, questi gruppi capirono che l’unità era l’unica arma possibile: nacque così l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba.
Sessantacinque anni di lavoro volontario sono un record che nessuna altra realtà può vantare. Sessantacinque anni di soddisfazioni, ma anche di attacchi furiosi, tentativi di scioglimento negli anni ’90 e scissioni interne. Eppure, eccoci qui. Perché? Perché abbiamo trasformato l’unità in un punto di forza, difendendo orgogliosamente la nostra esistenza. Chi è in questa sala sa che, mentre molti pronosticavano la fine di Cuba, noi non abbiamo mai dubitato della capacità di resistenza del suo popolo. La storia ci ha dato ragione. Cuba resiste, e noi con lei.
Ringrazio i miei predecessori: l’indimenticabile Arnaldo Cambiaghi, il compianto Roberto Foresti, il compagno Sergio Marinoni e la compagna Irma Dioli. Un grazie immenso a tutte le segretarie, dirigenti, iscritte e iscritti. Un ringraziamento speciale alla segreteria nazionale: al vice presidente, Enzo Pescatori, Bice Parodi, Toni Rosa Brotzu, Walter Persello, Pino Scarpelli, Marco Fantechi e Ruben, che mi supporta anche negli orari più impensabili.
Prima di tutto, un applauso per tre figure che uniscono i nostri popoli:
- Gino Donè, partigiano italiano e rivoluzionario cubano unico europeo ad aver partecipato allo sbarco del Granma, che riposa a Cuba grazie alla nostra Associazione, all’ICAP e al governo cubano e per ricordarlo oggi esiste una bellissima biografia che abbiamo contribuito a realizzare.
- Giovanni Ardizzone, il primo martire italiano in difesa di Cuba;
- Fabio di Celmo, giovane vittima del terrorismo contro l’isola;
In 65 anni, l’Associazione ha condiviso i principi della Rivoluzione Cubana in ogni istante, dai trionfi, passando per il “Periodo Especial”, fino all’attuale assedio. Oggi, però, il contesto è cambiato. Con l’avvento di Donald Trump, l’ipocrisia è caduta. Non ci sono più maschere. L’imperialismo non ha più bisogno di travestimenti: governa apertamente per i privilegi di pochi, coinvolgendo le cosiddette “democrazie occidentali” in una politica di forza bruta, razzismo e nostalgia degli anni Trenta.
L’ONU e l’UE, un tempo speranze dell’umanità, sono ora contagiate dalle logiche imperiali. Se il nostro “genio” Ministro degli Esteri ha potuto dire senza remore che “il diritto internazionale è importante ma fino a un certo punto”, e il Segretario di Stato americano Marco Rubio, senza alcun ritegno, ha affermato a Monaco (febbraio 2026) che “Non possiamo continuare a permettere a coloro che minacciano i nostri cittadini e che mettono in pericolo la stabilità globale, di nascondersi dietro le astrazioni del diritto internazionale”, la diagnosi è chiara: queste organizzazioni sono malate di morte. E ora vengono sostituite dal clownesco Board of Peace, creato da Trump per “collaborare” con l’ONU sotto la sua vigilanza, il che è tutto dire.
Stiamo assistendo alla demolizione sistematica degli equilibri geopolitici. Con Trump, l’imperialismo manifesta la sua natura dispotica senza preoccuparsi di camuffare la propria indole fascista e arrogante. Una prassi politica, quella di Trump, da bullo di quartiere, esplicitata affinché tutti sappiano che d’ora in poi agirà secondo i limiti dettati dalla sua volontà e dalla sua morale, lo abbiamo visto in questi giorni con l’attacco al Papa e alla sua alleata Giorgia Meloni.
In Europa e altrove, risorgono istinti coloniali per assoggettare territori e risorse. Le destre “sovraniste” mascherano la loro subordinazione alla NATO e agli USA, finanziando l’apparato militare-industriale a spese del welfare. È la resa dei conti attraverso la violenza indiscriminata, mentre le organizzazioni internazionali restano immobili, sbiadite speranze.
Il Fascismo noi lo conosciamo bene o almeno dovremmo. La nostra storia sta lì ad insegnamento e monito. Tuttavia, l’ascesa di questa politica letale sembra non incontrare ostacoli, tanto che dopo alcuni decenni ci ritroviamo con un governo dominato da una destra di infima caratura, nostalgica, razzista, omofoba e immersa nella cultura degli anni Trenta del Novecento. Fortunatamente ogni tanto nel nostro paese un moto di orgoglio antifascista ci fa ben sperare, in particolar modo dopo la vittoria del No al Referendum sulla giustizia ed in difesa della nostra Costituzione.
Se non cogliamo la pericolosità di questa traiettoria, se ci giriamo dall’altra parte, se non facciamo fronte comune rivivremo la lugubre storia del ‘900.
L’Europa e la Finzione Sovranista L’inizio del conflitto in Ucraina ha squarciato il velo, rivelando lo scontro per le sfere di influenza. Noi, nell’area occidentale, assistiamo impotenti a una subordinazione sempre più supina agli interessi USA. L’Europa ha sacrificato la propria autonomia strategica: si asservisce totalmente alla NATO e agli USA alimentando un apparato militare-industriale che trae profitto dalla nostra sottomissione. Unaica voce fuori dal coro, la Spagna.
Palestina: Il Genocidio Silenziato Per oltre due anni, la comunità internazionale occidentale ha assistito in silenzio, con assenso complice, al genocidio della popolazione palestinese a Gaza. Dal 7 ottobre 2023, non è stata una guerra, ma una pulizia etnica perpetrata dall’esercito sionista contro civili inermi, in totale spregio del diritto internazionale. UN GENOCIDIO VERO E PROPRIO. Per anni, governi e media a loro asserviti hanno girato lo sguardo, reprimendo i movimenti spontanei. Hanno negato l’evidenza sotto gli occhi di tutti. Solo quando il clamore delle piazze è diventato insopportabile, hanno “scoperto” il disastro umano, correndo a mettere una pezza all’indifendibile. Ma non hanno affrontato le cause: il riconoscimento dello Stato di Palestina. La soluzione “due popoli, due stati” non è uno slogan, è l’unica via.
