Díaz-Canel: la celebrazione del 1° maggio sarà una marcia per la pace

Miguel Díaz-Canel, Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba (PCC) e Presidente della Repubblica, ha ribadito oggi l’invito a partecipare alla manifestazione del Primo Maggio, Giornata Internazionale dei Lavoratori, assicurando che sarà una marcia per la pace.

Marciamo uniti: lavoratori, contadini, studenti, intellettuali, artisti, sportivi, tutte le cubane e tutti i cubani, contro l’embargo genocida e le grossolane minacce imperialiste al nostro Paese, ha scritto il leader su X.

Díaz-Canel ha ricordato che la celebrazione si svolgerà nelle strade e nelle piazze di ogni comune del Paese, all’insegna dello slogan “La Patria va difesa”.

È un appello a difendere il Paese, dai campi, dalle fabbriche, dalle aule scolastiche, dai centri scientifici, dalle centrali termoelettriche, dagli ospedali, dalla cultura, dallo sport; da ogni trincea di combattimento, ha sottolineato la Centrale dei Lavoratori di Cuba (CTC) nell’invito alla parata.

L’evento centrale per il Primo Maggio si terrà alla Tribuna Antiimperialista José Martí dell’Avana, dove convergeranno i partecipanti alle marce che partiranno alle 6:00 del mattino da vari punti della città.

Come ogni anno, saranno presenti gli amici di Cuba nel mondo, ai quali va il nostro ringraziamento per la loro solidarietà.

Fonte: acn


L’Avana si prepara a un Primo Maggio storico dedicato a Fidel Castro e contro l’embargo

Il Primo Maggio si distinguerà per una grande mobilitazione in cui si esprimeranno la partecipazione consapevole, l’impegno e l’unità del popolo e dei lavoratori.

È quanto è emerso al teatro Lázaro Peña di L’Avana, durante la riunione plenaria della capitale dedicata a definire i dettagli organizzativi della parata che si terrà presso l’emblematica Tribuna Antimperialista.

La parata è dedicata al Comandante in Capo Fidel Castro nell’anno del suo centenario.

All’incontro hanno partecipato le massime autorità del Partito e del Governo della provincia, accompagnate da Osnay Miguel Colina, presidente della Commissione Organizzatrice del XXII Congresso della CTC, e dal segretario generale dell’organizzazione di massa nel territorio dell’Avana, Misael Rodríguez Llanes.

All’insegna dello slogan «La Patria va difesa», i lavoratori hanno confermato che scenderanno in piazza con la convinzione di lottare per la pace e contro il criminale blocco imposto dagli Stati Uniti. La classe operaia dell’Avana dimostra che, nonostante le difficoltà, non c’è spazio per lo scoraggiamento.

Questa seduta plenaria non solo ribadisce il sostegno al governo rivoluzionario, ma lancia un messaggio chiaro al mondo: Cuba resiste, crea e difende la propria opera socialista.

Fonte: lahabana.gob.cu


Uno sguardo storico alla celebrazione della Festa internazionale dei lavoratori a Cuba

A Cuba il Primo Maggio, Giornata internazionale dei lavoratori, è una delle nostre festività nazionali. Nel 1890 si celebrò per la prima volta all’Avana quella storica giornata.

Soprattutto nel corso del XX secolo, fino al 1958, il Primo Maggio ha rappresentato una giornata di lotta dei lavoratori cubani in difesa dei propri interessi e contro i governi corrotti e le dittature che hanno governato il Paese.

Dopo il trionfo della Rivoluzione Cubana nel gennaio 1959, la data del Primo Maggio ha assunto un altro significato molto importante.

Proprio il 1° maggio 1959, nell’allora denominata Plaza Cívica, a L’Avana, trasformata nel 1961 in Plaza de la Revolución “José Martí”, si celebrò il 1° maggio in tono festoso alla presenza di migliaia e migliaia di lavoratori.

In quell’occasione parlò il Comandante Raúl Castro, poiché il leader della Rivoluzione, Fidel Castro, non si trovava a Cuba. Quel giorno era in viaggio verso Buenos Aires, in Argentina, per partecipare a una conferenza internazionale.

Già nel 1960 e poi in successive occasioni Fidel intervenne nei raduni popolari e nelle sfilate in occasione della Festa internazionale dei lavoratori.

E in ripetute occasioni sottolineò il ruolo dei lavoratori nella difesa e nello sviluppo della Rivoluzione, l’importanza dell’unità operaio-contadina e altri temi di grande rilevanza.

Ad esempio, il primo maggio 1962, osservando come si celebrava a Cuba la Festa internazionale dei lavoratori, Fidel osservò: «Che cosa significa, dunque, l’euforia e l’affluenza massiccia della classe operaia in un giorno come oggi, a una manifestazione come questa, in una sfilata come quella a cui abbiamo appena assistito nel nostro Paese?»

E aggiunse: «Significa la grande realtà, la bella realtà, la realtà che i lavoratori si svegliano gioiosi alle prime luci del mattino; facendo suonare le sirene di tutte le fabbriche iniziano la commemorazione di questa giornata della classe operaia; e tutti i lavoratori si mobilitano, già da settimane si stanno mobilitando e preparando, per rendere più bella e più luminosa questa giornata».

Fidel precisò inoltre: «Questo significa la bella realtà che il nostro Paese è un Paese in cui è cessato lo sfruttamento imperialista, in cui è cessato lo sfruttamento capitalista, e in cui ha luogo una profonda rivoluzione sociale; in cui i lavoratori hanno smesso di essere la classe oppressa e la classe sfruttata, per diventare la classe che governa i destini della nazione cubana».

Dieci anni dopo, sempre il primo maggio 1972, Fidel assicurò: «La Rivoluzione è solida. La Rivoluzione è forte. La Rivoluzione non è opera di un giorno né di un anno; è opera per sempre d’ora in poi. È un’opera eterna, in cui l’attore fondamentale è il popolo, i lavoratori».

E nel 2000, in occasione della celebrazione della Festa internazionale dei lavoratori, Fidel espose considerazioni molto eloquenti sul significato e sulle caratteristiche della Rivoluzione. Affermò:

«La Rivoluzione è il senso del momento storico; è cambiare tutto ciò che deve essere cambiato; è piena uguaglianza e libertà; è essere trattati e trattare gli altri come esseri umani; è emanciparci da soli e con i nostri sforzi; è sfidare potenti forze dominanti all’interno e all’esterno dell’ambito sociale e nazionale; è difendere i valori in cui si crede a costo di qualsiasi sacrificio; è modestia, disinteresse, altruismo, solidarietà ed eroismo; è lottare con audacia, intelligenza e realismo; è non mentire mai né violare i principi etici; è la profonda convinzione che non esista forza al mondo in grado di schiacciare la forza della verità e delle idee. Rivoluzione è unità, è indipendenza, è lottare per i nostri sogni di giustizia per Cuba e per il mondo, che è la base del nostro patriottismo, del nostro socialismo e del nostro internazionalismo.”

Fonte: lahabana.gob.cu

Traduzioni: italiacuba.it

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