La guerra mediatica contro Cuba è finanziata dagli yankee

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Il deficit fiscale degli USA nel 2023 è aumentato da 1,4 a 1,7 trilioni di $, il che significa un aumento dal 5,3% al 6,3% del PIL. Si tratta di uno dei livelli più alti tra le economie dei paesi sviluppati, una situazione che non si osservava negli USA dagli anni ’60, superata solo nella recessione sofferta dal 2009 al 2012 e durante la pandemia di Covid-19 nel 2020 – 2021.

Tuttavia, il presidente Joe Biden ha inviato all’Ucraina un totale di oltre 76 miliardi di $, tra il 24 febbraio 2022 e il 7 dicembre 2023. Ora ha chiesto al Congresso di approvare una voce di bilancio di “aiuti urgenti” pari a 95,3 miliardi di $ per l’Ucraina, Israele e Taiwan, che è stato finalmente approvato dal Senato martedì scorso, 13 febbraio 2024, dopo difficili negoziati.

Questi aiuti consentiranno a Israele di continuare a massacrare il popolo palestinese e al presidente fantoccio dell’Ucraina, Volodymyr Zelenskyj, di riempirsi ulteriormente le tasche e inviare i suoi soldati a assassinare civili innocenti.

Contro Cuba non hanno mai smesso di approvare un bilancio milionario per sovvertire l’ordine interno, attraverso il pagamento di diversi gruppi ed organizzazioni create a tale scopo, sia all’estero che nell’Isola.

Un chiaro esempio del finanziamento che aspira a rovesciare il socialismo cubano è stata la richiesta, per l’anno fiscale 2022, avanzata dall’amministrazione Biden, pari a 58,5 miliardi per il Dipartimento di Stato e l’Agenzia USA per lo Sviluppo Internazionale, USAID, che ha comportato un aumento del 10% rispetto al bilancio approvato nel 2021.

In questa somma di milioni di $ si includono 20 milioni destinati ai cosiddetti “programmi per la democrazia”, cifra che viene mantenuta da anni, nonostante non abbia raggiunto i risultati attesi. Allo stesso modo, la Casa Bianca ha chiesto anche 810,396 milioni per l’Agenzia USA per i Media Globali, incaricata di supervisionare l’Ufficio di Radiodiffusione per Cuba e di disegnare le matrici della guerra mediatica contro la Rivoluzione a livello mondiale. Questo Ufficio è responsabile di amministrare il lavoro sovversivo di Radio e TV Martí, che non si sentono né si vedono sull’Isola, ma mantiene 117 dipendenti con un bilancio annuale vicino ai 28 milioni di $.

Quei miliardi di $ che sprecano fanno parte del grande e crescente deficit fiscale che i cittadini USA pagano e sono una delle cause dell’inflazione sofferta dalla sua popolazione, che non può chiedere conto alle diverse amministrazioni yankee la responsabilità di sostenere quei gruppi e organizzazioni controrivoluzionarie che non lavorano, solo succhiano milioni agli yankee e costituisce una massa di approfittatori arricchiti.

Una di queste organizzazioni è la cosiddetta Cuban Prisioners Defenders, fabbricata nel 2018 in Spagna, con la missione di diffamare la Rivoluzione, attraverso l’applicazione dei copioni preparati dal Dipartimento di Stato, per realizzare campagne mediatiche che mirano a confondere l’opinione pubblica europea, soprattutto i gruppi di solidarietà con Cuba e creare matrici di opinione contro la Rivoluzione cubana; vecchio metodo utilizzato dal Dipartimento di Stato e dalla CIA dal 1959.

Gli yankee gli hanno affidato il compito di presentare rapporti falsi e diffamatori contro Cuba al Parlamento Europeo; il Servizio di documentazione dei diritti umani del Parlamento Europeo; la Commissione Interamericana dei Diritti Umani; le Nazioni Unite e anche inviano i suoi rapporti anche a vari media europei come ABC, El Mundo, Le Monde, Le Point, Le Figaro, Telegraph, The Times, Euronews, Il Giornale e Die Welt, dove la CIA deve aver reclutato diversi giornalisti ed editori, come fanno da molti anni, un fatto noto nella declassificata Operazione Mangusta e da dichiarazioni dell’ex ufficiale della CIA Philip Agee.

Ricordiamo che Cuban Prisoners Defenders ha l’appoggio dell’agente della CIA Luis Almagro, Segretario Generale dell’Organizzazione degli Stati Americani e della Fondazione Nazionale Cubano Americana.

Una delle più recenti campagne di menzogne è l’accusa secondo cui Cuba ha “1066 prigionieri politici” e “soffrono tutti di patologie mediche”. Colpisce, tuttavia, il suo silenzio nei confronti dei prigionieri statunitensi, compresi alcuni minorenni; gli omicidi perpetrati da Israele contro il popolo palestinese e le migliaia di prigionieri senza processo che subiscono torture nelle carceri israeliane, tra cui decine di bambini.

Prisoners Defenders gonfia cifre e bolla come “prigionieri politici” coloro che, pagati ed seguendo ordini degli USA, commettono atti criminali violenti e perfino comprovate azioni terroristiche.

Gli USA non sopportano che, nonostante l’impiego di milioni di $, nessuna di queste campagne danneggia l’immagine della Rivoluzione e che Cuba venga eletta a larga maggioranza per far parte della Commissione per i Diritti Umani dell’ONU.

Javier Larrondo, presidente di Prisoners Defenders, ha presentato una causa in Spagna contro il giornalista spagnolo e coordinatore dei media digitali Cubainformacion, insieme al rappresentante legale dell’associazione Euskadi-Cuba, chiedendo per entrambi una condanna a sei anni di reclusione e una cifra che, tra risarcimenti e multe, si avvicina ai 70mila euro, nel disperato tentativo di mettere a tacere le voci a favore di Cuba e  stroncare la continua denuncia che questo media realizza sulle azioni degli USA per rovesciare la Rivoluzione, principalmente la guerra economica, commerciale e finanziaria.

Questa è un’ulteriore prova che gli USA non rispettano la libertà di stampa e di espressione, così come fanno contro il giornalista australiano Julián Assange, incarcerato senza processo, per denunciare gli atti illegali degli yankee.

Così operano i cosiddetti paladini della libertà e in ciò sprecano il denaro dei contribuenti, invece di usarlo per migliorare il loro sistema sanitario ed educativo e costruire case per i lavoratori che non possono pagare le bollette di quei servizi fondamentali per la vita degli esseri umani.

José Martí aveva perfettamente ragione quando affermava: “Un principio giusto, dal fondo di una caverna, è più potente di un esercito”.

Fonte: El Heraldo Cubano

Traduzione: cubainformazione.it

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