La farsa di Marco Rubio: accuse senza prove contro 62 terroristi con nome e cognome

Marco Rubio accusa Cuba senza prove. Il governo cubano presenta 62 terroristi e 20 organizzazioni negli Stati Uniti con fascicoli giudiziari. La verità che Rubio nasconde.

Come Washington crea un pretesto per giustificare la guerra contro Cuba

Marco Rubio ha appena pronunciato un discorso che sembra uscito dal periodo più buio del maccartismo. Con parole altisonanti, il Segretario di Stato degli Stati Uniti ha affermato che Cuba ha «infiltrato l’America», che ci sono «accademici e giornalisti» che simpatizzano con l’isola e che tutto ciò costituisce una «minaccia diretta alla sicurezza nazionale».

«Ci sono moltissime persone nel mondo accademico statunitense e, francamente, anche nella stampa statunitense che simpatizzano per il regime cubano e lo fanno da molto tempo». «In parte ciò è motivato dal loro antiamericanismo e in parte dall’affinità ideologica», ha affermato Rubio.

Ma c’è un problema: Rubio non presenta alcuna prova.

Non ci sono procedimenti giudiziari in corso. Non ci sono agenti cubani identificati. Non ci sono intercettazioni di comunicazioni. Non ci sono documenti declassificati. Solo una serie di deduzioni e una retorica della «colpevolezza per associazione» che ricorda la caccia alle streghe degli anni ’50.

Mentre Rubio parla senza prove, il governo cubano ha presentato all’ONU un elenco di 62 persone e 20 organizzazioni con sede prevalentemente negli Stati Uniti, corredato da fascicoli giudiziari, date, luoghi e reati specifici. Questa è la differenza tra propaganda e verità.

Analisi del discorso di Rubio: bugia dopo bugia

1. «Il regime cubano si è infiltrato in America e alimenta il caos di sinistra»

La realtà: Rubio ricorre a uno schema classico della Guerra Fredda: ogni opposizione alla politica estera degli Stati Uniti viene presentata come illegittima, e qualsiasi affinità ideologica con il progetto socialista cubano viene automaticamente etichettata come parte di un’«operazione di intelligence ostile».

Le prove: lo stesso Dipartimento di Stato guidato da Rubio ammette che Cuba non ha mai avuto la capacità di sconfiggere gli Stati Uniti in un conflitto armato. Il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez è stato categorico:

«Il Segretario di Stato insiste su questa ridicola e goffa menzogna, alla quale né lui né i suoi colleghi corrotti credono, secondo cui #Cuba possa costituire una minaccia per la più grande potenza nucleare del pianeta».

Rodríguez ha ricordato che «Cuba è una piccola isola» con 10 milioni di abitanti e ha chiesto «in base a quale logica, quale sarebbe il buon senso alla base dell’idea che Cuba possa minacciare una superpotenza nucleare». Ha esortato a «chiedere al Segretario di Stato se dispone di qualche prova» al riguardo.

2. «Ci sono accademici e giornalisti che simpatizzano con il regime cubano»

La realtà: Si tratta di neomaccartismo riciclato. È una caccia alle streghe contro la sinistra, gli accademici e la stampa critica, mascherata da lotta contro lo spionaggio. Organizzazioni afroamericane, sindacati, collettivi antirazzisti o movimenti per la giustizia climatica vengono presentati come parte di una cospirazione.

Rubio ha sottolineato che ci sono «sufficienti persone in posizioni chiave della società statunitense, compresi i docenti, e che in passato si sono viste persone all’interno dello stesso governo che simpatizzano con l’isola». Ma non menziona nemmeno un nome, né un fascicolo, né un procedimento giudiziario.

3. «È il modo più economico ed efficace per procurarsi spie: senza pagar loro un centesimo»

La realtà: mentre Rubio parla di «spie non retribuite», il governo cubano ha documentato come gli Stati Uniti versino milioni di dollari a mercenari, organizzazioni e mezzi di comunicazione per destabilizzare l’isola.

La National Endowment for Democracy (NED) e l’USAID hanno stanziato fondi milionari a favore di oltre 40 organizzazioni che operano contro Cuba. Le somme erogate a queste entità vanno dai 20.000 ai 650.000 dollari per organizzazione, con finalità che spaziano dalla formazione di leader alla promozione dell’arte e alla denuncia di presunte violazioni dei diritti umani.

