I nostri Presidenti

I nostri Presidenti

ARNALDO CAMBIAGHI – IL CORAGGIO E L’EMOZIONE DELLA SOLIDARIETA’

Arnaldo Cambiaghi, fondatore e primo Presidente dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, una delle figure fondamentali della solidarietà internazionalista italiana con Cuba, i ricordi, gli aneddoti e le storie di chi collaborò in vario modo con lui. Partigiano fin da giovanissimo e instancabile lottatore impegnato sia nella vita politica italiana, sia nella difesa e nella solidarietà con Cuba e con la sua Rivoluzione socialista.

La sua storia è una sorta di rilettura della storia repubblicana, una cavalcata nel mare dei ricordi, delle emozio­ni e nella storia personale di que­st’uomo che si intreccia con quel­la di questo paese: dalla Resisten­za fino alla solidarietà con la rivo­luzione cubana passando per le lotte sindacali delle mondine pavesi fino alla sua intuizione del turismo politico con paesi sociali­sti prima ignorati.

Il turismo come strumento di conoscenza e di lotta politica.

Cambiaghi, in pochi lo sanno, fu il primo a rompere il blocco Usa a Cuba organizzando dall’Italia viaggi politici di conoscenza a Cuba. Arnaldo Cambiaghi, negli anni della sua presidenza in Italia-Cuba, trasformò un’associazione fatta di pochi circoli territoriali in una grande associazione nazionale con una propria capacità d’inci­dere anche nel tessuto sociale e politico del paese a sostegno della rivoluzione cubana e della solida­rietà con questa piccola grande isola del Caribe che ha cambiato la storia del Novecento e ancor oggi riesce a essere un punto di riferimento nel mondo, infati­cabile costruttore di pace, un uomo che ha dedicato tutta la sua vita alla pratica della solidarietà internazionalista, al sostegno della rivoluzione cubana, all’affer­ mazione degli ideali comunisti.

Ci sarebbero da scrivere interi libri di aneddoti su diverse situazioni in cui è stato protagonista, ma la sua caratteristica è sempre stata la semplicità e il contatto con le persone più umili.

Da lui abbiamo ricevuto grandi insegnamenti politici e di vita quotidiana. Aveva una grandissima capacità di capire situazioni complesse e di arrivare subito al nocciolo della questione per risolverle.

Se oggi l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba è arrivata alla soglia dei sessant’anni di esistenza lo dobbiamo soprattutto a lui e alla sua volontà di non arrendersi mai di fronte alle difficoltà, per grandi che queste fossero.


ROBERTO FORESTI

Ricordare tutte le iniziative e le lotte che Roberto ha fatto nella sua purtroppo breve vita. Proviene da una famiglia comunista, quindi antifascista. Nella sua gioventù, la lotta di classe, l’antifascismo e l’internazionalismo per i giovani comunisti era il pane quotidiano.

Come si usa dire, cominciò presto e alla base del suo lottare vi era il quasi obbligo di sapere cosa fare e dire in qualsiasi occasione. E per far questo era d’obbligo studiare e conoscere il mondo ed i pericoli che si vivevano in quel periodo di “guerra fredda” contro il comunismo e le lotte di liberazione dal colonialismo e dall’imperialismo. Erano i tempi della guerra di liberazione del Viet-Nam che, dopo la sconfitta dei francesi, si ripropose contro gli Usa sino al 1975. Erano i momenti in cui a Cuba, alla guida del Comandante Fidel Castro, del Che e di Camilo Cienfuegos, si lottava per battere sia il dittatore amico dell’imperialismo e gli Usa che, dall’inizio del secolo, aveva occupato illegalmente all’est dell’isola la base di Guantanamo. Vinsero i Rivoluzionari che poco dopo, nell’aprile 1961, sconfissero la tentata invasione alla “baia dei porci” in sole 72 ore, l’imperialismo Usa complice e mandante dei controrivoluzionari.

Era il periodo del secondo assalto degli Usa a Cuba nel 1962, fase che è andata sotto il titolo della “crisi dei missili” dove, al grido “giù le mani da Cuba”, durante lo sciopero e la manifestazione indetta dalla CGIL di Milano morì investito da una Jeep della “celere” il giovane studente comunista Giovanni Ardizzone. Come era prevedibile i primi passi di Roberto furono l’impegno nel sindacato di classe: la CGIL nel settore elettrici.

Fece parte sia della Segreteria di Milano e del C.C. nazionale della FNLE-CGIL. In questo impegno sono note le iniziative e l’impegno per la liberazione della Palestina, per l’adozione a distanza della campagna “Salam ragazzi dell’Ulivo”, ma anche con la raccolta e spedizione di materiale per il Popolo Palestinese e per l’O.L.P. in lotta contro l’occupante Israele.

Partecipò anche alle lotte e manifestazioni del “Movimento Studentesco” e poi nel P.C.I. Anche in questa esperienza era tra i compagni che diedero vita alla Rivista “Interstampa”, assieme ai compagni che fondarono la Cooperativa “Aurora” dove, qualche anno dopo nacque il Circolo Culturale “Concetto Marchesi”.

