La solidarietà sta in una matita

La Carovana italiana «Ruta por Cuba» ha donato materiale didattico alla scuola elementare Arturo Montori di L’Avana.

La scuola elementare Arturo Montori, all’Avana, ha ricevuto venerdì scorso materiale scolastico donato dalla Carovana italiana «Ruta por Cuba». La visita ha coinciso con la cerimonia mattutina in occasione della Giornata internazionale della pace, una giornata che, secondo Luis Manuel Góngora Hernández, direttore dell’istituto, si è svolta all’insegna della gioia e della gratitudine.

Góngora Hernández ha dichiarato a Granma che, grazie a questa iniziativa solidale, i bambini «portano con sé il legame tra Cuba e l’Italia». Ha raccontato che i visitatori «hanno potuto osservare da vicino la realtà delle scuole cubane. Hanno visto come gli insegnanti riescono a farli uscire dalla situazione attuale». E ha sottolineato: «Si è affermato ancora una volta che la scuola è il luogo più importante della comunità».

Il dirigente ha fatto riferimento anche all’evento celebrato durante la cerimonia mattutina speciale. I visitatori hanno portato con sé l’immagine di una scuola cubana che celebrava la pace mentre riceveva, nello stesso atto, una dimostrazione di solidarietà, ha sottolineato.

La donazione comprendeva materiale scolastico. Tra gli altri articoli, matite colorate e colla, strumenti che vengono utilizzati direttamente in materie come Arti Plastiche ed Educazione al Lavoro.

La delegazione italiana è la stessa che ha promosso la campagna «Energia per la vita. Accendiamo la luce a Cuba», che ha raccolto 400.000 euro per installare pannelli solari in 11 istituzioni sanitarie, culturali e di produzione alimentare a Santiago de Cuba, Guantánamo, Granma e L’Avana. Questa volta, la solidarietà è arrivata sotto forma di materiale scolastico.

Per i bambini della scuola «Arturo Montori», la Giornata della Pace ha avuto un significato in più. Non solo hanno cantato, recitato o issato la bandiera. Hanno anche visto arrivare persone da un altro Paese che, pur senza conoscerli, hanno teso loro la mano. E hanno portato con sé, come ha detto il loro direttore, l’alleanza tra Cuba e l’Italia. Un’alleanza che sta in una matita o in un quaderno, ma che pesa molto di più.

Fonte: Granma


Dall’Italia energia e luce per Cuba

Il primo segretario del Comitato centrale del Partito e presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, ha tenuto un incontro con i rappresentanti del progetto italiano “Energia per la vita, accendiamo la luce a Cuba”, una campagna che ha raccolto fondi per l’installazione di pannelli solari fotovoltaici in diverse istituzioni del Paese.

«I legami storici che uniscono il popolo cubano e quello italiano sono davvero profondi», ha sottolineato il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, rivolgendosi ai rappresentanti del progetto italiano “Energia per la vita, accendiamo la luce a Cuba”, con i quali ha avuto un incontro giovedì sera.

Il Capo dello Stato ha intrattenuto un ampio dialogo con eurodeputati, deputati del Parlamento nazionale e rappresentanti della società civile, membri del movimento di solidarietà con Cuba in Italia che, dalla metà del 2024, hanno lanciato questo progetto.

Si tratta di una campagna volta a raccogliere fondi per l’installazione di pannelli solari fotovoltaici in diverse istituzioni del Paese, e ora una delegazione dei suoi promotori si trova sull’isola per dialogare con il popolo cubano, le sue istituzioni e le autorità.

Nel riceverli, Díaz-Canel ha definito i popoli di Cuba e dell’Italia come due popoli che si distinguono «per il modo in cui difendiamo le nostre patrie, per le nostre culture, per il nostro modo di essere; siamo allegri, siamo ottimisti, non ci lasciamo abbattere e siamo popoli dignitosi, e credo che sia per questo che ci capiamo così bene».

Nel riflettere sulla nascita di questo progetto di solidarietà con il nostro Paese, ha sottolineato come rappresentanti della società civile italiana e diverse organizzazioni si siano uniti per dare vita a un’unica carovana diretta a Cuba, dimostrando così — ha aggiunto — «un’enorme sensibilità, un’enorme comprensione dei nostri problemi, e manifestandoci anche un enorme sostegno».

