Per il Partito, un anno di grandi commemorazioni

Il Primo Congresso del Partito è culminato in un raduno di massa in Piazza della Rivoluzione, dove il popolo, per alzata di mano, ha confermato gli accordi adottati

Il Partito è il risultato di quella fucina storica che riassume fatti rilevanti del processo di emancipazione, molti dei quali in questo 2025 commemorano anniversari che ci motivano a ripercorrerli con particolare enfasi.

Il Primo Congresso del Partito culminò con un imponente evento nella Plaza de la Revolución, nel quale il popolo, per alzata di mano, confermò gli accordi adottati. Foto: Archivio Granma
«Il Partito riassume tutto. In esso sono sintetizzati i sogni di tutti i rivoluzionari della nostra storia; In esso si concretizzano le idee, i principi e la forza della Rivoluzione; In esso i nostri individualismi scompaiono e impariamo a pensare in termini di collettività; Egli è il nostro educatore, il nostro maestro, la nostra guida e la nostra coscienza vigile quando noi stessi non siamo capaci di vedere i nostri errori, i nostri difetti e i nostri limiti; In esso ci uniamo tutti e insieme facciamo di ciascuno di noi un soldato spartano della più giusta delle cause e di tutti noi insieme un gigante invincibile; in esso le idee, le esperienze, l’eredità dei martiri, la continuità dell’opera; “Sono garantiti gli interessi del popolo, l’avvenire del Paese e i legami indistruttibili con i proletari costruttori di un mondo nuovo in tutti gli angoli della terra…”

In questo frammento del Rapporto Centrale che Fidel, in qualità di Primo Segretario, presentò al Primo Congresso del Partito Comunista di Cuba, nel dicembre 1975, si definiscono molti degli elementi che sostengono la solidità morale che precede quell’autorità legale che La Costituzione della Repubblica riconosce al PCC il ruolo di “forza politica dirigente superiore della società e dello Stato”.

Come ogni cosa legittima che identifica e rappresenta la Rivoluzione cubana, il Partito è il risultato di quella fucina storica che riassume fatti rilevanti del processo di emancipazione, molti dei quali commemorano nel 2025 anniversari che ci spingono a rileggerli con particolare enfasi.

I GLORIOSI PRECURSORI

Il 16 agosto segnerà il centenario del momento storico in cui diversi gruppi comunisti locali, come quelli dell’Avana, Guanabacoa, San Antonio de los Baños e Manzanillo – 17 persone in totale – si riunirono per formare il primo partito marxista-leninista. che prese il nome di Partito Comunista di Cuba.

In quel gruppo spiccavano due figure: il combattivo leader studentesco Julio Antonio Mella, che aveva fondato la Federazione degli Studenti Universitari nel 1922 e ne aveva diretto il primo Congresso, e il patriota Carlos Baliño, amico personale e collaboratore di José Martí nella fondazione e organizzazione del Partito Rivoluzionario Cubano. Successivamente si unì a loro l’intellettuale e famoso poeta Rubén Martínez Villena, allora consigliere giuridico della neonata Confederazione Nazionale dei Lavoratori di Cuba (Cenoc).

Questo nucleo di progressi iniziò il difficile percorso che in breve tempo divenne una forza politica impossibile da ignorare, per il suo lavoro e la sua influenza.

VERSO UNA NUOVA TAPPA

Il 30 e 1 settembre. Nell’ottobre del 1965 si realizzarono gli importanti incontri preparatori, culminati il 2, nei quali il Primo Segretario, a nome della Direzione Nazionale, riferì sugli accordi adottati che segnarono il futuro del Partito Comunista di Cuba come massima forza dirigente del la società e lo Stato, la sua nuova struttura e le sue funzioni.

Il 2 stesso si formò il primo Comitato Centrale, che tenne la sua prima riunione, e il giorno successivo, in un evento pubblico presso l’allora Teatro Chaplin – oggi Karl Marx –, sarebbe stato presentato quel Comitato Centrale, il Comitato Politico Ufficio di presidenza, la Segreteria, le commissioni di lavoro e il Segretario di Organizzazione, come nuovi organi direttivi del partito.

Si riferiva della fusione dei giornali Hoy e Revolución in quello che da allora sarebbe diventato il giornale Granma, organo ufficiale del Partito, con un nome che è simbolo ed espressione della spedizione in yacht con cui navigarono, dal Messico al l’Est di Cuba, 82 combattenti, con Fidel al comando.

