Una lezione di sovranità al mondo. Il discorso integrale di Lula all’Assemblea Onu 2026

Alt alle ingerenze elettorali e ai diktat di Washington: il Brasile rivendica l’autonomia strategica e rifiuta il ruolo di “cortile di casa” degli Stati Uniti.
Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha aperto l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (ONU) a New York con un discorso severo, criticando l’ONU per non aver saputo proteggere i più vulnerabili e gli Stati Uniti per le loro “tentazioni egemoniche” in America Latina.
“È la decima volta che inauguro il dibattito generale di questa Assemblea. Da quando sono salito per la prima volta su questo podio nel 2003, questo è senza dubbio il momento più critico per le Nazioni Unite”, ha affermato il presidente, osservando che durante il suo mandato alla guida dell’organizzazione, il Segretario Generale uscente António Guterres è stato testimone degli “eccessi” delle superpotenze.
“Il sentimento che mi anima oggi è l’indignazione. Le Nazioni Unite hanno fallito in una delle loro missioni più elevate: risparmiare all’umanità il flagello della guerra. La loro credibilità non è mai stata così bassa”, ha deplorato.
Ha inoltre sostenuto che la capacità dell’organizzazione di “proteggere i più vulnerabili” – ovvero “coloro che non possiedono né eserciti né arsenali” – non è mai stata così debole. “Siamo tutti ostaggi dell’inazione di un Consiglio di Sicurezza che non adempie alla propria funzione”, ha dichiarato.
🔴EN VIVO: 81.ª Asamblea General de la ONU
Estos son los países que participarán en la Asamblea General de ONU este 22/09 en la sesión matinal:🇧🇷🇺🇸🇯🇴🇹🇷🇰🇬🇶🇦🇱🇹🇵🇪🇪🇬🇨🇱🇱🇺🇫🇮🇫🇷🇹🇿
https://t.co/RiTB8vw8LN
— Sepa Más (@Sepa_mass) September 22, 2026
Lula ha ricordato che già nel 1946, durante la prima Assemblea dell’ONU, il Brasile aveva messo in guardia dall’alto prezzo che la comunità internazionale avrebbe pagato a causa del diritto di veto detenuto all’interno di quel Consiglio. “Questo difetto intrinseco della Carta dell’ONU ha concesso alle grandi potenze il lusso dell’indifferenza, e una crisi di leadership ha aggravato questo peccato originale”, ha osservato.
Con riferimento specifico all’America Latina e ai Caraibi, il presidente ha spiegato che la vicinanza geografica alla “più grande potenza militare del mondo” – gli Stati Uniti – è un dato ineludibile, “soprattutto in un contesto di rinnovate ambizioni egemoniche”.
Ha tuttavia sottolineato che “il Brasile non è il cortile di casa di nessuno” e necessita di partner con un’agenda positiva che favorisca lo sviluppo. “Le divergenze ideologiche non devono costituire un ostacolo a una maggiore integrazione tra vicini”, ha affermato.
Il discorso di Lula ha suscitato grandi aspettative in Brasile, data la vicinanza delle elezioni presidenziali – in cui cercherà la rielezione – fissate per il 4 ottobre.
Qualche ora prima dell’intervento, un stretto collaboratore di Lula ha confermato alla Reuters che il leader avrebbe difeso la sovranità del proprio Paese e condannato i tentativi di interferenza straniera nelle elezioni in modo “garbato ma fermo”.



































…ma Lula cosa fa per Cuba???