Alla martoriata Palestina e al suo popolo va tutta la nostra solidarietà.
America Latina: Tra Resistenza e Tradimento Il continente sudamericano è il teatro del contrasto tra neoliberismo e le alternative popolari.
Accanto ai governi progressisti in Brasile, Colombia, Messico e Nicaragua che rifiutano la dottrina Monroe, l’America Latina vede il ritorno di regimi neoliberisti che trasformano i paesi in basi per l’oligarchia e l’FMI, lasciando i popoli nella povertà e nella repressione. In Ecuador, la criminalità e il narcotraffico sono diventati politica di Stato; in Argentina, Javier Milei ha vinto grazie a un prestito USA di Trump per pagare interessi insostenibili, ‘ripagando’ il debito politico votando contro la risoluzione ONU che condanna il blocco cubano. In Bolivia, le divisioni interne hanno restituito il potere alle destre dopo vent’anni, aprendo la strada a politiche filostatunitensi. Dopo il ritorno della destra in Honduras e Cile, la speranza si concentra su Iván Cepeda in Colombia: l’unico in grado di opporsi all’aggressività di Trump e Rubio e smascherare la loro ‘guerra al narcotraffico’, che non è altro che una copertura per i veri padroni del traffico: le banche e le élite statunitensi.” Alle minacce di Marco Rubio, alcuni paesi, hanno messo fine alla straordinaria esperienza delle Brigate mediche cubane nei rispettivi paesi e in alcuni casi, ancora più vergognosi, la chiusura delle Ambasciate cubane.
Condanniamo il criminale sequestro del legittimo Presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores. Le accuse di narcotraffico sono false, prive di credibilità. Confidiamo nella direzione della Presidente ad interim Delcy Rodriguez, sappiamo che il paese di Bolivar ha la pistola yankee puntata alla nuca. Per difendere il Presidente Maduro, abbiamo perso 32 compagni internazionalisti cubani caduti eroicamente: un applauso alla loro memoria e un abbraccio alle famiglie e a tutto il popolo cubano.
CUBA SOTTO ASSEDIO: 67 Anni di Blocco, una Guerra Senza Armi
Compagne e compagni,
Cuba è sottoposta dal 1962 a un blocco economico, commerciale e finanziario illegale per mano degli Stati Uniti d’America! In spregio a tutte le norme del diritto internazionale, Washington applica contro l’Isola una politica di aggressione continuata, con un obiettivo preciso: infliggere alla popolazione le peggiori sofferenze possibili, in dileggio dei valori universali della dignità umana, della libertà, della solidarietà, della giustizia sociale!
33 anni consecutivi di condanna! L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, quasi all’unanimità, certifica il ripudio di questa politica di aggressione e chiede la fine immediata del blocco. Ma gli USA non ascoltano. Non ascoltano il mondo intero!
Cuba è vittima del terrorismo con oltre 3500 morti per attentati progettati e finanziati dall’esterno! Eppure, nel 2021, è stata nuovamente inclusa nell’arbitraria lista USA come “paese patrocinatore del terrorismo”! Una menzogna che colpisce le residue possibilità di transazioni bancarie e commerciali con l’Europa e il resto del mondo, accentuando i devastanti effetti della miriade di misure coercitive a cui è sottoposta.
In questo periodo storico, Cuba sta adottando una “Resistenza Epica e Creativa”, un ritorno al periodo più triste che il suo popolo dovette affrontare dopo il crollo dell’Unione Sovietica: il Periodo Especial. Affrontato e superato grazie alla lucida guida del Comandante in Capo Fidel Castro, senza rinunciare a difendere i propri principi rivoluzionari e le proprie conquiste pur fronteggiando sfide senza precedenti!
Cuba viene assediata col chiaro intento di far morire di stenti il popolo cubano!
¿Possibile che molta gente per bene non si renda conto che è la stessa classe dirigente complice del genocidio a Gaza a voler la “libertà” dei cubani? Un nuovo fascismo camaleontico e inafferrabile si fa avanti grazie ai suoi molteplici cantori, e noi osserviamo inermi, frammentati, pronti a cedere per un minimo di accettazione alla retorica del più forte. Se non ci scuotiamo, gliel’abbiamo già data vinta!
Quello che più sorprende è che tutto avvenga con una retorica pretesa di legalità e soprattutto in nome del superiore principio di Libertà, e non certo per una meschina difesa dei privilegi della classe dominante!
Libertà, parola troppo spesso vituperata, dietro la quale questi paladini della democrazia hanno negli anni commesso di tutto:
- 1954: colpo di stato contro Jacobo Árbenz in Guatemala;
- 1961: tentativo di invadere Cuba;
- 1963: deposizione del Presidente Juan Bosch (Repubblica Dominicana);
- 1964: rovesciamento del Presidente del Brasile João Goulart;
- 1973: assassinio di Salvador Allende;
- anni ’80: sostegno ai Contras del Nicaragua;
- 1989: invasione di Panama, operazione “Giusta Causa”;
- 2002: golpe contro il Presidente Chávez;
- 2009: destituzione forzata del Presidente Manuel Zelaya;
- oggi: sequestro del Presidente Maduro!
Per non parlare delle guerre in Jugoslavia, Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, Iran… il tutto in difesa dei loro sporchi interessi!
Il capitalismo ha lavorato in profondità, scatenando guerre tra popoli e tra poveri affinché la disperazione diventasse un elemento a sostegno di ciò che invece dovrebbe essere combattuto!
Questo pericoloso cortocircuito va disinnescato con la battaglia di idee, propugnata da Fidel Castro anni or sono, che informi e renda consapevoli tutti quelli che pagano le conseguenze di questo stato di cose! Va sviluppato un fronte antifascista globale (il Venezuela lo sta facendo da oltre due anni con l’Internazionale Antifascista) la cui comunicazione ripristini parole chiave cadute nell’oblio perché ritenute obsolete: Lotta di classe, rivendicazioni, giustizia sociale, socialismo, felicità! Devono ritornare ad essere elementi portanti e di contrasto all’oscurantismo reazionario!
