Cuba denuncia all’Assemblea Generale dell’ONU l’inasprimento del Bloqueo e dell’isolamento energetico

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite terrà il prossimo 7 luglio, su richiesta di Cuba, un dibattito urgente nel corso del quale il nostro Paese denuncerà le azioni aggressive del governo degli Stati Uniti, comprese le minacce di un’aggressione militare diretta.

Durante la sessione, Cuba illustrerà l’impatto dell’embargo energetico a cui è sottoposto il popolo cubano, il quale, insieme alle restanti misure di inasprimento del blocco economico, commerciale e finanziario imposto da Washington, costituisce un atto di genocidio, una punizione collettiva e una violazione massiccia, flagrante e sistematica dei diritti umani del popolo cubano e del diritto internazionale umanitario.

L’embargo energetico che oggi affligge il Paese, con profonde ripercussioni sulla vita quotidiana della popolazione, costituisce, in termini pratici, un blocco navale contro Cuba, considerato un atto di guerra. Allo stesso modo, l’ostacolo all’arrivo di aiuti umanitari viola le norme del diritto internazionale umanitario.

La politica di intensificazione del blocco applicata dagli Stati Uniti contraddice, inoltre, i principi e le norme del diritto internazionale.

Cuba ha richiesto questo dibattito a causa dell’urgenza e della gravità della situazione attuale. Non si tratta di un’aggressione ipotetica né di una semplice valutazione dei rischi, bensì di un’aggressione già in atto che si manifesta in ambito economico, politico e comunicativo, oltre a contemplare l’eventuale minaccia di un’aggressione militare contro l’Isola.

Il dibattito all’Assemblea Generale, l’organo più ampio, rappresentativo e democratico delle Nazioni Unite, consentirà di dimostrare che, contrariamente alla narrativa promossa dagli Stati Uniti — e in particolare dal loro Dipartimento di Stato —, Cuba non è né può essere una minaccia per quel Paese.

Al contrario, la vera minaccia per l’esistenza e il benessere del popolo cubano è l’embargo statunitense, oggi inasprito fino a livelli senza precedenti. Tale politica incide anche sui diritti sovrani di altri Stati e lede gli interessi di imprese, enti e investitori che non sono soggetti alla giurisdizione degli Stati Uniti.

Come in occasioni precedenti, Cuba confida di ricevere nuovamente il sostegno della comunità internazionale alla sua richiesta di discutere con urgenza una situazione che rappresenta una minaccia per la pace e la stabilità internazionali e regionali, nonché per lo status dell’America Latina e dei Caraibi come Zona di Pace.

Il dibattito dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in video

19:25 – Ministro degli Esteri cubano: oggi la squadra degli Stati Uniti avrebbe meritato un cartellino rosso

Martedì il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, ha esercitato il proprio diritto di replica durante il dibattito d’urgenza dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per rispondere alle accuse del rappresentante degli Stati Uniti, che ha definito meritevole di un «cartellino rosso», e ha denunciato l’«assedio energetico» imposto da Washington contro l’isola.

In un intervento incisivo, il ministro degli Esteri cubano ha mostrato una serie di fotografie per illustrare l’impatto dell’embargo sulla vita quotidiana dei cubani: un blackout all’Avana, una famiglia cubana al buio con un bambino appena tornato da scuola, una sala operatoria illuminata dalla torcia di un cellulare e aiuti umanitari internazionali distribuiti su carri trainati da buoi.

Rodríguez Parrilla ha affermato che tali immagini sono la conseguenza del «blocco energetico» imposto dagli Stati Uniti contro Cuba.

Risponde alle accuse sui diritti umani

Il ministro degli Esteri cubano ha risposto alle allusioni del rappresentante statunitense su arresti arbitrari, diritti umani e repressione, mostrando immagini di retate condotte dal Servizio di Immigrazione e Controllo Doganale degli Stati Uniti (ICE, dall’acronimo inglese): un bambino di cinque anni trattenuto dagli agenti e una donna che non ha potuto essere rilasciata perché uccisa dall’ICE in modo «crudele e spietato».

«A Cuba non troverà un’immagine simile a questa di violenta repressione contro i manifestanti», ha affermato il ministro degli Esteri.

In merito alle accuse di corruzione, Rodríguez Parrilla ha espresso sorpresa per il fatto che tali accuse fossero state formulate da «un rappresentante dell’attuale governo, noto per essere una vera e propria plutocrazia».

Ha inoltre denunciato la corruzione istituzionale e legale, gli «interessi particolari», le campagne elettorali da milioni, la persecuzione giudiziaria a fini politici e la politicizzazione della giustizia negli Stati Uniti.

La cooperazione medica cubana

Il ministro degli Esteri ha definito «calunniose» le allusioni del rappresentante statunitense alla cooperazione medica internazionale cubana.

Ha sottolineato che tali affermazioni offendono le decine di migliaia di medici e paramedici dediti a servire le popolazioni nelle zone remote e a basso reddito, nonché i 50 Stati beneficiari presenti in aula.

Denuncia della negazione del Bloqueo e dell’aggressione cognitiva

Rodríguez Parrilla ha denunciato che gli Stati Uniti hanno negato l’esistenza dell’embargo e ha invitato il rappresentante statunitense a leggere le dichiarazioni della portavoce della Casa Bianca del 30 marzo e quelle dello stesso presidente del giorno precedente, che — secondo quanto affermato — confermano l’esistenza dell’embargo, in particolare del «blocco totale degli idrocarburi».

Il ministro degli Esteri ha affermato che le «dichiarazioni mendaci e manipolatorie» del rappresentante statunitense mirano a minare la dignità e la solida unità del popolo cubano nell’ambito dell’«aggressione cognitiva non convenzionale»

Riafferma la validità dell’eredità rivoluzionaria

Rodríguez Parrilla ha risposto ai riferimenti del rappresentante statunitense al Comandante in Capo Fidel Castro Ruz, del quale ha affermato che «i successivi governi statunitensi non sono mai riusciti a sconfiggere».

Ha inoltre sottolineato che tra poche settimane si celebrerà il suo centenario a Cuba e nel mondo.

Riferendosi al generale dell’Esercito Raúl Castro Ruz, il ministro degli Esteri ha affermato che «egli rimane con il piede sulla staffa, pronto a cavalcare in difesa della nostra patria».

Riguardo al presidente cubano, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, ha sottolineato che è «un illustre figlio della Rivoluzione che, a differenza di lei e dei politici statunitensi, subirà la stessa sorte del resto del nostro popolo di fronte a un’aggressione imperialista».
«Cuba non rinuncerà mai alla propria sovranità e indipendenza»

Per concludere, Rodríguez Parrilla ha ribadito che «Cuba non rinuncerà mai alla propria sovranità e indipendenza, per le quali sono già morti i suoi figli migliori».

Ha inoltre citato il maggiore generale Antonio Maceo: «Chiunque tenti di impadronirsi di Cuba raccoglierà solo la polvere del suo suolo intriso di sangue, se non perirà in battaglia».

17:00 – Venezuela: Le misure contro Cuba costituiscono una punizione collettiva contraria allo spirito della Carta delle Nazioni Unite

La rappresentante del Venezuela ha ribadito l’impegno del proprio Paese nei confronti dei principi della Carta delle Nazioni Unite, tra cui l’uguaglianza sovrana degli Stati, la non ingerenza negli affari interni e il divieto di ricorrere alla minaccia o all’uso della forza.

Durante il suo intervento nel dibattito dell’Assemblea Generale, ha sottolineato che l’embargo economico, commerciale e finanziario contro Cuba colpisce settori essenziali dell’economia cubana, tra cui la sanità pubblica, l’alimentazione, l’agricoltura, il settore bancario, il commercio, gli investimenti e il turismo.

La diplomatica ha affermato che tali misure ostacolano l’accesso ai mercati, ai finanziamenti internazionali e alle tecnologie, oltre a limitare gli sforzi di Cuba per progredire nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e dell’Agenda 2030.

Il Venezuela ha avvertito che, quando le restrizioni incidono sull’approvvigionamento di generi alimentari, medicinali e forniture mediche, nonché su servizi fondamentali quali l’assistenza materno-infantile, la radioterapia e la dialisi, «non si tratta di un dibattito astratto», bensì di conseguenze dirette sulla vita delle persone.

Allo stesso modo, ha definito queste politiche una «punizione collettiva» contraria allo spirito della Carta delle Nazioni Unite e ha esortato gli Stati ad astenersi dall’applicare misure economiche, finanziarie e commerciali unilaterali al di fuori del diritto internazionale.

Infine, il Venezuela ha espresso il proprio sostegno allo svolgimento della sessione plenaria e ha invitato a rafforzare il ruolo dell’Assemblea Generale nella difesa del diritto internazionale, del multilateralismo, della dignità umana e del benessere dei popoli.

16:50 – Messico: la revoca dell’embargo contribuirebbe a rafforzare il multilateralismo

Il rappresentante del Messico ha ribadito la posizione storica del proprio Paese contro l’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti a Cuba, ritenendo che esso costituisca un ostacolo allo sviluppo del popolo cubano e sia contrario al diritto internazionale e ai principi della Carta delle Nazioni Unite.

Durante il proprio intervento nel dibattito dell’Assemblea Generale, la delegazione messicana ha sottolineato i profondi legami storici tra i due popoli e ha ricordato il rapporto del Messico con José Martí, nonché l’opposizione del proprio Paese all’espulsione di Cuba dall’Organizzazione degli Stati Americani e alla rottura delle relazioni diplomatiche negli anni ’60.

Il Messico ha affermato che spetta esclusivamente al popolo cubano decidere del proprio destino, libero da pressioni e imposizioni esterne, e ha respinto le misure coercitive unilaterali e gli embarghi commerciali, ritenendo che essi incidano sul benessere dei popoli e ostacolino la pace e la prosperità.

Il diplomatico ha messo in guardia dalle conseguenze umanitarie dell’inasprimento delle sanzioni, specialmente quelle di natura extraterritoriale, sottolineando che queste compromettono l’accesso ai farmaci, agli aiuti umanitari e ai servizi essenziali, con ripercussioni particolarmente gravi sui settori più vulnerabili.

Allo stesso modo, il Messico ha ribadito il proprio appello affinché Cuba venga rimossa dall’elenco degli Stati che sostengono il terrorismo, ritenendo che tale designazione crei ulteriori ostacoli alle transazioni finanziarie e al commercio internazionale dell’isola.

La delegazione messicana ha sottolineato la cooperazione umanitaria del proprio Paese con Cuba, compresa la fornitura di generi alimentari, beni di prima necessità e materiali essenziali, e ha affermato che continuerà a sostenere il trasferimento degli aiuti forniti da altri Paesi della regione.

In conclusione, il Messico ha invitato a privilegiare il dialogo, la cooperazione e la comprensione, e ha ricordato che l’Assemblea Generale si è pronunciata in numerose occasioni a favore della fine dell’embargo contro Cuba.

