XIV Congresso ANAIC: Documento Politico Finale

Documento politico approvato dal Congresso.

Arriviamo al XIV Congresso Nazionale dopo quello del 2022 a Brescia, quando eravamo appena usciti da un periodo storico di preoccupazione per la situazione sanitaria mondiale dovuta al Covid; ne eravamo usciti ricordando con emozione e con orgoglio il generoso aiuto gratuito, donatoci dal governo cubano, con le due brigate mediche Henry Reeve arrivate in Italia anche per merito della nostra Associazione, a supporto di una sanità italiana vittima delle politiche antisociali dei nostri governi con i continui tagli alla sanità pubblica.

Ci ritroviamo oggi, in una situazione peggiore rispetto a quella di quattro anni fa, poiché 5,8 milioni di persone in Italia hanno rinunciato alle cure a causa delle liste di attesa o per costi elevati, la produzione industriale è in costante calo, i salari e le pensioni dei lavoratori perdono potere d’acquisto, mentre il carrello della spesa corre più veloce dell’inflazione.

Quasi sei milioni di persone vivono nella miseria assoluta mentre il 60% della ricchezza si concentra nelle mani del 10% più ricco della popolazione.

Nonostante tutto, ancora una volta, dobbiamo ringraziare Cuba per l’aiuto al nostro sistema sanitario, per la presenza dei suoi medici e infermieri ancora oggi in più zone della penisola, a sopperire alla carenza di personale medico e paramedico italiano; una situazione che si aggrava, non solo a livello sanitario ma in tutti i settori sociali, per le scellerate scelte bellicistiche dei nostri governi assoggettati alla logica del riarmo dettate dalla NATO e dagli Stati Uniti d’America; scelte politiche già in atto, con uno stanziamento di 6800 miliardi per il riarmo, che ci porteranno nei prossimi anni all’utilizzo di questo immenso arsenale che si sta producendo e accumulando, con la conseguenza di un sempre più probabile conflitto mondiale. Gli Stati Uniti hanno imposto all’Europa di farsi carico del loro enorme debito pubblico, un’Europa malata, bellicista, un’Europa sempre più vassalla degli Stati Uniti e complice del sionismo genocida definito dalle potenze occidentali “unica democrazia mediorientale”.

Il contesto internazionale

Il contesto internazionale presenta un quadro in costante e rapida evoluzione all’interno del quale risulta difficile collocare punti fermi.

Ciononostante, è possibile riconoscere segnali e fenomeni caratterizzanti.

Europa

L’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina ha portato allo scoperto lo scontro tra aree di interesse. È inevitabile per noi fare riferimento a quella occidentale, in cui geograficamente agiamo, sempre più evidentemente dominata dagli interessi economici e strategici degli USA. Assistiamo ad una involuzione strategica evidenziata dalla sempre più supina sottomissione e dal venir meno di qualunque afflato di autonomia, con l’asservimento a fonti energetiche estremamente costose e al conseguente indebolimento della capacità produttiva e l’avvio di una corsa al riarmo le cui conseguenze si manifestano nel declino del modello di welfare.

In questo contesto la generale avanzata delle destre presuntamente sovraniste fa da sfondo alla completa subordinazione alla NATO: una strana alleanza militare supportata dalle risorse economiche europee e trainata dalla guida politica degli USA con l’obiettivo finale di foraggiarne l’apparato militare industriale.

Palestina

Abbiamo assistito per oltre due anni, con il silenzio-assenso dell’autodenominatasi comunità internazionale occidentale, al genocidio della popolazione palestinese della Striscia di Gaza. Pur essendo innegabile l’origine lontana della pulizia etnica perpetrata dallo stato sionista di Israele, a partire dai fatti del 7 ottobre 2023 ha preso il via un’operazione militare che niente ha a che vedere con una guerra.

Peggio, è stato abilitato il concetto di vendetta, che tanto riporta alla memoria le rappresaglie messe in atto dall’esercito nazista contro le popolazioni inermi.

Per anni i governi occidentali ed i mezzi di informazione a loro asserviti hanno ignorato deliberatamente quanto stava avvenendo nella martoriata Striscia di Gaza, reprimendo i movimenti spontanei che lo denunciavano. Per anni hanno negato quello che era sotto gli occhi di chiunque volesse vederlo: quello che si stava consumando era un genocidio, senza nessuna possibilità di negarne l’essenza.