Per troppo tempo abbiamo lasciato il nostro vocabolario in mano alla destra, la quale non ha esitato un istante a dare vita a una colonizzazione culturale degli oppressi, incanalandoli verso l’ideologia dell’odio e della violenza, instillati goccia a goccia penetrando laddove gli strumenti di difesa individuali e collettivi sono più deboli!
Allora non esitiamo a ripristinare parole come fascismo e antifascismo che non sono anacronistiche perché resistono alla corruzione del tempo! Sfruttamento, che rimane tale anche se spesso si traveste da libertà imprenditoriale e che dire di libero mercato oppure meno Stato più mercato e altri travisamenti comunicazionali: delle fake news si direbbe oggi!
Dietro a tutto ciò c’è una dottrina, di odio, razzismo, violenza e senso di onnipotenza, ma pur sempre una dottrina, che sfrutta il linguaggio degli slogan per scatenare i peggiori istinti di sopraffazione degli uni sugli altri! Nascono di continuo odiatori seriali che per soldi o per ideologia istigano masse di “impreparati” a compiere le peggiori nefandezze, lasciando indenni i veri fomentatori! Basta vedere le campagne mediatiche contro Cuba sui social.
Facciamo attenzione ai giovani, probabilmente i più facili da sedurre! Diamo loro strumenti per orientarsi, capire e criticare! Vanno contrastati i messaggi che presentano il capitalismo quale unico modello di ordine sociale nonché unica via per il successo!
Il caso Trump è un chiarissimo esempio di ciò che andiamo affermando!
L’ineluttabile declino del mondo unipolare sta generando questa ondata di violenza politica e militare! L’egemonia statunitense sta cedendo il passo a un multilateralismo sempre più marcato! La perdita del potere assoluto del dollaro, l’enorme debito pubblico con rischio di insolvibilità, l’imminenza del sorpasso dell’economia cinese, sono tutti segnali di un allarmante declino dell’impero statunitense!
È in questo scenario che si inserisce il folle tassello di un’amministrazione che impone al mondo, con le buone o con le cattive, l’obbligo di sostenere l’economia statunitense, per il quale ogni mezzo diventa lecito!
Cuba paga economicamente e ideologicamente la crisi dell’impero! Il demenziale e spropositato ordine esecutivo firmato da Trump il 29 gennaio scorso, che dichiara Cuba una “minaccia insolita e straordinaria” per la sicurezza degli Stati Uniti, ci deve preoccupare! Un documento intimidatorio, efferato, con l’obiettivo di annientare l’Isola caraibica, nel quale Trump la accusa (badate bene!) di ostacolare le (illegali) sanzioni statunitensi e di difendersi da ingerenze destabilizzanti esterne!
Questo inaccettabile paradosso trova gli organismi internazionali silenti ed immobili: una cosa gravissima e pericolosa oltre che vergognosa!
Questa affermazione costituisce un salto di qualità della storica strategia statunitense di aggressione, blocco e soffocamento contro la Rivoluzione Cubana, che deve essere interpretato come preparazione di un più ampio piano di intervento militare sull’isola! Una preoccupazione legittima, se consideriamo il tentativo di penetrazione terroristica, perpetrato il 25 febbraio scorso da un gruppuscolo di terroristi armati a ridosso della costa di Villa Clara! Un’azione di per sé insensata, ma che assume significato in un’ottica di escalation verso una plausibile aggressione armata!
Con la caratterizzazione di Cuba quale “minaccia” l’amministrazione Trump si autorizza ad applicare una serie di misure straordinarie, senza necessità di giustificarle nel quadro del diritto internazionale o del sistema multilaterale! È, una definizione strategica che cerca di legittimare il soffocamento economico e sociale di Cuba, aggravando il deterioramento delle sue condizioni di vita con l’obiettivo esplicito di provocare il crollo del suo governo!
Lo stesso Trump lo ha detto senza mezzi termini: “Cuba non potrà sopravvivere”! Non si invocano più la democrazia, la libertà o i diritti umani come alibi; l’imperialismo abbandona persino il cinismo ed espone con brutale onestà quali sono i suoi obiettivi!
Questa nuova fase va letta nel quadro della Strategia di Sicurezza Nazionale statunitense, che aggiorna la “vecchia” Dottrina Monroe con nuovi elementi ideologici e caratteriali! Una versione più dura ed esplicita della vecchia idea coloniale dove l’emisfero occidentale è considerato territorio di dominio esclusivo degli Stati Uniti per poterci fare quello che vogliono.
Le dimensioni di ciò che è stato intrapreso contro Cuba vanno oltre ogni immaginazione e sono paragonabili solo alla Germania nazista! L’elenco è infinito: attacchi biologici, avvelenamenti di acqua e terreni, sabotaggi, attentati dinamitardi, abbattimento di aerei, minacce individuali e collettive, cyber war, etc.! Tutto catalogato in documenti desecretati dei servizi di intelligence statunitensi!
È allora evidente, senza timore di smentita, che i terroristi numero uno siano indiscutibilmente gli Stati Uniti d’America: sono loro la “minaccia insolita e straordinaria per la sicurezza dell’umanità”!
Ma come si può pensare che una piccola isola sotto assedio, definita dagli stessi Stati Uniti come collassata, possa rappresentare un pericolo per la principale potenza militare del pianeta? La risposta è semplice: questa logica risponde a una razionalità punitiva che fabbrica nemici simbolici per legittimare una politica di castigo permanente!
Quello che stanno applicando a Cuba è lo stesso schema usato a Gaza: distruzione di ospedali, blocco dei trasporti, annientamento dei servizi di base, chiusura delle scuole, azzeramento del turismo e di disponibilità di alimenti! Quindi, non è contro un governo; è contro la vita delle persone! È spingere deliberatamente il popolo cubano verso uno scenario di sterminio sociale, un genocidio amministrativo, se così lo vogliamo definire, promosso per il capriccio ideologico di Marco Rubio e suoi complici, la cricca dei mafiosi cubano-americani di Miami!
Cuba come “minaccia” si approssima pericolosamente a una dichiarazione di guerra, sebbene si formuli senza truppe né carri armati! Tuttavia, Cuba non minaccia, non esporta armi né dottrine di odio, né terrorismo e non fomenta guerre! Esporta solidarietà e speranza! Ecco la vera differenza tra un progetto di vita e una politica di morte!