Ha ribadito che la revoca di tali misure contribuirebbe al rafforzamento del multilateralismo e al rispetto dei principi e degli scopi delle Nazioni Unite.

16:43 – La Guinea Equatoriale invita gli Stati Uniti ad aprire «le porte alla comprensione»

Il rappresentante della Guinea Equatoriale ha espresso il sostegno del proprio Paese alla richiesta internazionale di porre fine all’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba, e si è unito alle dichiarazioni del Gruppo africano, del Gruppo degli Amici in difesa della Carta delle Nazioni Unite, del Movimento dei Paesi Non Allineati e del Gruppo dei 77 e della Cina.

Durante il proprio intervento nel dibattito d’urgenza dell’Assemblea Generale, la delegazione della Guinea Equatoriale ha sottolineato che, da oltre sei decenni, l’embargo ha causato danni alla società cubana, senza che ad oggi sia stata trovata una soluzione a questa questione ripetutamente discussa alle Nazioni Unite.

La Guinea Equatoriale ha affermato che Cuba e gli Stati Uniti hanno un peso significativo nella storia e ha riconosciuto che, nonostante le loro differenze, entrambi i popoli condividono valori quali l’amore per la famiglia, il desiderio di prosperità e la speranza di un futuro migliore per le nuove generazioni.

La delegazione ha espresso fiducia nella volontà degli Stati Uniti di comprendere la situazione del popolo cubano, colpito — ha sottolineato — da difficoltà nell’accesso ai beni di prima necessità, alle opportunità di sviluppo e agli scambi commerciali, il che ostacola il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Allo stesso modo, ha invitato a privilegiare il dialogo, la cooperazione e il rispetto reciproco rispetto allo scontro, ed ha esortato entrambi i paesi a costruire relazioni basate sulla fiducia, sulla pace e sul beneficio condiviso.

In conclusione, la Guinea Equatoriale ha esortato a promuovere una cultura di pace e cooperazione e ha chiesto la fine dell’embargo economico, commerciale e finanziario contro Cuba.

16:40 – L’Indonesia avverte che le misure contro Cuba ledono i diritti fondamentali e accrescono le tensioni regionali

Il rappresentante dell’Indonesia ha ribadito il rifiuto del proprio Paese nei confronti delle misure coercitive unilaterali imposte dagli Stati Uniti contro Cuba e ha chiesto la fine dell’embargo, ritenendo che tali azioni siano prive di fondamento nel diritto internazionale e contraddicano i principi della Carta delle Nazioni Unite.

Il diplomatico ha sottolineato che le restrizioni relative al carburante e all’elettricità hanno compromesso la produzione energetica e il funzionamento dei servizi pubblici, con ripercussioni su diritti fondamentali quali l’alimentazione e la salute, oltre a danneggiare attori economici chiave.

Ha affermato che l’impatto di queste misure ricade principalmente sulla popolazione, comprese donne, bambini e anziani, e ha sostenuto che le «sanzioni» violano principi quali l’uguaglianza sovrana, la non ingerenza e il non intervento negli affari interni degli Stati.

L’Indonesia ha inoltre espresso preoccupazione per le dichiarazioni che suggeriscono l’uso della forza contro Cuba, avvertendo che tale retorica rappresenta un rischio per la pace e la sicurezza regionali.

Infine, ha invocato i principi di Bandung e ha esortato la comunità internazionale a privilegiare il dialogo costruttivo, la risoluzione pacifica delle controversie e il rispetto della sovranità di tutti gli Stati. Ha ribadito la propria solidarietà al popolo cubano e il proprio appello alla revoca totale e immediata dell’embargo.

16:36 – L’Algeria mette in guardia sull’impatto delle misure coercitive sulle donne e sui bambini cubani

Il rappresentante dell’Algeria ha espresso profonda preoccupazione per le conseguenze socioeconomiche delle misure coercitive unilaterali imposte contro Cuba, in particolare per il loro impatto sulle donne e sui bambini. Ha sottolineato che tali restrizioni compromettono la capacità del Paese di progredire verso il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile entro il 2030.

Il diplomatico algerino ha chiesto la revoca dell’embargo in conformità con i principi e gli scopi della Carta delle Nazioni Unite e ha ribadito l’importanza di rispettare le norme del diritto internazionale.

Inoltre, alla luce dei recenti avvenimenti regionali, l’Algeria ha esortato tutte le parti ad agire con la massima responsabilità per evitare ulteriori tensioni in America Latina e nei Caraibi. Ha ribadito che il dialogo costruttivo, la diplomazia, i negoziati in buona fede e la risoluzione pacifica delle controversie costituiscono la via per preservare la pace e la stabilità regionale e internazionale.

16:33 – “Il Vietnam continuerà a stare al fianco di Cuba”

Il Vietnam ha lanciato oggi un monito all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulle gravi conseguenze umanitarie dell’embargo statunitense contro Cuba.

Nel suo intervento durante il dibattito d’urgenza dell’Assemblea Generale, il rappresentante del Vietnam ha sottolineato che per quasi sette decenni l’embargo ha ostacolato lo sviluppo di Cuba e la vita quotidiana del suo popolo, e che per 33 anni questa Assemblea, più e più volte, anno dopo anno, ha esortato a revocare tale blocco.

La delegazione vietnamita ha espresso preoccupazione e deplorato l’adozione di misure volte a inasprire ulteriormente l’embargo, in particolare le restrizioni alla fornitura di elettricità e petrolio, nonché le sanzioni nei confronti di entità che intrattengono relazioni economiche e commerciali con Cuba.

Tali misure, ha sottolineato, aumentano la pressione sui servizi essenziali e sulle operazioni umanitarie nell’isola, comprese quelle delle organizzazioni umanitarie, e incidono sulla sanità, sull’istruzione e sulle forniture di base.

Il Vietnam ha sottolineato un dato che ha definito particolarmente preoccupante: oltre 100.000 pazienti, di cui circa 12.000 bambini, non possono essere operati non per mancanza di medici, ma per la mancanza di elettricità, conseguenza diretta delle nuove restrizioni imposte.

La delegazione ha ribadito il proprio appello costante alla fine dell’embargo economico contro Cuba e di tutte le misure che hanno effetto extraterritoriale, e ha chiesto che Cuba venga rimossa dall’elenco degli Stati che, secondo Washington, sostengono il terrorismo. Ha inoltre esortato al rispetto dell’indipendenza politica, dell’integrità territoriale e del diritto all’autodeterminazione e al percorso di sviluppo scelto da Cuba.

Il Vietnam ha respinto la minaccia o l’uso della forza, la coercizione o l’ingerenza negli affari interni di Cuba, e ha invocato un dialogo costruttivo, la risoluzione pacifica delle controversie e l’astensione per evitare ulteriori escalation.

La delegazione vietnamita ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché sostenga Cuba nel rispondere alle sue esigenze di sviluppo e alle questioni più urgenti.

Il Vietnam ha ringraziato Cuba per la sua solidarietà nella promozione della pace, del progresso e dello sviluppo nella comunità internazionale, e ha ricordato che entrambi i paesi hanno goduto di un eccellente rapporto di solidarietà e sostegno reciproco.

Il Vietnam ha annunciato che fornirà assistenza concreta a Cuba, in particolare in materia di sviluppo agricolo e sicurezza alimentare, ed ha espresso la propria fiducia nel fatto che Cuba supererà tutte le sue sfide proseguendo sulla via dello sviluppo da essa scelta.

Il Vietnam ha condiviso la propria esperienza: negli ultimi quattro decenni e sotto la guida del Partito Comunista del Vietnam, il Paese ha portato avanti riforme a favore dell’integrazione territoriale e ha visto trasformarsi il Paese e la vita dei propri cittadini. In questo spirito, il Vietnam ha accolto con favore le 176 misure economiche e sociali annunciate da Cuba ed ha espresso la propria fiducia nel fatto che l’isola supererà tutte le sue sfide.

«Il Vietnam apprezza molto il lungo contributo di Cuba alla solidarietà internazionale e alla promozione della pace e del progresso», ha affermato il diplomatico.

«Il Vietnam continuerà a stare al fianco di Cuba», ha assicurato.

16:18 – Il Sudafrica denuncia che l’embargo aggrava la crisi energetica e ostacola lo sviluppo di Cuba

La delegazione sudafricana ha affermato che l’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti continua a rappresentare il principale ostacolo allo sviluppo di Cuba e aggrava le difficoltà socioeconomiche che la popolazione deve affrontare, in particolare i settori più vulnerabili.

Il rappresentante sudafricano ha espresso preoccupazione per l’inasprimento delle sanzioni statunitensi, comprese le misure contro settori strategici dell’economia cubana, le sanzioni secondarie nei confronti di istituzioni finanziarie straniere e l’ampliamento dell’elenco delle entità e dei funzionari cubani soggetti a sanzioni.

Ha inoltre denunciato che l’embargo limita l’accesso a generi alimentari, medicinali e beni di prima necessità, ostacola il turismo, la cooperazione internazionale e le relazioni commerciali con paesi terzi, e ha sottolineato l’impatto dell’embargo petrolifero sulla crisi energetica che sta attraversando l’isola. Ha segnalato che la carenza di carburante ha provocato blackout prolungati e ripercussioni sui trasporti, sugli ospedali, sulle scuole e su altri servizi di base.

Il Sudafrica ha esortato a porre fine a tali misure e a riprendere il dialogo tra Cuba e gli Stati Uniti.

Ha inoltre accolto con favore le 176 trasformazioni economiche e sociali promosse dal governo cubano per affrontare la situazione del Paese e ha ribadito il proprio sostegno alla revoca del blocco, a difesa del multilateralismo, del diritto internazionale e del diritto sovrano dei popoli a decidere il proprio percorso di sviluppo.

16:14 – La Malesia mette in guardia sull’impatto umanitario del blocco sugli ospedali, sui bambini e sui servizi essenziali di Cuba

Il rappresentante della Malesia ha ribadito l’opposizione del proprio Paese alle misure coercitive unilaterali contro qualsiasi Stato ed ha espresso preoccupazione per l’inasprimento del blocco imposto a Cuba. Ha sottolineato che tali misure violano i principi di uguaglianza sovrana, le relazioni pacifiche tra gli Stati, il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite.

Il diplomatico ha affermato che le restrizioni alla fornitura di carburante, alle transazioni finanziarie e le sanzioni secondarie contro enti e imprese straniere isolano Cuba dal sistema finanziario internazionale e rendono difficile il mantenimento di normali relazioni economiche con altri paesi.

Ha inoltre avvertito che la carenza di carburante ha compromesso la distribuzione di beni essenziali e il funzionamento di servizi quali l’elettricità, gli ospedali, le scuole, l’approvvigionamento idrico e i servizi igienico-sanitari.