Quella seduta del 3 ottobre ebbe anche altri due momenti di straordinaria solennità, significato e risonanza storica: uno fu la lettura, da parte di Fidel, della memorabile lettera di addio del comandante Ernesto Che Guevara, il cui testo – ha affermato il Primo Segretario – “si spiega “, e ne ha fatto un documento paradigmatico e sostanziale per tutti i rivoluzionari di Cuba, dell’America Latina e dei Caraibi, così come per la causa internazionalista in ogni angolo del mondo.

Un altro evento straordinario e profondo è stato il cambio del nome del Partito. Proprio lì, su richiesta di Fidel, i presenti concordarono e approvarono che l’allora Partito Unito della Rivoluzione Socialista venisse ribattezzato Partito Comunista di Cuba, in conformità con gli obiettivi e i compiti dell’edificazione socialista, la sua ideologia e struttura organizzativa e il suo ruolo guida nella la nuova società. Pertanto, quella data, di cui quest’anno si celebrerà il 60° anniversario, si qualificherebbe come uno degli eventi più importanti dopo il trionfo rivoluzionario.

«Questo passo significa molto, significa uno dei passi più trascendentali nella storia del nostro Paese, significa il momento storico in cui le forze unificanti sono state superiori alle forze che si sono disperse e divise, significa il momento storico in cui tutti il popolo rivoluzionario strettamente unito, in cui il senso del dovere prevaleva su tutto, in cui lo spirito collettivo trionfava su tutti gli individualismi, in cui gli interessi della Patria prevalevano ampiamente e definitivamente su tutti gli interessi individuali o di gruppo; Significa aver raggiunto il massimo grado di unione e di organizzazione con la più moderna, la più scientifica, e allo stesso tempo la più rivoluzionaria e umana delle concezioni politiche”, ha sottolineato il Comandante in Capo.

UNITÀ E CONTINUITÀ

Dopo più di 15 anni di provvisorietà rivoluzionaria, il 26 luglio 1974, Fidel annunciò che, nella seconda metà dell’anno successivo, si sarebbe svolto il Primo Congresso del Partito. Una volta realizzato il Programma Moncada, furono promulgate le leggi fondamentali della Rivoluzione e apportati i cambiamenti più urgenti, fu proclamato il carattere socialista della Rivoluzione nei giorni precedenti la vittoria di Playa Girón, e “i giorni luminosi e tristi della della crisi d’Ottobre”, la direzione rivoluzionaria riteneva che fosse giunto il momento di fare un altro passo nell’organizzazione del Partito e di aprire la strada verso l’istituzionalizzazione dello Stato e del Governo, compresa una nuova Costituzione che avrebbe organizzato il processo legislativo, elettorale e l’ordinamento giuridico del paese.

Il 10 aprile 1975 fu annunciata la convocazione del Primo Congresso, che fu reso pubblico il 16 aprile, sotto forma di appello pubblicato su Granma, in omaggio al 14° anniversario della vittoria di Girón.

Il processo organizzativo del Congresso è stato diretto dalla Commissione Preparatoria Centrale, con Fidel come Presidente e Raúl come Vice Presidente, ed era composta da 13 membri. Il Congresso è culminato con un grande evento nella Plaza de la Revolución, in cui il popolo, per alzata di mano, ha confermato gli accordi adottati.

Tra gli oltre 20 accordi e risoluzioni approvati figurano il Rapporto Centrale, la Piattaforma Programmatica, gli Statuti e altri relativi alla vita interna dell’organizzazione, agli aspetti economici, sociali e culturali del Paese.

È stato inoltre espresso sostegno alla collaborazione militare con il Movimento Popolare per la Liberazione dell’Angola (MPLA) e alle truppe internazionaliste cubane presenti.

Il Primo Congresso ha ratificato il cammino dell’unità e della continuità come suo cardine e prima missione, perché da questo dipende l’esistenza di Cuba come Paese, della Rivoluzione come scopo e del Partito come organizzazione dirigente.

Ciò è stato riaffermato in diverse occasioni dalla leadership del Paese. Il Partito Comunista di Cuba, come Partito degli umili, con gli umili e per gli umili, avanguardia attiva, combattiva e operosa dei lavoratori, è oggi non solo il Partito della nazione cubana, ma è l’anima del Rivoluzione.

Fonte: Granma

Traduzione: italiacuba.it

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