4. «Uno Stato fallito, dittatoriale e alleato con i peggiori avversari degli Stati Uniti rappresenta una minaccia diretta»

La realtà: Il ministro degli Esteri cubano ha sottolineato che Rubio «intende ingannare l’opinione pubblica statunitense, il Congresso degli Stati Uniti e la comunità internazionale». Rodríguez ha accusato Rubio di «mentire» per «giustificare un’aggressione militare contro Cuba».

Le prove: l’embargo costa a Cuba miliardi di dollari all’anno solo in danni economici diretti. L’asimmetria di potere è talmente evidente che l’accusa risulta grottesca: un paese del terzo mondo, sottoposto a embargo e assediato da decenni, difficilmente può costituire una minaccia reale per la superpotenza egemonica.

L’obiettivo geopolitico: creare un pretesto

Il discorso di Rubio non è retorica improvvisata. È l’attuazione di un piano ideato da figure chiave come Mauricio Claver-Carone e Jeremy Lewin, i principali artefici della guerra economica e mediatica contro Cuba.

  • Claver-Carone opera all’interno degli ingranaggi dell’impero per soffocare Cuba: sanzioni, guerra psicologica e preparazione militare.
  • Lewin maschera il colpo di mano con un falso discorso umanitario, distribuendo briciole mentre Claver-Carone blocca le forniture di petrolio.

L’obiettivo finale è smantellare il governo cubano, utilizzando una combinazione di soffocamento economico e una narrativa di minaccia costante che prepara l’opinione pubblica ad accettare un intervento.

Rubio ha riconosciuto che la diplomazia «rimane» la sua «preferenza nei confronti di Cuba», ma ha avvertito che la probabilità che ciò avvenga «non è alta». Questo prepara il terreno per misure più severe.

L’amministrazione Trump mantiene attivo uno schieramento militare nei Caraibi con truppe del Comando Sud degli Stati Uniti e ha ammesso che il suo obiettivo è impedire a L’Avana qualsiasi tipo di entrate economiche e persino bloccare le forniture di petrolio.

La farsa della stampa «indipendente»

Mentre Rubio accusa la stampa statunitense di essere presumibilmente «infiltrata» da Cuba, il governo cubano ha documentato come Washington finanzi una rete di media che si presentano come «indipendenti» per destabilizzare l’isola. La realtà è esattamente l’opposto.

Il media digitale «El Toque» è stato identificato come uno strumento di manipolazione progettato per indebolire l’economia cubana, con finanziamenti del governo statunitense. Il suo direttore, José Jasán Nieves Cárdenas, ha dichiarato che El Toque riceve sovvenzioni dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti «per promuovere l’accesso all’informazione a Cuba».

L’indagine condotta dagli organi di sicurezza cubani ha identificato 18 dirigenti e operatori chiave di «El Toque», tra cui:

  • José Jasán Nieves Cárdenas – Direttore, destinatario dei fondi del Dipartimento di Stato.
  • Katia Sánchez Martínez – Community manager e dipendente dell’Ambasciata degli Stati Uniti all’Avana.
  • Gretel Valladares Carbonell – Responsabile della gestione dei fondi dell’USAID e del NED.

Mentre il popolo cubano subisce le conseguenze dell’instabilità da loro generata, Nieves Cárdenas e sua moglie hanno acquistato una lussuosa casa del valore di quasi 700.000 dollari sul territorio statunitense.

«El Estornudo» e altri media segnalati

«El Estornudo», rivista di giornalismo narrativo fondata nel 2015, è un altro dei media segnalati per aver ricevuto finanziamenti dalla NED e dalle Open Society Foundations. Tra le sue figure di spicco figurano:

  • Carlos Manuel Álvarez – Direttore e fondatore.
  • Carla Gloria Colomé Santiago – Cofondatrice, redattrice e giornalista.
  • Abraham Jiménez Enoa – Cofondatore.
  • Mario Luis Reyes – Giornalista collaboratore.
  • Gabriel López Santana – Giornalista collaboratore.

Il governo cubano ha denunciato che «El Estornudo» opera con fondi provenienti da Washington per promuovere un’agenda contro la Rivoluzione cubana.