Ha menzionato inoltre l’impatto sull’assistenza sanitaria, con migliaia di interventi chirurgici rinviati e difficoltà nell’accesso a farmaci, tecnologie e trattamenti specialistici per i pazienti, compresi i bambini malati di cancro.

La Malesia ha ribadito il proprio sostegno alla risoluzione approvata dall’Assemblea Generale nell’ottobre 2025 che chiede la fine dell’embargo e ha sostenuto che le misure coercitive unilaterali non devono essere utilizzate come strumenti per raggiungere obiettivi politici.

16:08 – Il Brasile ha espresso preoccupazione per le minacce di aggressione militare contro Cuba

Martedì la delegazione brasiliana si è unita all’intervento dell’Uruguay a nome del G77 e della Cina, per esprimere la propria profonda preoccupazione per la “tragedia umanitaria in continua aggravamento” che Cuba sta affrontando a causa del blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti, ora aggravato dalle nuove misure adottate contro il popolo cubano.

Nel proprio intervento durante il dibattito d’urgenza dell’Assemblea Generale, il Brasile ha sottolineato che, in un momento in cui la cooperazione, il dialogo e il rispetto delle norme concordate sono più necessari che mai, gli attacchi al multilateralismo, alla Carta delle Nazioni Unite e al diritto internazionale generano instabilità e provocano regressi in molte regioni, causando profonde sofferenze a numerosi popoli, specialmente ai bambini e agli anziani.

Il Brasile ha ribadito la propria difesa di una politica che respinge le misure coercitive unilaterali, definendole illegali e illegittime in quanto contrarie alla Carta delle Nazioni Unite. La delegazione ha avvertito che tali misure hanno spesso un «impatto terrificante» proprio su quei popoli che si intende aiutare.

Il rappresentante brasiliano ha sottolineato che le misure imposte contro Cuba non solo incidono sulla vita quotidiana della popolazione, ma causano sofferenze inaccettabili e insopportabili agli anziani, ai bambini e ai malati. Ha sottolineato che si sta verificando una grave crisi umanitaria, non causata da una catastrofe naturale o da un conflitto militare prolungato, ma da misure unilaterali che violano la Carta e che colpiscono i cittadini comuni in un modo che «tocca profondamente la coscienza dell’umanità».

Il Brasile ha inoltre espresso preoccupazione per la crescente presenza militare nei Caraibi, nonché per le minacce rivolte al governo cubano, che ha definito azioni che la comunità internazionale dovrebbe respingere con chiarezza, poiché potrebbero provocare un conflitto di grandi proporzioni in una regione così impegnata a favore della pace.

In conclusione, il Brasile ha ribadito il proprio impegno a continuare a difendere il multilateralismo, il diritto internazionale e gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite, nonché a opporsi alle misure coercitive unilaterali e a qualsiasi tentativo di minare la sovranità e l’autodeterminazione dei popoli in tutto il mondo.

16:03 – Iran: l’inasprimento dell’embargo mira a costringere Cuba a sottostare alle richieste esterne

Il rappresentante dell’Iran ha affermato che lo svolgimento del dibattito è opportuno alla luce dell’inasprimento dell’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba. Ha deplorato il fatto che, nonostante le ripetute risoluzioni approvate dall’Assemblea Generale nel corso di oltre sei decenni, Washington non solo abbia mantenuto tali misure, ma le abbia anche inasprite.

Il diplomatico ha sostenuto che l’embargo ha aggravato le condizioni di vita del popolo cubano, incidendo sull’approvvigionamento di carburante, sulla produzione di energia elettrica, sul funzionamento dei servizi pubblici e sull’accesso a generi alimentari, medicinali, dispositivi medici e altre merci essenziali.

Ha inoltre denunciato che gli Stati Uniti hanno accompagnato queste misure coercitive unilaterali con minacce di ricorso alla forza e di aggressione militare diretta, in violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale.

A suo avviso, queste politiche mirano a privare Cuba del suo diritto all’autodeterminazione e a costringerla a sottomettersi a imposizioni esterne.

L’Iran ha ribadito il proprio fermo rifiuto delle sanzioni economiche, commerciali e finanziarie imposte contro Stati sovrani e ha chiesto l’eliminazione di tutte le misure coercitive unilaterali che, ha affermato, minano la cooperazione internazionale, la coesistenza pacifica e i principi della Carta delle Nazioni Unite.

16:00 – Perù: il voto espresso sull’embargo era di natura procedurale e non pregiudica la posizione del Paese

Il rappresentante del Perù ha chiarito che il voto espresso dalla sua delegazione nel corso della seduta era di natura procedurale e non implica una presa di posizione definitiva riguardo alla questione dell’embargo contro Cuba.

Ha sottolineato che la politica estera peruviana, in quanto politica di Stato, si fonda sul rispetto del diritto internazionale, degli scopi e dei principi della Carta delle Nazioni Unite e della cooperazione internazionale come pilastro dell’ordine mondiale.

Il diplomatico ha affermato che il rispetto della sovranità e del principio di non ingerenza deve essere integrato dalla promozione e dalla tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali in tutti i paesi, senza distinzioni.

Ha inoltre sostenuto che la solidarietà con il popolo cubano implica che la comunità internazionale garantisca protezione a chi ne ha bisogno e agisca in conformità con il diritto internazionale e i principi delle Nazioni Unite, compresa la difesa delle libertà fondamentali.

15:55 – Pakistan: la revoca dell’embargo alleggerirebbe la situazione del popolo cubano

Il rappresentante del Pakistan ha espresso la preoccupazione del suo Paese per l’impatto umanitario dell’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba, e ha affermato che porre fine a tali misure costituirebbe un passo importante per alleviare la situazione della popolazione e garantirne il diritto allo sviluppo e alla prosperità.

Il diplomatico ha sottolineato che l’embargo contravviene agli scopi e ai principi della Carta delle Nazioni Unite, in particolare al rispetto della sovranità, dell’integrità territoriale e dell’indipendenza politica degli Stati.

Ha inoltre sottolineato l’importanza di risolvere le controversie con mezzi pacifici, conformemente a quanto stabilito nel Capitolo VI della Carta delle Nazioni Unite, e ha incoraggiato a privilegiare il dialogo e la diplomazia.

15:50 – La Presidenza dell’Assemblea respinge la richiesta di Cile, Costa Rica e Paraguay di dare spazio alle dichiarazioni di voto

La delegazione del Cile, a nome anche di Costa Rica e Paraguay, ha sollevato una mozione d’ordine per chiedere che fosse concesso uno spazio nell’Assemblea Generale affinché gli Stati membri potessero fornire spiegazioni di voto sulla decisione adottata nella sessione mattutina in merito al punto 38 dell’ordine del giorno, relativo all’embargo degli Stati Uniti contro Cuba.

In risposta, la Presidenza dell’Assemblea Generale ha indicato che la decisione era già stata adottata durante la seduta mattutina e ha stabilito che non sarebbe stato concesso spazio per le dichiarazioni di voto.

15:45 – Zimbabwe: «È una questione di giustizia e di diritto porre fine all’embargo contro Cuba»

Il rappresentante dello Zimbabwe ha sottolineato che, da oltre sei decenni, il popolo cubano subisce le conseguenze economiche e umanitarie dell’embargo, con ripercussioni evidenti su ospedali, scuole, famiglie e sull’accesso a beni e servizi essenziali. Ha aggiunto che tali restrizioni limitano la capacità del Paese di progredire verso lo sviluppo sostenibile e di raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Il diplomatico ha ricordato che l’Assemblea Generale ha ripetutamente approvato risoluzioni che chiedono la fine delle misure coercitive unilaterali con effetti extraterritoriali, ritenendo che esse violino la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale.

Ha inoltre sottolineato la storica solidarietà di Cuba nei confronti dei paesi del Sud del mondo in settori quali la sanità, l’istruzione e la formazione del capitale umano, affermando che ora spetta alla comunità internazionale rispondere con la stessa solidarietà. In tal senso, ha ribadito l’appello dello Zimbabwe alla revoca immediata e incondizionata dell’embargo e all’esclusione di Cuba dall’elenco degli Stati che sostengono il terrorismo.

15:42 – La Namibia definisce «grave violazione» i decreti esecutivi di Trump contro Cuba

Martedì la delegazione della Namibia si è unita alle dichiarazioni formulate dal Gruppo africano, dal Movimento dei Paesi Non Allineati e dal G77 e dalla Cina, per condannare l’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba e per esigerne la cessazione immediata.

Nel suo intervento durante il dibattito d’urgenza dell’Assemblea Generale sulla riapertura del punto 38 dell’ordine del giorno, la Namibia ha sottolineato che la Carta delle Nazioni Unite ha gettato le basi per la stabilità, il benessere e la coesistenza pacifica tra le nazioni, e ha ricordato che la lotta contro il colonialismo considera la sovranità come un diritto sacro dei popoli a determinare il proprio futuro, gestire le proprie ricchezze e governare la propria terra senza ingerenze esterne.

Ha sottolineato che le misure coercitive unilaterali (MCU) non possono essere utilizzate come strumenti per minare la sovranità degli Stati né per violare la Carta e i suoi principi. L’embargo, ha osservato, contravviene al diritto internazionale ed è stato ripetutamente condannato dall’Assemblea Generale.

La Namibia ha espresso la propria solidarietà al popolo cubano e ha condannato con forza l’ordine esecutivo 14380, pubblicato il 29 gennaio 2026 dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che dichiara lo stato di emergenza nazionale e autorizza l’imposizione di dazi sulle merci dei paesi che intrattengono rapporti commerciali con Cuba o le forniscono petrolio. La delegazione ha inoltre menzionato le ulteriori sanzioni annunciate il 1° e il 18 maggio di quest’anno.

Questi decreti presidenziali, ha avvertito la Namibia, non fanno altro che esacerbare le sofferenze del popolo cubano limitando l’accesso a beni essenziali quali generi alimentari, medicinali e carburante, e costituiscono una grave violazione del diritto internazionale, nonché una minaccia all’ordine internazionale democratico.

La delegazione namibiana ha inoltre condannato l’accusa mossa dal governo degli Stati Uniti contro il generale d’armata Raúl Castro Ruz, definendola un’ulteriore violazione della sovranità cubana. La Namibia ha sottolineato che gli Stati Uniti non hanno giurisdizione sullo Stato di Cuba e che tale misura merita la condanna internazionale.

Il rispetto dell’integrità territoriale e dell’indipendenza politica degli Stati, ha sottolineato, è un principio che tutti gli Stati e gli attori non statali devono rispettare.

15:35 – L’Etiopia sostiene il dialogo nel rispetto del diritto internazionale

Il rappresentante dell’Etiopia presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha ribadito lunedì il sostegno del proprio Paese alla revoca dell’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba, ritenendo che le misure coercitive unilaterali abbiano gravi conseguenze per lo sviluppo sostenibile e la popolazione cubana.

