La sfida è ardua, ma non ci fermeremo

Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha ribadito oggi la volontà del popolo cubano, con il Partito e il governo in prima linea, di attuare le trasformazioni socioeconomiche approvate dall’Assemblea Nazionale del Potere Popolare. Il capo di Stato ha condotto il podcast «Desde la Presidencia»; data la sua rilevanza, l’Agenzia Cubana di Stampa riporta integralmente il testo di quanto espresso nel corso della trasmissione.
Díaz-Canel sulle trasformazioni: «La sfida è ardua, ma non ci fermeremo»
Il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, ha condotto questa settimana un nuovo podcast intitolato «Desde la Presidencia», dedicato alle trasformazioni economiche e sociali che il Paese sta attraversando. Nel corso della trasmissione è stato affiancato dal membro dell’Ufficio Politico e Primo Ministro della Repubblica di Cuba, Manuel Marrero Cruz, nonché dalla ministra della Giustizia, Rosabel Gamón Verde.
Torna la trasmissione «Desde la Presidencia» – podcast condotto dal Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba, Miguel Díaz-Canel Bermúdez –; e questa volta con un tema di grande attualità e di particolare importanza: le 176 trasformazioni economiche e sociali in cui è immersa la nazione per liberare le potenzialità economiche, senza trascurare la dimensione sociale dell’insieme dei cambiamenti.
In compagnia del membro dell’Ufficio Politico e Primo Ministro della Repubblica di Cuba, Manuel Marrero Cruz, nonché della ministra della Giustizia, Rosabel Gamón Verde, il Capo dello Stato ha affermato che gli ultimi mesi sono stati molto intensi, perché «stavamo tutti lavorando alla definizione delle trasformazioni economiche e sociali», e su altri compiti di grande importanza, quali le attività per il centenario della nascita di Fidel e altri eventi politici rilevanti per il Paese.
Si conclude – ha riflettuto il capo di Stato – un ciclo di analisi, proposte e discussioni guidate dal Partito Comunista nei suoi ultimi Congressi, insieme alle successive valutazioni. I cambiamenti che l’Isola sta affrontando, ha affermato, costituiscono «un processo necessario per affrontare in modo creativo il principale ostacolo allo sviluppo economico, sociale e umano del nostro Paese».
Díaz-Canel ha sottolineato che «ci troviamo in un momento di emergenza, in condizioni di guerra contro Cuba». Il capo di Stato ha denunciato che «è in corso una guerra multidimensionale, una guerra economica, ideologica, culturale e anche comunicativa».
Non si tratta, ha affermato, di una guerra qualsiasi, bensì delle cosiddette guerre di quarta generazione, con misure coercitive che «si intensificano con lo scopo di soffocare l’economia, e di una guerra mediatica totale».
Il dignitario ha spiegato che, poiché lo stato delle Trasformazioni è stato analizzato nell’ultimo Consiglio dei Ministri, ha voluto invitare al podcast – in questo primo episodio della seconda stagione di «Desde la Presidencia» – il Primo Ministro della Repubblica e la ministra della Giustizia, per condividere con il popolo «gli elementi fondamentali delle analisi svoltesi nel principale organo esecutivo della nazione».
Cosa è stato fatto; quali progressi sono stati compiuti e a che punto siamo? Quale risposta possiamo dare a chi sostiene che tutto questo rimarrà solo sulla carta? Il dignitario ha rivolto tali domande al Primo Ministro, il quale, tra le altre cose, ha fatto riferimento ai tre mesi trascorsi da quando sono state elaborate e approvate le Riforme economiche e sociali.
Queste trasformazioni – ha affermato Marrero Cruz – sono “il Cosa”, una “decisione politica secondo cui dobbiamo trasformare la nostra economia”. E ha subito aggiunto: “A cosa ci siamo dedicati in questi tre mesi?”. Ha poi risposto che si sono dedicati a “scrivere, a definire il Come”, ovvero le modalità di attuazione delle trasformazioni.
È stato un periodo, ha detto, dedicato a «redigere quelle politiche e le norme giuridiche che le sostengono, per poter poi passare alla fase successiva, ovvero quella dell’attuazione, affinché si comincino a vedere i risultati».
È stato un lavoro arduo, non privo di insoddisfazioni fintanto che non si vede il risultato desiderato, ha osservato Marrero Cruz, che in seguito ha fatto riferimento alla sfida di dover cercare un equilibrio tra l’aspetto economico e quello sociale. Il Capo del Governo non ha trascurato gli attacchi del nemico né i dubbi degli amici, di molte persone preoccupate dalla possibilità che i cambiamenti rappresentino «una svolta verso il capitalismo».