Se loschi personaggi come Trump e Marco Rubio non vengono fermati in questa spirale di violenza le conseguenze si tradurranno in un concreto disastro per milioni di cubani, e il mondo dovrà decidere se continuare ad accettare che il fascismo possa essere un legittimo strumento di politica estera! A quel punto il problema non sarà più solo di Cuba; il problema sarà scegliere “quale tipo di mondo siamo disposti a tollerare”!
Le minacce contro Cuba non sono un fatto isolato! Esse rientrano in una politica più ampia che ha già avuto drammatiche manifestazioni nella regione: blocchi, tentativi di invasione, bombardamenti, omicidi mirati, assalti pirateschi, sanzioni criminali e operazioni di destabilizzazione, come quelle applicate contro il Venezuela che, ricordiamo, hanno avuto inizio con la medesima dichiarazione del democratico Premio Nobel per la Pace, Obama sulla “minaccia insolita e straordinaria” di questo paese!
Tutti segnali che descrivono l’inarrestabile processo di svelamento dell’inconsistenza democratica del sistema imperiale occidentale! Figure influenti dell’entourage di Trump sostengono apertamente che “la democrazia è incompatibile con il capitalismo”! La reazione di molti governi di fronte a questo scenario è stata, finora, insufficiente o nulla! L’Europa in particolare si distingue per sudditanza, mentre l’Italia sgomita per dirigere la tifoseria pro-Trump! Vedremo ora come si comporterà il nostro governo dopo la strigliata di Trump alla Presidente del Consiglio.
È indiscutibile che l’attacco politico-economico che Cuba sta oggi subendo non abbia precedenti nella sua storia! Le privazioni e le sofferenze inflittele dai suoi carnefici superano oramai per intensità quelle patite durante il “Periodo Especial” degli anni ’90!
Cuba non possiede riserve significative di petrolio, né risorse naturali ambite ma custodisce un patrimonio inammissibile: è un piccolo Paese insubordinato a 90 miglia dalle coste imperiali che ha resistito all’azione vandalica di 13 presidenti statunitensi e che esporta “esempio e spirito unitario” e per il quale una pretesa “ricolonizzazione” non è all’ordine del giorno!
Questa ostilità, che ricordiamo dura da ormai 66 anni (dal 1960 con l’Eisenhower-memorandum del sottosegretario di stato, Lester D. Mallory), ha un costo che grava pesantemente sulla vita reale della popolazione nonché sulla tenuta del Paese!
La quotidianità ci informa di una situazione al limite della sostenibilità:
- Carenza nella fornitura elettrica (rinnovabili al 10%);
- Mancanza di medicinali, di alimenti;
- Difficoltà nel garantire un adeguato trasporto pubblico;
- Riduzione dell’attività ospedaliera e specialistica (mortalità infantile arrivata al 7‰);
- Minore assistenza a gruppi vulnerabili (anziani, persone con disabilità, con disagio);
- Diminuzione del turismo (2025: 1,8 milioni)!
Salute ed educazione fanno i salti mortali per garantire universalità e gratuità a:
- 450 policlinici
- 000 consultori medici
- 200 studi dentistici
- 150 ospedali
- 152 case materne
- 300 case per anziani
- 158 case di riposo
- 12 istituti di ricerca e 44 di scienza e tecnologia
- 30 centri psicopedagogici
- Mezzo milione di cubani lavorano in sanità
- 1,5 milioni di giovani nelle 11.013 istituzioni scolastiche
- 600 bambini ricevono attenzione speciale
- 136 centri universitari municipali per 200.000 studenti
Anche la “libreta” non regge l’impatto delle sanzioni! In questo contesto aumentano inflazione, prezzi, speculazione, migrazione giovanile e le differenze sociali!
In un report dal titolo “Piano di risposta globale – Contributo per il Relatore speciale sulle misure coercitive unilaterali e sui diritti umani a Cuba”, predisposto dal compagno vice presidente Pescatori, nell’ottobre 2025 in occasione della visita a Cuba della relatrice speciale ONU (novembre 2025), abbiamo elencato le leggi deleterie contro Cuba, i decreti attuativi per la pratica applicazione del blocco e gli impatti sulla popolazione:
- 170 miliardi e 677,2 milioni di dollari a prezzo corrente
- 2 trilioni (2.000 miliardi) e 170.677,2 milioni di dollari, tenendo in conto le variazioni di valore del dollaro nei confronti dell’oro
- Solo nel periodo marzo 2024 – febbraio 2025 il blocco ha causato danni a Cuba per un valore di 7 miliardi e 556 milioni di dollari: +49% rispetto al periodo anteriore (marzo 2022–febbraio 2023)!
Alle prese con un tale contesto diventa fondamentale una mobilitazione straordinaria e continua che contrasti efficacemente l’ideologia dell’odio e della sopraffazione, sia sul piano politico che economico! Possiamo e dobbiamo riporre fiducia e speranza negli organismi multilaterali (ALBA-TCP, CELAC, UNASUR, Petrocaribe, BRICS etc.) che possono ridimensionare il furore imperiale di un occidente fascistizzato!
Appoggiamo questo nuovo corso aiutando unitariamente la Rivoluzione cubana a resistere, con tutti i mezzi di cui disponiamo!
L’Associazione.
Nel corso del quadriennio 2022-2025 l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba ha portato avanti con impegno e continuità il proprio mandato politico, solidaristico e culturale nonostante un contesto internazionale complesso e un quadro interno qualche volta caratterizzato da criticità.
L’Associazione ha confermato il proprio ruolo centrale nel panorama della solidarietà con la Rivoluzione Cubana, sia in Italia che nel panorama internazionale sostenendo le cause dei popoli in lotta, in particolare Palestina e Venezuela.
I Circoli hanno rappresentato e rappresentano il cuore pulsante dell’attività associativa, hanno promosso centinaia di iniziative politiche, di solidarietà e culturali, contribuendo a consolidare l’immagine e l’operatività dell’Associazione.