Intervenendo nel dibattito sulla necessità di porre fine all’embargo, il diplomatico ha sottolineato che la non ingerenza e il rispetto del diritto internazionale costituiscono principi essenziali della Carta delle Nazioni Unite; pertanto, le misure coercitive unilaterali non conformi al diritto internazionale meritano l’attenzione della comunità internazionale a causa dei loro effetti sullo sviluppo sostenibile e sulla cooperazione tra gli Stati.

Il rappresentante etiope ha affermato che la sua delegazione prende atto del perdurare delle misure imposte contro Cuba, le quali — ha detto — rappresentano una sfida economica e umanitaria per il Paese e il suo popolo, in quanto limitano l’accesso alle forniture essenziali e compromettono l’erogazione dei servizi pubblici fondamentali.

Ha aggiunto che tali limitazioni ostacolano anche la capacità di Cuba di compiere progressi nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG), di affrontare le priorità economiche e di rafforzare la propria resilienza di fronte agli effetti del cambiamento climatico.

Ha inoltre ricordato che per anni l’Assemblea Generale ha ripetutamente approvato risoluzioni che chiedono la fine delle misure coercitive imposte contro l’Isola, il che riflette l’importanza che la comunità internazionale attribuisce al rispetto degli scopi e dei principi della Carta delle Nazioni Unite e alla promozione di una cooperazione internazionale costruttiva.

In tale contesto, l’Etiopia ha ribadito il proprio appello all’eliminazione delle restrizioni che ostacolano l’accesso alle forniture essenziali e ha sostenuto la necessità di privilegiare il dialogo, in linea con il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite, come strumento per favorire lo sviluppo sostenibile.

13:46 – Díaz-Canel ringrazia per il sostegno internazionale al dibattito all’ONU sull’embargo contro Cuba

Il presidente cubano, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, ha ringraziato martedì il sostegno di 136 paesi che hanno votato a favore di portare in discussione all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite l’embargo degli Stati Uniti contro Cuba e le minacce di aggressione militare.

«A nome del popolo di Cuba, ringrazio le 136 nazioni del mondo che hanno votato a favore di portare in discussione all’Assemblea Generale dell’ONU il Blocco Genocida contro un’intera nazione e le minacce di aggressione militare», ha dichiarato il capo di Stato sul social network X.

Díaz-Canel ha sottolineato che ogni voto rappresenta «senso di giustizia e coraggio», ritenendo che i paesi abbiano superato le «forti pressioni» precedenti e le dichiarazioni del rappresentante statunitense, che ha definito come tentativi di sabotare l’iniziativa.

13:30 – In video, il discorso del ministro degli Esteri cubano durante il dibattito dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite

Guarda il discorso del ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, durante il dibattito dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sul punto 38 “Necessità di porre fine all’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba”.

 

13:00 – Laos: il blocco causa gravi difficoltà alla popolazione innocente

Martedì la delegazione della Repubblica Democratica Popolare del Laos si è unita alle dichiarazioni formulate dal G77 e dalla Cina, dall’ASEAN, dal Movimento dei Paesi Non Allineati e dal Gruppo degli Amici in difesa della Carta delle Nazioni Unite, per levare la propria voce contro il blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti a Cuba da oltre sei decenni.

Nel suo intervento durante il dibattito d’urgenza tenutosi all’Assemblea Generale, il Laos ha ringraziato il Ministro degli Affari Esteri di Cuba, Eduardo Rodríguez Parrilla, per la sua presenza e gli ha espresso apprezzamento per le informazioni aggiornate sugli ultimi avvenimenti. Ha inoltre espresso la propria gratitudine al Presidente dell’Assemblea per aver convocato questa riunione.

La delegazione laotiana ha sottolineato che le misure coercitive unilaterali sono contrarie agli scopi e ai principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale. Ha evidenziato che il loro impatto sullo sviluppo è negativo, limita la cooperazione internazionale e impone gravi difficoltà a cittadini innocenti.

Il Bloqueo di lunga data contro Cuba, ha osservato, ha causato notevoli difficoltà socioeconomiche al popolo cubano, compresi i recenti blocchi energetici e la carenza di forniture di carburante. Inoltre, ha compromesso lo sviluppo, la sovranità e l’autodeterminazione del popolo cubano.

Il Laos ha ribadito la sua incrollabile solidarietà al popolo e al governo di Cuba e, ancora una volta, si è unito alla comunità internazionale per esigere:

  • La fine del Bloqueoo economico, commerciale e finanziario contro Cuba.
  • La rimozione di Cuba dall’elenco degli Stati che sostengono il terrorismo.
  • L’eliminazione di ogni misura coercitiva unilaterale imposta a Stati sovrani.

Scommessa sul dialogo e sulla diplomazia

La delegazione ha espresso il proprio fermo sostegno al dialogo e alla diplomazia come unica via sostenibile per risolvere le controversie in modo pacifico, in linea con i principi e gli scopi della Carta delle Nazioni Unite.

Ha inoltre ribadito il proprio sostegno alla risoluzione intitolata «Necessità di porre fine all’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba», che ha definito come espressione della visione collettiva della comunità internazionale volta a promuovere un ordine internazionale giusto ed equo per tutte le nazioni, grandi e piccole.

In conclusione, il Laos ha esortato tutti gli Stati membri a rafforzare il proprio impegno collettivo a difesa della Carta delle Nazioni Unite, a salvaguardia della sovranità degli Stati e a promozione dello sviluppo sostenibile e inclusivo. L’obiettivo, ha sottolineato, è garantire che il popolo cubano, al pari di tutti i popoli del mondo, abbia l’opportunità di prosperare e di determinare il proprio futuro in base alle proprie aspirazioni.

12:58 – La Cina mette in guardia da una “catastrofe immensa” per il popolo cubano

Martedì la delegazione cinese ha appoggiato la richiesta di tenere un dibattito d’urgenza all’Assemblea Generale dell’ONU sull’embargo statunitense contro Cuba e ha denunciato che le misure unilaterali imposte nel corso di sei decenni hanno provocato una «catastrofe immensa» per il popolo cubano, con perdite cumulative che superano i 170 miliardi di dollari.

La Cina ha sottolineato che il fatto che 136 Stati abbiano votato a favore dello svolgimento di questo dibattito dimostra chiaramente l’appello della comunità internazionale a favore della giustizia.

La delegazione cinese ha sottolineato che tutti gli elementi vitali per il benessere della popolazione cubana — ospedali, scuole, approvvigionamento idrico, tra gli altri — sono sottoposti a grave pressione a causa dell’embargo, che ha provocato una carenza di risorse, un aggravamento della crisi energetica e l’impossibilità di accedere a medicinali e attrezzature mediche essenziali, colpendo in modo particolarmente grave i gruppi vulnerabili come i bambini e le donne incinte.

L’intervento cinese ha sottolineato che dall’inizio di quest’anno gli Stati Uniti hanno intensificato l’embargo e le minacce contro Cuba, adottando in modo aggressivo misure estreme nei settori finanziario, economico e commerciale, applicando sanzioni secondarie extraterritoriali, minacciando di sanzionare entità straniere e istituzioni finanziarie che intrattengono rapporti commerciali con entità cubane, designando leader cubani e ricorrendo a minacce militari.

La Cina ha ricordato che lo scorso ottobre l’Assemblea Generale ha approvato a stragrande maggioranza, con 165 voti a favore — per il trentatreesimo anno consecutivo — la risoluzione intitolata «Necessità di porre fine all’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba». Tale risoluzione, ha sottolineato la Cina, esorta tutti gli Stati a rispettare la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale e deve essere applicata in modo rigoroso.

La delegazione cinese ha definito le misure degli Stati Uniti una grave violazione delle disposizioni della Carta in materia di uguaglianza sovrana, risoluzione pacifica delle controversie e divieto dell’uso o della minaccia dell’uso della forza, nonché un palese disprezzo delle risoluzioni dell’Assemblea Generale che compromette gravemente il diritto alla vita e allo sviluppo del popolo cubano.

La Cina ha esortato gli Stati Uniti a porre immediatamente fine al loro embargo e a qualsiasi forma di coercizione e pressione nei confronti di Cuba, e a smettere di calpestare il diritto alla vita e allo sviluppo del popolo cubano, nonché di andare contro il consenso internazionale, la storia e la coscienza dell’umanità.

La delegazione cinese ha avvertito che qualsiasi avventura o incursione militare condurrebbe la regione verso un precipizio di incertezza, e ha sottolineato che nessun paese può agire da solo come polizia internazionale né come giudice. In tal senso, ha esortato la comunità internazionale a unirsi per preservare il diritto alla vita e allo sviluppo del popolo cubano, sollecitare i paesi interessati ad applicare le risoluzioni dell’Assemblea Generale e porre fine a ogni forma di sanzione e sanzione secondaria contro Cuba.

La Cina ha espresso la propria solidarietà alle difficoltà che sta attraversando il popolo cubano e ha annunciato che continuerà a fornire sostegno e assistenza a Cuba nei limiti delle proprie possibilità. Ha inoltre invitato gli Stati membri, gli organismi dell’ONU e altri attori a compiere sforzi concertati per intensificare gli aiuti umanitari all’isola, affrontando la carenza di medicinali, generi alimentari, carburante e altre forniture per alleviare la crisi che affligge il popolo cubano.

Nel suo intervento, la Cina ha sostenuto la necessità di difendere l’ordine internazionale basato sul diritto internazionale e di rinnovare l’impegno nei confronti degli scopi e dei principi della Carta delle Nazioni Unite. La delegazione cinese ha espresso la propria disponibilità a collaborare con tutti i membri per approfondire la riforma delle Nazioni Unite e garantire che l’organizzazione sia adeguata all’epoca contemporanea, mantenendo un mondo multipolare equo, caratterizzato da una collaborazione inclusiva e dall’equità per tutti.

 

12:53 – «Non c’è alcun blocco statunitense», ha affermato con sfrontatezza Mike Waltz (USA)

Nel suo intervento, il rappresentante statunitense Mike Waltz ha mosso accuse contro il governo cubano in merito all’economia, alla cooperazione medica internazionale, alla migrazione e alla politica estera dell’isola.

Ha affermato che il governo cubano utilizza l’embargo come pretesto per giustificare i propri problemi interni e ha sostenuto che la convocazione del dibattito sia un tentativo di attribuire la responsabilità agli Stati Uniti.

Ha inoltre messo in discussione la cooperazione medica cubana all’estero e ha mosso accuse sulla gestione delle risorse ottenute da tali missioni.

«Non esiste alcun blocco statunitense», ha affermato con sfrontatezza, ribadendo che le difficoltà di Cuba sono imputabili al suo stesso sistema politico ed economico.

12:50 – Cuba ha chiesto alla presidenza dell’Assemblea Generale di richiamare all’ordine l’oratore statunitense

Durante l’intervento statunitense, la delegazione cubana ha sollevato diverse mozioni d’ordine e ha chiesto alla presidenza dell’Assemblea Generale di richiamare all’ordine l’oratore, ritenendo offensive alcune delle sue affermazioni.