Solo quando non è stato più possibile ignorare il clamore delle piazze, hanno “scoperto” il disastro umano che si stava consumando, correndo così a mettere una pezza (lo chiamano “cessate il fuoco”) all’indifendibile. Ma non ad affrontare le cause con l’unica soluzione possibile: il riconoscimento dello Stato di Palestina e la protezione del suo popolo e del suo territorio. L’unica vera possibilità di coesistenza di popoli pacifici insediati in quel territorio è l’affermazione e pieno riconoscimento dell’autodeterminazione del popolo palestinese. A questo non può essere estranea l’urgenza del recupero rafforzamento degli organismi multilaterali a partire dall’ONU.

L’associazione chiede l’immediata liberazione di Marwan Barghouti.

L’America Latina

In diversi paesi dell’America Latina si sono instaurati governi reazionari che hanno la loro ragion d’essere nell’obbedienza e pieno asservimento agli interessi del grande padrone del nord, che cerca di imporsi attraverso formule di riconfigurazione del territorio imperiale in cui le provincie latinoamericane esistono con l’unico scopo di approvvigionare a basso costo la metropoli che in questo modo intende riaffermare il suo pieno diritto alla rapina delle risorse primarie, con una riaffermazione aggiornata della dottrina Monroe, dove le ricchezze dei popoli sottomessi non hanno più la funzione di servire allo sviluppo dell’impero bensì al tentativo di salvarlo dall’affogamento del suo inesorabile declino .

In alcuni casi assistiamo al doloroso paradosso in cui una parte importante dei ceti popolari votano a favore di personaggi che perseguono politiche neoliberiste che impoveriscono i loro popoli peggiorandone le condizioni di vita.

Possiamo sottolineare alcune delle ragioni che hanno favorito l’avanzata di queste destre, una tra le tutte l’incapacità delle forze progressiste di dare uno sbocco positivo alle rivendicazioni popolari, come è successo in Cile ed in Argentina; segue poi l’emergere di profonde divisioni tra i dirigenti delle forze di sinistra che, come nel caso della Bolivia, hanno permesso l’elezione di un Presidente di destra, obbediente ai desideri del FMI e degli USA. Ciò dimostra quanto sia indispensabile sempre che le forze progressiste, per adempiere pienamente al proprio ruolo, hanno bisogno di un progetto di vera e profonda trasformazione dell’ordine social, di Rivoluzione.

In Venezuela abbiamo assistito ad un intervento criminale, condotto in spregio alle più elementari regole del diritto internazionale, con il sequestro del Presidente legittimo Maduro e della moglie, che ha causato l’uccisione di un centinaio di persone, tra cui 32 compagni cubani nell’esercizio delle loro funzioni.

Un intervento che ha raggiunto solo parzialmente gli obiettivi che si prefiggeva; ha favorito lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi da parte delle compagnie americane, funzionale al totale isolamento di Cuba con l’obiettivo di dare il colpo di grazia alla Rivoluzione che per oltre sessant’anni ha dovuto imparare ad esistere e svilupparsi nonostante il più feroce e prolungato dei blocchi della storia.

Il Trumpismo

Il ritorno di Trump al governo degli Stati Uniti ha portato allo scoperto la crisi di egemonia di quel paese, sommerso dai debiti e incapace di confrontarsi seguendo le norme del diritto internazionale e del libero scambio, aggredendo con la forza del ricatto e se non bastasse con le armi.

Il suo è un agire solo apparentemente contraddittorio. Si tratta in realtà di una tattica precisa, ossia il tentativo di spaccare il mondo in mille pezzi tentando di sgretolare esperimenti come: l’ALBA, la CELAC e i BRICS, con l’obiettivo finale di reimporre la propria egemonia in declino in un panorama mondiale in cui si afferma l’ineluttabilità di un ordine multipolare e multilaterale.

