Gli Stati Uniti ricorrono alla menzogna per creare pretesti su cui fondare le loro aggressioni contro Cuba

Il leader cubano ha smentito un rapporto delle autorità statunitensi che accusa L’Avana di aver condotto per quasi settant’anni «una campagna di sovversione sistematica» contro gli Stati Uniti.
Il presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel, ha criticato lunedì un nuovo rapporto del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti che accusa L’Avana di aver condotto per quasi settant’anni «una campagna sostenuta di sovversione» contro il Paese nordamericano e di aver sostenuto «attacchi estremisti letali».
“Il ladro crede che tutti siano come lui”. Niente di più azzeccato per descrivere il rapporto del Dipartimento di Stato contro Cuba, promosso da uno dei funzionari più corrotti dell’attuale amministrazione, con comprovati legami con narcotrafficanti e terroristi della Florida», ha scritto il leader cubano su Telegram riferendosi al capo del Dipartimento, Marco Rubio.
«Cuba non ha mai agito per danneggiare il popolo statunitense»
In tale contesto, ha sottolineato che se uno Stato ha spiato e aggredito un altro in misura scandalosa, quello è stato proprio gli Stati Uniti nei confronti di Cuba, riferendosi in particolare alle «somme milionarie destinate ogni anno ai programmi di cambio di regime» nel Paese caraibico. «La storia registra episodi criminali, tra cui pestilenze e malattie introdotte a Cuba, la dengue emorragica che ha causato la morte di 101 bambini; l’abbattimento di un aereo con 73 persone a bordo; gli attentati dinamitardi negli alberghi; i tentativi di magnicidio o la guerra psicologica», ha ricordato.
Allo stesso modo, Díaz-Canel ha sottolineato il blocco statunitense contro l’isola e «la dimensione genocida che esso assume con l’attuale inasprimento e l’isolamento energetico», sottolineando che non esiste atto di sovversione più grave contro una nazione, concepito e descritto ufficialmente dagli Stati Uniti per «logorare il popolo e minare il suo sostegno alla Rivoluzione».
«Cuba non ha mai agito per danneggiare il popolo statunitense, né si è mai proposta di compromettere la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Il neo-maccartismo transnazionale che si sta riaffermando negli Stati Uniti, sulla scia di una corrente chiaramente fascista, ricorre alla menzogna per creare pretesti su cui fondare le aggressioni contro Cuba e limitare le libertà civili negli Stati Uniti», ha concluso.
Minaccia a Cuba dagli Stati Uniti
- Il 29 gennaio, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato un ordine esecutivo che dichiara una «emergenza nazionale» di fronte alla presunta «minaccia insolita e straordinaria» che, secondo Washington, Cuba rappresenterebbe per la sicurezza del Paese nordamericano e della regione.
- Ha inoltre annunciato l’imposizione di dazi ai paesi che vendono petrolio alla nazione caraibica, a cui si aggiungono minacce di ritorsioni contro coloro che agiscano in contrasto con l’ordine esecutivo della Casa Bianca.
- Il 20 maggio, la magistratura statunitense ha incriminato l’ex leader cubano Raúl Castro e altre cinque persone per aver presumibilmente causato la morte di quattro persone, tra cui tre cittadini statunitensi, nel contesto dell’abbattimento di due velivoli che avevano violato lo spazio aereo dell’isola nel 1996.
- Il mese successivo sono state imposte sanzioni all’attuale leader cubano e a sua moglie, Lis Cuesta Peraza.
Fonte: RT
Traduzione: italiacuba.it


