Riguardo a quanto è stato elaborato e approvato, il Primo Ministro ha affermato che si tratta di «una decisione totalmente sovrana», che non risponde a pressioni esterne. Il membro dell’Ufficio Politico ha ricordato che era necessario un processo di cambiamenti molto più profondo, e che così sono nate le Trasformazioni, le quali – ha sottolineato – mirano a rafforzare il socialismo cubano, senza trascurare «l’equilibrio in materia sociale».
Le Trasformazioni, che in campo economico sono forti e profonde, devono rafforzare – ha affermato il Capo del Governo – le «necessarie trasformazioni sociali».
Riguardo alla speculazione e ai legittimi dubbi che sono stati sollevati sul fatto che tutto rimarrà solo sulla carta, Marrero Cruz ha sottolineato che «noi abbiamo piena fiducia e certezza» in ciò che si sta facendo. In questi tre mesi, ha precisato, «sono state elaborate, in modo minuzioso, 160 proposte di attuazione; vale a dire che mettono in atto 160 trasformazioni; e per sostenerle giuridicamente, sono state elaborate e approvate 197 norme giuridiche».
Il Capo del Governo ha affermato che si dispone già di una base per l’elaborazione di «quel “come”» che lui stesso aveva già spiegato. E ha sottolineato che, in sostanza, si stanno abbattendo limiti, ostacoli e burocrazie inutili: «Abbiamo già la strada spianata per andare avanti; e infatti si sta procedendo e si vedono già i risultati, anche se non si percepisce ancora quel miglioramento nella qualità della vita della popolazione; ma stiamo avanzando poco a poco in questo processo».
Tale processo – ha spiegato – crea le condizioni per la fase finale, ovvero quella della concretizzazione delle Trasformazioni. E a quel punto delle sue riflessioni, Marrero Cruz ha fatto un resoconto delle decisioni che sono state prese: in primo luogo, trasformare gli attori economici – a partire dall’Impresa Statale Socialista, per la quale sono state concepite 17 trasformazioni-.
Per quanto riguarda il tessuto economico, il Capo del Governo ha osservato che occorre tenere conto di tutti gli attori, sia statali che non statali; ha inoltre sottolineato che negli ultimi tre mesi sono state autorizzate oltre 3.600 nuove micro, piccole e medie imprese (MIPIME). Attualmente a Cuba, ha affermato, ci sono 16.100 micro, piccole e medie imprese (MIPMIE); 448 cooperative non statali (CNE); e oltre 385.000 lavoratori autonomi (TCP).
«Tutto ciò – ha commentato – va ad arricchire il tessuto imprenditoriale statale, e si tratta di attori economici ai quali sono stati rimossi tutti gli ostacoli, tutti gli impedimenti affinché possano produrre di più», ha sottolineato.
In tutto ciò che è stato progettato – ha affermato Marrero Cruz – si è tenuto in grande considerazione «l’impatto sociale». In tal senso, ha messo in evidenza decisioni quali l’aumento salariale nel settore finanziato dal bilancio, o l’identificazione, grazie al supporto di esperti, delle persone che si trovano in condizioni di maggiore vulnerabilità. Riguardo a quest’ultimo aspetto, ha chiarito che esiste un margine per includere coloro che appartengono a tale gruppo e che ancora non ne fanno parte. L’obiettivo, ha espresso, è garantire una protezione sociale a chi ne ha più bisogno.
Il Capo dello Stato ha parlato anche di aumentare gli incentivi per la coltivazione della terra e di integrare in modo fluido il settore non statale nel tessuto economico, poiché tali aspirazioni fanno parte delle Trasformazioni necessarie. E non ha tralasciato la logica insoddisfazione della popolazione per le difficoltà del Sistema Elettrico Nazionale (SEN), né le soluzioni che si intravedono con il cambiamento del mix energetico.
Le trasformazioni dei trasporti; gli investimenti esteri; l’autonomia comunale intesa come «trasformazione profonda»; il sistema bancario e finanziario. Il Capo del Governo ha parlato di questi temi, poiché sono aspetti fondamentali della vita del Paese, in cui le Trasformazioni devono e dovranno operare.
«Siamo convinti che questa sia la strada giusta», ha affermato il Primo Ministro della Repubblica di Cuba.
Quanto tempo ci vorrà per vedere i risultati?
Il presidente Díaz-Canel ha sollevato altre domande: in quanto tempo si potranno iniziare a vedere i risultati nella vita quotidiana dei cubani? Quando si potranno vedere i benefici? A questo proposito, Marrero Cruz ha affermato che sono domande che molti si pongono.
