Avevamo ragione noi

Care/i compagne e compagni, come ricorderete nel 2022 l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba è stata oggetto di deposito e notifica di Ricorso presso il Tribunale di Milano, promosso da Michele Curto, Mattia Baldini e Roberto Forte, a seguito di rigetto da parte del Circolo di Torino prima e dell’Associazione Nazionale poi, della loro richiesta di adesione effettuata on line. Le richieste di iscrizione furono rigettate visto il ruolo di alto livello ricoperti dai richiedenti “in altra organizzazione che si distingue nell’organizzazione di iniziative e attività oggettivamente alternative e spesso in concorrenza con quelle promosse da questa organizzazione. Ciò rende pertanto palese l’incompatibilità con l’adesione a questa Associazione”.

A seguito di ciò, i tre soggetti hanno presentato istanza di revisione della decisione di rigetto al Comitato di Garanzia (C.d.G.), alla luce dell’art. 5 dello Statuto dell’Associazione. In data 17.02.2022 il C.d.G. ha deliberato la conferma del rigetto con la seguente motivazione:

  • “i componenti del Comitato di Garanzia ritengono fondati i provvedimenti deliberati dal Circolo di Torino e dalla Segreteria ANAIC, ad eccezione del Presidente del Comitato di Garanzia…omissis… Ai sensi dello Statuto, pertanto, è stata deliberata a maggioranza la conferma della delibera di rigetto di iscrizione dei tre ricorrenti C.F.B”.

Ricorrendo al Tribunale, ci hanno in pratica fatto causa, con tutte le possibili gravi implicazioni che un tale atto avrebbe potuto causare alla nostra organizzazione, in quanto a immagine e a risorse economiche necessarie per la difesa legale.

La causa ha poi seguito il suo iter e, con Decreto di inammissibilità n. cronol. 1616/2024 del 20/03/2024 RG n. 18033/2022, il Giudice del Tribunale di Milano ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso depositato e notificato all’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba e al Circolo di Torino dell’Associazione stessa, da Roberto Forte, Michele Curto e Mattia Baldini, condannandoli in solido tra loro alla rifusione delle spese processuali in favore dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, liquidate in € 5000,00 per compensi, oltre al rimborso forfettario delle spese generali nella misura del

15%; IVA e CPA come per legge.

Hanno quindi perso.

Non soddisfatti però della decisione del Giudice di primo grado, i tre hanno ritenuto di depositare una

citazione in appello presso la Corte d’Appello di Milano, costringendo l’Associazione, alla quale sono evidentemente tanto affezionati, ad aggiuntivi sacrifici economici per un’ulteriore difesa legale.

Arriviamo quindi al pronunciamento della corte d’Appello del 25 marzo 2026: “La Corte, disattesa o assorbita ogni contraria o ulteriore domanda, istanza ed eccezione, definitivamente pronunciando nel contraddittorio delle parti così provvede:

  1. respinge l’appello proposto dai signori Roberto Forte, Michele Curto e Mattia Baldini avverso l’ordinanza del Tribunale di Milano in data 19 marzo 2024 all’esito del giudizio R.G. n. 18033/2022 e comunicata in data 20 marzo 2024, ordinanza che dunque conferma;
  2. condanna gli appellanti alla rifusione, in favore dell’associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba APS e del Circolo di Torino dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, delle spese del presente grado di giudizio, che liquida in complessivi euro 6.946,00 per compensi, oltre al rimborso forfettario nella misura del 15%, IVA e c.p.a, come per legge”.

Con ciò, l’Associazione non ha solo vinto una causa ma ha stabilito un precedente giuridico, che ora esiste, e che permetterà, la prossima volta che qualcuno pretenderà di infiltrarsi arbitrariamente nella nostra comunità, di farvi ricorso.

Una cosa mai vista nei 65 anni di storia dell’Associazione. Una situazione evitabile ancorchè indipendente dalla nostra volontà e di cui avremmo volentieri fatto a meno, convinti come siamo della necessità di unione delle forze nella lotta a fianco di Cuba.

Prendendo a prestito alcuni pensieri espressi nella relazione congressuale dei compagni dell’uscente Comitato di Garanzia, ci chiediamo cosa spinga certi soggetti a voler far parte di una comunità in modo

forzoso e contro il parere della stessa. L’unica risposta plausibile è che si voglia entrare per interessi

propri, probabilmente inconfessabili ovvero creare disturbo, intralcio o peggio.

Probabilmente in questo caso hanno prevalso fattori di scarso valore solidaristico ma di elevato tenore individualistico, che da sempre risultano essere deleteri per la causa che si suppone essere la medesima.

Compagne/i, qui non siamo di fronte a divergenze politiche; per queste abbiamo consistenti anticorpi prodotti durante la nostra lunga e gloriosa storia. Non è certo la prima volta che fronteggiamo lotte politiche dentro e fuori di noi: sappiamo bene cosa siano le separazioni, gli abbandoni ma anche i riavvicinamenti e i rientri. Mai però abbiamo assistito alla trasposizione di ciò in un fatto legale. È imperdonabile attaccare l’Associazione per via giudiziaria! E ancor più preoccupante è la consapevole volontà di far male.

Li vogliamo allora catalogare e apostrofare, come si meritano, certi esemplari che pretendono di giocare a risiko sulla nostra pelle?

Una cosa però deve essere chiara a tutte/i: quando l’Associazione viene messa sotto attacco, quando vengono messe a rischio la sua immagine e organizzazione non dobbiamo esitare nell’isolare gli aggressori e fare fronte comune nel proteggere ciò che le compagne e i compagni del nostro recente passato ci hanno lasciato in eredità.

Per parte nostra prendiamo atto dell’accaduto nella speranza che in un prossimo futuro possano primeggiare tra i sostenitori di Cuba l’amore per l’Isola, la sua Rivoluzione, le sue necessità e le sue Ragioni.

Il Presidente ANAIC

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