La Patria è cresciuta

Per molti anni ho visto scorrere il tempo; il tempo che guarisce tutto, che trasforma tutto e che è davvero l’unica cosa che possediamo veramente. Il tempo storico può fare tutto, fa crescere tutto e anche le metafore della vita cambiano. Il tempo è il più ricco dei nostri beni; e nel corso del tempo che ho vissuto, ho visto come le persone maturano e come le cose vengono rimesse al loro giusto posto. I cubani, cioè noi, sono stati testimoni delle vicissitudini del tempo storico, quello che muove le vele e fa scorrere i giorni e le notti; quel tempo è nostro e non lo scambieremmo con nessun altro sul pianeta. È il nostro tempo, il più caro, il migliore.
Oggi nulla è impossibile, perché siamo cresciuti e non siamo più gli stessi di anni fa. Il cubano, questa dolce parola come ci diceva José Martí, è un essere che cresce e che mette la sua condizione cubana al di sopra di tutti gli attributi che può possedere.
Fernando Ortiz lo ha detto con chiarezza meridiana: “La cubanità è la vocazione di essere cubano, ovunque tu sia nato, ovunque tu viva e ovunque tu respiri”. E questa vocazione è imbattibile. Nel corso degli anni ho visto anche molti cubani che non vivono nella loro patria, amarla, venerarla ed esserle fedeli.
Questo significa che essere cubani non deve essere confinato in nessuna geografia, è una condizione dell’anima e dello spirito. Nulla può sminuirla, nulla la condiziona. Alcuni hanno persino offerto la propria vita per difenderla, come Carlos Muñiz Varela o Lourdes Casal, che è venuta a morire a Cuba ed è sepolta nel pantheon dei nobili patrioti cubani. O molti altri, storici, insegnanti, scrittori o collezionisti, come l’illustre Emilio Cueto, che custodisce nella sua casa di Washington preziosi e delicati lotti di arte cubana. Insomma, molti che ora vedranno realizzati i loro sogni, sogni di fraternità, giustizia ed equità, uomini e donne del popolo che non dimenticano le loro origini e che sono figli di quest’isola, come noi.
Ricordo che Fidel disse ai cubani venuti negli anni ’70 per sostenere la Rivoluzione: “La Patria è cresciuta”. Non lo dimenticheremo mai. E la Patria è cresciuta in maturità perché il tempo è implacabile e mette le cose al loro posto. I cubani di oggi non sono più gli stessi, nuovi immaginari sono apparsi nella nostra vita, nuove azioni, nuovi scopi, nuovi sogni?
Gli affetti, ad esempio, non sono determinati dalla vicinanza o dalla distanza, ma dalla magia delle nuove tecnologie. E i valori si misurano da altre prospettive: il cyberspazio, per esempio. Siamo cyber-nonni, cyber-genitori, cyber-fratelli, cyber-amici? La distanza fisica non è un ostacolo alla comunicazione e alla comprensione tra le persone. Siamo tutti alla distanza di un clic, non senza affetto.
Così i cubani di oggi, ovunque vivano, ovunque respirino, parlano alle nostre orecchie con molteplici respiri di affetto, anche se forse meno vicini ma più frequenti. Il cyberspazio ci tiene uniti con legami indistruttibili che prima non esistevano. Non c’è più motivo di stabilire distanze che i tempi passati tracciavano per noi come un flagello o un muro di contenimento. Oggi più che mai siamo uniti da reti affettive che cancellano le distanze fisiche o temporali. Il tempo è diverso; il tempo è oggi e adesso, non domani.
Viviamo il tempo degli affetti e del dialogo permanente. Sosteniamo questa legge che ci unisce in un solido abbraccio planetario. I cubani sono coloro che amano la loro terra, che non la insozzano, che la degnano del loro caldo o nostalgico abbraccio, ovunque si trovino, ovunque vivano. I cubani sono coloro che hanno la Stella Solitaria tatuata sul cuore.
Sarà chi si assume i propri doveri e rispetta le garanzie della Costituzione della Repubblica. Coloro che godono pienamente della condizione di cittadinanza che questa legge protegge e ci rende migliori, più giusti e più contemporanei.
Viva la fratellanza tra tutti i cubani!
di Miguel Barnet – poeta, narratore, saggista ed etnologo cubano. Ha svolto ricerche sulle diverse fonti della cultura cubana. È stato discepolo di Fernando Ortiz (1881-1969). La sua opera Biografía de un cimarrón (Biografia di un marocchino) è un classico della letteratura cubana. È membro effettivo dell’Accademia cubana della lingua. Nel 2002 gli è stata dedicata la Fiera Internazionale del Libro dell’Avana, in riconoscimento della sua vita e del suo lavoro. È uno dei fondatori dell’UNEAC e ne è stato eletto presidente al Congresso tenutosi nell’aprile 2008; il giorno di chiusura del 9° Congresso di questa organizzazione (giugno 2019) è stato eletto presidente onorario. Membro del Consiglio di Stato della Repubblica di Cuba dal 19 aprile 2018, carica che ricopre fino al 10 ottobre 2019.
(Intervento all’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, durante la discussione del progetto di Legge sulla Cittadinanza)
Fonte: CUBADEBATE
Traduzione: italiacuba.it


