Era anche il periodo della lotta vittoriosa nel luglio 1979 del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale del Nicaragua contro il solito dittatore pluriassassino sostenuto dai soliti Usa. Anche qui, assieme al sindacato ed ai compagni, divenne un grande attivista della campagna di solidarietà con il Nicaragua, contribuendo attivamente ad un progetto che riguardava la “Regione Speciale” di San Carlos, confinante con il Costa Rica, da dove partivano gli attacchi dei controrivoluzionari della “contras” contro gli “asientamentos”. Anche in questo caso la “contras” era finanziata con soldi Usa cavati anche con la vendita di contrabbando, proibita dalle legge Usa (la famosa crisi Iran-Contras che coinvolse il Presidente Reagan).

Il Progetto elaborato in accordo con le istituzioni nicaraguensi fu chiamato “RED RADIOS”. Serviva, in caso di attacco della “contras”, a queste fattorie di poter contattare e chiedere l’intervento dell’esercito rivoluzionario. Era un importante progetto che purtroppo naufragò quando il 25 febbraio 1990 vinse le elezioni la destra nicaraguense della UNO. Dopo il viaggio nel mese di marzo si rese conto dell’impossibilità di ultimare il progetto e, purtroppo, terminò in un nulla di fatto.

Era anche il periodo della crisi acuta che terminò con la fine dell’URSS. In quel periodo la svolta decisiva: la solidarietà e l’impegno passò dal Nicaragua a Cuba. Inizialmente con l’accordo di solidarietà e cooperazione tra il sindacato Elettrico CGIL e la UNE (Unione Nazionale di Elettricità) e successivamente, all’inizio del “periodo speciale”, con progetti e prodotti inizialmente finanziati per il Nicaragua. Ci si avvicinava anche alla fase della fine del PCI e la nascita del Partito della Rifondazione Comunista al quale il compagno Foresti aderì da subito.

Il resto è il suo grande contributo ed impegno all’interno dell’Associazione Nazionale, con progetti e “gemellaggi” tra Regioni italiane e Provincie cubane. Su proposta del grande Arnaldo “Cambiaghino”, all’epoca ancora Presidente nazionale dell’Associazione di Amicizia Italia-Cuba, Roberto Foresti fu eletto Presidente al Congresso del 2001.

La nostra Associazione ha saputo, specialmente sotto la guida di Roberto, mantenere un rigore politico e una trasparenza operativa assolutamente inconfutabili, confermandosi ancora una volta, dopo tanti anni di vita, la più coerente, robusta e dinamica realtà nel mondo della solidarietà con i popoli oppressi, aggrediti, resistenti. A volte mi capita, nelle iniziative pubbliche, di descrivere la nostra associazione, ramo italiano di quella fioritura che da Cuba si va estendendo su prati sempre più vasti del mondo, come una di quelle casamatte nelle quali Gramsci vedeva i baluardi della resistenza e gli avamposti della lotta nel cammino  verso il futuro. Un futuro che Cuba ci ricorda potrà esserci solo se sarà rivoluzionario. Ne consegue: oggi e sempre resistenza! Così disse Roberto Foresti all’Avana in un primo maggio di questi anni, tra partigiani e combattenti.

Dopo il primo mandato fu colpito improvvisamente da una grave incurabile malattia che pose fine alla sua vita il 28 aprile 2006 quasi in contemporanea con la partenza di un viaggio a Cuba per il 1° maggio organizzato dall’Associazione. Dopo questi brevi e forse confusi ricordi si capisce il perché è stato prodotto il libro “Roberto”, libro che per chi volesse saperne di più, è ancora disponibile presso la nostra Associazione Nazionale.

Roberto ci lasciò il 28 aprile del 2006 – qui sotto il testo dell’allora Segreteria Nazionale

Oggi pomeriggio è mancato Roberto Foresti, Presidente dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia Cuba.
Aveva 61 anni e  dal dicembre 2001 era alla testa di questa organizzazione di  solidarietà con la Rivoluzione Cubana.
Persona riservata, ha sempre  goduto della stima di tutti per le sue capacità e per l’impegno con cui  ha portato avanti tutti i suoi incarichi, prima nel sindacato e poi nel mondo del volontariato. Nonostante la malattia, ha continuato a  svolgere il suo ruolo lavorando per l’Associazione.
Roberto Foresti era anche Vice-Presidente di mediCuba Europa, l’organizzazione presente  in diversi paesi europei che si occupa di progetti di solidarietà con Cuba nel campo della salute.
Sentiamo nostro dovere, come Roberto Foresti ci ha insegnato e come avrebbe voluto, continuare con tutto il nostro impegno nella nostra attività di solidarietà con il popolo cubano e con la sua Rivoluzione.

La Segreteria Nazionale
Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba


SERGIO MARINONI

Neppure nei momenti peggiori ho pensato che la Rivoluzione cubana si sarebbe arresa

La sua storia d’amore con la Rivoluzione cubana ha avuto inizio oltre 40 anni fa, quando i media del suo paese hanno speculato circa l’ improvvisa scomparsa di Ernesto Che Guevara negli anni ’60.

