Ministro degli Esteri cubano: «Chiedete al popolo se soffre o meno a causa del Bloqueo»

Il ministro degli Esteri di Cuba, Bruno Rodríguez Parrilla, ha contestato oggi l’affermazione del governo degli Stati Uniti secondo cui l’embargo economico, commerciale e finanziario imposto al Paese caraibico non incide sul popolo cubano.
«Chiedete al popolo cubano se subisce o meno il blocco», ha affermato il ministro degli Esteri intervenendo in una sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a New York, dove ha sottolineato la necessità di porre fine all’embargo statunitense.
Las familias cubanas, en especial los niños y jóvenes, las madres; sienten el sufrimiento de prolongados e insoportables apagones. Muchas veces, cuando falta la electricidad, falta también el agua. Saben de la angustia de la falta de un medicamento para un enfermo. Agobia la… pic.twitter.com/xTYS0nxorJ
— Bruno Rodríguez P (@BrunoRguezP) July 7, 2026
Rodríguez Parrilla ha affermato che negli ultimi sette mesi la politica statunitense è diventata più crudele e spietata, e ha sottolineato che alle sanzioni già in vigore si è aggiunto un blocco energetico che ha definito equivalente a un blocco navale e a un atto di guerra.
Ha denunciato azioni coercitive volte a impedire l’arrivo di combustibili a Cuba, tra cui minacce, sanzioni e pressioni sulle imbarcazioni destinate all’approvvigionamento energetico.
Al blocco economico, commerciale e finanziario si aggiungono azioni senza precedenti e di natura estremamente extraterritoriale, ha avvertito, sostenendo che tali misure mirano a provocare deliberatamente una crisi umanitaria e la destabilizzazione del Paese.
Ha illustrato le difficoltà che la popolazione cubana deve affrontare a seguito dell’inasprimento di queste misure, tra cui i blackout, le difficoltà nell’accesso a medicinali, generi alimentari e altri beni essenziali.
Secondo Rodríguez Parrilla, le famiglie, in particolare i bambini, i giovani e le madri, subiscono le conseguenze di blackout prolungati e insopportabili; ha inoltre citato alcuni indicatori sanitari che hanno risentito delle restrizioni, come la mortalità infantile, che è aumentata da 4,0 per mille nati vivi a 9,9.
Ciò significa la morte evitabile, in altre condizioni, di 1.780 neonati, ha deplorato il ministro degli Affari Esteri.
Ha riferito che i danni causati dall’embargo tra marzo 2025 e febbraio 2026 ammontano a 8.103 milioni di dollari a prezzi correnti, con un aumento del 7% rispetto al periodo precedente.
L’impatto cumulativo dall’applicazione di questa politica raggiunge, secondo i calcoli cubani, i 178.700 milioni di dollari a prezzi correnti, ha precisato il ministro degli Esteri cubano.
Ha respinto la narrativa di Washington secondo cui Cuba rappresenterebbe una minaccia per la sicurezza statunitense e ha assicurato che non esistono prove che essa costituisca un rischio per quel Paese.
Non esiste alcuna dichiarazione del governo cubano, né prove né il minimo indizio che Cuba abbia intenzione di minacciare gli Stati Uniti; al contrario, l’embargo soffoca e uccide, ha affermato il ministro degli Esteri dopo aver dichiarato che tali costi sono responsabilità del governo statunitense.
Fonte: acn
Traduzione: italiacuba.it


