La presidenza ha ricordato che i dibattiti devono svolgersi in modo rispettoso e ha sottolineato che i commenti sarebbero stati riportati nel verbale della seduta.

12:45 – Gli Stati Uniti attaccano Cuba durante il dibattito all’ONU e mettono in discussione l’impatto del Bloqueo

Il rappresentante degli Stati Uniti presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite è intervenuto martedì nel dibattito urgente richiesto da Cuba e ha respinto le accuse mosse contro la politica di Washington nei confronti dell’isola, attribuendo al contempo, senza alcun pudore, la responsabilità della situazione economica e sociale del Paese al governo cubano.

Il diplomatico ha affermato che il «vero blocco» è, a suo avviso, quello che il governo cubano esercita sulla propria popolazione, e ha collegato i blackout, le difficoltà economiche e la carenza di servizi di base alla gestione delle autorità cubane.

«Cuba è di nuovo al buio. C’è un nuovo blackout in tutta l’isola», ha dichiarato, assicurando che mentre la popolazione affronta difficoltà, esistono risorse disponibili per le strutture governative.

Durante il suo intervento, il rappresentante degli Stati Uniti ha negato che le restrizioni applicate dal suo Paese costituiscano un blocco e ha smentito l’esistenza di ostacoli all’arrivo di aiuti umanitari a Cuba.

«Se esiste un blocco, come mai gli aiuti umanitari di Caritas, Cile, Cina, Colombia, Unione Europea, Messico, Spagna, Russia, Uruguay e della stessa ONU arrivano nel Paese?», ha chiesto.

Ha inoltre affermato che gli Stati Uniti hanno destinato risorse per gli aiuti umanitari a Cuba e ha menzionato invii di generi alimentari e medicinali in coordinamento con organizzazioni religiose.

Il diplomatico ha negato l’esistenza di un accerchiamento navale attorno all’isola e ha definito «un’invenzione» le accuse relative a un blocco energetico.

12:30 – Lungi dal dare ascolto alle proteste internazionali, gli Stati Uniti hanno rafforzato le misure restrittive contro Cuba

Martedì il Gruppo africano si è unito alle voci che condannano il blocco degli Stati Uniti contro Cuba, durante il dibattito d’urgenza tenutosi all’Assemblea Generale dell’ONU, e ha denunciato che la situazione è peggiorata in modo significativo dall’ultima votazione dell’ottobre 2025, quando 165 Stati membri avevano sostenuto la fine del blocco.

A nome del Gruppo africano, la delegazione del Mali ha avvertito che, lungi dal dare ascolto all’appello della comunità internazionale, il governo statunitense ha inasprito le misure restrittive. Il 29 gennaio 2026, un decreto ministeriale ha imposto dazi doganali a qualsiasi paese che fornisca petrolio o altri prodotti a Cuba, il che costituisce un blocco di portata globale che obbliga Stati terzi a partecipare all’attuazione di una politica che questo organo condanna da oltre tre decenni.

Il Gruppo africano ha condiviso l’allarme espresso dagli esperti delle Nazioni Unite in materia di diritti umani, che hanno definito questo decreto una grave violazione del diritto internazionale, nonché l’avvertimento del Segretario Generale su un possibile «collasso umanitario» sull’isola.

La delegazione africana ha precisato che la carenza di carburante ha provocato frequenti interruzioni di corrente, ha messo gli ospedali in condizioni di emergenza e ha bloccato la produzione alimentare e la rete dei trasporti, colpendo in modo sproporzionato le persone più vulnerabili.

Il Gruppo africano ha chiesto il pieno rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale della Repubblica di Cuba e ha ricordato l’obbligo di tutti gli Stati di astenersi dalla minaccia o dall’uso della forza, nonché dall’interferire negli affari interni di altre nazioni. A questo proposito, ha sottolineato che le divergenze tra Stati non possono giustificare la punizione collettiva di un popolo e che qualsiasi misura che metta a repentaglio il benessere della popolazione è inaccettabile.

L’intervento ha sottolineato che la solidarietà del Gruppo africano si fonda sui legami di amicizia e cooperazione che Cuba ha mantenuto con il continente per decenni. Ha ricordato che nella 39ª sessione ordinaria dell’Unione Africana, tenutasi nel febbraio 2026, i capi di Stato e di governo hanno ribadito per il diciassettesimo anno consecutivo il loro appello affinché vengano revocate le sanzioni contro il popolo e il governo di Cuba.

Il Gruppo africano ha chiesto ancora una volta l’abrogazione delle disposizioni extraterritoriali della legge statunitense, in particolare il Titolo III della Legge Helms-Burton, che ha definito come il principale ostacolo al raggiungimento da parte di Cuba degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG). Ha inoltre esigito l’eliminazione delle misure imposte il 29 gennaio 2026.

Il Gruppo africano ha sostenuto l’apertura di questo nuovo dibattito affinché l’Assemblea possa nuovamente pronunciarsi con chiarezza e ha ribadito il proprio impegno a mantenere ferma la propria posizione di principio di solidarietà con Cuba, il suo popolo e il suo governo.

12:20 – La CARICOM invita al dialogo per affrontare la situazione a Cuba e alleviare le sofferenze della sua popolazione

Martedì Haiti è intervenuta a nome dei 14 Stati membri della Comunità dei Caraibi (CARICOM) durante il dibattito urgente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulla situazione a Cuba.

La delegazione caraibica ha espresso preoccupazione per il deterioramento delle condizioni socioeconomiche sull’isola.

«I bisogni della popolazione civile devono essere la massima priorità», ha affermato la CARICOM.

L’organizzazione ha ricordato che l’Assemblea Generale dell’ONU ha già espresso in passato il proprio sostegno maggioritario alla necessità di tenere conto delle esigenze umanitarie e di sviluppo del popolo cubano, e ha deplorato il fatto che, nonostante tali dichiarazioni, le difficoltà persistano.

Appello alla cooperazione regionale

La CARICOM ha sottolineato che le conseguenze della situazione cubana destano preoccupazione in tutta la regione, a causa dei legami storici, geografici e di cooperazione che uniscono i Caraibi.

La comunità ha inoltre evidenziato l’importanza di provvedere al benessere dei cittadini dei propri Stati membri che risiedono a Cuba, dopo anni di collaborazione tecnica tra i paesi caraibici.

«Riaffermiamo il principio secondo cui i Caraibi devono essere una regione libera da guerre e conflitti», ha dichiarato la delegazione haitiana.

Il dialogo come via per superare le divergenze

L’organizzazione ha ribadito la propria difesa del multilateralismo, della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale, e ha ritenuto che le sfide che Cuba deve affrontare debbano essere affrontate attraverso un dialogo costruttivo e pacifico.

In tal senso, la CARICOM ha accolto con favore i recenti contatti tra Cuba e gli Stati Uniti e li ha esortati a continuare a esplorarli «con urgenza e in buona fede».

La comunità caraibica ha affermato di partecipare al dibattito «in qualità di amica della sorella Cuba e degli Stati Uniti» e ha manifestato la propria disponibilità a contribuire al riavvicinamento tra le due parti e alla normalizzazione delle loro relazioni.

Allo stesso modo, ha esortato le autorità cubane ad attuare misure che possano contribuire ad alleviare le difficoltà che la popolazione sta affrontando.

A conclusione del proprio intervento, la CARICOM ha ribadito che il dialogo e la cooperazione sono «la via più efficace» per trovare soluzioni a beneficio del popolo cubano e ha invitato a mantenere aperti i canali di comunicazione tra le parti.

12:15 – Gli effetti del Bloqueo non si limitano a Cuba, sottolinea l’Organizzazione per la Cooperazione Islamica

Martedì, in occasione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, l’Organizzazione per la Cooperazione Islamica (OCI) ha chiesto l’immediata revoca dell’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba, mettendo in guardia sulle sue conseguenze umanitarie.

Durante il dibattito urgente richiesto da Cuba, la delegazione turca è intervenuta a nome degli Stati membri dell’OCI e ha sottolineato che, nonostante il sostegno maggioritario espresso dalla comunità internazionale nelle precedenti votazioni delle Nazioni Unite, le misure contro Cuba si sono inasprite negli ultimi mesi, rendendo ancora più urgente prestare attenzione alla situazione umanitaria derivante da tali restrizioni.

Ha affermato che qualsiasi tentativo di intensificare le misure coercitive contro Cuba contraddice gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite, nonché la promozione di relazioni amichevoli tra gli Stati e il benessere dei popoli.

Il gruppo ha espresso preoccupazione per le misure aggiuntive volte a inasprire le restrizioni economiche e commerciali contro l’isola, sottolineando che i loro effetti non si limitano a Cuba, ma interessano anche Stati terzi a causa del carattere extraterritoriale di tali politiche.

Ripercussioni economiche e sociali

L’Organizzazione della Cooperazione Islamica ha sottolineato che l’embargo ha avuto ripercussioni sulla capacità di Cuba di svolgere operazioni commerciali e finanziarie, di accedere agli investimenti e di partecipare pienamente alle catene di approvvigionamento internazionali.

Ha inoltre evidenziato le difficoltà che il Paese deve affrontare per effettuare operazioni bancarie e acquistare beni essenziali, tra cui medicinali, forniture mediche e prodotti necessari alla conservazione degli alimenti.

L’OCI ha espresso particolare preoccupazione per l’impatto sul sistema sanitario cubano e ha affermato che le restrizioni hanno influito anche sulla cooperazione internazionale di Cuba con altri paesi in via di sviluppo.

L’organizzazione ha sostenuto la richiesta di immediata revoca dell’embargo e ha chiesto che non vengano adottate nuove misure che, secondo quanto affermato, danneggerebbero il popolo cubano e ostacolerebbero gli sforzi del Paese per progredire nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e degli impegni del Patto per il Futuro.

 

12:10 – Il Nicaragua denuncia il blocco come una “guerra economica” contro Cuba e respinge le minacce di ricorso alla forza

Il rappresentante del Nicaragua ha ribadito il sostegno del proprio governo e del proprio popolo a Cuba, al suo presidente Miguel Díaz-Canel, al generale dell’Esercito Raúl Castro e alla leadership storica della Rivoluzione cubana, durante il dibattito dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sul blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti.

La delegazione nicaraguense ha affermato che la comunità internazionale condanna da anni questa politica, definita «anacronistica, ingiusta, illegale e disumana», in quanto viola gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite, il diritto internazionale e il diritto allo sviluppo.

Ha sottolineato che l’inasprimento delle misure extraterritoriali e la persecuzione finanziaria hanno trasformato l’embargo in una «guerra economica, finanziaria, energetica e mediatica» contro Cuba, con ripercussioni sull’accesso a generi alimentari, medicinali, carburante, elettricità, trasporti e finanziamenti.