Ma è necessario essere molto attenti a questo passaggio: Trump non è il Nerone o Caligola di turno dell’impero decadente. È il matto giusto al momento giusto adatto a fare il lavoro sporco per il pieno ristabilimento della forza ed egemonia dell’impero

Imperialismo e neofascismo

L’associazione considera molto positiva la nascita dell’Internazionale Antifascista Anticapitalista Antimperialista e Antipatriarcale che ha visto la luce con lo svolgimento a Caracas del Congresso mondiale contro il fascismo, neofascismo ed espressioni simili a cui abbiamo partecipato con convinzione come ANAIC, mantenendo fede alla radice antifascista della nostra organizzazione.

La nascita di questa Internazionale deve vedere la nostra Associazione protagonista del suo Capitolo italiano, riconoscendo l’opportunità di coinvolgimento ed azione comune con tutte le forze che ne fanno parte.

BRICS e Cuba

Consideriamo positiva l’inserimento di Cuba come paese osservatore nei BRICS e auspichiamo che questa possa essere una strada percorribile verso il superamento del blocco

Il contesto nazionale

La nostra analisi in relazione alla posizione che la politica italiana ha nei riguardi di Cuba e della nostra Associazione va distinta tra quelli che sono gli organismi di massa, come CGIL, ARCI, ANPI con i quali, nell’interesse di Cuba e del popolo cubano, facciamo pezzi di strada insieme come la campagna nazionale “ENERGIA PER LA VITA “, e fette importanti del mondo del lavoro, della scuola e della ricerca ed associazioni che possiamo definire settoriali o specifiche, a partire da quelle cattoliche come Pax Christi, con cui condividiamo la battaglia contro il riarmo e per la pace. Grazie al lavoro di contatti seguiti da nostri compagni abbiamo allacciato relazioni con la Chiesa Valdese e con l’Ong Tanat che ci ha permesso di realizzare importanti progetti di cooperazione principalmente in campo sanitario. In questo quadro sottolineiamo di importanza strategica e fondamentale il nostro coinvolgimento e ruolo all’interno di MediCuba Europa.

Altra cosa sono i rapporti con i maggiori partiti italiani che siedono in Parlamento, particolarmente attenti agli interessi dei poteri forti statunitensi che spesso decidono per loro, indipendentemente dal fatto che al timone dell’amministrazione USA vi siano i Democratici o i Repubblicani.

Come abbiamo detto, i gruppi dirigenti dei partiti parlamentari più che legati ad un’idea di società, sono alla ricerca continua del consenso di quella parte a volte minoritaria di italiani che ancora va a votare. Questa parte viene formata dai media e dalle notizie che passano tramite la rete e che risultano sempre più filtrate e controllate dai grandi gruppi finanziari.

Ciononostante, la politica dei fatti cubana come in Lombardia in Piemonte ed in Calabria è riuscita per ora a far sì che amministratori regionali e comunali prendessero posizione a favore di Cuba, pur facendo parte di partiti parlamentari allineati con qualsivoglia inquilino della Casa Bianca.

La distruzione del sentire comune dei militanti dei partiti della sinistra è stato un duro colpo, difficile da superare, soprattutto per le generazioni che su queste certezze avevano costruito la propria prassi politica anche nella nostra Associazione. Abbiamo dovuto faticare per trovare le nuove coordinate, ma grazie alla solidità morale e alla prassi fortemente democratica della nostra Associazione con la guida di Arnaldo Cambiaghi e dei/delle presidenti che a lui si sono succeduti, siamo diventati un punto di riferimento per tantissime persone ed organizzazioni in Italia ed in Europa che pensano e lottano per un cambiamento radicale della società e per la realizzazione di un mondo migliore.

La scarsa partecipazione elettorale contrasta sempre più con la grande capacità di mobilitazione che si esprime nella nostra società, da ultima evidenziata dalle manifestazioni oceaniche contro il genocidio dei palestinesi a cui anche noi abbiamo partecipato.

In questo senso, pur senza sottovalutare il rapporto con le forze politiche, sempre più stretta deve essere la nostra relazione con le forze vive della società.

Noi siamo i portatori di un’idea che la storia non è finita nel 1990, come ha scritto Fukuyama e come ci vogliono inculcare le oligarchie al potere, ma che un altro mondo è possibile, per il quale vale la pena lottare, come ci indica Cuba.