I Coordinamenti regionali, li dove esistono e li dove c’è la volontà, hanno favorito coesione e coordinamento, sostenendo la partecipazione alle campagne nazionali e rafforzando la presenza territoriale dell’Associazione. A tutti i circoli e ai coordinamenti il mio/nostro più grande ringraziamento per il lavoro svolto
Rilevanza particolare rivestono i rapporti con le rappresentanze diplomatiche in particolar modo il rapporto straordinario con l’ex Ambasciatrice di Cuba in Italia, Mirta Granda Averhoff, ha permesso di consolidare un dialogo continuo e costruttivo, garantendo un coordinamento efficace in tutte le attività messe in campo sia a Cuba che nel nostro paese.
Siamo certi che questa esperienza avrà piena continuità con il nuovo Ambasciatore , Jorge Luis Cepero, che saluto e ringrazio nuovamente e che ci onora con la sua presenza.
È necessario rinsaldare e rafforzare i rapporti con l’ICAP ampliando e consolidando allo stesso tempo la relazione e il coordinamento con le altre organizzazioni di massa e delle istanze istituzionali dello Stato di Cuba.
Abbiamo rafforzato i già solidi rapporti con l’Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela concretizzatisi con la partecipazione di tre delegazioni dell’Associazione a diverse iniziative a Caracas. Allo stesso modo abbiamo mantenuto buone relazioni con le Ambasciata del Nicaragua.
Come ANAIC siamo stati invitati a partecipare a moltissime iniziative dell’IILA (Istituto Italo Latino-americano) e abbiamo instaurato rapporti con le sedi diplomatiche della Russia, in occasione della celebrazione dell’80° anniversario della vittoria sul nazifascismo e del Vietnam da cui siamo stati invitati per la ricorrenza del 50° anniversario della vittoria della guerra di liberazione contro gli USA.
Dal Congresso del 2022 si è ulteriormente rafforzata una rete di contatti che coinvolge la direzione dell’ICAP e le sue sedi periferiche, il Partito, la direzione dei CDR, la FMC, l’UNEAC, la UJC e le principali istituzioni politiche, sociali e scientifiche cubane con cui in prospettiva si dovranno fortificare rapporti e collaborazione.
Colgo ancora una volta l’occasione per ringraziare il presidente dell’ICAP, Fernando Gonzalez Llort, per aver riconosciuto e premiato il lavoro dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, con la medaglia del 65° anniversario della fondazione dell’ICAP, consegnatami direttamente dal Presidente Miguel Diaz Canel, nella sede dell’ICAP lo scorso dicembre per l’occasione e ringrazio l’importante presenza di Rigoberto Zarza, responsabile del Dipartimento Europa dell’ICAP, che ci onora con la sua presenza e chiediamo di estendere il saluto alla nuova funzionaria dell’ICAP che cura l’Italia, Idania Ramos.
Positiva, dopo anni di stallo, la partecipazione dell’ANAIC alle Brigate organizzate dall’ICAP
L’Associazione ha rafforzato il proprio ruolo nel dialogo politico e sociale nazionale mantenendo e consolidando buoni rapporti con le forze della sinistra italiana, in particolare con il Partito della Rifondazione Comunista e gli altri partiti Comunisti a livello nazionale, con il Movimento 5 Stelle, AVS e, limitatamente a contesti locali, con il Partito Democratico.
Registriamo rapporti positivi con ANPI, ARCI e CGIL, FIOM e FLAI, consolidati attraverso partecipazione, scambi e iniziative congiunte, con il CRED, la Rete dei Comunisti e le sue organizzazioni giovanili, USB, COBAS, Patria Socialista, Europa por Cuba, Semi di Pace, Timbalaye, vari comitati e realtà locali e con le associazioni che fanno parte del Movimento Europeo di Solidarietà con Cuba e con le quali svolgiamo un lavoro di osservatori nell’Unione Europea per contrastare le destre a scapito degli accordi di cooperazione con Cuba. Ricordiamo la presenza di una nostra delegazione a Bruxelles al Tribunale Internazionale contro il Blocco di Cuba, tenutosi nel 2023 al Parlamento Europeo.
Il legame dal valore eccezionale con la Fondazione Gianni Minà, è emozionante ed entusiasmante e grazie alla Presidente Loredana Macchietti Minà, abbiamo presentato e continueremo a farlo il libro FIDEL UN DIALOGO LUNGO 30 ANNI, per rendere omaggio al centenario della nascita del Comandante en Jefe. E a proposito di libri, non posso non citare la biografia dedicata a Gino Donè Paro, scritta dal compagno Porporato e dalla giornalista Daily Sanche Lemus. Dobbiamo far conoscere questa storia ai giovani, nelle scuole. Senza memoria non c’è futuro.
Con mediCuba Europa di cui siamo membri fondatori il lavoro è positivissimo, grazie all’impegno del vice presidente Enzo Pescatori con il quale ho concordato questo messaggio. Abbiamo partecipato alle riunione delle giunte direttive che si sono svolte in Luxemburgo, Roma e Berlino in quest’ultima città la straordinaria presenza della Dott.ssa Taymí Martínez Naranjo, Direttrice dell’Ospedale Provinciale di Matanzas nonché componente del Consiglio di Stato, che ha parlato della situazione a Cuba dal punto di vista sanitario e umano e Manuel Vanegas, coordinatore locale all’Havana per mediCuba. A Roma per l’occasione il presidente di MCE, Franco Cavalli, ha affidato l’organizzazione all’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba: una attestazione di fiducia nelle nostre capacità e competenze, peraltro già emerse in precedenti occasioni. Un onore e un vero piacere fare da anfitrioni per l’evento ed accogliere i compagni europei nella città “eterna”.
