Díaz-Canel denuncia nuove sanzioni degli Stati Uniti contro enti e funzionari cubani

Bandera Cubana. Foto: Abel Padrón Padilla/ Cubadebate.

Il presidente ha sottolineato sul social network X che queste liste nere, annunciate giovedì, includono persone e istituzioni il cui unico “reato” è quello di servire Cuba e opporsi all’embargo economico, commerciale e finanziario imposto da Washington.

Il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel, ha denunciato le nuove sanzioni pubblicate dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti contro funzionari ed enti cubani.

Il capo di Stato ha sottolineato sul social network X che queste liste nere, annunciate giovedì, includono persone e istituzioni il cui unico “reato” è quello di servire Cuba e di opporsi al blocco economico, commerciale e finanziario imposto da Washington. Díaz-Canel ha affermato che Cuba saprà resistere e vincere, e che gli Stati Uniti rimarranno nella lista dei genocidi.

Le nuove misure includono designazioni individuali contro dirigenti dell’Istituto cubano di amicizia con i popoli (ICAP) e sanzioni contro entità legate ai settori metallurgico, minerario e del commercio estero.

Di conseguenza, ai cittadini e alle imprese statunitensi è vietato intrattenere transazioni commerciali o finanziarie con i soggetti designati; viene disposto il congelamento dei beni che questi potrebbero possedere sul territorio degli Stati Uniti e si avvisano gli enti non statunitensi di non intrattenere rapporti con le suddette imprese e cittadini cubani.

Manuel Marrero, Primo Ministro, ha affermato che ostacolare il trasporto di container contenenti generi alimentari, medicinali e dispositivi medici costituisce un atto di genocidio.

Bruno Rodríguez Parrilla, ministro degli Affari Esteri, ha inoltre sottolineato che le sanzioni nei confronti delle imprese cubane hanno lo scopo deliberato di danneggiare l’economia e impedire al governo di garantire i servizi di base a una popolazione che si trova già in una situazione critica a causa dell’embargo.

Da parte sua, il viceministro degli Affari Esteri, Carlos Fernández de Cossío, ha fatto riferimento all’offensiva degli Stati Uniti contro Cuba, che nel corso degli anni ha comportato l’impiego di milioni di dollari e il reclutamento di accademici per tentare di riscrivere e reinterpretare la storia di Cuba, con l’obiettivo di accentuare l’ignoranza dell’opinione pubblica statunitense riguardo al Paese. Ha sottolineato che tale pratica fa parte dell’attività politica negli Stati Uniti e si è rafforzata negli ultimi anni.

Cossío ha precisato che a questa strategia partecipano la stampa corporativa, i centri e i programmi accademici che ricevono finanziamenti e indicazioni dal governo e dai suoi servizi speciali, nonché le piattaforme digitali che sono anch’esse finanziate dal bilancio federale. Ha aggiunto che l’obiettivo è la promozione dell’ignoranza, dell’odio e dei sentimenti di vendetta.

Il viceministro ha riconosciuto l’esistenza di intellettuali, accademici e studiosi negli Stati Uniti che, con approcci ideologici non socialisti, hanno illustrato con rigore determinate verità: che Cuba era una neocolonia dipendente, con governi corrotti e sfruttata dagli Stati Uniti; che dal 1959 è vittima di un’aggressione unilaterale e asimmetrica; che non costituisce una minaccia; che il danno causato da tale aggressione a diverse generazioni del popolo cubano è criminale, e che Cuba, come qualsiasi altro paese, trarrebbe beneficio da una gestione governativa più efficace, aspetto in cui il governo degli Stati Uniti non ha alcuna competenza.

Fonte: Granma

Traduzione: italiacuba.it

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