“Il mio primo viaggio è stato nel 1971. Mi aveva colpito la gentilezza e la tranquillità della gente. Sono rimasto per 15 giorni e ho imparato molto, soprattutto leggendo la stampa cubana del tempo. Per me è sempre stato molto importante lavorare come volontario per un popolo che per molti anni ha subito le devastazioni del blocco e tutte le sciocchezze che pubblicano in televisione e sui giornali all’estero”.

Un articolo del novembre CUBADEBATE scriveva così di Sergio: Sergio Marinoni non si intervista, con Sergio Marinoni semplicemente si conversa. Un cubano trova difficile non commuoversi con la vita di questo uomo, che ha il merito di essere il Presidente della Associazione di Amicizia Italia-Cuba


IRMA DIOLI

 

Presidente dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba da marzo 2018. Nel suo discorso di investitura con fermezza asseriva:

“Il complesso momento internazionale per il futuro di Cuba e del resto delle nazioni dell’America Latina e dei Caraibi, costrette a fare fronte a una nuova offensiva dell’imperialismo e della destra, ci impone di rilanciare al massimo la nostra azione e di sfruttare tutte le potenzialità dell’ANAIC.

In tale direzione sappiamo di poter contare sull’impegno dei dirigenti, dei militanti e dei soci tutti.

La collaborazione e disponibilità reciproca saranno essenziali per continuare a difendere Cuba e il diritto inalienabile alla sua indipendenza e sovranità.

La resistenza del popolo cubano è la nostra resistenza e speranza per un mondo migliore e più equo. Viva Cuba! Viva la Rivoluzione!”

Nel 2021 Irma Dioli prese la difficile e dolorosa decisione di dimettersi a causa di problemi di salute.

Ringraziando i componenti del CDN, della Segreteria, tutte e tutti i componenti dei vari organismi dell’Associazione, i Segretari dei Circoli e gli Iscritti nonché tutti i collaboratori disse:

“sono onorata per aver rappresentato la più grande organizzazione europea in appoggio a Cuba. In un clima di palese emozione si è detta certa e fiduciosa nella capacità e passione di chi le subentrerà, a garanzia dell’impegno di solidarietà dell’Associazione verso Cuba, la sua Rivoluzione e il suo Popolo”.


MARCO PAPACCI – ATTUALE PRESIDENTE

Il 7 marzo 2021 a Milano, il Comitato Direttivo Nazionale dell’Associazione di Amicizia Italia-Cuba, eleggeva il già Vicepresidente Marco Papacci a Presidente.

Entrato nell’Associazione nel 1988, ha dal 1993 rivestito il ruolo di Segretario del circolo di Roma; è componente del CDN dal 2002 mentre fa parte della Segreteria Nazionale dal 2010 ad oggi. Ha rappresentato l’Associazione Nazionale in molti convegni nazionali ed internazionali e nel 2006 ha ricevuto la Medaglia dell’Amicizia dal Consiglio di Stato della Repubblica di Cuba, per il lavoro svolto in solidarietà con la Rivoluzione Cubana.

Il neo Presidente Marco Papacci dichiarò:

“Assumendo l’incarico assegnatogli con votazione dal CDN, il neo Presidente ha innanzitutto ringraziato la compagna e amica Presidente uscente Irma Dioli, per l’encomiabile abnegazione dimostrata verso la causa della Rivoluzione cubana, per la grande, qualificata e di assoluta eccellenza mole di lavoro realizzata durante il suo mandato verso lo sviluppo e il rilancio dell’Associazione. Il nuovo Presidente ha voluto ricordare tra le tante azioni svolte sotto la presidenza di Irma Dioli, anch’essa insignita della Medaglia dell’Amicizia da parte del Consiglio di Stato della Repubblica di Cuba nel 2000, la lettera scritta al Ministro della Salute Roberto Speranza , che ha successivamente permesso l’arrivo in Italia delle Brigate mediche cubane del Contingente Henry Reeve.

Ha poi dichiarato di essere consapevole delle responsabilità connaturate al ruolo che oggi viene chiamato a ricoprire, così come delle difficoltà che andranno affrontate per il bene presente e futuro dell’Associazione.

Da un punto di vista programmatico, in continuità e assonanza con la precedente presidenza, ha voluto ribadire la necessità di confermare e implementare, anche in occasione dei 60 anni della fondazione dell’Associazione, la campagna contro il Blocco degli Stati Uniti ed i progetti già in essere come le raccolte fondi per le necessità sanitarie cubane (farmaci antitumorali pediatrici, sostegno IPK e Finlay vaccini) acquisto e invio di macchinari per l’estrazione dei principi attivi delle piante medicinali per la produzione finale di farmaci, la campagna per il riconoscimento del premio Nobel per la pace alla Brigata Henry Reeve.

Infine, ringraziando tutti i componenti del CDN per il loro sostegno e le loro richieste, ha sollecitato la loro disponibilità a dedicare le loro migliori energie per superare insieme l’attuale complicata fase sociale e sanitaria, che anche l’Associazione sta vivendo”.