Il presidente li ha ringraziati per la realizzazione della campagna «Energia per la vita, accendiamo la luce a Cuba», i cui benefici ha potuto constatare durante le visite nei vari territori, come alla Casa della Cultura di El Cobre, dove gli hanno raccontato — ha condiviso con loro — di tutto ciò che voi avevate contribuito; un aiuto che è stato ricevuto — ha sottolineato — anche nei centri sanitari, nelle strutture culturali e in altre istituzioni di diverse regioni del Paese.

«Il fatto che siate qui oggi, a Cuba, proprio in questi momenti così difficili — ha ribadito Díaz-Canel Bermúdez — è una dimostrazione di coraggio, perché sappiamo — ha aggiunto — “quanto sia difficile oggi venire a Cuba”; del “coraggio che ci vuole per venire a Cuba”.

«Noi — ha detto — siamo messi al bando, siamo sotto i riflettori internazionali, soprattutto dal punto di vista comunicativo, come se fossimo il paese più terribile dell’universo. E quella propaganda, quella costruzione mediatica, non è opera di chiunque, ma della potenza più forte del mondo, quella che ha il controllo sui principali mezzi di comunicazione, sui social network e che è alla guida di tutta questa campagna di disinformazione mediatica nei confronti di Cuba».

PER CUBA, UNA SOLIDARIETÀ ESSENZIALE, TRA POPOLI

Il progetto «Energia per la vita, accendiamo la luce a Cuba» ha raccolto circa 400.000 dollari grazie al contributo di diverse organizzazioni e singoli individui per installare pannelli solari in varie istituzioni, soprattutto nella regione orientale.

Ad oggi ne hanno beneficiato strutture dell’industria alimentare, dell’agricoltura e istituzioni culturali e sanitarie di Santiago de Cuba, Guantánamo, Granma e L’Avana.

La campagna è stata promossa dall’Associazione Ricreativa e Culturale Italiana (ARCI) e dalla sua ONG dedicata alle attività internazionali, dalla Confederazione Nazionale Italiana del Lavoro, dall’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, dall’Associazione Nazionale dei Partigiani, da organizzazioni sindacali e da settori della società civile.

Nell’ambito dell’iniziativa, in questi giorni sono in visita nel Paese diversi parlamentari, eurodeputati, rappresentanti delle organizzazioni partecipanti alla campagna e settori della società civile, con l’obiettivo di conoscere gli effetti devastanti dell’embargo e valutare i risultati della campagna.

Con la partecipazione dei compagni Abel Prieto Jiménez, presidente della Casa de las Américas, e Fernando González Llort, presidente dell’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli (ICAP), l’incontro è stato moderato da Daniel Lorenzi, dirigente dell’ARCI.

Walter Massa, membro dell’ARCI, ha espresso la sua gioia per essere tornato a Cuba e per aver potuto constatare ancora una volta la resistenza e la capacità di resilienza del popolo cubano; ciò ha rafforzato il suo impegno a continuare, una volta tornato in Europa, in Italia, a promuovere iniziative per aiutare il popolo cubano in un momento in cui ne ha tanto bisogno e a denunciare l’aggressione di cui è vittima da parte del governo degli Stati Uniti.

La nostra —ha sottolineato— non è una solidarietà di facciata, è una solidarietà essenziale, tra popoli, perché Cuba —ha affermato— è un simbolo della resistenza al capitalismo, a quel mondo che non vogliamo essere. Cuba ci insegna —ha affermato— che un altro mondo è possibile, e quello deve essere un mondo di pace.

L’eurodeputato Sandro Routelo, vicepresidente della Commissione politica euro-latina, si è detto sconvolto da tutto ciò che ha visto a Cuba a causa dell’aggressione di cui è vittima.

Il popolo cubano —ha denunciato— è vittima di un crimine silenzioso. Noi —ha aggiunto— siamo figli del dopoguerra, una generazione nata per la pace, per cui Cuba e il suo popolo «sono nei nostri cuori» e ci rafforzano nella lotta e nella necessità che nel mondo si affermi un nuovo diritto internazionale, che affronti e condanni i crimini che stanno commettendo personaggi come Trump e Netanyahu.