CUBA

Cuba è sottoposta dal 1962 ad un illegale blocco economico, commerciale e finanziario per mano degli Stati Uniti d’America i quali, in spregio a tutte le norme del diritto internazionale, applicano contro l’Isola una politica di aggressione continuata allo scopo di infliggere alla popolazione le peggiori sofferenze possibili, in dileggio dei valori indivisibili e universali della dignità umana, della libertà, della solidarietà, della giustizia sociale. Sono ormai 33 anni consecutivi che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con le sue risoluzioni, certifica quasi all’unanimità il ripudio di questa politica di aggressione contro Cuba, auspicandone la fine immediata.

Cuba, vittima del terrorismo con oltre 3478 morti e 2099 invalidi permanenti per attentati progettati e finanziati dall’ esterno, è stata nuovamente inclusa nel 2021 nell’arbitraria lista degli Stati Uniti, quale paese patrocinatore del terrorismo, il che va a colpire le sue residue possibilità di transazioni bancarie e commerciali con l’Europa e altre parti del Mondo, accentuando i devastanti effetti della miriade di misure coercitive a cui è sottoposta.

Il danno del Blocco in cifre ammonta a 170.672 milioni di dollari totali, cifra che sale a più di 2.103.987 milioni di dollari tenendo conto del deprezzamento del dollaro rispetto all’oro, tale fenomeno genera danni all’isola per una somma che oscilla tra i 4.5 ai 5 miliardi di dollari.

Come è noto, il Blocco colpisce tutti gli  aspetti della vita quotidiana dei cubani.

L’illegalità ed extraterritorialità del blocco contro Cuba va a colpire imprese e istituti finanziari e bancari europei sottoposti ad arbitrarie sanzioni pecuniarie ovvero all’isolamento economico commerciale qualora non rispettino i diktat statunitensi.

Il 29 ottobre 2025 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha condannato per la 33^ volta il blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti contro Cuba con 165 voti a favore.  Rispetto al passato, gli USA, attraverso i soliti ricatti, sono passati da 2 a 7 voti contrari e 12 astenuti. Questo voto rispecchia la situazione geopolitica attuale.

Questa politica di aggressione ininterrotta e criminale si intensifica anche con una guerra mediatica, un vero e proprio assedio cognitivo volto a delegittimare i successi sociali della Rivoluzione. Queste azioni denigratorie utilizzano le piattaforme digitali e i pennivendoli dell’informazione mondiale, incolpando la Rivoluzione della crisi economica ed energetica, hanno il preciso intento di innescare nella popolazione nuove tensioni e proteste contro le istituzioni del governo cubano, con la speranza di poter sovvertire lo stato costituito ed instaurare anche in Cuba la loro “democrazia” made in USA.

Gli ultimi anni sono stati difficilissimi per Cuba, forse tra i più difficili della sua storia, tra incidenti gravi, esplosione hotel Saratoga, esplosione dei grandi depositi di petrolio a Matanzas, uragani Ian e Melissa, blackout, terremoto a Oriente, inflazione alle stelle, riforme economiche non rispondenti alle esigenze della popolazione. L’economia cubana ha subito una battuta d’arresto anche nel 2024, la seconda consecutiva dopo un calo dell’1,9% nel 2023 e una piccola ripresa post-pandemica nel 2021 e nel 2022. Al contrario il governo aveva previsto una crescita di circa il 2% per il 2024.

Nonostante l’asfissiante assedio, Cuba continua a dare lezioni al mondo, dimostrando una straordinaria sovranità scientifica, sviluppando vaccini propri che paesi più “avanzati” non sono ancora stati capaci di produrre, riaffermando i valori di giustizia sociale e il suo esempio di internazionalismo solidale, inviando medici ed infermieri in ogni angolo del mondo e anche nel nostro paese, ribadendo il suo ruolo di faro di umanità. A dimostrazione che l’internazionalismo non è un incidente di percorso della Rivoluzione Cubana, bensì un suo valore fondante e fondamentale.

Cuba sta facendo progressi nei suoi sforzi per ottenere il più ampio godimento di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali per tutti i suoi cittadini. Mantiene un’ampia cooperazione con i meccanismi dei diritti umani che vengono applicati su base universale e non discriminatoria. Ha ratificato 44 dei 61 strumenti internazionali riconosciuti a livello internazionale sui diritti umani.