Il Nicaragua ha segnalato che le restrizioni alla fornitura di carburante e le difficoltà nell’instaurare relazioni economiche con paesi terzi hanno compromesso la produzione di energia elettrica, i servizi pubblici essenziali, i trasporti e il funzionamento degli ospedali.

Allo stesso modo, ha respinto le minacce di una possibile azione militare contro Cuba e ha affermato che qualsiasi ricorso alla forza avrebbe gravi conseguenze per la stabilità dell’America Latina e dei Caraibi. Ha sottolineato la cooperazione cubana in settori quali la sanità, la scienza, l’istruzione e la cultura con altri popoli del Sud del mondo.

Infine, il Nicaragua ha invitato a risolvere le controversie tra Stati attraverso il dialogo e la diplomazia e ha chiesto la revoca immediata, totale e incondizionata dell’embargo, la cessazione delle misure coercitive unilaterali ed extraterritoriali, nonché la rimozione di Cuba dall’elenco degli Stati che sostengono il terrorismo.

 

12:00 – L’Unione Europea riconosce l’impatto umanitario dell’embargo

Nel corso della sessione, la rappresentanza dell’Unione Europea e dei suoi Stati membri ha riconosciuto l’effetto umanitario negativo che determinate misure hanno sul popolo cubano e ha affermato che la Carta delle Nazioni Unite deve continuare a costituire il quadro di riferimento per l’azione internazionale.

L’UE ha sottolineato che, in un contesto in cui i cubani devono affrontare condizioni sempre più difficili, è necessario tutelare i principi e i mandati dell’organizzazione internazionale.

11:50 – Un attacco militare contro Cuba avrebbe gravi conseguenze per la stabilità dell’America Latina e dei Caraibi

Martedì, l’Eritrea, a nome del Gruppo degli Amici per la difesa della Carta delle Nazioni Unite, ha denunciato dinanzi all’Assemblea Generale l’inasprimento dell’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba, e ha chiesto il rispetto dei principi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.

Durante il dibattito urgente richiesto da Cuba, la delegazione eritrea ha affermato che, dalla sessione tenutasi lo scorso ottobre, le misure contro l’isola si sono inasprite in modo «senza precedenti», generando gravi conseguenze umanitarie per la popolazione cubana.

Il gruppo ha esortato la comunità internazionale ad adottare una posizione chiara a favore della pace e a prevenire qualsiasi aggressione militare contro Cuba, ribadendo al contempo la necessità di porre fine all’embargo, che ha definito una delle violazioni più gravi e prolungate del diritto internazionale.

La dichiarazione ha condannato le nuove misure adottate dagli Stati Uniti per ostacolare la fornitura di carburante a Cuba e sanzionare le legittime relazioni commerciali ed economiche dell’isola con Stati terzi.

Secondo l’Eritrea, queste azioni mirano a presentare Cuba come una minaccia attraverso una narrativa basata su falsità e hanno l’obiettivo di «soffocare deliberatamente» l’economia cubana e aggravare le condizioni di vita della sua popolazione.

Il rappresentante del gruppo ha affermato che l’embargo energetico imposto a Cuba ha effetti equivalenti a un blocco navale e ha sostenuto che esso priva il Paese di risorse essenziali per la sua attività economica e il benessere sociale.

Ha inoltre sottolineato che Cuba avrebbe ricevuto una sola nave cisterna di carburante negli ultimi sei mesi, situazione che, secondo la dichiarazione, ha aggravato la crisi energetica.

Impatto sulla salute e cooperazione medica

Il Gruppo degli Amici per la Difesa della Carta delle Nazioni Unite ha espresso particolare preoccupazione per l’impatto di queste misure sul settore sanitario cubano e ha citato alcuni indicatori sanitari che, secondo quanto affermato, ne hanno risentito.

Ha inoltre respinto le campagne dirette contro la cooperazione medica internazionale di Cuba e ha riconosciuto il lavoro dei professionisti sanitari cubani che hanno prestato servizio in numerosi paesi.

In tal senso, ha esortato il governo degli Stati Uniti a porre fine alle sue politiche ostili e coercitive.

Appello contro le minacce di intervento

L’Eritrea ha ribadito l’impegno del gruppo a difesa della Carta delle Nazioni Unite e ha respinto qualsiasi iniziativa volta a giustificare un intervento negli affari interni di Cuba o l’uso della forza contro il Paese.

Ha avvertito che un’eventuale aggressione militare contro l’isola avrebbe gravi conseguenze umanitarie per la popolazione cubana e per la stabilità dell’America Latina e dei Caraibi.

11:44 – L’ASEAN ha posto particolare enfasi sul profondo impatto dell’embargo sulla popolazione cubana

Nel corso del dibattito urgente tenutosi martedì all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN) ha alzato la voce per condannare l’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba e ha chiesto l’immediata esclusione dell’isola dall’elenco dei paesi che sostengono il terrorismo.

L’intervento, effettuato dalla delegazione di Singapore a nome dei dieci Stati membri dell’ASEAN — Cambogia, Indonesia, Laos, Malesia, Myanmar, Filippine, Singapore, Thailandia, Timor Est e Vietnam —, è avvenuto durante la sessione richiesta dal governo cubano per denunciare le azioni aggressive di Washington, comprese le minacce di un’aggressione militare diretta.

Nel proprio intervento, l’ASEAN ha ringraziato il ministro degli Affari Esteri di Cuba per l’aggiornamento sugli ultimi avvenimenti e ha ribadito il proprio storico sostegno alla risoluzione annuale che chiede la fine dell’embargo statunitense. I paesi del Sud-Est asiatico hanno sottolineato che il loro sostegno si fonda sui principi della Carta delle Nazioni Unite, in particolare l’uguaglianza sovrana degli Stati, la non interferenza e la risoluzione pacifica delle controversie, pilastri che considerano imprescindibili per il sistema multilaterale.

La dichiarazione dell’ASEAN ha posto particolare enfasi sul profondo impatto che l’embargo ha sulla popolazione cubana. L’embargo, hanno sottolineato, limita l’accesso a generi alimentari, medicinali e altre forniture di base, incidendo direttamente sul benessere dei cittadini comuni. L’organizzazione ha espresso preoccupazione per il deterioramento della situazione derivante dalle ultime misure adottate da Washington e ha avvertito che queste ostacolano inoltre la capacità di Cuba di far fronte alle catastrofi naturali legate al cambiamento climatico che colpiscono la regione.

Con spirito costruttivo, l’ASEAN ha incoraggiato entrambe le parti a mantenere contatti aperti e rispettosi per risolvere le loro divergenze in modo pacifico.

Tuttavia, è stata categorica nella sua richiesta: ha ribadito l’appello agli Stati Uniti affinché ritirino al più presto le loro misure unilaterali ed eliminino Cuba dall’elenco degli Stati che, secondo Washington, sostengono il terrorismo.

Infine, l’organizzazione ha espresso la speranza che questo tema continui ad essere affrontato nella prossima sessione dell’Assemblea Generale, chiarendo che la comunità internazionale non perderà di vista la situazione dell’isola.

 

11:42 – Cuba non rappresenta una minaccia per la pace e la sicurezza internazionali, afferma il MNOAL

La delegazione ugandese ha messo in guardia sulle conseguenze umanitarie dell’inasprimento dell’embargo e ha sottolineato le ripercussioni su settori essenziali quali la sanità pubblica, l’istruzione, l’approvvigionamento energetico, l’agricoltura, l’alimentazione e la vita quotidiana della popolazione cubana.

In particolare, ha sottolineato che le restrizioni all’approvvigionamento di carburante hanno avuto ripercussioni sulla produzione di energia elettrica e sul funzionamento dei servizi di base, tra cui ospedali, scuole, sistemi di distribuzione idrica e conservazione degli alimenti.

Ha inoltre menzionato ripercussioni sui trasporti pubblici e sulle catene di produzione e distribuzione alimentare.

Il rappresentante del MNOAL ha sottolineato che Cuba ha incontrato difficoltà nell’accedere ai finanziamenti internazionali e alle tecnologie energetiche, e ha denunciato che numerose banche straniere hanno rifiutato operazioni legate all’Isola.

Appello a rimuovere Cuba dalla lista dei paesi che sostengono il terrorismo

Il Movimento dei Paesi Non Allineati ha ribadito il proprio appello agli Stati Uniti affinché pongano fine all’embargo ed eliminino le misure aggiuntive adottate dal 2017, compresa la designazione unilaterale di Cuba come Stato che sostiene il terrorismo.

Ha inoltre sottolineato il contributo di Cuba alla cooperazione medica internazionale e il suo ruolo nell’assistenza sanitaria ad altri paesi.

Il MNOAL ha affermato che Cuba non rappresenta una minaccia per la pace e la sicurezza internazionali e ha invitato a rispettare i principi di sovranità, non ingerenza, divieto dell’uso della forza e libera determinazione dei popoli.

A conclusione del proprio intervento, l’Uganda ha sottolineato che la comunità internazionale deve continuare a lavorare per eliminare l’embargo contro Cuba, a causa del suo carattere illegale e dei suoi effetti extraterritoriali sulla sovranità e sullo sviluppo del Paese.

 

11:40 – Il Movimento dei Paesi Non Allineati (MNOAL) ha denunciato il carattere extraterritoriale delle misure statunitensi contro Cuba

L’Uganda, a nome dei 121 Stati membri del Movimento dei Paesi Non Allineati (MNOAL), ha chiesto lunedì all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la revoca dell’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba.

Durante il dibattito urgente sulla necessità di porre fine a tale politica, la delegazione ugandese ha salutato la presenza del ministro degli Affari Esteri di Cuba, Bruno Rodríguez Parrilla, e ha ricordato che da decenni l’Assemblea Generale esprime un sostegno maggioritario alle risoluzioni che chiedono la fine dell’embargo.

Il rappresentante del MNOAL ha sottolineato che, nonostante questa ripetuta presa di posizione della comunità internazionale, negli ultimi mesi si è assistito a un inasprimento delle misure restrittive contro l’Isola, il che ha influito sul processo di normalizzazione delle relazioni bilaterali tra Cuba e gli Stati Uniti.

Il Movimento dei Paesi Non Allineati ha espresso profonda preoccupazione per le nuove misure adottate da Washington, comprese quelle volte a ostacolare la fornitura di carburanti a Cuba, a sanzionare i paesi che intrattengono relazioni commerciali con l’isola e ad applicare sanzioni secondarie contro imprese, banche ed enti stranieri.

Secondo l’Uganda, tali azioni ampliano il carattere extraterritoriale dell’embargo e incidono non solo su Cuba, ma anche su Stati terzi e sul sistema delle relazioni economiche internazionali.

Il Movimento dei Paesi Non Allineati ha ritenuto che tali misure costituiscano una violazione degli scopi e dei principi della Carta delle Nazioni Unite, del diritto internazionale e delle norme che regolano le relazioni amichevoli tra gli Stati.