Il programma dei lavori prevedeva l’evento del 31 maggio “SCIENZA E SOLIDARIETÀ: UNO SGUARDO COMPARATIVO ALLA SANITÀ DI CUBA E ITALIA” presso la sede Nazionale della CGIL con relatori: S.E. Mirta Granda Averhoff, Ambasciatrice di Cuba in Italia; Dott.ssa Luciana Castellina, giornalista e scrittrice; Dott.ssa Diana Agostinello, Segretaria CGIL Roma e Lazio; Prof. Franco Cavalli, presidente di mediCuba -Europa; Dott. Maurizio Bonati, già direttore del Dip. di Sal. Pubblica di Milano e consulente OMS; Dott. Luis Enrique Peres, Capo missione medica cubana in Italia e il nostro rappresentante in mediCuba Europa, nonché vice presidente Enzo Pescatori. In questo quadriennio abbiamo appoggiato le campagne proposte da MediCuba Europa e vale la pena ricordarne alcune:
- raccolta fondi per l’acquisto di dispositivi di protezione per il personale sanitario, attrezzature mediche e REAGENTI PER LA DIAGNOSI PRECOCE DEL COVID-19, da destinare all’IPK – Centro Scientifico Cubano
- Ricerca cubana lotta al COVID (Finlay)
- 10 milioni di siringhe
- Medicinali e Materiale sanitario e Farmaci Antitumorali Pediatrici
- Studio del meccanismo d’azione e dei biomarcatori predittori della risposta all’anticorpo itolizumab utilizzato nel trattamento di pazienti con COVID-19, in stadio e moderato.
Con il Centro de Immunologia Molecolar (CIM)
- Acquisto dei Pacemaker e dell’Eparina
In merito al progetto eparina conseguiti 50.000 € da 8×1000 Tavola Valdese. Il progetto è concluso: la materia prima è stata acquistata, pagata e inviata a Cuba. L’accordo finale è stato firmato e consegnato. Tutta la documentazione è stata inserita nel sistema informatico dei Valdesi che provvederanno a breve alla liquidazione della somma. Grazie al contributo della Ong Tamat e del compagno Luciano della Vecchia per l’aiuto fornitoci
Abbiamo inoltre avanzato una seconda richiesta alla Chiesa Valdese per una donazione da destinare all’acquisto di pacemaker per un valore tra i 40-50.000 €.
La scelta di appoggiare progetti in campo sanitario, cosi come quella dei pannelli solari è stata lungimirante da parte dell’Associazione Nazionale.
Dal mese di ottobre 2025 l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, grazie ai buoni uffici del giornalista e scrittore Hernando Calvo Ospina, riunitosi a La Habana con Miguel Angel Perez Pirela, coordinatore della REDH, è entrata a far parte della Rete di Intellettuali, Artisti e Movimenti Sociali «In Difesa dell’Umanità» (REDH) e dovremmo individuare un nostro rappresentante all’interno di questa organizzazione internazionale.
L’organizzazione delle feste nazionali dell’Associazione ha registrato risultati positivi, sicuramente per la qualità degli ospiti nei dibattiti, per l’aspetto economico di autofinanziamento e per l’impegno delle compagne e dei compagni. La presenza di ospiti cubani di straordinario livello ha arricchito il valore politico e culturale degli eventi. Pur se la collocazione geografica non facilità l’ampia partecipazione di tutti i circoli, dobbiamo sottolineare quanto questa esperienza sia fondamentale per la costruzione ed il consolidamento dell’identità di tutta l’organizzazione. Tutti ci circoli dovrebbero prendere coscienza dell’importanza della Festa nazionale.
La presenza dell’Associazione sui media italiani ha raggiunto discreti livelli, ma mai sulle grandi testate, attente solo alle opportunità di diffondere notizie e commenti negativi sulla realtà cubana.
Sui media cubani siamo stati presenti in maniera continua, cosi come sulla televisione nazionale e nelle radio.
Lo sviluppo delle attività sui social media è stato eccezionale, ampliando la capacità di intervento pubblico e rafforzando l’immagine dell’Associazione.
Sito nazionale su tutti (grazie allo straordinario lavoro del compagno Valter Tanzi), a seguire Facebook (quasi 34 mila persone che ci seguono, uno slancio straordinario grazie al lavoro comune con la compagna Irma Dioli), sugli altri social un poco pecchiamo.
Troviamo magnifico e di straordinaria importanza l’apertura del canale youtube ItaliaxCuba a cui è comunque necessario dare maggiore slancio, attrattività e migliore organizzazione. Non posso tralasciare l’importante lavoro della Redazione della nostra Rivista El Moncada alla quale rivolgo un sentito ringraziamento. Dobbiamo fare il massimo sforzo per contrastare la guerra mediatica contro Cuba, dobbiamo essere presenti su tutti i canali social, solo cosi possiamo dare il nostro contributo. Questa battaglia è vitale per Cuba. E’ impegnativa, indispensabile, è sostenere la resistenza alle campagne di disinformazione e alle strategie di pressione non convenzionali che da anni aggrediscono Cuba.
Si tratta di un lavoro complesso, perché richiede di contrastare un sistema comunicativo che distorce la realtà e dispone di enormi risorse soprattutto se comparate alle nostre, portate avanti in maniera volontaria e non professionale.
Abbiamo rafforzato la cooperazione con diverse università, con enti locali, assessorati e associazioni italiane e cubane.
Nonostante i risultati raggiunti ed il consolidamento della nostra presenza territoriale in particolare con l’apertura di numerosi nuovi circoli nel sud e nel nord del paese, permangono alcuni nodi critici come la chiusura di alcuni circoli dovuta a ragioni personali, familiari, politiche e lavorative, cosi come la radiazione per comportamenti inaccettabili di alcuni soggetti nei confronti delle istituzioni cubane e dell’Associazione.
Seppur positiva la tenuta numerica non può essere interpretata come un successo, bensì come base su cui costruire una crescita futura.
Al tempo stesso, le criticità richiedono una risposta politica e organizzativa chiara: difendere l’unità dell’Associazione, rafforzarne il radicamento e intensificarne la capacità di cooperazione internazionale.
In un periodo come questo, in cui il contesto politico può mutare ed evolversi in modi difficilmente prevedibili, qual è il ruolo che la nostra Associazione è chiamata a svolgere?
Quale assetto organizzativo e quali competenze saranno più adeguati per continuare con efficacia il nostro impegno a fianco di Cuba?
In che modo e quanto è cambiato il mondo della comunicazione?
Riflettere su questi aspetti per individuare le soluzioni migliori rappresenta, a nostro avviso, il compito principale di un’organizzazione capace di essere davvero al passo con i tempi.
L’Associazione dovrà quindi strutturarsi in modo da risultare quanto più funzionale ai propri obiettivi, definiti nello Statuto, valorizzando risorse fresche, competenze aggiornate e capacità relazionali.
