Chiediamo al mondo di rivolgere lo sguardo al genocidio che sta subendo il popolo cubano

Alcune organizzazioni di Panama presentano una denuncia contro Trump, Rubio e Hegseth per crimini contro l’umanità ai danni di Cuba e dell’America Latina.

Per conoscere in prima persona la denuncia formale presentata di recente all’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) da sette organizzazioni della società civile di Panama, che indica direttamente il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump; il Segretario di Stato, Marco Rubio; e il Segretario alla Difesa, Pete Hegseth, come presunti autori e superiori responsabili di crimini contro l’umanità, atti di genocidio e gravi violazioni del diritto internazionale ai danni delle popolazioni dell’America Latina e dei Caraibi, con particolare riferimento al popolo cubano, Cubainformación ha intervistato Gabriela Rosas, membro della Coordinatrice di Solidarietà con Cuba di Panama, e con José Roberto León, dell’Associazione Martiana dei Cubani Residenti a Panama.

Nel quadro del Vertice dell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA) che si sta tenendo nella capitale panamense, e in occasione della commemorazione del 200° anniversario del Congresso Anfictionico convocato da Simón Bolívar nel 1826, un gruppo di sette organizzazioni della società civile panamense ha presentato una denuncia formale all’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (ACNUDH).

Il documento, datato 20 giugno ma reso pubblico il 25 giugno, indica direttamente il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump; al Segretario di Stato, Marco Rubio; e al Segretario alla Difesa, Pete Hegseth, come presunti autori e superiori responsabili di crimini contro l’umanità, atti di genocidio e gravi violazioni del diritto internazionale ai danni delle popolazioni dell’America Latina e dei Caraibi, con particolare riferimento al popolo cubano.

Il peso della storia e la «provocazione» di Rubio

Nella prefazione della denuncia, i firmatari — guidati dall’Associazione Martiana dei Cubani Residenti a Panama — definiscono la presenza di Marco Rubio al vertice come «una provocazione diretta ai principi fondanti dell’emisfero». Mentre si onora l’eredità di Bolívar, ferreo oppositore dell’intervento straniero, i denuncianti sostengono che Rubio incarni la versione contemporanea della Dottrina Monroe: la pretesa imperiale di dettare il destino delle nazioni libere.

Il fascicolo presentato all’ONU suddivide i presunti crimini in otto fatti concreti, chiedendo che i funzionari statunitensi siano indagati per autore diretto e responsabilità di comando (articoli 25 e 28 dello Statuto di Roma):

  1. Incursione armata illegale in Venezuela: un’operazione sotto copertura volta a rapire il presidente Nicolás Maduro ha causato oltre 100 morti, tra cui 32 cittadini cubani e decine di venezuelani, qualificata come esecuzione extragiudiziale di massa.
  2. Esecuzioni nei Caraibi: tra il 2018 e il 2024, almeno 14 cittadini latinoamericani sono stati uccisi dai colpi sparati dalla Guardia Costiera statunitense in acque internazionali, senza mandato del Consiglio di Sicurezza e senza un regolare processo.
  3. Espulsioni di massa e detenzione arbitraria: sono state documentate oltre 2,3 milioni di espulsioni durante il primo mandato di Trump e centinaia di migliaia in quello attuale, con particolare riferimento al centro di detenzione «Alligator Alcatraz» (Glades, Florida) e all’esternalizzazione delle carceri in El Salvador ed Ecuador, con almeno 45 casi di sparizione forzata.
  4. Genocidio contro il popolo cubano (Blocco): la denuncia qualifica il blocco economico come un atto di genocidio (art. II della Convenzione del 1948). Fornisce dati agghiaccianti: la mortalità infantile è salita da 4,0 a 7,1 ogni 1.000 nati vivi; più di 340 pazienti sono deceduti per mancanza di materiali necessari per interventi chirurgici vitali; e l’importazione di latte in polvere per bambini si è ridotta del 68%.
  5. Il blocco energetico come crimine di guerra: l’impossibilità di procurarsi carburante e pezzi di ricambio ha portato al collasso il sistema elettrico cubano. I denuncianti equiparano questo blocco al bombardamento di infrastrutture civili, tipizzato dall’articolo 8.2.b.iv dello Statuto di Roma.
  6. Dazi del 100% contro i paesi dell’OEA: misure coercitive unilaterali imposte a Nicaragua, Venezuela e Colombia come ricatto politico, in violazione degli articoli 19 e 20 della Carta dell’OEA.
  7. Ingerenza nell’OEA: pressioni da parte del Dipartimento di Stato per designare movimenti politici come «terroristi», snaturando lo scopo dell’organismo emisferico.
  8. Mancanza di trasparenza: l’assenza di indagini indipendenti su queste operazioni aggrava le violazioni degli obblighi internazionali.

«Né Ferrer né Payá ci rappresentano»

Parallelamente alla denuncia, l’Associazione Martiana ha rilasciato una dichiarazione pubblica (datata 23 giugno) in cui respinge categoricamente le dichiarazioni di José Daniel Ferrer e Rosa María Payá al loro arrivo a Panama. Il testo sottolinea: «Le loro voci non ci rappresentano, le loro azioni ci sono estranee e i loro tentativi di ergersi a portavoce dei cubani all’estero costituiscono una grossolana manipolazione politica che ripudiamo senza riserve». L’associazione denuncia che entrambe le figure sono «membri attivi di un piano genocida ideato, organizzato e orchestrato» da Trump, Rubio e Hegseth.

Richiesta e prossimi passi

I firmatari chiedono all’ONU l’avvio di un esame preliminare da parte della Corte penale internazionale (CPI), invocando la giurisdizione territoriale di Stati parte quali Cuba e Venezuela. Chiedono inoltre agli Stati membri dell’OAS di condannare l’uso di misure coercitive unilaterali nella Dichiarazione finale del Vertice di Panama.

Firmano la denuncia: Associazione Martiana dei Cubani Residenti a Panama, Frenadeso, Centrale Nazionale dei Lavoratori di Panama (CNTP), Mocona FB, Federazione Unitaria della Classe Lavoratrice (FUCLAT), Sindacato dei Lavoratori dell’Istruzione Nazionale (SITEN) e la Coordinatrice Nazionale di Solidarietà con Cuba a Panama.

«La patria è l’umanità», recita la dichiarazione dei cubani residenti nell’istmo, chiarendo che la dignitosa comunità cubana all’estero non si piega alle ingerenze di Washington.

Fonte: Cubainformación

Traduzione: italiacuba.it

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Una risposta

  1. Fabrizio Imberti ha detto:

    Non si può stare a guardare, i soprusi degli Usa e dei suoi servi contro il mondo libero sono diventati intollerabile… Dobbiamo, dovete fermarli.