Cuba può vantare un Programma Nazionale per l’Emancipazione delle Donne (PAM), che le ha portate a ricoprire molte posizioni di alto livello dirigenziale e ad essere il 55% dei deputati all’Assemblea Nazionale. La nuova Costituzione della Repubblica sancisce specificamente pari diritti e responsabilità tra donne e uomini in tutti i settori della società.

Il nuovo “Codice delle Famiglie” del 2022 rappresenta quanto di più moderno e avanzato si possa trovare nella legislazione mondiale in questo campo. Uno strumento nel quale vengono riconosciuti i più ampi diritti per tutte le forme di affetto e di unione, che garantisce la tutela dei minori, degli anziani e dei diversamente abili, frutto di un lungo lavoro di stesura, discussione, modifiche, aggiunte e cancellazioni al quale hanno partecipato milioni di cubani, che poi l’hanno sancito con un referendum.

L’Associazione

Nel corso del quadriennio 2022-2025 l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba ha portato avanti con impegno e continuità il proprio mandato politico, solidaristico e culturale nonostante un contesto internazionale complesso e un quadro interno qualche volta caratterizzato da criticità. L’Associazione ha confermato il proprio ruolo centrale nel panorama della solidarietà con la Rivoluzione Cubana, sia in Italia che nel panorama internazionale sostenendo le cause dei popoli in lotta, in particolare Palestina e Venezuela.

I Circoli hanno rappresentato il cuore pulsante dell’attività associativa, promuovendo iniziative politiche, di solidarietà e culturali, contribuendo a consolidare l’immagine e l’operatività dell’Associazione.

I Coordinamenti regionali, sono stati concepiti per favorire coesione e coordinamento sostenendo la partecipazione alle campagne nazionali e rafforzando la presenza territoriale dell’associazione, laddove sono mancanti occorre stimolarne il rilancio e la ricostituzione.

Il rapporto straordinario con l’ambasciata di Cuba in Italia, ha permesso di consolidare un dialogo continuo e costruttivo, garantendo un coordinamento efficace in tutte le attività messe in campo sia a Cuba che nel nostro paese.

Il consolidamento dei rapporti con l’ICAP ci permette di ampliare i nostri rapporti istituzionali e il coordinamento con le altre organizzazioni di massa presenti a Cuba.

L’associazione ha  buone relazioni con le Ambasciate del Nicaragua e della Repubblica Bolivariana del Venezuela, così come con l’IILA.

Dal Congresso del 2022 ANAIC continua i rapporti di collaborazione con il Partito Comunista di Cuba, con i Comitati di Difesa della Rivoluzione, la Federazione Donne Cubane, l’Unione Giovani Comunisti e con le principali istituzioni politiche, sociali e scientifiche cubane.

L’Associazione ha rafforzato il proprio ruolo nel dialogo politico e sociale nazionale mantenendo e consolidando buoni rapporti con le forze della sinistra italiana, in particolare con i Partiti Comunisti a livello nazionale, con il Movimento 5 Stelle e, limitatamente a contesti locali, con il Partito Democratico.

Con mediCuba Europa, di cui siamo membri fondatori, abbiamo progetti in corso di straordinaria importanza. Registriamo rapporti positivi con ANPI, ARCI e CGIL, consolidati attraverso partecipazione, scambi, iniziative congiunte e il progetto “Energia per la vita” che ad oggi ha raccolto quasi 300.000 euro. Così come le collaborazioni in ambito culturale con la fondazione Gianni Minà, Semi di Pace, Timbalaye, CRED e i rapporti con: Rete dei Comunisti, OSA, Cambiare Rotta, USB, COBAS, Patria Socialista, Europa por Cuba, vari comitati e realtà locali e con le associazioni che fanno parte del Movimento Europeo di Solidarietà con Cuba; con le quali svolgiamo un lavoro di osservatori nell’Unione Europea per contrastare le destre a scapito degli accordi di cooperazione con Cuba.

Dal mese di ottobre 2025 l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba è entrata a far parte della Rete di Intellettuali, Artisti e Movimenti Sociali «In Difesa dell’Umanità» (REDH) e dobbiamo individuare un nostro rappresentante all’interno di questa organizzazione internazionale.