In merito allo Statuto mi preme ricordare questo aspetto:
L’elaborazione delle ipotesi di modifiche al nostro Statuto per perfezionarne la conformità al Codice del Terzo Settore ed al Codice di procedura civile, è stata molto faticosa e complessa e merita il riconoscimento e ringraziamento ai compagni che se ne sono fatti carico. Purtroppo questo ha comportato di fatto l’impossibilità di giungere al loro esame da parte del Direttivo Nazionale uscente prima dell’avvio dei congressi di circolo.
D’altra parte la complessità delle norme in esame, tali da ipotizzare anche un radicale cambiamento dell’assetto della nostra organizzazione a partire dal rapporto esistente tra il singolo associato e l’Associazione Nazionale espresso attraverso il circolo, ci ha mostrato la necessità di un esame approfondito in cui siano coinvolti tutti i nostri associati.
Da qui la proposta, che presentiamo a questo congresso, di creare una commissione incaricata dell’elaborazione delle proposte di modifica dello statuto che lavori nei prossimi mesi con l’obiettivo di giungere alla convocazione, entro la fine dell’anno, di un’assemblea nazionale straordinaria chiamata a deliberare il testo rinnovato dello statuto.
Compito della commissione sarà confrontare le osservazioni emerse sul testo attuale, funzionali all’adeguamento alle normative legali, con la necessità di salvaguardare il carattere e la natura costitutiva della nostra associazione, avvalendosi a questo scopo anche di competenze tecniche esterne all’organizzazione.
Il direttivo uscente ha individuato una prima rosa di nomi di compagne e compagni che comporranno la commissione e che questo congresso è invitato ad integrare e a ratificare
È di vitale importanza l’unità la pianificazione e la programmazione condivisa con istituzioni e organizzazioni di massa cubane sempre a beneficio del destinatario finale del nostro impegno: il popolo cubano.
Per questo auspichiamo il rafforzamento del lavoro collettivo, in cui ciascuno contribuisca secondo le proprie possibilità e volontà. Da ciò deriva l’importanza di regole chiare, che consentano l’espressione delle capacità individuali, definiscano opportunità e modalità operative e traccino i limiti d’azione e di assunzione delle responsabilità.
Invitiamo a considerare i concetti di unità e coerenza come elementi fondamentali della nostra vita associativa, oggi e in prospettiva futura.
Parliamo di un’unità autentica, nelle parole e nelle azioni. Questo stile potrà divenire un criterio utile per valutare la qualità operativa degli organismi dirigenti che saranno eletti da questo Congresso.
Ricordiamo che è obbligo politico e morale dei futuri dirigenti, rappresentare una forte associazione nazionale con una unica coscienza collettiva tale da poter essere l’interfaccia verso la Rivoluzione cubana e verso la società, oltre a garantire la continuità di un’esperienza associativa democratica, rara nel panorama della sinistra italiana.
È grazie alla forza della coesione e non attraverso protagonismi o individualismi che possiamo raggiungere i nostri obiettivi, primo fra tutti la solidarietà verso la Rivoluzione e il popolo cubano.
Riteniamo che la definizione di piani di intervento nazionali concordati con le istituzioni cubane, da cui far derivare i singoli progetti, rappresenti non solo un metodo di lavoro trasparente e rigoroso, ma anche un dovere che gli organismi dirigenti hanno nei confronti tanto di Cuba ed il suo popolo quanto nei confronti dei nostri associati e di chi sostiene i nostri progetti.
Dobbiamo continuare e rafforzare il nostro sostegno politico all’Isola.
La lotta contro il Blocco deve proseguire sia a livello nazionale che attraverso reti internazionali. Ma non una battaglia generica, va specificato quali drammatiche conseguenze ricadono sulla popolazione. Aumento mortalità infantile, mancanze di medicine, di generi alimentari e le conseguenze della mancanza di petrolio, quindi l’uso dei pozzi di acqua potabile, black out prolungati con tutto quello che ne consegue.
Serve individuare nuove opportunità per intensificare progettazioni e donazioni, sia materiali sia finanziarie, e sviluppare una rete che permetta l’accesso a finanziamenti ulteriori. A questo proposito proponiamo il rafforzamento della Commissione Cooperazione e solidarietà, per facilitare la partecipazione a bandi di finanziamento, anche tramite gli enti locali. Una volta per tutte va fatta un’analisi seria sul funzionamento e il ruolo dei gemellaggi, sono anni che lo diciamo.
Mi preme ricordare due voci molto importanti relative al bilancio che abbiamo approvato nell’ultimo direttivo nazionale.
Le entrate derivate dal tesseramento (che abbiamo aumentato dopo oltre ventiquattro anni da 20 a 25 euro) e quelle derivanti dal 5 per mille costituiscono le voci principali del nostro Bilancio annuale.
Le entrate derivanti dal 5 per mille sono state inferiori alle aspettative. I devoltori sono sempre pochi rispetto agli iscritti, molti non hanno scelto l’associazione quale destinatario. Bisogna migliorare in quanto il 5×1000 rappresenta la nostra maggiore entrata e possibilità di intervenire in progetti di cooperazione e quant’altro. Facciamo appello al congresso affinché tutti i nostri Circoli si attivino localmente sia per incrementare le nuove adesioni in termini di iscritte e iscritti e sia per allargare la base di coloro che scelgono di assegnare il loro 5×1000 all’associazione.
È indispensabile intensificare la nostra comunicazione al riguardo ma anche quella interna per la riuscita delle iniziative e attività condivise.
Il bilancio delle campagne nazionali di solidarietà è pienamente positivo e queste rappresentano uno dei risultati più importanti e riconosciuti del quadriennio, il nostro punto d’orgoglio.
È necessario e doveroso che tutti i circoli sostengano e finanzino prioritariamente i progetti nazionali, anziché limitarsi, come avviene purtroppo in alcuni casi, operando unicamente tramite i propri contatti a Cuba.
L’efficacia dell’invio di donazioni materiali con container è garantita solo attraverso una collaborazione ben strutturata con i ministeri cubani competenti.