11:37 – Angola: Queste misure contro Cuba minano la cooperazione economica internazionale

L’Angola si associa alla dichiarazione formulata a nome dei gruppi politici e regionali di cui fa parte e ribadisce la propria preoccupazione in merito al perdurante blocco economico, commerciale e finanziario imposto a Cuba da oltre sei decenni. Tali misure hanno influito negativamente sullo sviluppo economico e sociale di Cuba, limitandone l’accesso al commercio, agli investimenti, alla finanza, alla tecnologia e ai beni e servizi essenziali.

L’Angola ribadisce il proprio impegno incrollabile nei confronti degli scopi e dei principi della Carta delle Nazioni Unite, in particolare l’uguaglianza sovrana, la non ingerenza negli affari interni degli Stati, il rispetto del diritto internazionale e la risoluzione pacifica dei conflitti.

Rimaniamo convinti che le controversie di lunga data tra gli Stati possano essere risolte solo attraverso il dialogo, il rispetto reciproco e una partecipazione costruttiva, anziché mediante misure prolungate che generano conseguenze umanitarie.

Queste misure contro Cuba minano la cooperazione economica internazionale. Generano incertezza per i partner internazionali e costituiscono un ulteriore ostacolo alle prospettive di sviluppo di molti paesi in via di sviluppo.

Cuba ha dato un contributo notevole alla sanità, all’istruzione, all’assistenza tecnica e allo sviluppo delle capacità in molti paesi in via di sviluppo, tra cui l’Angola.

Questa cooperazione di lunga data costituisce una prova tangibile del valore della solidarietà internazionale e della cooperazione Sud-Sud per promuovere lo sviluppo sostenibile e migliorare il benessere dei nostri popoli.

L’Angola ritiene che l’allentamento progressivo e l’eventuale revoca dell’embargo economico, commerciale e finanziario contribuirebbero a creare un contesto più favorevole al dialogo, al rafforzamento della fiducia e alla cooperazione reciprocamente vantaggiosa.

L’Angola ribadisce il ruolo centrale dell’Assemblea Generale nella difesa del diritto internazionale, nella promozione del dialogo e nell’adozione di misure volte a favorire lo sviluppo sostenibile e il benessere umano.

Incoraggiamo gli Stati Uniti d’America e la Repubblica di Cuba a continuare a rafforzare il dialogo bilaterale, ad ampliare i settori di cooperazione pragmatica e a cercare soluzioni reciprocamente accettabili attraverso la diplomazia e contatti costruttivi.

L’Angola sostiene le iniziative volte a ridurre le tensioni, a rimuovere gli ostacoli allo sviluppo sostenibile e a rafforzare il multilateralismo come quadro più efficace per affrontare le sfide internazionali e favorire relazioni pacifiche tra le nazioni.

11:33 – Il Gruppo dei 77 e la Cina denunciano l’impatto dell’embargo contro Cuba

La rappresentante dell’Uruguay, a nome del Gruppo dei 77 e della Cina, ha espresso lunedì all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la propria preoccupazione per l’inasprimento dell’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba, affermando che tali misure costituiscono un ostacolo alla normalizzazione delle relazioni tra i due paesi.

Durante il dibattito urgente richiesto da Cuba, la delegazione uruguaiana ha sottolineato che i danni diretti e indiretti causati dall’embargo colpiscono settori essenziali dell’economia cubana, tra cui la sanità, l’alimentazione, l’agricoltura, il commercio, gli investimenti, il turismo e il sistema bancario.

Il Gruppo dei 77 ha espresso particolare preoccupazione per l’applicazione extraterritoriale delle misure statunitensi, in particolare il Titolo III della Legge Helms-Burton, ritenendo che ciò costituisca una violazione della libertà di commercio tra le nazioni, in quanto sanziona le attività commerciali e gli investimenti di paesi terzi con Cuba.

Impatto del blocco energetico

La delegazione del gruppo ha denunciato che le nuove misure volte a rafforzare le restrizioni finanziarie e commerciali contro Cuba, comprese quelle volte a ostacolare la fornitura di petrolio e a sanzionare gli Stati terzi che intrattengono relazioni economiche con l’isola, hanno conseguenze sul piano umanitario e dello sviluppo.

Ha sottolineato che le carenze energetiche e le difficoltà nell’accesso ai combustibili incidono sulla produzione di energia elettrica e sulla fornitura di servizi pubblici essenziali, quali ospedali, scuole, reti idriche e fognarie, trasporti pubblici, produzione e distribuzione di generi alimentari.

Ha inoltre affermato che tali restrizioni hanno limitato l’acquisizione di tecnologie legate alle energie rinnovabili, alle forniture umanitarie e ad altre merci essenziali per la popolazione cubana.

Protesta contro l’inserimento nell’elenco dei paesi che sostengono il terrorismo e cooperazione medica

Il Gruppo dei 77 e la Cina hanno chiesto la rimozione di Cuba dall’elenco unilaterale degli Stati Uniti dei paesi che sostengono il terrorismo.

La delegazione uruguaiana ha sottolineato il contributo di Cuba alla cooperazione medica internazionale e ha evidenziato il ruolo dei suoi operatori sanitari nel sostegno offerto ad altri paesi nel corso di decenni.

In tal senso, ha respinto qualsiasi misura coercitiva unilaterale che violi la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale, nonché i tentativi di ostacolare la cooperazione medica internazionale cubana.

11:29 – Russia: «Il popolo cubano merita il rispetto della propria sovranità»

La Russia ha chiesto a Washington di revocare le misure coercitive contro Cuba e di rimuovere l’isola dall’elenco statunitense dei paesi che sostengono il terrorismo.

«Il popolo cubano merita il rispetto della propria sovranità e il diritto di determinare il proprio futuro», ha affermato il rappresentante russo.

Ha inoltre avvertito che la risposta della comunità internazionale al caso cubano avrà implicazioni sul futuro delle relazioni internazionali e sulla possibilità che questo tipo di misure diventi una pratica diffusa nei confronti di altri Stati.

Il rappresentante russo ha sottolineato l’aiuto solidale fornito dal suo Paese a Cuba attraverso organismi internazionali, tra cui il Programma Alimentare Mondiale.

Ha menzionato i contributi finanziari e i progetti di cooperazione volti a rafforzare la sicurezza alimentare sull’isola, nonché le spedizioni di prodotti alimentari.

A conclusione del suo intervento, ha ribadito la solidarietà della Russia nei confronti di Cuba e la sua disponibilità a continuare a rafforzare i legami di cooperazione e amicizia tra i due Paesi.

11:27 – Il rappresentante russo ha sottolineato la “resilienza” dell’economia cubana

Il diplomatico russo ha sottolineato che le restrizioni statunitensi comprendono limitazioni commerciali, finanziarie e nei trasporti, nonché sanzioni extraterritoriali contro paesi terzi e aziende che intrattengono relazioni con Cuba.

Ha affermato che tali misure hanno un effetto dissuasivo su imprenditori e investitori stranieri e ostacolano l’accesso dell’economia cubana alla tecnologia, ai finanziamenti e alle risorse energetiche.

Ha inoltre contestato il fatto che gli Stati Uniti attribuiscano le difficoltà interne di Cuba esclusivamente alla gestione del governo cubano e ha assicurato che le sanzioni hanno avuto ripercussioni sul benessere della popolazione.

Durante il suo intervento, la Russia ha presentato dati sull’impatto della crisi economica a Cuba e ha affermato che le restrizioni hanno influito su indicatori quali la disponibilità di generi alimentari, l’accesso all’acqua potabile, i trasporti e i programmi di vaccinazione.

Il rappresentante russo ha affermato che la situazione attuale richiede una risposta da parte della comunità internazionale e ha chiesto di garantire che Cuba possa ricevere assistenza umanitaria «senza alcun tipo di condizione politica».

Allo stesso tempo, ha sottolineato la «resilienza» dell’economia cubana e ha menzionato le trasformazioni economiche recentemente approvate dall’Assemblea Nazionale, comprese le 176 misure economiche e sociali presentate dal governo cubano.

 

11:25 – La Russia denuncia all’ONU l’impatto umanitario dell’embargo contro Cuba

Il rappresentante permanente della Russia presso le Nazioni Unite ha affermato lunedì che le difficoltà che Cuba sta affrontando, in particolare in materia di energia e di accesso alle forniture essenziali, sono legate all’impatto dell’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti.

Durante il suo intervento nel dibattito urgente dell’Assemblea Generale, il diplomatico russo ha descritto la situazione quotidiana di milioni di cubani colpiti da blackout, interruzioni del servizio idrico, difficoltà nella conservazione degli alimenti e limitazioni nei servizi sanitari.

«Per noi l’elettricità è un bene fondamentale. Ora immaginate una giornata qualsiasi a Cuba: ci si sveglia senza luce, senza acqua, perché le pompe si sono fermate; il cibo nel frigorifero è andato a male, i trasporti pubblici sono paralizzati e l’ospedale più vicino funziona con generatori di emergenza», ha affermato.

Il rappresentante russo ha sostenuto che la fornitura di combustibile a Cuba ha smesso di essere solo una questione commerciale per diventare una questione umanitaria, a causa delle restrizioni che, secondo quanto da lui affermato, ostacolano l’arrivo di risorse energetiche sull’isola.

Allo stesso modo, ha respinto le misure coercitive unilaterali e ha affermato che l’embargo statunitense costituisce una politica di pressione contro uno Stato sovrano, contraria ai principi della Carta delle Nazioni Unite.

11:22 – «Cuba non è una minaccia. Il blocco sì»

Il ministro degli Esteri cubano ha respinto la tesi di Washington secondo cui Cuba rappresenterebbe una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti e ha affermato che non esistono prove che l’isola costituisca un rischio per quel Paese.

«Non esiste alcuna dichiarazione del governo cubano, né prove né il minimo indizio che Cuba abbia intenzione di minacciare gli Stati Uniti», ha affermato.

In tal senso, ha ribadito il messaggio con cui ha concluso il suo intervento: «Cuba non è una minaccia. Il blocco sì».

Rodríguez ha invitato a difendere i principi della Carta delle Nazioni Unite, il diritto internazionale e il multilateralismo, e ha assicurato che Cuba continuerà a difendere la propria indipendenza e sovranità.

11:20 – Impatto economico dell’embargo: 8 103 milioni di dollari, tra marzo 2025 e febbraio 2026

Il ministro degli Esteri cubano ha riferito che, secondo i dati presentati da Cuba, i danni causati dall’embargo tra marzo 2025 e febbraio 2026 ammontano a 8 103 milioni di dollari a prezzi correnti, con un aumento del 7% rispetto al periodo precedente.

Ha aggiunto che l’impatto cumulativo dall’applicazione di questa politica raggiunge, secondo i calcoli cubani, 178 700 milioni di dollari a prezzi correnti.

Rodríguez ha affermato che queste misure incidono anche sui diritti sovrani di altri Stati e sulle relazioni commerciali di imprese e cittadini al di fuori degli Stati Uniti.