Oggi nel mondo si vive una situazione molto aggressiva, per cui credo che sia necessario, anzi urgente, un fronte progressista internazionale per affrontarla, ha sostenuto Routelo.

Stefania Ascari, deputata al Parlamento italiano del Movimento 5 Stelle, ha sottolineato che le donazioni che hanno portato sono solo un piccolo gesto verso il popolo cubano, e che essere qui — ha affermato — ci ha permesso di toccare con mano ciò che sta soffrendo, il genocidio economico, finanziario e commerciale di cui è vittima.

Cuba, ha sottolineato Ascari, sta subendo un embargo criminale, e noi ripartiamo da qui con una responsabilità enorme, schierandoci a favore del suo popolo, un popolo di pace che vuole la pace e che ha diritto alla pace.

Laura Boldrini, deputata del Partito Democratico e presidente della Camera dei Deputati italiana, ha commentato che venire a Cuba è per gli italiani un dovere, per ciò che Cuba ha fatto per l’Italia in un momento così difficile come è stata la pandemia di COVID-19.

Quando i cubani sono arrivati in Lombardia, ha ricordato, la pandemia aveva messo in ginocchio il nostro Paese, ma i medici cubani ci hanno infuso forza, ci hanno portato solidarietà e hanno dato fiducia al nostro sistema sanitario affinché potesse fornire una risposta efficace al COVID-19. Pertanto, in questi momenti di difficoltà che Cuba sta attraversando, abbiamo il dovere di ribadire la nostra solidarietà nei vostri confronti, ha affermato.

Fonte: Juventud Rebelde


Díaz-Canel ringrazia le organizzazioni italiane per la solidarietà dimostrata nei confronti di Cuba

Il presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel, ha sottolineato oggi l’incontro che ha avuto con i rappresentanti del progetto italiano “Energia per la vita”, che ha raccolto fondi per l’installazione di pannelli solari a Santiago de Cuba, Guantánamo, Granma e L’Avana.

Sul social network X, il capo di Stato ha definito l’incontro commovente e ha sottolineato che il rapporto tra i popoli di Cuba e dell’Italia è profondo.

Durante l’incontro, tenutosi ieri, il capo di Stato ha descritto l’iniziativa come una dimostrazione di sensibilità e comprensione nei confronti delle difficoltà che l’isola sta affrontando.

«Hanno dimostrato un’enorme sensibilità, un’enorme comprensione dei nostri problemi e ci manifestano anche un enorme sostegno», ha affermato.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Granma, il progetto ha raccolto circa 400 mila dollari, donati da organizzazioni e privati, destinati principalmente alle istituzioni della zona orientale del Paese.

Ad oggi, i fondi sono stati destinati a strutture dell’industria alimentare, dell’agricoltura, nonché a centri culturali e sanitari.

La campagna è stata promossa dall’Associazione Ricreativa e Culturale Italiana (ARCI) e dalla sua ONG internazionale, insieme alla Confederazione Nazionale Italiana del Lavoro, all’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, all’Associazione Nazionale dei Partigiani, alle organizzazioni sindacali e a settori della società civile.

Díaz-Canel ha ricordato di aver potuto constatare i risultati dell’iniziativa durante le visite in luoghi come la Casa della Cultura di El Cobre e ha sottolineato il valore della presenza italiana in un momento complesso per Cuba.

«Il fatto che voi siate presenti oggi qui, a Cuba, proprio in questi momenti così difficili, è un segno di coraggio, perché sappiamo quanto sia difficile oggi venire a Cuba», ha affermato.

Walter Massa, membro dell’ARCI, ha espresso la propria soddisfazione per il ritorno a Cuba e ha ribadito l’impegno a continuare a promuovere iniziative a sostegno del popolo cubano.

«La nostra non è una solidarietà di facciata, è una solidarietà essenziale, tra popoli, perché Cuba è un simbolo della resistenza al capitalismo, a quel mondo che non vogliamo essere», ha sottolineato, aggiungendo che Cuba «ci insegna che un altro mondo è possibile, e quello deve essere un mondo di pace».

L’eurodeputato Sandro Routelo, vicepresidente della Commissione politica euro-latina, ha denunciato che contro Cuba «si sta perpetrando un crimine silenzioso».