Noi, compatibilmente con le nostre possibilità, stiamo portando avanti alcuni progetti di solidarietà:
- dal 2009 acquistiamo annualmente farmaci antitumorali pediatrici con il progetto “La solidarietà non si blocca”;
- da tre anni sosteniamo un progetto di ricerca sul vaccino contro la Dengue in collaborazione con il Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologia cubano;
- da un anno partecipiamo al progetto “senza Eparina non c’è medicina moderna” per la produzione di Eparina a basso peso molecolare in collaborazione con MCE e AICA. Per questa ricerca abbiamo partecipato al bando 8×1000 della comunità Valdese, ricevendo 50.000 € di contributo;
- da più di un anno partecipiamo alla campagna “Con la mano sul cuore” per l’acquisto e l’invio a Cuba di pacemaker monocamerali e bicamerali;
- da 6 mesi abbiamo proposto e lanciato la campagna “ENERGIA PER LA VITA – accendiamo la luce su Cuba” per acquistare attrezzature e materiali per la produzione energetica rinnovabile, in collaborazione con CGIL, ARCI e ANPI nazionali ad oggi siamo arrivati quasi a 300 mila euro.
I progetti sono stati individuati in una centrale del latte a Palma Soriano, un organoponico vicino Santiago di Cuba, tre case della cultura sempre ad Oriente e siamo in attesa del prezzo della copertura di due Policlinici.
Mettendo da parte quest’ultima campagna, dove i circoli si sono impegnati straordinariamente
Tutto il resto ve lo riassumo con queste cifre:
Sono stati raccolti per varie campagne comprese quelle emergenziali 147.988,60 €
Totale speso da Raccolta Fondi = 160.308,79 €
Container e donazioni varie per un totale di circa 1 milione 152 mila euro
Il consolidamento dei rapporti con ARCI, ANPI e CGIL è un risultato importante, da valorizzare insieme ai legami con forze politiche e sociali non ostili a Cuba. Le attività svolte da ANAIC in termini di solidarietà politica e materiale sono evidenti e riconosciute da tutti.
Il lavoro svolto dai medici cubani in Calabria ora è conosciuto in tutta Italia grazie al compagno Scarpelli che si è impegnato ad aiutarli in loco ma anche accompagnandoli in tutte le località dove i nostri circoli li hanno richiesti.
Allo stesso modo dobbiamo intensificare i rapporti con le forze sociali vive di movimento.
A Cuba rimane viva una visione di società che pone al centro l’essere umano, i rapporti sociali, il soddisfacimento dei bisogni fondamentali e l’emancipazione dell’individuo.
Anche noi siamo chiamati a operare su questa visione: non solo attraverso la solidarietà concreta, ma anche promuovendo quei valori che danno priorità a istruzione e salute, anche nei nostri territori.
La sfida, dunque, non è semplicemente aiutare Cuba a resistere, ma continuare a innalzare quella bandiera che, di generazione in generazione, ha rappresentato la continuità degli ideali di giustizia sociale ed eguaglianza. Questo vuol dire che sempre più intenso deve essere il nostro impegno a fianco di Cuba nelle sue battaglie fondamentali: il superamento del Blocco nordamericano e la restituzione della base navale di Guantanamo illegalmente occupata dagli Stati Uniti e la denuncia di quest’ultimi in ogni assise dove siamo presenti.
Non possiamo rimanere indifferenti di fronte alla distruzione della società cubana, privata di carburante, energia elettrica e tutto ciò che in un modo o nell’altro dipende dall’approvvigionamento petrolifero. I cubani e le cubane saranno vittime di nuove e sempre più intense sofferenze. Ma non si piegheranno. È quindi necessario rafforzare la solidarietà con Cuba, il sostegno attivo affinché possa affrontare questa nuova aggressione.
Il blocco non è un’astrazione né un dibattito lontano è una dura e criminale realtà.
Vivere sotto il segno del blocco significa vivere in una tensione permanente. Ma significa anche imparare a non arrendersi. A non normalizzare l’ingiustizia. A continuare a difendere la dignità, anche quando tutto cospira a renderla più costosa.
Non disperdiamo le preziose energie di cui disponiamo per affermare singole prese di posizione; assumiamo la collegialità quale criterio per qualsiasi decisione; uniamo le nostre forze e indirizziamo i nostri sforzi in direzione del nostro incontrovertibile fine ultimo: Cuba e la sua Rivoluzione.
Per ultimo l’augurio di buon lavoro al presente congresso, che dovrà dar vita ad un nuovo gruppo dirigente che sia all’altezza dei compiti da affrontare per l’implementazione delle proposte che emergeranno dalla discussione congressuale.
Difendere Cuba oggi non è solo un atto di solidarietà: è una difesa del diritto dei nostri popoli di decidere il proprio destino senza minacce né tutele. Il silenzio o l’indifferenza di fronte a queste aggressioni non fanno altro che spianare la strada a nuovi interventi. La storia, ancora una volta, ci sta mettendo alla prova.
Sabato scorso, le strade di Roma si sono trasformate in un fiume di solidarietà con oltre 10.000 persone riunite per dire un fermo “no” al blocco economico imposto dagli Stati Uniti contro Cuba.
La manifestazione ha visto una partecipazione straordinaria e trasversale, capace di unire partiti, sindacati, organizzazioni di solidarietà, movimenti giovanili e società civile in un unico coro a difesa della sovranità del popolo cubano. È stato un momento di rara forza collettiva che ha ribadito l’urgenza di porre fine a una misura anacronistica e criminale, celebrando il legame profondo e indissolubile tra l’Italia e l’isola della dignità.
Abbiamo avuto il coraggio di proporla, di affrontare una sfida e superare i dubbi e le divisioni che esistevano ma è stato l’unico modo per realizzarla e raggiungere il successo, lo dovevamo a Fidel alla sua memoria, lo dobbiamo a Raul e al Presidente Diaz Canel, lo dobbiamo alla Rivoluzione cubana.
Viva la solidarietà tra i popoli
Viva l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba
Viva Cuba libre e sovrana
Viva la Cuba de Patria o Muerte venceremos
Onore e Gloria eterna a Fidel Castro
Hasta la victoria siempre.


