11:18 – Critiche all’intervento statunitense

Il capo della diplomazia cubana ha criticato il precedente intervento del rappresentante degli Stati Uniti, ritenendo che non abbia risposto alle questioni sollevate da Cuba e che abbia sfruttato lo spazio a disposizione per muovere accuse contro il governo cubano.

Ha inoltre contestato il fatto che la delegazione statunitense sia intervenuta sul merito della questione prima che l’Assemblea Generale approvasse formalmente lo svolgimento del dibattito.

Rodríguez ha accusato Washington di tentare di impedire all’Assemblea Generale di esaminare la politica di blocco e ha definito un atto di censura qualsiasi tentativo di limitare tale diritto.

11:15 – «Chiedete al popolo cubano se soffre o meno a causa dell’embargo»: Bruno Rodríguez davanti all’Assemblea Generale dell’ONU

Il ministro degli Affari Esteri di Cuba, Bruno Rodríguez Parrilla, è intervenuto lunedì nel dibattito urgente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e ha denunciato l’impatto dell’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti, nonché le nuove misure di pressione contro l’isola.

Il ministro cubano ha affermato che negli ultimi sette mesi la politica statunitense «è diventata più crudele e spietata» e ha sottolineato che alle sanzioni esistenti si è aggiunto un «blocco energetico», che ha definito equivalente a un blocco navale e a un atto di guerra.

Rodríguez ha denunciato azioni coercitive volte a impedire l’arrivo di combustibili a Cuba, tra cui minacce, sanzioni e pressioni sulle imbarcazioni destinate all’approvvigionamento energetico.

«All’embargo economico, commerciale e finanziario si aggiungono azioni senza precedenti e di natura estremamente extraterritoriale», ha affermato, sostenendo che tali misure mirano a provocare una crisi umanitaria e a destabilizzare il Paese.

Durante il suo intervento, il ministro degli Esteri cubano ha illustrato le difficoltà che, secondo quanto da lui segnalato, la popolazione cubana sta affrontando a seguito dell’inasprimento di queste misure, tra cui i blackout, le difficoltà nell’accesso a medicinali, generi alimentari e altri beni essenziali.

Rodríguez ha affermato che «le famiglie cubane, in particolare i bambini e i giovani, le madri, subiscono le sofferenze causate da blackout prolungati e insopportabili» e ha citato indicatori sanitari che, ha detto, sono stati influenzati dalle restrizioni.

Ha inoltre contestato l’affermazione del governo statunitense secondo cui l’embargo non incide sul popolo cubano.

«Chiedete al popolo cubano se soffre o meno a causa del Bloqueo», ha dichiarato.

10:56 – Questa votazione è già una vittoria per Cuba!

Questa votazione è già una vittoria per Cuba. Il rappresentante degli Stati Uniti ha violato le norme procedurali e ha cercato di impedirla. Ha fallito.

10:42 – L’Assemblea Generale approva lo svolgimento del dibattito urgente richiesto da Cuba

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato lo svolgimento del dibattito urgente richiesto da Cuba sulle azioni aggressive degli Stati Uniti contro l’isola.

La proposta ha ricevuto il sostegno di 136 Stati membri, mentre nove hanno votato contro e 30 si sono astenuti, autorizzando così lo svolgimento del dibattito in seduta plenaria dell’Assemblea Generale.

Il risultato riflette l’ampio sostegno degli Stati membri alla richiesta presentata da Cuba affinché la questione venga esaminata dal principale organo deliberativo delle Nazioni Unite.

10:39 – L’Assemblea Generale esamina la richiesta di Cuba di tenere un dibattito urgente

La presidenza dell’Assemblea Generale ha sottoposto all’esame degli Stati membri la richiesta presentata da Cuba di tenere un dibattito urgente sulle azioni aggressive degli Stati Uniti contro l’isola, compreso l’inasprimento del blocco economico, commerciale e finanziario e dell’embargo energetico a cui è sottoposto il Paese.

Se non dovessero emergere obiezioni da parte degli Stati membri, l’organo darà il via allo svolgimento del dibattito richiesto dalla delegazione cubana.

10:37 – Cuba contesta l’avvio del dibattito di merito prima della sua approvazione formale

Dopo l’intervento del ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, la presidenza dell’Assemblea Generale ha nuovamente concesso la parola al rappresentante degli Stati Uniti affinché proseguisse il suo intervento, il che ha dato luogo a una nuova mozione d’ordine da parte della delegazione cubana.

Il ministro Bruno Rodríguez ha sottolineato che, in quel momento, l’Assemblea Generale aveva approvato solo la riapertura della questione relativa alla necessità di porre fine all’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro l’Isola, ma non aveva ancora deciso formalmente di tenere un dibattito di merito sull’argomento.

Ha contestato il fatto che l’intervento statunitense affrontasse elementi di fondo quando, a suo giudizio, l’Assemblea si trovava ancora in una fase procedurale. A tal proposito, ha chiesto alla presidenza di spiegare in base a quale norma del regolamento fosse consentito proseguire un intervento di carattere sostanziale prima che gli Stati membri approvassero lo svolgimento del dibattito.

«L’Assemblea ha già approvato lo svolgimento del dibattito o non lo ha ancora approvato?», ha chiesto il diplomatico cubano, il quale ha sollecitato che fosse sottoposto all’esame dell’Assemblea se fosse opportuno o meno tenere il dibattito richiesto in questa sessione.

10:34 – Cuba chiede che venga richiamata all’ordine la delegazione degli Stati Uniti

Avvalendosi di una mozione d’ordine, il ministro degli Affari Esteri di Cuba, Bruno Rodríguez Parrilla, ha sottolineato che l’Assemblea Generale stava esaminando esclusivamente una questione di natura procedurale: l’apertura del dibattito sulla necessità di porre fine all’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro l’Isola.

La delegazione cubana ha espresso sorpresa poiché, a suo avviso, il rappresentante statunitense stava intervenendo sul merito della questione e non sulla procedura in discussione.

A tal proposito, ha chiesto alla presidenza dell’Assemblea di richiamare all’ordine il delegato degli Stati Uniti per essersi discostato dal carattere procedurale dell’intervento.

10:32 – Cuba presenta una mozione d’ordine durante l’intervento degli Stati Uniti

La presidenza dell’Assemblea Generale ha interrotto l’intervento del rappresentante degli Stati Uniti per comunicare che la delegazione cubana aveva presentato una mozione d’ordine.

Prima di concedere la parola, la presidenza ha ricordato che, ai sensi dell’articolo 71 del regolamento dell’Assemblea Generale, un rappresentante che presenti una mozione d’ordine non può intervenire sul merito della questione in discussione.

Subito dopo, la presidenza ha concesso la parola alla delegazione cubana, guidata dal ministro degli Esteri Bruno Rodríguez Parrilla, affinché esponesse la propria mozione d’ordine.

10:30 – Gli Stati Uniti si oppongono al dibattito e ne mettono in dubbio l’utilità

Il rappresentante degli Stati Uniti è intervenuto dinanzi all’Assemblea per manifestare la propria opposizione allo svolgimento del dibattito e, durante il suo intervento, ha messo in discussione l’opportunità di dedicare un’altra sessione dell’Assemblea Generale al tema dell’embargo contro Cuba.

Il diplomatico ha affermato che il costo della riunione potrebbe essere destinato ad altre necessità e ha sostenuto che il governo cubano intenda utilizzare il dibattito come strumento di propaganda.

Allo stesso modo, ha attribuito la crisi economica e i blackout sull’isola alla gestione delle autorità cubane, e non alla politica statunitense.

Nel suo intervento, ha anche fatto riferimento al fatto che il governo cubano intenda attribuire agli Stati Uniti la responsabilità delle difficoltà che il paese sta affrontando.

Il rappresentante statunitense ha concluso respingendo la tesi secondo cui esisterebbe un «embargo» come causa principale della situazione a Cuba e ha ribadito l’opposizione del suo Paese allo svolgimento del dibattito.

10:27 – Segui in diretta il dibattito d’urgenza sull’embargo contro Cuba all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite

10:25 – Al via il dibattito urgente all’Assemblea Generale

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dato il via lunedì alla sessione convocata su richiesta di Cuba per discutere delle azioni aggressive del governo degli Stati Uniti contro l’isola, tra cui l’inasprimento dell’embargo, l’isolamento energetico e le minacce di un’aggressione militare diretta.

10:20 – A breve avrà inizio il dibattito su Cuba all’Assemblea Generale dell’ONU

10:09 – L’assedio energetico uccide, nessun blocco è umanitario

10:05 – Ministro degli Esteri cubano: Ci presentiamo all’ONU con la verità del nostro popolo

Attraverso un messaggio diffuso sui propri social network, il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez Parrilla ha sottolineato che Cuba si presenterà all’ONU «con la verità del nostro popolo e con la forza del diritto internazionale» per denunciare le azioni aggressive di Washington contro il Paese.

Rodríguez ha assicurato che la delegazione cubana difenderà il diritto sovrano di Cuba a vivere «senza un blocco energetico, senza soffocamento esterno, senza coercizione, senza minacce di un bagno di sangue, senza una punizione collettiva».

Ha inoltre denunciato che il governo degli Stati Uniti sta cercando di impedire all’Assemblea Generale di pronunciarsi su questa questione esercitando pressioni su altri Stati.

«Esercita pressioni sui governi e cerca di coartare la volontà sovrana degli Stati membri. Ma la voce dei popoli non può essere soffocata», ha affermato.

Il ministro degli Esteri cubano ha inoltre invitato a proseguire il dibattito e ha esortato a difendere la Carta delle Nazioni Unite, la pace e l’uguaglianza sovrana tra le nazioni.

«Cuba non è una minaccia. Il Bloqueo sì», ha concluso il capo della diplomazia cubana.

9:56 – Perché è urgente discutere dell’inasprimento dell’embargo contro Cuba?

9:50 – Perché Cuba ha richiesto questa discussione urgente?

Cuba ha chiesto che si tenesse con urgenza questa discussione per denunciare l’inasprimento dell’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti.

Insieme al blocco energetico a cui è sottoposto il Paese, l’embargo costituisce una punizione collettiva contro il popolo cubano e una grave violazione del diritto internazionale e dei diritti umani.

Le misure adottate dal governo degli Stati Uniti incidono gravemente sulla vita quotidiana della popolazione, ostacolano l’accesso alle forniture essenziali e rappresentano una minaccia per la pace e la stabilità regionale.

9:45 – Cosa difenderà Cuba davanti all’Assemblea Generale?

La delegazione cubana esporrà che l’embargo energetico imposto al Paese equivale, nella pratica, a un blocco navale, considerato dal diritto internazionale come un atto di guerra.

Denuncerà che la politica di massima pressione applicata da Washington viola la Carta delle Nazioni Unite e i principi del diritto internazionale.

Fonte: CUBADEBATE

Traduzione: italiacuba.it

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