L’organizzazione delle feste nazionali dell’Associazione ha registrato risultati positivi, sicuramente per la qualità degli ospiti nei dibattiti, per l’aspetto economico di autofinanziamento e per l’impegno dei compagni.

La presenza di ospiti cubani di straordinario livello ha arricchito il valore politico e culturale degli eventi.

Pur se la collocazione geografica non facilità l’ampia partecipazione di tutti i circoli, dobbiamo sottolineare quanto questa esperienza sia fondamentale per la costruzione ed il consolidamento dell’identità di tutta l’organizzazione.

Tutti i circoli devono prendere coscienza dell’importanza della Festa Nazionale.

L’Associazione è stata presente in tutte le principali mobilitazioni sindacali, sociali, nelle giornate antifasciste a partire dal 25 aprile, con particolare attenzione alla solidarietà con la causa del popolo palestinese vittima di un genocidio inaudito da parte dello stato sionista e di chi lo sostiene nelle diverse forme.

Il bilancio delle campagne nazionali di solidarietà è pienamente positivo e queste rappresentano uno dei risultati più importanti e riconosciuti del quadriennio, il nostro punto d’orgoglio.

L’efficacia dell’invio di donazioni materiali con container è garantita solo attraverso una collaborazione strutturata con i ministeri cubani competenti. È necessario e doveroso che tutti i circoli sostengano e finanzino prioritariamente i progetti nazionali, anziché limitarsi, come avviene in alcuni casi, operando unicamente tramite i propri contatti a Cuba.

Sui media cubani siamo stati presenti in maniera continua,  perfino su trasmissioni molto seguite come “Con Filo” e i telegiornali, su Cubadebate, Granma, Prensa Latina, Juventud Rebelde etc etc.

Lo sviluppo delle attività sui social media è stato straordinario, ampliando la capacità di intervento pubblico e rafforzando l’immagine dell’Associazione. La nostra storica rivista “El Moncada”, arrivata al suo 34° anno di pubblicazione, mantiene il suo ruolo informativo e di identità dell’Associazione. Analogo discorso per il Sito nazionale su tutti, a seguire Facebook e gli altri. Positivo anche l’apertura del canale youtube ItaliaxCuba a cui è comunque necessario dare maggiore slancio e attrattività e migliore organizzazione.

Abbiamo rafforzato la cooperazione con le Università di Pisa, Salerno, Torino e Roma Tre, con enti locali, assessorati e associazioni italiane e cubane.

Nonostante i risultati raggiunti ed il consolidamento della nostra presenza territoriale in particolare con l’apertura di numerosi nuovi circoli dal sud al nord del paese, permangono alcuni nodi critici come la chiusura di alcuni circoli dovuta a ragioni personali, familiari, politiche e lavorative, cosi come la radiazione per comportamenti inaccettabili di alcuni soggetti nei confronti delle istituzioni cubane e dell’Associazione.

Al tempo stesso, le criticità richiedono una risposta politica e organizzativa chiara: difendere l’unità dell’Associazione, rafforzarne il radicamento e intensificarne la capacità di cooperazione internazionale.

In un periodo come questo, in cui il contesto politico può mutare ed evolversi in modi difficilmente prevedibili, qual è il ruolo che la nostra Associazione è chiamata a svolgere? Quale assetto organizzativo e quali competenze saranno più adeguati per continuare con efficacia il nostro impegno a fianco di Cuba? In che modo e quanto è cambiato il mondo della comunicazione?

Riflettere su questi aspetti per individuare le soluzioni migliori rappresenta, a nostro avviso, il compito principale di un’organizzazione capace di essere davvero al passo con i tempi.

L’Associazione dovrà quindi strutturarsi in modo da risultare quanto più funzionale ai propri obiettivi, che verranno definiti nel nuovo statuto, valorizzando risorse fresche, competenze aggiornate e capacità relazionali. Da qui deriva l’importanza di promuovere in modo approfondito la cultura cubana, la vita e le difficoltà quotidiane del Paese, i suoi aspetti identitari e il significato attuale della Rivoluzione, che garantisce al popolo cubano dignità, giustizia sociale e sovranità.