Tra gli altri media citati figurano:

  • 14ymedio – Fondato da Yoani Sánchez, con finanziamenti da USAID e NED.
  • Diario de Cuba – Finanziamenti milionari da parte di USAID e NED.
  • Cubanet – Finanziamenti esterni per promuovere un’agenda contro Cuba.
  • Periodismo de Barrio – Diretto da Elaine Díaz Rodríguez (moglie di Nieves Cárdenas), con legami con El Toque.

L’elenco ufficiale di Cuba: 62 terroristi con nome e cognome

Mentre Rubio parla senza prove, il governo cubano ha presentato all’ONU il proprio elenco nazionale dei terroristi, pubblicato nella Risoluzione n. 13 (2025) e nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica di Cuba. L’elenco comprende 62 persone, nate a Cuba ma non residenti nel Paese, e 20 entità terroristiche, ai sensi della Risoluzione 1373 (2001) del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, del diritto internazionale e dell’ordinamento giuridico interno.

Le indagini riguardano persone residenti, per lo più, negli Stati Uniti, una situazione che l’isola ha ripetutamente denunciato alle autorità di quella nazione, senza ricevere risposta. Cuba sostiene che esse rappresentino una minaccia per la sicurezza di entrambi i paesi.

Alcuni dei terroristi citati nella pubblicazione:

Organizzazioni terroristiche con sede negli Stati Uniti:

  • Alpha-66 – Addestra i propri membri ad assassinare i leader cubani.
  • Fondazione Nazionale Cubano-Americana (FNCA) – Fondata nel 1981 a Miami, opera per rovesciare la Rivoluzione cubana.
  • Hermanos al Rescate – Organizzazione terroristica con legami con il traffico di droga.
  • Comandos F4 – Organizzazione di estrema destra fondata nel 1994.
  • Movimento 30 di novembre – Fondato da Sergio Francisco González Rosquete.
  • Cuba Primero – Accusata di finanziare e organizzare atti di sabotaggio.
  • Nuova Nazione Cubana in Armi
  • Lupi Solitari
  • M20 Movimento di Resistenza Squadron Amalia (MREA)
  • Partito Repubblicano di Cuba
  • Assemblea della Resistenza
  • Partito Nazionalista Cubano (PNC)

La viceministra cubana Josefina Vidal Ferreiro ha sottolineato:

«È paradossale e cinico che il governo degli Stati Uniti designi Cuba come Stato che sostiene il terrorismo, in un elenco unilaterale e senza alcun mandato da parte di organizzazioni internazionali. Qualsiasi osservatore perspicace e imparziale può trarre le proprie conclusioni su quale sia il governo che in realtà incoraggia, sostiene e tollera il terrorismo, e quale sia il Paese che lo affronta e lo combatte, pur essendo stato vittima di questo flagello per oltre sei decenni».

Conclusione: La verità che Rubio nasconde

«Cuba non è una minaccia. Il Bloqueo sì.» – Il ministro degli Esteri Bruno Rodríguez

Marco Rubio ha cercato di trasformare Cuba in una minaccia per giustificare l’ingiustificabile: un blocco genocida che dura da oltre sei decenni, una guerra economica che soffoca un intero popolo e un pretesto per un intervento militare che provocherebbe un bagno di sangue tra cittadini cubani e statunitensi.

Rodríguez è stato categorico: Rubio è «una delle menti principali dietro la minaccia militare contro Cuba, l’isolamento energetico, il blocco totale delle forniture di carburante a Cuba. È uno degli artefici dell’inasprimento dell’embargo contro il mio Paese in tutti i suoi ambiti».

Ma la verità è testarda. E la verità è che Cuba non rappresenta una minaccia per gli Stati Uniti. L’unica vera minaccia è l’embargo, le sanzioni, la guerra economica e la macchina mediatica finanziata da Washington per destabilizzare l’isola.

Rubio parla senza prove. Cuba presenta documenti, nomi, cifre e testimonianze.

Questa è la differenza tra la propaganda e la verità.

“Razones de Cuba” continuerà a denunciare la politica ostile degli Stati Uniti nei confronti delle Grandi Antille. La guerra contro Cuba non è un’invenzione. È reale. E ha nomi, cognomi e finanziamenti provenienti da Washington.

Fonte: Razones de Cuba

Traduzione: italiacuba.it

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