Sulla stessa linea, la deputata del Movimento 5 Stelle, Stefania Ascari, ha definito le donazioni un piccolo gesto e ha denunciato il «genocidio economico, finanziario e commerciale» che, ha detto, l’isola sta subendo. «Cuba sta subendo un embargo criminale, e noi ce ne andiamo da qui con una responsabilità altissima», ha affermato.

La deputata del Partito Democratico ed ex presidente della Camera dei Deputati italiana, Laura Boldrini, ha ricordato l’aiuto cubano durante la pandemia di Covid-19 in Lombardia.

«Quando i cubani sono arrivati in Lombardia, la pandemia aveva messo in ginocchio il nostro Paese, ma i medici cubani ci hanno infuso forza e ci hanno portato solidarietà», ha ricordato, concludendo: «In questi momenti di difficoltà che Cuba sta attraversando, abbiamo il dovere di ribadire la nostra solidarietà nei vostri confronti».


L’Italia porta a Cuba solidarietà ed energia solare in tempi difficili

«I legami storici che uniscono il popolo cubano e quello italiano sono davvero profondi», ha sottolineato il primo segretario del Comitato Centrale del Partito e presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, rivolgendosi ai rappresentanti del progetto italiano «Energia per la vita, accendiamo la luce a Cuba», con i quali ha avuto un incontro giovedì sera.

Il capo di Stato ha intrattenuto un ampio dialogo con eurodeputati, deputati del Parlamento nazionale e rappresentanti della società civile, membri del movimento di solidarietà con Cuba in Italia che, dalla metà del 2024, promuovono questo progetto.

Si tratta di una campagna volta a raccogliere fondi per l’installazione di pannelli solari fotovoltaici in diverse istituzioni del Paese. Attualmente, una delegazione dei suoi promotori si trova sull’isola per dialogare con il popolo cubano, le sue istituzioni e le autorità.

Nel riceverli, Díaz-Canel ha definito i popoli di Cuba e dell’Italia come due popoli che si distinguono «per il modo in cui difendiamo le nostre patrie, per le nostre culture, per il nostro modo di essere; siamo allegri, siamo ottimisti, non ci lasciamo abbattere, e siamo popoli dignitosi, e credo che sia per questo che ci capiamo così bene».

Nel valutare la nascita di questo progetto di solidarietà con il nostro Paese, ha sottolineato come le rappresentanze della società civile italiana e diverse organizzazioni si siano unite per dare vita a un’unica carovana diretta a Cuba, dimostrando così — ha aggiunto — «un’enorme sensibilità, un’enorme comprensione dei nostri problemi, e manifestandoci anche un enorme sostegno».

Il presidente li ha ringraziati per la realizzazione della campagna «Energia per la vita, accendiamo la luce a Cuba», i cui benefici ha potuto constatare durante le visite nei vari territori, come alla Casa della Cultura di El Cobre, dove gli hanno raccontato — ha riferito — di tutto ciò che voi avevate contribuito; un aiuto che è stato ricevuto — ha sottolineato — anche nei centri sanitari, nelle strutture culturali e in altre istituzioni di diverse regioni del Paese.

Il fatto che siate presenti oggi qui, a Cuba, proprio in questi momenti così difficili — ha ribadito Díaz-Canel Bermúdez —, è un’espressione di coraggio, perché sappiamo — ha detto — «quanto costi oggi venire a Cuba»; del «coraggio che bisogna avere per venire a Cuba».

«Noi — ha detto — siamo messi al bando, siamo sotto i riflettori internazionali, soprattutto dal punto di vista comunicativo, come se fossimo il paese più terribile dell’universo. E quella propaganda, quella costruzione mediatica, non è opera di chiunque, ma della potenza più forte del mondo, quella che ha il controllo sui principali mezzi di comunicazione, sui social network e che è alla guida di tutta questa campagna di disinformazione mediatica nei confronti di Cuba».

Per Cuba, una solidarietà fondamentale, tra i popoli

Il progetto “Energia per la vita, accendiamo la luce a Cuba” ha raccolto circa 400.000 dollari, grazie al contributo di diverse organizzazioni e singoli cittadini, per installare pannelli solari in varie istituzioni, soprattutto nella regione orientale.