Le trasformazioni, ha detto, non possono essere viste come qualcosa di quantitativo, ma come qualcosa di qualitativo. Lo ha espresso in questi termini perché tutto ciò che è stato fatto – ha sottolineato – crea le condizioni per poter apprezzare i risultati attesi.
Il Capo del Governo ha riconosciuto che la gente noterà l’impatto quando ci saranno meno blackout, meno carenze idriche, più offerta e prezzi migliori. Ha ricordato che il contesto è molto complesso, ma che comunque «le condizioni ci sono» per registrare progressi.
«Non permetteremo», ha sottolineato, «che le trasformazioni rimangano solo sulla carta».
Il fondamento giuridico
Per affrontare la questione della certezza del diritto nel contesto delle Trasformazioni, il presidente Díaz-Canel ha invitato la ministra Rosabel a esporre le sue idee su quanto è stato fatto finora dal punto di vista normativo.
La ministra ha quindi ricordato che sin dall’inizio è stato istituito un gruppo giuridico per garantire la qualità e l’agilità del processo di elaborazione normativa. Ha inoltre fatto riferimento a un calendario legislativo che, in via preliminare, ha individuato 138 disposizioni giuridiche a sostegno dell’attuazione delle Trasformazioni.
«Possiamo dirvi che in questi tre mesi – luglio, agosto e settembre – di quelle 138 disposizioni giuridiche individuate all’inizio, ben 105 sono già state elaborate, riviste e approvate», ha precisato la ministra.
«Disponiamo di 197 disposizioni giuridiche pronte per l’attuazione delle Trasformazioni», ha affermato Rosabel, che ha inoltre parlato di come siano stati ridotti i tempi di elaborazione normativa e di come sia stata disposta la pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica di Cuba, di tutte le norme, affinché i soggetti interessati possano padroneggiarne ogni contenuto.
La ministra ha ribadito che si lavora con rigore per garantire l’efficacia e la rilevanza del processo di supporto normativo; e non ha tralasciato l’importante ruolo che i giuristi devono svolgere nella conduzione di un processo che deve avvenire nel rispetto della legge.
«Come evitiamo che qualche istituzione voglia modificare alcune delle norme?», ha chiesto il Capo dello Stato, al che Rosabel ha affermato che il processo così concepito non lascia spazio affinché ciò avvenga, né dà adito a contraddizioni tra norme di rango inferiore e altre di rango superiore.
«La cosa più importante in questo contesto è il processo di monitoraggio e controllo», ha sottolineato la responsabile, che ha anche parlato dell’importanza di garantire che le Trasformazioni siano attuate nel rigoroso rispetto delle norme giuridiche.
La resistenza di un popolo
Verso la fine del podcast, il presidente Díaz-Canel ha affermato che «si è lavorato con grande responsabilità, con grande tenacia e con grande volontà affinché questo processo proceda bene». E in seguito ha sottolineato che nelle opinioni raccolte tra la popolazione, in merito alle Trasformazioni, emerge un senso di resilienza nazionale, di resistenza creativa incentrata sulla sovranità e sulla decisione di difendere la Rivoluzione e il socialismo.
Il capo di Stato ha parlato anche dei dubbi, delle preoccupazioni e delle insoddisfazioni di coloro che si interrogano sulla direzione delle Trasformazioni. Díaz-Canel Bermúdez ha inoltre accennato ai vari suggerimenti emersi dalla popolazione. «Credo», ha detto, «che questo faccia parte del dibattito popolare, del dibattito collettivo che tutti insieme dobbiamo sviluppare».
Quel sondaggio di opinione a cui ha fatto riferimento il Capo dello Stato offre lo spunto per «affrontare con la massima trasparenza questi temi» nei prossimi programmi, ha aggiunto.
Il presidente ha voluto sottolineare che la costruzione del consenso per l’attuazione delle Trasformazioni è un processo dialettico, al quale possono aggiungersi idee in modo costante.
«Credo che la sopravvivenza della Rivoluzione sia la prova migliore che siamo sulla strada giusta, perché siamo stati sottoposti a un attacco spietato, a un’aggressione spietata, a una pratica genocida e criminale da parte dell’amministrazione degli Stati Uniti».
«La sfida è ardua, ma non ci fermeremo», ha affermato il presidente, sottolineando che «il nostro impegno è quello di non fermarci e di continuare ad essere coerenti e costanti nell’attuazione delle Trasformazioni».
Fonte: acn
Traduzione: italiacuba.it


