Investiamo energie e risorse per mantenere coesa la nostra comunità associativa e per perseguire obiettivi di interesse generale, frutto di pianificazioni e programmi condivisi con istituzioni e organizzazioni di massa cubane sempre a beneficio del destinatario finale del nostro impegno: il popolo cubano.

Per questo auspichiamo il rafforzamento del lavoro collettivo, in cui ciascuno contribuisca secondo le proprie possibilità e volontà. Da ciò deriva l’importanza di regole chiare, che consentano l’espressione delle capacità individuali, definiscano opportunità e modalità operative e traccino i limiti d’azione e di assunzione delle responsabilità. A tal fine, è importante ricordare la rilevanza del 5×1000 come strumento, le cui entrate permettono all’Associazione di sostenersi e di finanziare i suoi progetti.

Ricordiamo che è obbligo politico e morale dei dirigenti, rappresentare una forte associazione nazionale con un’unica coscienza collettiva tale da poter essere l’interfaccia verso la Rivoluzione cubana e verso la società, oltre a garantire la continuità di un’esperienza associativa democratica, rara nel panorama della sinistra italiana.

È grazie alla forza della coesione e non attraverso protagonismi o individualismi che possiamo raggiungere i nostri obiettivi, primo fra tutti la solidarietà verso la Rivoluzione e il popolo cubano.

Riteniamo che la definizione di piani di intervento nazionali concordati con le istituzioni cubane, da cui far derivare i singoli progetti, rappresenti non solo un metodo di lavoro trasparente e rigoroso, ma anche un dovere che gli organismi dirigenti hanno nei confronti tanto di Cuba ed il suo popolo quanto nei confronti dei nostri associati e di chi sostiene i nostri progetti.

La nostra capacità di aprirci, connetterci e dialogare con competenze nei confronti delle istituzioni culturali, politiche, sociali, amministrative e sportive, oltre che con altre realtà solidali con Cuba quando necessario, sarà il vero indicatore della nostra capacità di rilancio.

Dobbiamo continuare e rafforzare il nostro sostegno politico all’Isola. La lotta contro il blocco deve proseguire sia a livello nazionale che attraverso reti internazionali. Altresì impegnativa, ma indispensabile, è la resistenza alle campagne di disinformazione e alle strategie di pressione non convenzionali che da anni aggrediscono Cuba. Si tratta di un lavoro complesso, perché richiede di contrastare un sistema comunicativo che spesso distorce la realtà e dispone di enormi risorse soprattutto se comparate alle nostre.

Serve individuare nuove opportunità per intensificare progettazioni e donazioni, sia materiali sia finanziarie,  e  sviluppare  una  rete  che  permetta  l’accesso  a  finanziamenti  ulteriori. A questo proposito proponiamo il rafforzamento della Commissione Cooperazione e solidarietà, per facilitare la partecipazione a bandi di finanziamento, anche tramite gli enti locali.

A Cuba rimane viva una visione di società che pone al centro l’essere umano, i rapporti sociali, il soddisfacimento dei bisogni fondamentali e l’emancipazione dell’individuo. Nonostante pressioni esterne e intense campagne mediatiche, il popolo cubano continua a difendere questo modello.

Anche noi siamo chiamati a operare su questa visione: non solo attraverso la solidarietà concreta, ma anche promuovendo quei valori che danno priorità a istruzione e salute, anche nei nostri territori.

La sfida, dunque, non è semplicemente aiutare Cuba a resistere, ma continuare a innalzare quella bandiera che, di generazione in generazione, ha rappresentato la continuità degli ideali di giustizia sociale ed eguaglianza.

Questo vuol dire che sempre più intenso deve essere il nostro impegno a fianco di Cuba nelle sue battaglie fondamentali: il superamento del Blocco nordamericano e la restituzione della base navale di Guantanamo illegalmente occupata dagli Stati Uniti.

Riaffermiamo e rafforziamo il nostro impegno solidale, che dal 1961 contraddistingue la nostra storia, con la consapevolezza della strada che abbiamo scelto e che continuiamo a percorrere, la difesa della Rivoluzione cubana, la Rivoluzione Socialista di Fidel, del Che, di Raul e Diaz Canel e di tutti coloro che sostengono che non esiste altra Rivoluzione se non quella di Patria o Muerte Venceremos.

Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba

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