Ad oggi ne hanno beneficiato strutture dell’industria alimentare, dell’agricoltura e istituzioni culturali e sanitarie di Santiago de Cuba, Guantánamo, Granma e L’Avana.

La campagna è stata promossa dall’Associazione Ricreativa e Culturale Italiana (ARCI) e dalla sua ONG dedicata alle attività internazionali; dalla Confederazione Nazionale Italiana del Lavoro; dall’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba; dall’Associazione Nazionale dei Partigiani; da organizzazioni sindacali e da settori della società civile.

Nell’ambito dell’iniziativa, in questi giorni stanno visitando il Paese, con l’obiettivo di conoscere gli effetti devastanti dell’embargo e valutare i risultati della campagna, diversi parlamentari, eurodeputati, rappresentanti delle organizzazioni partecipanti alla campagna e settori della società civile.

Con la partecipazione dei compagni Abel Prieto Jiménez, presidente della Casa de las Américas, e Fernando González Llort, presidente dell’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli (ICAP), l’incontro è stato moderato da Daniel Lorenzi, dirigente dell’ARCI.

Walter Massa, membro dell’ARCI, ha espresso la sua gioia per essere nuovamente a Cuba e per aver potuto constatare ancora una volta la resistenza e la capacità di resilienza del popolo cubano, rafforzando così il proprio impegno a continuare, una volta tornato in Europa, in Italia, a promuovere iniziative per aiutare il popolo cubano in un momento in cui ne ha tanto bisogno e a denunciare l’aggressione di cui è vittima da parte del governo degli Stati Uniti.

«La nostra — ha sottolineato — non è una solidarietà di facciata, è una solidarietà essenziale, tra popoli, perché Cuba — ha affermato — è un simbolo della resistenza al capitalismo, a quel mondo che non vogliamo essere. Cuba ci insegna — ha affermato — che un altro mondo è possibile, e quello deve essere un mondo di pace».

L’eurodeputato Sandro Routelo, vicepresidente della Commissione politica euro-latina, si è detto sconvolto da tutto ciò che ha visto a Cuba a seguito delle violenze di cui è vittima.

Il popolo cubano — ha denunciato — è vittima di un crimine silenzioso. Noi —ha aggiunto— siamo figli del dopoguerra, una generazione nata per la pace, per cui Cuba e il suo popolo «sono nei nostri cuori» e ci rafforzano nella lotta e nella necessità che nel mondo si affermi un nuovo diritto internazionale, che affronti e condanni i crimini che stanno commettendo personaggi come Trump e Netanyahu.

«Oggi nel mondo c’è una situazione molto aggressiva, per cui credo che sia necessario, e urgente, un fronte progressista internazionale per affrontarla», ha sostenuto Routelo.

Stefania Ascari, deputata al Parlamento italiano del Movimento 5 Stelle, ha sottolineato che le donazioni che hanno portato sono solo un piccolo gesto verso il popolo cubano, e che essere qui — ha affermato — ci ha permesso di toccare con mano ciò che sta soffrendo, il genocidio economico, finanziario e commerciale di cui è vittima.

Cuba, ha sottolineato Ascari, sta subendo un embargo criminale, e noi ripartiamo da qui con una responsabilità altissima, schierandoci a favore del suo popolo, un popolo di pace che vuole la pace e che ha diritto alla pace.

Laura Boldrini, deputata del Partito Democratico e presidente della Camera dei Deputati italiana, ha commentato che venire a Cuba è per gli italiani un dovere, in considerazione di ciò che Cuba ha fatto per l’Italia in un momento così difficile come è stata la pandemia di COVID-19.

Quando i cubani sono arrivati in Lombardia, ha ricordato, la pandemia aveva messo in ginocchio il nostro Paese, ma i medici cubani ci hanno infuso forza, ci hanno portato solidarietà e hanno dato fiducia al nostro sistema sanitario affinché potesse fornire una risposta efficace al COVID-19. Pertanto, in questi momenti di difficoltà che Cuba sta attraversando, abbiamo il dovere di ribadire la nostra solidarietà nei vostri confronti, ha affermato.

Fonte: CUBADEBATE

Traduzioni: italiacuba.it

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